#adventurekit

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*ovvero, l’avventura rende sempre un po’ bambini

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Come to my world!

Mio figlio ha da poco compiuto quattro anni ed i suoi spazi cambiano e crescono con lui. Amo circondarlo di cose Belle, oltre che d’Amore, perché sensibilizzare i bimbi al Bello, è un grande dono reciproco, sia per loro che lo ricevono, sia per noi adulti che abbiamo così l’opportunità di “contaminare” passioni e “seminare” passione. Fosse solo perché “crescere in Bellezza” è il più bell’augurio che possiamo fare ai nostri figli. E al loro (mondo) futuro.

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L’attimo raccolto (in dependance)

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Cresce in bellezza. Dependance di Casa Campanelle, ore 14

*Sacco Zanotta, iPal Tivoli Audio, cuffie by Dr. Dre SOLO HD Monster Beats

L’attimo raccolto (del mattino)

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Giocando alle signore. Stanza delle pitture Casa Campanelle, ore 7

Boy&Girl secondo DUVETICA

Boy & Girl è la prima collezione bambino e bambina dai 2 ai 12 anni di DUVETICA.

Una collezione di piumini realizzati, in 19 colori saturi, energetici e luminosi. Nessuna stampa, nessuna applicazione e soprattutto nessun logo, ma solo dettagli necessari per un prodotto dal design kid-friendly.

I capi offrono un comfort termico ideale, grazie all’utilizzo esclusivo di puro piumino d’oca francese. Sono realizzati con nylon di produzione francese e giapponese, brillanti e ultra leggeri, e accessori di altissima qualità. Disegnata sempre dal team delle collezioni adulto, la linea ne mantiene intatto il DNA ed è prodotta, con i medesimi standard, dall’azienda veneziana stessa, interamente in Europa e nel rispetto dell’etica del rapporto tra produttore e consumatore.

“Soft bubble” potrebbe essere il nome di questa linea nelle taglie baby; dal classico piumino al senza maniche, lungo anche con tasche applicate, con doppia banda sul cappuccio, tutti con zip in tinta o a contrasto come le fodere interne. Un’esplosione di colore contro il freddo inverno.


Per i più grandi invece, che non saranno più invidiosi dei genitori e sanno già scegliere, i modelli acquistano una linea più sportiva e vicina al fit della collezione adulto. Per la bambina il modello lungo più sottile in vita, per entrambe il classico con e senza maniche, lungo anche con tasche applicate, con doppia banda sul cappuccio, tutti con zip in tinta o a contrasto come le fodere interne.

La collezione autunno inverno 12-13 è venduta in esclusiva nel  pop-up-shop di DUVETICA Boy & Girl. Si può accedere dalla sezione “bambino” di yoox.com e dal sito DUVETICA.

Solo applausi per “La principessa Blumarine”

Come un teatro, in un bosco. E’ l’affascinante scenografia che accoglie gli scatti di Settimio Benedusi per la nuova adv di Miss Blumarine, il brand più elegante e sofisticato dell’abbigliamento dedicato ai bambini. Un teatro itinerante all’aperto dove le bambine Blumarine si divertono ad interpretare il ruolo di principessa. Si esprimono con l’arte, la musica, l’eleganza. E’ un gioco serio, impegnato.

La collezione A/I 2012-13 dedicata alla bambina da Anna Molinari, scommette su nuove espressioni di stile, ricerca di materiali e di colori innovativi. A partire dal poetico connubio, per le occasioni speciali, di pizzo macramé e chiffon, di tessuto tecnico elasticizzato e pizzo. Principesse di un innevato paese delle meraviglie si ammantano di nuances del panna e dell’oro, di leggiadre piume, di reti laminate dorate e macramé, di morbide pellicce e di tulle  ricamati a grandi pois per gonne e abiti increspati da balze e da soffici bouclé di lana.

