E il Bon Ton è servito

gOggi, per la rubrica “Verba Volant”:

IL NUOVO BON TON A TAVOLA e l’arte di conoscere gli altri. Vedo come mangi e saprò chi sei.

Roberta Schira, Salani Editore.

Regole, suggerimenti, linguaggio corporeo, ossessioni e scortesie a tavola. Da una scrittrice-gourmet che è anche una “psicologa del gusto” il primo libro che unisce psicologia e bon ton per imparare a comportarsi correttamente in ogni occasione – dalla colazione al dopocena… aperitivo incluso – e per sapere tutto dei propri commensali.

“Ecco che allora può bastare una cena insieme per capire se lui/lei sono la persona giusta per noi e se vale la pena di dividere tutti gli altri pasti della nostra vita…”

Etichetta cinese

Andrea è un manager italiano che per la prima volta deve affrontare un viaggio d’affari a Pechino. Oltre per la strategia che avrà modo di esporre ai business partners cinesi e  lo stile del suo abbigliamento, sarà sicuramente apprezzato per la conoscenza del bon ton nella terra del Dragone.

Feng Shui. Per rompere il ghiaccio ad Andrea sarà utile conoscere almeno i rudimenti dell’arte geomantica taoista che ha assunto grande importanza negli ultimi anni.

Gesti. L’etichetta attribuisce grande importanza al movimento delle dita. Per esempio, puntare l’indice verso qualcuno per richiamare la sua attenzione è considerato un attimo scortesissimo. In ufficio, la corretta gestualità prevede che si possa far avvicinare una persona solo tenendo stesa la mano con il palmo aperto. Il movimento del braccio dovrà essere molto elegante e lento, simile a quello di un direttore d’orchestra.

Alcol e tabacco. Fumo e alcolici sono del tutto accettabili nei rapporti d’affari con  i cinesi. Per ogni businessman della Repubblica popolare, scambiarsi una sigaretta e fumarla tranquillamente costituisce un modo efficace per rompere il ghiaccio. Per quanto riguarda i liquori, Andrea che solitamente non beve ma non vuole offendere il cinese, dovrà accennare a motivi di salute. Ma probabilmente si sentirà dire: “Beva, così possiamo parlare d’affari”. A questo punto…

Saluti. Molti cinesi ritengono che la stretta di mano sia un tocco di eccessiva intimità. Nel dubbio, Andrea accennerà un leggero inchino nei confronti della persona da salutare. In ogni caso, è il dipendente che deve allungare per primo la mano per stringere quella del capo. Meglio comunque una stretta non troppo rigida, che indichi umiltà e rispetto.

Biglietti da visita. I cinesi continuano ad usare molto spesso i biglietti da visita. L’essenziale è riuscire a mostrare di essere molto favorevolmente impressionati da ciò che vi è scritto. Al termine delle presentazioni, Andrea dovrà disporre il biglietto da visita cinese di fronte a sè, in modo da poterlo continuamente ammirare.

A tavola. A colazione Andrea dovrà probabilmente fare buon viso a cattivo menù. Infatti dovrà ingerire cibo in quantità esagerata e fingere di gradire alimenti come inguine di maiale o pene di asino. Le teste dei pesci sono riservate alla persona più importante seduta a tavola.

I numeri. Possono essere di buono o di cattivo auspicio. La cifra più pericolosa è il 4 perché si pronuncia come la parola morte. Per attirare la buona sorte il numero di gran lunga più sicuro è l’8 che si pronuncia come ricchezza.

Regali. Il più infelice è un orologio da parete a causa dell’imprevedibile trappola delle assonanze della lingua: “regalare un orologio” è simile a dire “assistere un parente morente”. L’orolgio da polso invece è accettabilissimo, meglio se di una marca famosa e non necessariamente molto costosa.

Buon viaggio Andrea e soprattutto in bocca al lupo per i suoi affari!

ds ispirata da Andrea Torti su Capital

Rimanete in maniche di camicia, purché sia azzurra

E’ adorata dalla nostra “Terza persona” di stile di questa settimana, ovvero la sedicenne Caterina, che nell’armadio ne ha ben cinque.

E’ adorata dalle stylist Emmanuel Alt, direttore di Vogue Paris e Virginia Smith di Vogue Usa. Elle France la mette in copertina indosso a Katie Holmes.

La camicia azzurra è il classico rivelazione di ogni stagione: di taglio diritto o sciancrata, ha una personalità così forte che regge pure senza giacca.

Immancabili quelle Oxford e in cotone pettinato di Ralph Lauren, oppure le sartoriali di Max Mara e Brunello Cucinelli.

Brava ragazza, donna in affari, aristocrazia in campagna. Ma sbaglia chi la ritiene un capo serioso, “office style” o sportivo.

E’ chiaro, abbinata ad un pantalone morbido o ad un denim a sigaretta, coperta da un blazer e (de) limitata da una cintura smilza e severa, non può che suggerire questo effetto. Ma è solo la prima delle sensazioni.

Il numero di bottoni sbottonati fa il suo gioco e il resto, lo fanno la leggerezza e la semplicità di un capo chic, di charme, di classe. Bon ton.

Vuoi vedere che adesso una camicia azzurra riesce pure ad essere sexy?

 

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