Quando il design è motore di innovazione

DEA Design per il Trentino è un progetto  di valorizzazione e promozione del territorio e delle sue realtà imprenditoriali,  supportato dall’ Assessorato all’Industria, Artigianato e Commercio della Provincia Autonoma di Trento, promosso  da CEii Trentino con la partecipazione di Trentino Sviluppo ed il coordinamento scientifico del Dipartimento INDACO del Politecnico di Milano.

L’iniziativa si propone di sviluppare progetti innovativi di design legati al prodotto, al servizio o alla comunicazione con le imprese artigiane trentine attraverso lo scambio continuo ed il trasferimento di competenze tra le imprese e i giovani designer. 

Per i designer è un’occasione per entrare in contatto diretto con il mondo dell’impresa, soprattutto con il sistema di vincoli ed opportunità che essa offre,  per le imprese rappresenta una opportunità preziosa per testare direttamente le potenzialità del design come leva d’innovazione.

Al suo terzo anno di vita, il progetto riscuote notevole successo e lo dimostrano i numeri in continua crescita. Da parte delle imprese trentine sono pervenute venti candidature, segno del forte interesse verso un servizio che mette in contatto due realtà, quella delle imprese e quella dei designer.

Tra tutte le domande ne sono state selezionate otto da una giuria di tecnici ed esperti sulla base dell’originalità e dell’innovazione delle proposte. Le “vincitrici” avranno la possibilità, nei prossimi mesi, di collaborare gomito a gomito con giovani designer provenienti da tutta Italia, anch’essi selezionati tramite apposito bando (142 i curricula pervenuti, dei quali 27 dal Trentino) per elaborare nuove idee e presentarle in anteprima al FuoriSalone di Milano nell’aprile 2012, partecipando in prima persona ad un reale processo di innovazione.

Quello che viene proposto con DEA PLUS (naturale evoluzione del progetto DEA Design e Artigianato per il Trentino nato come iniziativa sperimentale e poi divenuto un servizio per le aziende che vogliono guardare avanti con occhi diversi) è un modello di trasferimento di conoscenza di design e di costituzione di reti per valorizzare il territorio dove imprese, istituzioni, università e giovani designer creano un circuito virtuoso per l’innovazione, che si concretizza in servizio.

www.designhub.it/dea/www.ceii.it

 

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Fuoco, quello che sei per me

fuoco

E’ il fuoco il mio segno. Dimora nella mia casa nel grande camino in pietra peperina ricostruito là dove stava il vecchio focolare domestico. Un amico toscano l’ha realizzato seguendo fedelmente il disegno che riproduce un antico modello di camino cinquecentesco. Sulla base vi è incisa una scritta: “Per ignem, vita”. Attraverso il fuoco, la vita.  Attraverso la passione ed il carattere di una persona, attraverso le prove e le sofferenze più dure, un’esistenza si forgia, l’esperienza si plasma.

Il fuoco è ciò che ci dà la vita, è vita, arde nel nostro cuore. E’ la passione verso qualcosa o per qualcuno, ciò che ci scalda, ci coinvolge, ci inquieta. Il fuoco è così, anche tormento, dolore, peccato, rimorso. La catarsi.

Il fuoco è emozione. Provate ad interpretarlo con i cinque sensi: il tatto, le mani che si riscaldano al tepore emanato; l’udito, il rumore del crepitio della legna che arde; la vista, la luce avvolgente della fiamma; l’olfatto, le essenze che bruciano inesorabilmente, ed il gusto, il sapore inimitabile di certi cibi cotti sul fuoco.

Il fuoco è mistero. Le scintille sprigionano la vita e con un movimento sempre diretto verso l’alto, verso il cielo, rappresentano una presenza che attrae, che provoca un senso non sempre descrivibile di pace e rilassamento. Rapisce lo sguardo e lo porta lontano, avvolge in un abbraccio di calore e inonda di una luce unica.

Come un cuore sorgente di emozioni, come il magma al centro della terra, così il focolare, edificato all’interno di una casa, è il simbolo della solidità e del calore umano di una famiglia.

Ed infine, il fuoco è la luce, è l’idea, è l’ingegno. Sarà anche il protagonista del secondo volume della collana “Memorie d’artigiano”, curato da me con fotografie di Roberto Vacis, edito dalla Provincia autonoma di Trento nei primi mesi del 2012, dove verrà raccontato, attraverso mani e volti, un rapporto speciale, quello tra artigiano e fuoco, appunto. E’ un’illuminazione, come una scintilla, che fa scaturire l’idea geniale di un’opera unica e come in un braciere, ardono in un artigiano, il carattere, la passione ed il sacrificio del suo lavoro.