Un esprit bon-ton si declina in una serie di proposte nei colori del rosa e del giallo pastello con grandi check ricamati a fiori in rilievo mentre sulle T-shirt in jersey  compaiono stampe con teiera, tazzine e colorati cupcake. Giacche e pantaloni da cavallerizza si abbinano ad eleganti tessuti tridimensionali come il bouclé beige con nodini rosa, la Mongolia di maglia ed il tulle ricamato. Margherite e rose sbocciano su cappotti, abiti, gonne e top nei colori dell’azzurro e del grigio.

Gli scatti di questa campagna sono stati realizzati da Benedusi a Cape Town, South Africa.

Con te partirò

Nella stanza da letto dei bambini, la parola d’ordine è libertà. Libertà di movimento, soprattutto della fantasia che deve essere libera di poter viaggiare senza confini. Non importa il mezzo, ma importa il fine: crescere insieme a loro, stimolando la creatività ed insegnando a sognare e a credere nei sogni. Solo così si può andare lontano.

Sentire vedendo

Panta rei, dicevano gli antichi. Nessun detto è così attuale. Sembra che di questi tempi, tutto scorra ancora più veloce. Noi non riusciamo a fermarci, non riusciamo ad avere la giusta concezione del tempo, non riusciamo a vedere, sentire, toccare e gustare.

Dico spesso a mio figlio Gianmarco che ha quasi tre anni: fermati, osserva, senti…

Forme, colori, sapori, suoni. E’ arte nell’arte. La natura la prima artista. La natura ci ha donato cinque sensi, spesso dimentichiamo di averli e come utilizzarli. Dovrebbe rappresentare un esercizio importante della nostra quotidianità, ma ben presto ho capito che è solo attraverso la dimensione del piccolo Gianmarco, del suo essere bambino, che posso esercitarmi davvero.

Così, grazie a lui ho scoperto il valore del verbo SENTIRE.

Con l’udito: SENTI il merlo che canta!
Con il gusto: SENTI che sapore intenso questa fragolina di bosco!
Con il tatto: SENTI che morbida quest’erba sotto i tuoi piedini nudi!
Con l’olfatto: SENTI il profumo del basilico!

Ho scoperto che il verbo sentire non viene utilizzato solamente riferito al senso della vista. E mi sono data questa risposta: l’abilità del “sentire con gli occhi” è solo degli artisti, di coloro che con sensibilità “sentono quello che vedono” e lo rappresentano con l’arte della fotografia. Un’arte generosa, che si fa strumento (occhi) per permettere a tutti di SENTIRE VEDENDO. Qualcosa che va oltre la vista umana, che si fa sentimento.

Questo è il pensiero ispiratomi da “VITE E UVA”, fotografie di Martina Angarano tratte dell’album Plaisirdevivre.

 

Quello  che attraverso le mie fotografie cerco di cogliere e di trasmettere
è  uno  stato  d’animo  più che la rappresentazione fedele di quello che mi
circonda,  le  atmosfere,  le  sensazioni  che  nascono  da  un nostro modo
personale  di  “sentire”  e  di  vivere  le  cose  e dalla nostra personale
sensibilità  nel  restituirle attraverso la nostra creatività. Esprimere le
nostre  innumerevoli  e  mutevoli  realtà  interne.  E  ognuno può trovare,
guardando le foto attraverso il proprio modo di sentire, la “sua” realtà.

Martina Angarano

Sara Lenzi, la designer del suono

“Il suono è potente: elaborato più velocemente dell’immagine, plasma (senza che ce ne accorgiamo) la nostra relazione cognitiva, percettiva ed emotiva con gli spazi e gli oggetti che popolano il nostro mondo. Il Sonic Interaction Design è una disciplina innovativa che, attraverso il suono, trasforma la nostra relazione con gli spazi e gli oggetti d’uso quotidiano. Il mio lavoro è creare identità sonore memorizzabili, efficaci ed evocative, per reinventare il rapporto con gli oggetti, i servizi e i media” – Sara Lenzi, sound designer

Oggi tempi&modi incontra Sara Lenzi, giovane trentina che vive a Bologna. Sassofonista e compositrice elettroacustica, ha anche una laurea in Filosofia. Insegna Installazioni sonore e Composizione multimediale al Conservatorio di Rovigo. Nel 2008 ha fondato Lorelei, agenzia di comunicazione sonora che applica la musica al marketing, all’advertising, al design. Con Gianpaolo D’Amico ha creato il blog sounDesign, riferimento italiano nel panorama della progettazione sonora.

1) Sara, arredare con la musica, progettare il suono: è corretto dire che, con l’immagine, il suono è l'”elemento” marketing per eccellenza?

Nel tempo, facendo questo lavoro, ho capito che benché per me il suono fosse il senso – o il sentire – più importante, esso non ci arriva mai da solo: noi sentiamo mentre vediamo, o mentre tocchiamo, o mentre odoriamo. Nel marketing è la stessa cosa, soprattutto se ci rifacciamo alla cornice del marketing sensoriale, o di quello esperienziale/emozionale. In breve: per i princìpi che legano la nostra percezione, un suono ben progettato amplifica e potenzia esponenzialmente il piacere della nostra esperienza di un prodotto, di un marchio o di uno spazio, legandosi alle altre esperienze   – l’immagine in primo luogo. Allo stesso modo però, e questo si sottovaluta ancora molto spesso, un suono mal progettato “distrugge” altrettanto esponenzialmente la nostra esperienza, annullando qualsiasi immagine di marchio o design di prodotto, per quanto ben progettati. Mi fermo qui, potrei parlare ore di questo argomento!

2) Per fare il sound designer serve un “orecchio” particolare o il senso dell’udito può essere sviluppato?

Il senso dell’udito si sviluppa: così come non si è mai “stonati” senza speranza ma chiunque può apprendere ad essere intonato, ci vuole un pizzico di pazienza, quello sì. Perché il piacere massimo del suono è dato dal saperne ascoltare i movimenti minimi, quelli vicinissimi al silenzio. E per riuscire a sentirli, in una società molto rumorosa come la nostra, bisogna sviluppare qualche abilità.

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“La regina dei prati”, speciale per sentimento

Arrivati a Masi di Cavalese, ai piedi dell’Alpe Cermis, si percorre una stretta strada che porta al limitare del paese  fino all’agritur “La regina dei prati”, una  nuovissima struttura nata nel bosco, dal gusto contemporaneo ma perfettamente inserita nell’ambiente circostante.

Lì si trova la giovane Laura con suo marito ed i loro due piccoli. Una famiglia, una scelta di vita, un progetto da costruire insieme. “La regina dei prati” e’ nata così, dal nulla, facendo spazio tra gli abeti ma accompagnandoli con piante di tiglio.

Nove luminose stanze abbinate ad un nome di fiori, dove il design moderno sposa il profumo dell’abete e del cirmolo, con soffitti alti in legno che accolgono piccole alcove realizzate con soppalchi. Dalle finestre non si vede che il bosco, la neve e le orme di animali solitari.

Un Bed&Breakfast con la passione per la dolcezza. Il miele e’ la specialità della casa e viene utilizzato per colazioni, merende, per i dolci fatti in casa, per la bellezza e la cura del corpo. Il regno di Laura e’ la modernissima cucina, dove vengono lavorati i prodotti della terra in modo semplice  ed autentico. I doni preziosi della natura, il valore del tempo, la fortuna di far crescere i bambini in un tale contesto, sono le basi di questo progetto condiviso e realizzato con e per la famiglia.

Ecco, è solo questo quello che vi aspetta a “La regina dei prati”. Il Trentino pullula di luoghi ameni e di strutture  di grande fascino, ma quello che fa la differenza è proprio il sentimento con cui essi vengono pensati e vissuti. Qui c’è la famiglia, c’è un progetto a due, ci sono dei bimbi che crescono. Bello.
E tutto questo sembra pensato proprio per noi, che siamo sempre alla ricerca di qualcosa di semplice ma speciale, unico ed esclusivo, per sentimento.

Semplicità che è vera e propria ricchezza. www.lareginadeiprati.it

 

Natale al castello

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Come vuole la tradizione, ogni anno a Casa Campanelle va in scena il Natale.

Tutto inizia in occasione della festività dell’Immacolata, quando si provvede alla raccolta del verde per gli addobbi: agrifoglio, abete, bacche di ogni tipo, pigne, edera, pino, che verranno accompagnati da metri di nastri di raso o velluto e cordoni di passamaneria, dalle tonalità oro, bianco e rosso bordeaux e vinaccia.

Tutto ciò servirà per le decorazioni dell’intera casa, a partire dalla grande corona augurale appesa alla porta d’ingresso, ai centrotavola su tavoli e consolle sparsi nelle varie stanze, alle ghirlande sopra il camino e sui bancali delle finestre, oppure in posti inaspettati, come in un grande bacile di rame e in una vecchia coppa di pietra.

Immancabile è la luce. Quella delle decine e decine di candele sparse in tutta la casa. Raccolte in gruppi sullo scalone, sulla cornice del camino, in cucina, sugli antichi candelabri, sui grandi porta lumi in ferro battuto. E quella del fuoco acceso nel grande camino in pietra nel salone. Tutto vive ed è ravvivato, dal legno dei pavimenti fin alle volte dei soffitti. Si respira calore.

Immancabile è anche la musica, garantita dalla filodiffusione ai vari piani. Per l’atmosfera natalizia viene prediletta la musica dell’arpa, il jazz, e naturalmente la classica natalizia, soprattutto quella tedesca.

E poi, l’albero ed il presepe. Irrinunciabili. Il primo, rigorosamente vero e coltivato in vaso, viene sistemato davanti ad una delle finestre del salone per poter ammirarne la meraviglia anche dall’esterno. Le luci a led convivono con sontuosi nastri e cordoni bordeaux e oro, accanto a bocce dorate di varie dimensioni e forme. I regali, impacchettati con eleganza, faranno la loro comparsa ai piedi dell’albero solamente l’antivigilia di Natale. Il presepe invece, viene allestito sopra l’antico cassone bavarese del ‘600. La capanna e le statue appartengono alla famiglia ormai da generazioni. La scenografia è aiutata da pezzi di tufo, radici di albero e da piccole luci sistemate adeguatamente per creare le giuste ombre e dare risalto alle espressioni dei personaggi di questa straordinaria rappresentazione.

Così, il Natale è alle porte. La vigilia è un giorno speciale, un giorno di attesa. A Casa Campanelle si respira un ‘atmosfera di semplicità rurale fin dalle primo ore del mattino. Sul tavolo rustico al centro della cucna, cominciano a comparire i primi preparativi per il pranzo del giorno dopo. E’ soprattutto il giorno dello zelten e quindi della lunga preparazione della frutta secca. Si rispolvera il ricettario di famiglia ed alcune ricette del nonno, una per tutte, il pollo ripieno. E’ il giorno degli odori “de-javù”. Succede così, ogni anno, il profumo dello zelten misto all’abete, quello delle carni misto alla cera delle candele, la musica ed i ritmi della vita che finalmente si allentano. Tutto culmina nella sera con l’apertura dei regali vicino al camino.

Ecco il Natale. La tavola del pranzo che vedrà la famiglia riunita, sarà volutamente sontuosa. Il rosso lascerà volentieri lo spazio al bordeaux e al vinaccia, come di fatto ispira l’ambientazione quotidiana. Tovaglia candida e sottotovaglia in tessuto pregiato, accoglieranno il servizio delle feste di Rosenthal, bicchieri di cristallo e l’argenteria.

Ma soprattutto ci saremo noi e le nostre vite. Le nostre speranze saranno negli occhi dei nostri bambini, di quelli che già ci riempiono la vita e di quelli che stanno per arrivare. Lo scambio degli auguri, quelli “consapevoli”, che partono dal cuore ci avvicineranno, anche fisicamente, a chi amiamo.

Che sia davvero un Buon Natale.

TESTO – ds

FOTOGRAFIE – ds @Casa Campanelle

MUSICA – stille nacht http://www.youtube.com/watch?v=-5kO46s7AWE

Gift List, il pensiero giusto alla persona giusta

 

Cosa COPRIBOULE IN LANA PER BIMBO

Per chi Per un bimbo che adoriamo

Perché Il top è realizzarlo a mano o commissionarlo, per esempio, ad Erika Zomer http://erika-unatrentinaineppan.blogspot.com/  Le linee home delle grandi maison, da Burberry a Ralph Lauren, presentano la versione classica, in lana e soprattutto in cashmere. Per la versione bimbo, scelto il filo più adatto, tenterei la sfida (con conseguente soddisfazione) di avere un capo handmade

Visto Nella stanza del Gianmarchino a Casa Campanelle

Dove Lana e consigli alla Bottega del sarto, Prima Androna di Borgo Nuovo, 18  a Trento tel. 0461 982063

Il valore dei libri e la loro “fisicità”

la fisicità dei libri

E’ trascorso molto tempo, sono cambiate molte cose, da quando i miei nonni e la mia mamma raccoglievano con cura i libri, alcuni dopo averli letti, altri solo per il gusto di averli, sugli scaffali di questa grande stanza luminosa del secondo piano.

Ci sono due finestre, entrambe con un panorama mozzafiato. Qui anche i miei libri convivono con quelli raccolti in passato e sembrano stare abbastanza bene. Anch’io qualche hanno fa, emulando chi è venuto prima di me, mossa dal medesimo spirito, ho comperato parecchi testi, un po’ per bisogno di sapere, un po’ per il piacere di averli.

Oggi sembra che questa raccolta sia destinata ad esaurirsi, forse non a breve ma è inevitabile per me domandarmi se Gianmarco sarà mosso dal medesimo spirito o se preferirà scaricare app sul suo iPad.

Ma ho una strana sensazione, una parte di me è quasi sicura che mio figlio  troverà ancora un perché per salire al secondo piano di questa casa e per entrare in questo luogo.

Solo per la sensazione fisica (un impatto “scenico” straordinario) di vedere queste quattro enormi pareti ricoperte da una doppia se non tripla fila di tomi, di colori diversi, formati diversi, pesi diversi, carta diversa, mondi diversi. Solo per la tentazione di aprire il recinto della mente e lasciar andare il pensiero, fantasticando, come quando si è su di un autobus affollato e si lascia cullare il pensiero al ritmo del mezzo, immaginando che ogni persona che ti sta accanto ha una storia sua, fatta di avventure e di segreti, un romanzo inedito.

Quanto ho sognato in questa stanza, da bambina. Con le protagoniste della collezione di biografie femminili o con i personaggi dei romanzi di Agatha Christie. Quanto mi portavo dentro nelle mie giornate, dei paesaggi russi dopo una lettura di Dostoevskij, piuttosto che della Parigi di Flaubert. La filosofia della mia famiglia è sempre stata quella di preferire l’acquisto di un libro alla lettura in biblioteca, per il semplice motivo che in esso si racchiude qualcosa di unico e di prezioso che va ripreso, rincontrato e rivissuto, una o più volte, nella vita. Fisicamente.

Così, se avere “fisicamente” dei libri, può aiutare a sviluppare la fantasia e la creatività dei bambini e dei ragazzi, che potranno poi  investire nella vita e nel lavoro, ecco allora che acquistare e comperare libri avrà ancora un perché, un perché ricco di futuro.

Io lo spero tanto.

