Butterflies (indagando la Libertà)

foto (6) foto (7) foto (8) foto (9) foto (10) foto (12) foto (14) foto (15) foto (17) foto (18) foto (21)foto (25)foto (27) foto (29) foto (30)

Annunci

Contrappunto italiano

1004807_10151541580006818_1098929678_n

Taizu Restaurant, Tel Aviv by Pitsou Kedem + Foscarini lamps

Un sofisticato linguaggio armonico caratterizza il Taizu Restaurant dell’architetto israeliano Pitsou Kedem, grazie soprattutto alla scelta degli accessori luce. Per le sale, gli spazi comuni e per la particolare cantina dei vini, le interior designer Sigal Baranowitz e Gali Amit hanno optato per le linee leggere ed incorporee delle collezioni Allegro e Allegretto di Foscarini. Gli elementi in alluminio che compongono le sospensioni disegnate da Atelier Oï si intrecciano in un delicato equilibrio e producono un suono metallico in presenza di un’oscillazione. Questa “musicalità” ha ispirato la denominazione delle tre versioni di Allegro, diverse tra loro per dimensione e colori – Allegro Ritmico, Allegro Vivace ed Allegro Assai – e si ritrova in Allegretto, la collezione di Foscarini nata da una riduzione e rivisitazione dei volumi di Allegro. Un perfetto contrappunto Made in Italy per questo beautiful place in terra straniera.

L’attimo raccolto

vIl bianco della pietra, il verde dei cipresssi, l’azzurro del cielo, il grigio del teak,  il bordeaux dei tessuti. Non chiedo altro da questo weekend.

“Parterre du relax” di Casa Campanelle, ore 13

L’ispirazione del giorno

I segni delle pesanti fenditure che attraversano gli avvolti “sfregiando” le pitture, sono le cicatrici delle profonde ferite che Casa Campanelle presentava prima dei lavori di risanamento e restauro. Certe volte mi sdraio sul pavimento in rovere antico e guardo questo affascinate soffitto. E’ una posizione “zen” per me, ispirata dal Bello ma anche cosciente che la sua forza dipende da un sacrificio, da un dolore, da una lacerazione. Non esiste il Bello, se non c’è un Male che di conseguenza ne intensifica il potere. L’armonia è spesso spezzata dalla fitta di un dolore, la perfezione dal fulmine di uno sbaglio, ma l’insieme forma un’armonia più grande che rappresenta la nostra esistenza, il nostro passaggio su questo mondo.

La sostenibile leggerezza del living

Stravolgere il paradigma, ecco l’essenza della vera creatività. E’ quello che Santambrogiomilano, un’importante realtà imprenditoriale che realizza progetti in vetro dal carattere esclusivo, ha pensato di fare con il concetto “chiudersi fra quattro mura”, dimostrando ancora una volta che progettare significa ricercare con passione perché, come recita l’antico detto, “colui che cerca, trova”… l’invisisbile.

L’obiettivo è trasparente come il vetro: eliminare di fatto tutto ciò che può distrarre lo sguardo dalla contemplazione a partire dalla natura che ci circonda, alle forme pure di oggetti d’arredamento. Nascono così la Glass House e la collezione Simplicity.

Simplicity nasce dalla collaborazione di Carlo Santambrogio col designer Ennio Arosio che dà forma “trasparente” ad un modo netto ed essenziale di concepire e vivere gli spazi, dove gli elementi seppur fortemente caratterizzanti non sovrastano l’ambiente che li circonda ma entrano in perfetta simbiosi con esso.

Assemblando giunti e piani di vetro, le superfici si de-materializzano grazie a piani trasparenti sospesi e travi in vetro. Un esempio di particolare effetto lo troviamo nella scala con i suoi elementi strutturali in vetro totale che, priva di qualsiasi profilo in acciaio, risalta per la sua assoluta trasparenza e leggerezza.

Le realizzazioni Simplicity sono in vetro extra-chiaro Saint Gobain, temperato e stratificato, denominato Diamant per le sue caratteristiche di estrema purezza e lucentezza, interpretato in maniera unica attraverso l’impiego di spessori molto importanti (30 mm) e trattato con particolari procedimenti tecnici volti a garantirne l’assoluta sicurezza.