Tu sei il mio Fuoco. E’ tutto questo quello che penso mentre ti guardo, è tutto questo quello che provo mentre ti sento.

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Campanelle

MUSICA – light my fire doors http://www.youtube.com/watch?v=M_yWyBjDEaU

Dove nascono i pianoforti

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Il legno trentino, risorsa economica, valore culturale, potente mezzo espressivo, lavorato dalle abili mani degli artigiani che con la loro arte ed il loro ingegno sanno trasformare l’abete rosso della Valle di Fiemme nei capolavori dell’arte liutaia come Stradivari, Guarnieri e Amati.

La musicalità dell’abete di risonanza delle foreste di Paneveggio ha fatto il giro del mondo. E accanto ai maestri liutai c’è anche chi continua la sua ormai secolare missione di famiglia, creare armonium e pianoforti.

Il corso Ausugum a Borgo Valsugana è una stretta via che taglia per il lungo l’antica borgata, una specie di Spaccanapoli fiancheggiata da palazzotti e antiche case, con le botteghe da cui si affacciano negozianti e artigiani a conversare con la gente che passa. In fondo al Corso, per chi viene da Trento, sulla destra, in un vetusto palazzotto c’è la bottega dei Galvan, fabbrica all’inizio di fisarmoniche, poi di armonium e pianoforti.

Questo è il regno dell’artigianato da musica trentino di Egidio Galvan. Un’eredità preziosa ed importante raccolta negli anni dal figlio Romano e poi dal nipote Egidio Galvan jr che ha frequentato per parecchi anni i corsi per costruttori di pianoforti a Ludwigsburg, presso Stoccarda specializzandosi nella costruzione e riparazione.

Andare da Galvan significa prima di tutto percorrere un viaggio a ritroso nel tempo, poi, rifarsi gli occhi e l’animo per la bellezza e la musicalità di queste opere d’arte ed infine, se vogliamo, per scegliere il nostro strumento.

E’ da Egidio Galvan a Borgo Valsugana che ho acquistato il vecchio pianoforte viennese che campeggia nella biblioteca del secondo piano. L’ho scelto “a sentimento” tra alcuni in esposizione al secondo piano del negozio-museo. Sì, perché questo atelier espone una preziosa raccolta di materiale fotografico e pezzi unici, come organetti, armonium e pianoforti che testimoniano la storia della ditta Galvan e di questi strumenti nel mondo.

Galvan Egidio C.so Ausugum, 112 a Borgo Valsugana (TN) tel. 0461.753114 www.egidiogalvan.it

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIE – @Casa Campanelle

MUSICA – Tchaikovsky Concerto per pianoforte op.23: Allegro con fuoco http://www.youtube.com/watch?v=Tl-vgqaXijk

 

Lauro Defrancesco, il museo del fuoco

www.laurodefrancesco.it

Artigianato tecnologico sull’acqua

E’ il momento. Te lo senti dentro. La scenografia, che sia essa lago, mare o oceano, fa da cornice ad una simbiosi perfetta tra acqua e aria. Poi ci sei solo tu e la tua tavola, un legame che inizia quando la vedi la prima volta, ancor più quando la immagini prima che le abili mani di un artigiano la realizzino.

C’è qualcuno sul Garda, capace di concretizzare l’oggetto dei tuoi desideri, la tua compagna ideale di queste avventure. Basta pensare che in tutta Europa sono solo in dodici che sanno costruire artigianalmente tavole da surf, per comprendere l’esclusività di questo mestiere, dove manualità ed innovazione lo trasformano in un’arte.

Si tratta di un artigianato tecnologico, evolutosi negli ultimi anni in tecnica della progettazione e nella costruzioni di queste attrezzature puntando principalmente ad un obiettivo: realizzare tavole sempre più leggere.

Il prodotto è di altissimo livello, riservato esclusivamente ad un cliente estremamente esigente. Le tavole vengono realizzate su misura, utilizzando fibre di carbonio sottovuoto. Per una tavola ci vogliono 40 ore di lavoro dalla progettazione alla lavorazione, poi il prototipo viene testato nella zona settentrionale o meridionale del Lago, a seconda delle stagioni.