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – dreams the cranberries http://www.youtube.com/watch?v=Yam5uK6e-bQ&ob=av2n

L’uso equo del mandarino

Giorni fa mio figlio è tornato da casa di nonna con un sacchetto di mandarini. Ah, la nonna! Sempre il meglio per il nipotino adorato, ma la mamma non ha perso l’occasione di fare al pupo e a suo padre, un ragionamento serio sull’uso del mandarino.

Raccontavo agli uomini di famiglia, che da che mondo è mondo, a casa mia i mandarini venivano portati la notte del 13 dicembre da Santa Lucia. Non ho mai visto un mandarino nella mia cucina prima di quella data. Lo stesso discorso per le arance, per non parlare dei dolci tipicamente natalizi. I tempi sono cambiati, mia madre, insegnante alla scuola dell’infanzia, mi riporta che il mandarino è già da qualche settimana sulle tavole della merenda mattutina.

Ai pupi ho detto: finché ci sarà la mamma, in casa Bertelli la tradizione dell’attesa dei frutti arancioni verrà rispettata. Levata di scudi da parte di entrambi. “Provate” dico io “a soffermarvi sull’aroma di questo frutto, su questo profumo straordinario. Non ci sentite il Natale? Capite come sia fuori luogo mangiare un mandarino ad ottobre?”

Questo piccolo esperimento sensoriale mi è servito per spiegare in famiglia un concetto molto serio e sentito da parte mia, il rispetto verso la stagionalità dei prodotti, alla cui base, c’è un semplice ma importante principio del “saper attendere” contro quello del “tutto e subito”.

Il benessere, bisogna dirlo, ci ha abituati a mangiare ogni tipo di frutto e verdura durante tutto l’arco dell’anno, facendo venir meno il rapporto tra prodotti agroalimentari e stagionalità. È bene ricordare che frutta e verdura coltivate e gustate nel periodo giusto sono più ricche di vitamine, oltre che più saporite. E rispettare la stagionalità significa anche risparmiare. Ma soprattutto, va detto che la Natura sa di cosa abbiamo bisogno e ci fornisce a seconda del momento, i nutrimenti più utili. Le nostre esigenze nutrizionali, infatti, non sono identiche in estate o in inverno.

Tutto questo fa parte di un’educazione alimentare, quella che vorrei tra l’altro, impartire a mio figlio. Ma questa è un’altra storia, una storia importante.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – tittilupo.blogspot.com

MUSICA- il mio amore unico dolcenera http://www.youtube.com/watch?v=baMBZ5bIYdo&ob=av2e

 

Natura terapeuta

Ritengo che i nostri ragazzi abbiamo davvero bisogno, oggi più che mai, di imparare a “fermarsi”, ad “ascoltare” e a “sentire”.

Un’esperienza singolare ma sicuramente intensa è portarli a visitare un’antica segheria veneziana.

“La segheria non è uno strumento di lavoro ma di conoscenza”. Questo è il saluto di accoglienza del segantino che apre le porte a un mondo lontano, dove il tempo sembra non essere mai passato.

Seduto su un bancale di assi di larice profumato, inizia il racconto di una lunga storia che ha come protagonisti l’acqua, il legno e la luna. Racconta di un segantino che conosce intimamente il bosco e le varie essenze, che rispetta i cicli lunari e aspetta quando il bosco si addormenta per procedere al taglio. Racconta delle sette essenze che compongono un’antica segheria ad acqua, il larice, l’abete bianco e rosso delle assicelle ammortizzatici, il melo e il pero selvatico tagliati con la luna calante di novembre ed essiccati fino a sette anni, la betulla, il faggio, il frassino e il maggiociondolo, considerato un’essenza negativa, notturna, amica della luna.

E’ una storia che parla di una co-partecipazione con l’ambiente, di una profonda e intima conoscenza della natura e delle caratteristiche del territorio.

