Paradigmi di stile

fotoDal più alto del tacco discende a terra una campata di ponte inclinato o toboga capovolto, la parte della suola che non tocca mai il suolo e si conserva lucente e nuova, rigida nel portamento, flessuosa nei contorni, intatta come fosse intangibile.

E’ questa la zona della scarpa più sconcertante, che nasconde una perenne giovinezza là dove meno lo sguardo può raggiungerla, e ispira alla mente una leggera vertigine, come il dritto che diventa rovescio nell’anello di Moebius.

Dal rovescio si torna a passare al dritto con la cupola della punta, che è la parte più in vista dall’alto e di fronte, prua e polena, e come tale esprime lo spirito della scarpa, l’immagine che essa inoltra al mondo; ma è anche la parte più direttamente e saldamente attaccata alla terra, come per riceverne forza e una fierezza ostinata, quasi proterva. La varietà delle fiancate e staffe e cinghie corona la scarpa in un disegno aereo in cui i vuoti occupano più spazio dei pieni, come il sartiame di una nave…

Italo Calvino

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Ai piedi della “new Bond Girl”

 
C’è Tod’s, il Tod’s boot in pelle e camoscio della collezione Autunno-Inverno 2012-13, ai piedi della nuova “Bond Girl” Berenice Marlohe durante il photo call per la premiere del nuovo film di 007, Skyfall, in uscita a fine Ottobre nelle sale italiane.
 

An oniric love story

“The Search” by Drake Doremus for Sergio Rossi video

Les Chaussons de La Belle

Giuliana Venerosi Pesciolini è la discendente di un conte capitolino dell’800, erede del casato Venerosi Pesciolini, imparentata con la nobiltà spagnola ed è l’anima di Les Chaussons de La Belle, una collezione di chaussons squisiti e di borse deliziose fabbricati totalmente a mano in Italia, ispirati alla sofisticatissima, voluttuosa estetica del Settecento, alle figure affascinanti ed altere che appaiono nei dipinti e nelle stampe di quel secolo tumultuoso, sensuale e deliziosamente libertino.

Una collezione raffinata di objets de désir dalla personalità indipendente, audace e senza tempo, di qualitá altissima: un modello slanciato e seducente a tacco basso, un modello a tacco alto irresistibile ed una piccola borsa-gioiello, “L’Insolente”, da tenere in mano come un giglio.

I movimenti e il modo di camminare di una donna sono fondamentali! La bellezza e la comoditá sono entrambe essenziali. Il segreto della camminata sinuosa e sicura delle celebrities sul red carpet? Calzature create con uno studio molto accurato sul posizionamento del tacco, in modo tale che il peso del corpo non gravi sul tallone. Leggere e robuste, in tessuti preziosi. Prima che le attrici le scoprissero, il segreto era custodito da regine e principesse, che ogni giorno devono sfilare sui lunghi tappeti del cerimoniale.

“Siamo partiti con lo studio accurato della forma della calzatura, che volevo comoda e femminile allo stesso tempo” – spiega Giuliana Venerosi Pesciolini. “Ho cercato un produttore che mi aiutasse a sviluppare nella realizzazione le caratteristiche di raffinatezza e portabilità. Mi occorreva un artigiano, che in più potesse fare fronte agli ordini che arrivano da tutto il mondo senza rendere inaccessibile il prodotto sia come tempi d’attesa che come costi. Ho trovato tutto questo da Lanzoni & B. , una ditta di noto prestigio internazionale, associata al Consorzio Calzatura Italiana Alta Moda, qualità ineccepibile hand made. Ed ecco nascere le Collezioni Les Chaussons De La Belle. Ogni donna può decidere l’uso da farne, come chaussons nell’intimità o per una giornata frenetica col modello a tacco basso, per lo shopping o l’after hours”.

I tessuti più preziosi sono sete, broccati, originali di Rubelli, storico marchio di Venezia, che da sempre entra nelle dimore prestigiose coi propri disegni, jacquard, per l’arredo. Les chaussons si abbinano anche con un abbigliamento sportivo. La particolare forma conferisce robustezza.

Protagoniste al loro incedere come regine e celebrities, queste sono le donne che scelgono Les Chaussons De La Belle.

da Paola Cavallero in Quelli avanti! (affaritaliani.it)

Tod’s Project “Heroes and Dreams”

La collezione Tod’s T Project nasce da una filosofia di vita e da valori alti, raccontati dal progetto “Heroes and Dreams”. Prodotti di altissima qualità celebrano la vita di eroi di ieri e di oggi, che hanno scelto di condurre una sfida quotidiana sotto il segno di virtù senza tempo.

Mohammad Alì è l’eroe che incarna il progetto “Heroes and Dreams” per la stagione primavera/estate 2012. Mito che fonde realtà e leggenda, Alì è il primo personaggio di una serie che accompagnerà il viaggio di Tod’s T-Project  tra le figure che hanno realizzato un sogno.

“I campioni – ha dichiarato Alì – si fanno con qualcosa che hanno nel loro profondo: un desiderio, un sogno, una visione”. La sua capacità di rendere concreti quei desideri ha reso il pugile statunitense un’icona conosciuta in tutto il mondo, i cui valori sono sempre attuali. La collezione Tod’s T-Project racchiude la stessa volontà nel  tradurre in realtà una visione, un talento, un ideale.

L’altissima qualità che contraddistingue da sempre i prodotti Tod’s e le tecniche più innovative vengono unite in un mix che, attraverso l’utilizzo di pellami morbidissimi ed elastici, riesce a dare una nuova interpretazione dello stile urban-casual. Un’esclusività che racchiude in sé i valori di Tod’s: visione di stile, talento nella lavorazione della pelle, ideale di eccellenza. Questo incontro crea una collezione pensata tanto per la vita quotidiana quanto per il meeting informale o per il weekend in campagna.

Il modello allacciato, grazie all’aspetto grintoso, rappresenta una nuova interpretazione del tempo libero: leggero e flessibile, è proposto in suede con dettagli in pelle. Il fondo è contraddistinto da una suola in gomma leggerissima e da una forma accattivante ed atletica, che con il materiale bicolore crea un look urbano.

L’aspetto  artigianale, che da sempre contraddistingue il marchio Tod’s, viene reinterpretato in chiave moderna, così da rendere la collezione Tod’s T Project un riferimento per chi ama i prodotti di buon gusto e di altissima qualità, la praticità e i dettagli raffinati. In altre parole, per chi esige uno stile inconfondibilmente Made in Italy.

Per approfondire: www.tproject.com.

(Si ringrazia Jarvis Macchi, TOD’S Digital PR)

Stile, andiamo con ordine

Ci risiamo! Una nuova vittima di “Imperfetto”, stonature dallo street style. Eccola.

Ricordo il monito della mia mamma, ogni volta che ci apprestavamo a seguire le esequie (perdonate l’indelicatezza), di qualche persona conosciuta: “Le scarpe devono essere pulite. Non è come in questa occasione che lo sguardo rivolto a terra, in processione, scruta i piedi dei vicini!”

Eccola invece la signora di stile, sulla quarantina, elegantemente agghindata, accessori firmatissimi. Ma la caduta di stile è in basso. Sulle scarpe. Sporche.

Se l’eleganza parte dai piedi, eccone il primo esempio, in negativo.

C’era un tempo, prima che la Clarks scassata facesse tanto Bruce Chatwin, in cui molti uomini non avrebbero mai messo piede fuori di casa senza le scarpe lucide.

Da che tempo&modo, la scarpa sporca è sinonimo di disordine e di trascuratezza e rischia di compromettere anche il look più ordinato e ricercato.

A questa signora non vorrei limitarmi a suggerire di dare una spazzolata ai tacchi prima di uscire di casa, ma vorrei strafare, dimostrandole che la pulizia delle proprie scarpe è un vero e proprio culto.

Ritorniamo al passato. Un tempo era tassativo uscire con le scarpe in ordine, ricorrendo a tecniche varie, come lo sputo allo champagne, non senza la carezza finale di una calza di seta.

Oggi a Roma c’è Rosalina Dallago, ex modella che ha aperto “Sciuscià chic” servizio di lavatura, crematura, e spazzolata. A Milano, ogni ciabattino “sopravvissuto” si è attrezzato per il servizio “lucidatura” così come in una “gioielleria” della scarpa,  offrendo cura e manutenzione 24 ore su 24, anche con ritiro e recapito a domicilio. Idem a Firenze e Torino. E a Napoli, c’è il culto dello Sciuscià, ma in qualche casa è facile trovare la cassetta di legno con alcool, crema e pezza di lino.

Madame Olga Berluti insegna nei saloni del Crillon di Parigi a pulire le scarpe con Veuve Cliquot (dà particolari nuances) e lino veneziano (una carezza!). Qualche artigiano di scarpe suggerisce di usare  Brunello o  cognac, oppure acqua e lucido e l’australiano Kiwi (lo usavano gli americani nella II guerra mondiale per far colpo sulle giapponesi: rendeva brillanti gli anfibi più dello sputo) e olio di gomito.

Direi che ce n’è abbastanza per convincere la signora che anche la pulizia delle scarpe è un affare di classe.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – Sciuscià chic

MUSICA – walking in my shoes depeche mode http://www.youtube.com/watch?v=-4YEW8uibkY

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