Una passione che nasce da lontano, dopo il lavoro di carrozziere, portando via un pezzo di tavola rotta lasciata sulla spiaggia del Lago da un famoso surfista e portandolo nel laboratorio di un amico orefice. Erano solamente degli strati di fibra di vetro con anima in polistirolo. E’ nata così la sua prima tavola che dopo le prime prove in acqua, lo ha catapultato irreparabilmente nel mondo del windsurf.

Lo spirito che anima questo artigiano è unico, investire sull’esperienza acquisita e sperimentare nuovi materiali e metodologie. E poi c’è l’attenzione verso il nuovo ma sempre in linea con le tendenze del mercato. Accanto al lavoro artigianale, dove il progetto di una tavola rasenta la maniacale perfezione – la tolleranza di errore nella simmetria di queste tavole è di un solo millimetro – c’è l’utilizzo delle ultimissime tecnologie e metodologie di lavoro.

All’interno del laboratorio, le tavole sono esposte come quadri in una pinacoteca. Materiali, forme, colori. Sono opere d’arte. La loro unicità, il loro valore, li puoi percepire e vedere. E’ facile comprendere che per questo artigiano, realizzare e vendere una tavola significa vivere e condividere delle emozioni.

 

TESTO – ds da “Memorie d’acqua”

FOTOGRAFIA – ds da Roberto Vacis

MUSICA – Nobody Rides for Free Ratt http://www.youtube.com/watch?v=pkFnLwqACt4

 

“Memorie d’acqua”

Memorie d’acqua” è il primo volume di una collana di libri fotografici dedicati all’artigianato promossa dal Servizio Attività Culturali della Provincia di Trento. E’ un viaggio che racconta con immagini e parole, lo speciale rapporto di fatica e di creatività che lega il mondo degli artigiani a quello dell’acqua. Storia, tradizione, memoria ma anche innovazione tecnologica; antichi saperi e mestieri che hanno segnato e segnano la vicenda umana ed economica del nostro territorio: dallo zattiere alla fucina, dall’arrotino alla lavandaia, dal birrificio alla costruzione di surf, dalle turbine idrauliche alla segheria veneziana, dal fotografo al pastificio. I testi sono curati da me, le fotografie sono di Roberto Vacis.

In attesa della pubblicazione di “Memorie di fuoco”, prevista a breve, Walter Nicoletti, giornalista e scrittore trentino recensisce il primo volume.

Da Platone ai giorni nostri l’umanità si è continuamente misurata con gli elementi fondamentali dell’esistenza. La terra, il fuoco, l’aria e, quindi, l’acqua. Acqua fonte di vita e di energia. Acqua come sentimento e suggestione, ma anche elemento essenziale per individuare l’identità territoriale di una comunità.

La prosa di Donatella Simoni e le fotografie di Roberto Vacis creano quella che si chiama una suggestione fuori da ogni spartito. Non una sommatoria di racconti “aziendali”, ma la narrazione di un legame sentimentale: una storia dei particolari, delle sfumature che accompagnano il lavoro manuale e intellettuale dell’artigiano. Il racconto coglie il non detto e a volte il non visto per descrivere l’attualità, il forte connotato di modernità che permane, resiste e si ripropone ogni giorno nell’arte della distillazione così come nella bottega del fabbro, nel laboratorio alimentare o nel birrificio artigianale.

Una serie di istantanee colte lungo i maggiori corsi d’acqua trentini alla ricerca del forte legame economico, identitario ed artigianale con questo elemento della vita. Memorie d’acqua” è un tributo sentimentale all’artigianato trentino e ai suoi protagonisti storici. Alla loro manualità e al loro forte legame con le risorse, in questo caso idriche, del territorio.

Nasce così un racconto fatto di tante istantanee che ci accompagna alla scoperta e alla definizione di quello che chiamiamo concetto di identità. Siamo quello che siamo perché nei secoli abbiamo costruito determinate culture materiali legate alle forze della natura che ci circonda. Siamo anche un popolo d’acqua, legato alla regimentazione delle acque così come al loro utilizzo idraulico ed alimentare.

Ed oggi, nel tempo della globalizzazione e della ricerca di un nuovo legame fra economica e territorio, risulta determinante illuminare le memoria sugli elementi fondamentali della vita e dell’ecologia umana. Il ritorno alla terra nel suoi svariati elementi è un’esigenza che chiama in causa la finitezza del mondo, i tanti limiti dello sviluppo e la necessità di riscoprire nuovi equilibri con la natura. Per questo il lavoro di Donatella Simoni e Roberto Vacis è stato apprezzato anche fuori dal cosiddetto circolo degli addetti ai lavori. E’ un invito a riconsiderare le risorse locali e la forza dell’artigianato. E’ una sollecitazione, che può diventare permanente, a riconnettersi con il “saper fare” e con la dimensione territoriale dell’economia per rivalutarla all’insegna della sostenibilità e di quello che in tanti chiamano sviluppo durevole.

Il racconto delle esperienze umane legate al territorio e la descrizione dei legami con le forze della natura rappresenta infine anche un nuovo esercizio che molti narratori e cronisti come Donatella stanno intraprendendo per comunicare una grande risorsa sempre attuale: il sapere artigiano. Il racconto diventa in questo modo parte integrante di un progetto di economia che dovrà nel tempo caratterizzare tutti i nostri comparti come valore aggiunto rispetto alla produzione in sé. Elemento distintivo e competitivo da contrapporre al “Made in the World” di una globalizzazione senz’anima e senza garanzia per il consumatore finale.

Dalla storia, dalla tradizione, dalle forme materiali dell’identità possiamo apprendere una grande lezione di attualità. Questo libro è un invito ed un contributo in tal senso.

 

 Per info: Servizio Attività Culturali della Provincia autonoma di Trento tel. 0461.496909

Trota e salmerino lavorati sapientemente da abili mani artigiane

Acque gelide, sapori unici.

L’unicità di un territorio che ha saputo conservare il suo equilibrio naturale, oltre che all’esperienza e dalla tradizione che in esso vengono coltivate da secoli, sono le peculiarità della lavorazione della trota e del salmerino.

Sono le acque limpide e fredde dei torrenti delle nostre montagne che, oltre a costituire un ambiente unico per quanto riguarda purezza e bassa incidenza di inquinamento ambientale, garantiscono la qualità del pesce.

Infatti, un pesce allevato in queste condizioni naturali, si adatta con la propria temperatura corporea all’ambiente, mangiando di meno e crescendo di conseguenza più lentamente. Il tempo di allevamento sarà più lungo ma il risultato sarà una carne dalle eccezionali caratteristiche di compattezza e dal sapore estremamente delicato.

Il Trentino è molto ricco di acque con caratteristiche qualitative ottimali per l’allevamento della trota iridea. Il ciclo di produzione da carne dura mediamente 18-28 mesi rispetto ai 13-14 mesi necessari ad ottenere la stessa trota in altre regioni.

Il salmerino vive nelle acque fredde e incontaminate dei laghi e torrenti alpini dove viene anche allevato. La sua crescita è molto lenta proprio a causa della bassa temperatura delle acque, la sua carne è compatta e delicata.

La trota marmorata affumicata vine chiamata marmorata perché ricorda i disegni irregolari delle venature del marmo. Vive in acque correnti limpide e ben ossigenate: abita il corso medio e inferiore dei fiumi e si adatta anche all’ambiente lacustre. È in grado di compiere notevoli spostamenti lungo il corso dei fiumi. Il dorso è grigio azzurro scuro con riflessi argentei, sui lati. Ventre chiaro e sfuma dal giallastro al bianco.

La trota iridea vive in acque correnti e lacustri fresche e ben ossigenate con fondali sassosi e resiste a temperature fino a 20 gradi dimostrandosi in grado di adattarsi in molte zone. Nei torrenti alpini tende a discendere verso valle. Vive bene nei grandi fiumi montani e di pianura che abbiano acque correnti e pure.

La lavorazione per ottenere la trota affumicata richiede delle trote salmonate della migliore qualità. Vengono pulite, filettate, poste su delle griglie per essere salate a mano con un metodo a secco molto importante, seguendo gli insegnamenti tradizionali, al fine di ridurre notevolmente il contenuto dell’acqua nel prodotto ed infine sottoposte ad una lenta affumicatura.

Da “Memorie d’acqua” Testi di Donatella Simoni, fotografie di Roberto Vacis -Provincia autonoma di Trento

Trota e salmerino, lavorati artigianalmente, puoi trovarli da Trotaoro Loc. Isolo 1 a Preore (TN)  tel 0465.322773 info@trotaoro.it  www.trotaoro.it

 

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