L’antica segheria è immersa nella natura, tra distese di boschi e prati di alta montagna. Il suono dell’acqua del torrente che scorre a pochi metri è così forte da non sentire altro rumore, nemmeno la voce di una persona vicina. E’ più facile quindi invitare i ragazzi ad utilizzare gli altri sensi. Così, si lasciano inebriare dal forte profumo delle essenze tagliate e accatastate all’esterno.

Un’esperienza arricchente per loro e per noi, da vivere insieme, da portare a casa per ritrovare quel ritmo naturale che stiamo lentamente perdendo.

Segheria veneziana in loc. Molini di Pondasio a Malè Maurizio Bontempelli tel. 339 6306746.

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – Agh

MUSICA – natural mystic bob marley http://www.youtube.com/watch?v=YKtX6cf0_0A

 

Incontri speciali nel bosco

Sarà per i miei ricordi di bambina, sarà per la straordinaria bellezza del luogo, ma il Rifugio Capanna Durmont, a Pas da l’asan, a pochi chilometri dal borgo di Montagne in Giudicarie, è un luogo davvero unico.

E’ la mia meta preferita per brevi fughe in cerca di silenzio e solitudine tra gli immensi boschi di faggio oppure per un incontro e due chiacchiere con una persona speciale, sulla terrazza in legno del Rifugio, davanti ad un tè o ad una cioccolata calda.

Circa quindici giorni fa, mia madre ed io, abbiamo portato il Gianmarchino a vedere il bosco prima dell’arrivo dell’inverno. Osservare i colori, calpestare le foglie, ascoltare il silenzio. Siamo passati al rifugio per fare merenda e all’interno, abbiamo trovato un gruppo di persone che ascoltavano Ennio Lappi, storico trentino, mentre presentava il suo libro «Una Villa tra le Montagne. Storia di Villa Santi».

Luca, il gestore del rifugio, mi ha spiegato che grazie al contributo della Compagnia Viaggiatori Dolomitici e della libreria Disertori, ha potuto ideare questo evento dove i protagonisti assoluti sono i libri, raccontati da scrittori e lettori.

Condivisione, scambio, pace, boschi. Ritrovare natura e montagne tra le pagine di un libro è il filo conduttore di “Books in the Woods”, un’iniziativa davvero unica, in un luogo unico, incentrata sul bookcrossing, quello stile di lettura che consiste nella liberazione di libri già letti per poterne seguire il viaggio attraverso i commenti di chi li ritrova.

All’imbrunire, mi racconta sempre Luca, i partecipanti saranno invitati a fare un percorso a lume di lanterna, travolti dalle emozioni degli attori del Rifclan, che nel silenzio del bosco leggeranno brani di Mauro Corona, Erri De Luca, Dino Buzzati, Marco Albino Ferrari. Cena d’autore, poi serata accanto al camino per parlare ancora di libri.

Il Rifugio Capanna Durmont è aperto tutto l’anno ed è il punto ufficiale di scambio libri per i viaggiatori solitari (o meno) che passano di qua.

Ora ho un altro buon motivo per fuggire.

per info: tel 0465.326397

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds

MUSICA – everything I do bryan adams http://www.youtube.com/watch?v=ZGoWtY_h4xo

Il Sacco di Zanotta

Si tratta “semplicemente” di un sacco a fagiolo imbottito di piccole palline di polistirene semi-espanso, leggero e privo di qualsiasi struttura rigida, estremamente ergonomica ed adattabile a qualsiasi posizione del corpo.

Ma nel 1968 quando i tre architetti torinesi Piero Gatti, Cesare Paolini e Franco Teodoro disegnano per il celebre brand Zanotta la poltrona Sacco, nasce un vero e proprio cult dell’arredamento, che segna la storia del design italiano nel mondo.

Diventa ben presto l’emblema della seduta destrutturata e autogestibile che risponde alla volontà di atteggiamenti più liberi. Questo concetto di seduta fa di Sacco una poltrona anticonformista e contemporanea, adatta per arredare con stile e originalità qualsiasi ambiente, da quelli più moderni ai più tradizionali.