Particolarmente ineterssante è il momento in cui il vetro, da componente strutturale dello spazio, con la sua purezza e perfezione, crea un interessante contrasto con un altro materiale – ad esempio il legno e le sue materiche venature – ammorbidendo in questo modo, l’austerità e il minimalismo dell’assoluta trasparenza.

Incontri e contaminazioni d’arte, ovvero, l’armonia del “Bello”

Nella splendida cornice di un antico mulino in Valle di Ledro, in Trentino, Luca Degara, artista e designer trentasettenne, ha scelto di mettere le radici della sua arte e di farne il suo atelier/schowroom dove lavorare legno, vetro, acciaio, ceramica, oro e carbonio. Una singolare alchimia di artigianato, design e filosofia, il cui esito sono oggetti di arredo che si trasformano in opere d’arte.

In questi giorni, Luca Degara espone con la sua personale dal titolo “Arte & Design” alla Galleria Civica “Giuseppe Craffonara” di Riva del Garda, una mostra stimolante soprattutto dal punto di vista delle aperture trasversali alle arti e della contaminazione dei generi.

Durante il suo percorso artistico, il giovane artista ha perfezionato una peculiare forma d’arte che si caratterizza per gli accostamenti armonici tra elementi naturali e prodotti più raffinati del lavoro dell’uomo. «Solo amando e dosando i materiali – dice Luca Degara – giungo allo scopo del mio lavoro: la proporzione al di fuori del tempo e dei preconcetti; l’armonia fra gli opposti, siano essi forme, pesi o ideali».

Un’attività di sperimentazione che esprime un messaggio in cui l’unione di passato e futuro, tradizione ed innovazione, natura e tecnologia non sono più realtà inconciliabili, anzi si esaltano a vicenda: «Utilizzo e unisco materiali diversi e dalle caratteristiche uniche – dice Degara – come acciaio e cristallo, preziosi come l’oro o innovativi come la fibra di carbonio».

Luca Degara, da sempre sapiente lavoratore del legno, ha saputo,  in questi ultimi anni, proiettare le proprie opere in una dimensione  “ambientale”. Il legno, la materia sempre viva, che trattiene in sé la storia  del mondo, incontra la perfezione fredda e asettica dell’acciaio.

E’ così che nasce il design di Degara, oggetti come tavoli scultura, installazioni luminose, comunque sculture vive nella forma e nell’anima, esposte in giro per il mondo ed oggi anche nella sua terra natale.

La mostra di Degara si è rivelata altresì ispiratrice di una riflessione sullo stato attuale dell’arte, concretizzatasi in un incontro pubblico tenuto da Fiorenzo Degasperi, scrittore e giornalista trentino, già direttore della Civica di Trento, ad oggi il più capace curatore e critico della realtà storico-artistica della regione. “Le esperienze di contaminazioni tra le arti e la ricchezza di alcune sperimentazioni con lo spirito  rivolto al rinnovamento della società e dell’uomo, sono state determinanti nella storia dell’arte. Oggi però, essa deve fare i conti con una forte cecità derivata dal narcisismo, dall’egoismo, dall’individualismo, elementi questi che  impediscono ogni confronto, parametro, giudizio. Fattori che scartano  volutamente i valori e i simboli” afferma Degasperi. “E’ un’arte, quella odierna, che viene quindi relegata nella mente singola e solitaria dell’artista, che respira l’aria dello studio o al più di una parete di una galleria d’arte, ma che ha perso  i legami con la terra e il cielo, con l’individuo e la socialità. Soprattutto, sembra che abbia dimenticato la sua vocazione alla ricerca. Ma tra le pieghe contemporanee” continua il critico, “si affacciano artisti che con lo  sguardo sanno andare al di là, sbirciare lateralmente, impossessarsi di altri territori  estetici, ingoiare vogliosi gli stimoli che provengono da rami culturali apparentemente lontani. Uno di questi è Luca Degara”

Luca Degara “Arte & Design” Sala Civica “G.Craffonara” Giardini di Porta Orientale – Riva del Garda orario: 10.00 – 12.30 14.00 – 18.00 lunedì chiuso. Fino all’11 marzo.

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: