Marilyn in the shower

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designed by Donatella Simoni – made by Michela Bertelli

*Pannello (altezza reale di Marilyn) in mosaico Bisazza Colors 20 – Gloss GL 10 (20×20) + provini foto di Marilyn by Bert Stern + spugna Bellora.

La dependance o “Rifugio degli ospiti”

44dff1dddddddfddfoto333333ddddddgdkggglf9jjjjjnnjdUn salotto e una stanza da letto ariosi, una zona cucina e un bagno, il disbrigo ed un piccolo guardaroba. E’ la “Dependance”, realizzata in un’area della casa particolarmente tranquilla, l’unica con romantica vista sul giardino. Ideale per il soggiorno degli ospiti. Ora è vuota e in questi giorni, ho iniziato a progettarne gli interni. Su una tavolozza di colori neutri (bianco, écru) ho steso delle pennellate di azzurri sfumati fino al blu, per mobili, tessuti, oggetti. Un po’ “Shabby Chic”, un po’ “Bellora style”, ma con tratti molto, molto personali. Questo spazio è nato come “rifugio” per gli ospiti e questo deve riuscire ad essere. Tranquillità, serenità, silenzio, tonalità soffuse, pochi, quasi nessun “colpo di testa”, sebbene a me tanto cari: questi sono gli elementi che mi ispirano nell’arredare. Ho le idee chiare su stile e colori. Aspetto invece di essere piacevolmente sorpresa da incontri inaspettati per quanto riguarda mobili ed oggetti.  Classico sì, ma mai scontato.  – Ecco il primo incontro inaspettato. Una meravigliosa sedia “Pavone”, adatta per leggere e sognare andando a ritroso nel tempo e spaziando con la mente verso Paesi lontani. E’ molto leggera:  nella bella stagione, l’ospite potrà comodamente portarla sul terrazzino che accede al giardino e goderne amabilmente. Ho scelto inoltre l’argento quale metallo nobile protagonista di questi spazi: con il vetro, catalizza e riflette la luce nelle stanze. Intepreta l’eleganza. Alle pareti, tinteggiate di bianche o di azzurro, ho appeso la “pelle”: semplicissime cornici bianche accolgono gli scampoli dei tessuti utilizzati per arredare le stanze.  – Ho trovato una bellissima ispirazione leggendo tra le pagine del Secondo Libro dei Re nella Bibbia: “Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c’era una donna facoltosa, che l’invitò con insistenza a tavola. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei. Essa disse al marito: «Io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. Prepariamogli una piccola camera al piano di sopra, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e una lampada, sì che, venendo da noi, vi si possa ritirare». Recatosi egli un giorno là, si ritirò nella camera e vi si coricò. Egli disse a Ghecazi suo servo: «Chiama questa Sunammita». La chiamò ed essa si presentò a lui. Eliseo disse al suo servo: «Dille tu: Ecco hai avuto per noi tutta questa premura; che cosa possiamo fare per te? C’è forse bisogno di intervenire in tuo favore presso il re oppure presso il capo dell’esercito?». Essa rispose: «Io sto in mezzo al mio popolo». Eliseo replicò: «Che cosa si può fare per lei?». Ghecazi disse: «Purtroppo essa non ha figli e suo marito è vecchio». Eliseo disse: «Chiamala!». La chiamò; essa si fermò sulla porta. Allora disse: «L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu terrai in braccio un figlio». Essa rispose: «No, mio signore, uomo di Dio, non mentire con la tua serva». Ora la donna rimase incinta e partorì un figlio, proprio alla data indicata da Eliseo” (2Re 4 8-17).  – Pian piano si procede, con vere e proprie pennellate di design, oggetti davvero preziosi, unici, come l’iPal Tivoli Audio e la Tea Cup Galerie Royale Wallis Blue by Bernardaud. E poi, un vecchio libro di Maupassant corredato da fotografie di Jeanloup Sieff e un’edizione originale di Au bonheur des dames di Emile Zola. Tanti libri d’arte.  – Questa mattina mi sono fermata da Lucin, l’artigiano delle cornici a Trento, e come sempre mi sono fatta “abbindolare” dalle sue opere d’arte. Mi sono portata a casa cinque piccole cornici antiche. Personalmente sono molto attratta dalle cornici vuote. Le ho appese una accanto all’altra, sopra l’azzurro acceso di una parete della stanza da letto. Belle senz’anima, esaltate dalla loro essenza: il vuoto. E’ come se avessero avuto un’anima e qualcuno gliela avesse rubata. Mi inquieta questa specie di horror vacui, ma dall’altra, mi stimola l’invito ad andare oltre le cose. Un ciglio di bellezza, un margine, un contorno chiuso, dentro cui sta il tutto o il niente. Comunque, il risultato è una parete estremamente affascinante che vorrei oltremodo impreziosire con una cornice in marmo di un antico camino. Sogni.  – Quanto mi piace non essere convenzionale e circondarmi non solo di cose belle ma di Materia bella. Dalle cantine mi sono portata un vaso in terracotta di Impruneta acquistato qualche anno fa di ritorno dalla Calabria: servirà come piano d’appoggio in sala. Senza dimenticare i materiali di scarto utilizzati nei lavori di restauro di Casa Campanelle: il mosaico in Travertino, ad esempio, di cui una piastrella è finita in bagno come zerbino. –  Oggi mia madre mi ha raccontato che in queste stanze, per alcuni anni, ha soggiornato un pittore. Ecco da dove provengono tutte queste ispirazioni… qualcosa di Radames, così si firmava il pittore, potrebbe essere ancora qui…  – Lavorare a questa area della mia casa mi fa stare davvero bene, stimola la mia creatività, mi da’ modo di aprire la mente a nuovi progetti. E’ una soddisfazione vedere come sappiano dialogare tra loro alcuni oggetti di design che ho raccolto in questo angolo raccolto di casa. Sì, la dependance è dedicata agli ospiti, ma non nego di sentirmici assolutamente a mio agio, anzi. Talvolta, nella mia grande casa, invece di sentirmi protetta, ho la sensazione di perdermi. Invece, in queste stanze, dove l’ambiente risulta circoscritto ma tutto è così prezioso, mi è più facile trovare la mia dimensione.  – Lo ammetto, più che il rifugio per gli ospiti sta diventando il mio rifugio! Inoltre, a dispetto delle mie convinzioni inziali, sto stravolgendo il gusto di questi spazi. Non riesco a resistere ai richiami di pezzi importanti, d’antiquariato, design e soprattutto, non riesco a resistere all’originalità. Quindi, sto lentamente abbandonando l’idea iniziale dello stile shabby/country chic e mi sto rivolgendo ad un gusto molto, molto personale che arreda uno spazio “libero”, libero, di accogliere, allo stesso modo, persone, cose, idee. – Leggerezza, è ciò che chiede, alle porte delle bella stagione, lo spazio dedicato al riposo; in autunno, l’impalpabile zanzariera e le lenzuola di lino che caratterizzano l’alcova, lasceranno posto a tessuti più strutturati come seta e velluto.  Zanzariera e baldacchino. Comunque una tenda, che evoca il luogo accogliente in cui il viandante del deserto può fermarsi e riposare. Work in progress.