La poltrona è disponibile in una vasta gamma di tessuti e colori che spaziano da quelli più classici e tradizionali (bianco, silver, nero, arancio, rosso, rosa, verde, blu brillante) fino ad arrivare alle originali e preziose versioni Limited Edition rivestite da tessuti di alta moda, frange e lustrini presentate nel 2008 in occasione del quarantesimo anniversario di questo fantastico prodotto.

Penso al Sacco per Gianmarco, mio figlio. Dopo la piccola Lou Lou Ghost di Kartell abbinata al piccolo tavolo da lavoro in legno, lo vedo sul Sacco mentre legge i suoi librini, mangia la merenda, guarda la classifica top 20 della sera su MTV.

 

In Trentino puoi trovare il Sacco di Zanotta da Bellotti Interni in via Bolzano 12 BC a Gardolo di Trento tel. 0461.959938 www.bellottinterni.it

 

 www.zanotta.it

 

 TESTO – ds

FOTOGRAFIA – Gianmarco per tempi&modi

MUSICA – Last friday night Katy Perry http://www.youtube.com/watch?v=KlyXNRrsk4A&ob=av2e

Per chi si aspetta, con la luce, di vedersi accolto in un mondo elegante

Linee pulite, colori tenui, materiali di altissima qualità. Una collezione di decorazioni, biancheria, accessori, oggetti d’arredamento e abitini, tutto per i suoi primi giorni di vita. Lussuosa ma assolutamente confortevole e con un’attenzione particolare ai dettagli che fa di Théophile & Patachou, un brand trendy ed esclusivo nella nicchia del lifestyle della prima infanzia.

Le culle sono un must della casa belga. Si inseriscono splendidamente sia in arredamenti d’antiquariato ed in stile, sia di design contemporaneo. Sono oggetti preziosi, che valgono l’affascinante momento dell’attesa come l’emozionante arrivo in famiglia del bebè.

Se non da acquistare, da copiare, soprattutto le iniziali ricamate, meglio ancora se realizzate dalle abili mani di una zia o di una nonna che si renderanno in tal modo coprotagoniste di un momento assolutamente unico.

Per info Italia Theophile&Patachou via Torquato Tasso, 49/C a Bergamo tel. 035219527

La stanza dei bambini

Parola d’ordine: scoperta. Obiettivo: accompagnarli nei viaggi della fantasia. La loro stanza è pensata proprio per questo, sul tema del navy, che richiama l’avventura e le esplorazioni.

Dagli oggetti, come la grande cartina geografica e il vecchio timone, ai tessuti, come lo scozzese delle lenzuola e il velluto color carta da zucchero. Colori: bianco, tonalità e sfumature di blu e azzurri con pennellate creative di rosso.

Non può mancare qualcosa di morbido, come la collezione di orsetti sull’antico comò, o lo stesso velluto che riveste la piccola poltrona. Tanti cuscini, con iniziali ricamate sul lettino a barca di fine ’800, oppure grandi realizzati in tessuto rigato, adatti per sedersi e giocare sul pavimento.

Non possono mancare i vecchi giocattoli, come il cavallo a dondolo della nonna, l’aeroplano di latta appeso alle volte del soffitto, la giostra comperata in un mercatino d’antiquariato, i trenini in legno. Anche la musica di un carillon non può mancare, anzi, di tanti carillon, di una collezione preziosa di carillon.

La luce soffusa proviene dalle applique in ferro battuto e valorizza sia l’architettura delle volte del soffitto, sia il calore del legno del vecchio pavimento. Un’atmosfera calda che protegge come un rifugio ma che lascia liberi mente e cuore per viaggiare lontano.

Per i velluti  Vi.Vo. Vicolo del Vo’, 23 a Trento tel. 0461.261737

Per la biancheria da letto Bossi e Bellora Gallizioli Via Manci, 65 a Trento tel. 0461.237399

Per la biancheria Lexington Home e-shopping www.lexingtonshop.com

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