Arredare amando

Un classico, un’eleganza senza tempo, dove storia e tradizione si rinnovano nel segno dell’eccellenza. Questo è lo stile Bellora, lo stile di chi sceglie le creazioni di un’azienda che ha fatto del Bello la prima espressione di famiglia.

Dove la bellezza ha trovato dimora. Roma, Trinità dei Monti. Boutique Bellora.

 

 

 

 

  

E’ una scelta chiara, senza compromessi: un lusso non ostentato, mai urlato, ma nemmeno tanto sotteso, perché la qualità è subito al tatto e la bellezza allieta la vista. Tessuti e biancheria per la casa, masterpieces in lino e nell’iconico motivo a nido d’ape delle spugne. Poco spazio a fantasie o tonalità vivaci, potere invece ai dettagli di un ricamo o di un motivo, realizzati su tessuti di altissima qualità. Linee pulite ma di carattere, che si sposano perfettamente, sia al gusto antico che moderno di una dimora.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alcune creazioni Bellora che arredano Casa Campanelle. Eleganza, nelle lenzuola in percalle di puro cotone rifinito con punto ombra; tradizione, nelle parure in puro lino; personalità, nei teli bagno dall’iconico motivo a nido d’ape.

Bellora non è solo simbolo di tessuti pregiati e di eleganza, ma è anche esaltazione di valori importanti, come la famiglia. Dove arredare fa rima con amare. Il sentiment è quello di una neomamma che prepara il corredo per il piccolo in arrivo: sceglie il meglio e non solo per qualità, ma anche per gusto estetico. La Collezione Baby Bellora diventa così, una meravigliosa sorpresa per un bimbo che, con la luce, si aspetta di trovare un mondo elegante: biancheria e spugne caratterizzate dal bianco puro o da colori tenui, ravvivati da righine, quadretti o dolcissimi motivi floreali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Espressioni delle passate collezioni Baby Bellora, a Casa Campanelle. Pigiamino in cotone, sacco portabiancheria con iniziali ricamate a mano dalla nonna realizzato in tessuto di lino Bellora, trousse in lino, coperta in lana con motivo a trecce, spugne e morbido baby accappatoio in nido d’ape, parure per culla.

Oggi, Lorenza Bellora, Direttore stile e immagine dell’azienda, comunica il gusto di famiglia attraverso un nuovo spazio, La Casa di Lorenza, “ispirazioni e consigli per arredare casa con stile”. La signora Bellora apre le porte del suo mondo, come la sua dimora di Milano e la residenza di campagna sul Lago di Garda, che parlano essenzialmente di lei e delle cose che ama. In fondo, è ciò che fa, ogni giorno, grazie alle creazioni Bellora, una casa arredata (e amata) dal Bello.

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