L’attimo raccolto (al mattino)

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Sala t’aspetto. Casa Campanelle, ore 9:00

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La ricchezza interiore

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Amo la mia casa. E’ uno scrigno di inesauribile ricchezza, fatta di ispirazioni ed inviti al sogno che favoriscono la ricerca interiore di chi ha gli occhi per saziarsene.

L’attimo raccolto (domenica mattina)

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Il Mediterraneo è solo un (bel) sogno a Casa Campanelle. Domenica, ore 11

L’attimo raccolto

Primo raccolto di uva fragola. Casa Campanelle (Preore), ore 12

Natale al castello

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Come vuole la tradizione, ogni anno a Casa Campanelle va in scena il Natale.

Tutto inizia in occasione della festività dell’Immacolata, quando si provvede alla raccolta del verde per gli addobbi: agrifoglio, abete, bacche di ogni tipo, pigne, edera, pino, che verranno accompagnati da metri di nastri di raso o velluto e cordoni di passamaneria, dalle tonalità oro, bianco e rosso bordeaux e vinaccia.

Tutto ciò servirà per le decorazioni dell’intera casa, a partire dalla grande corona augurale appesa alla porta d’ingresso, ai centrotavola su tavoli e consolle sparsi nelle varie stanze, alle ghirlande sopra il camino e sui bancali delle finestre, oppure in posti inaspettati, come in un grande bacile di rame e in una vecchia coppa di pietra.

Immancabile è la luce. Quella delle decine e decine di candele sparse in tutta la casa. Raccolte in gruppi sullo scalone, sulla cornice del camino, in cucina, sugli antichi candelabri, sui grandi porta lumi in ferro battuto. E quella del fuoco acceso nel grande camino in pietra nel salone. Tutto vive ed è ravvivato, dal legno dei pavimenti fin alle volte dei soffitti. Si respira calore.

Immancabile è anche la musica, garantita dalla filodiffusione ai vari piani. Per l’atmosfera natalizia viene prediletta la musica dell’arpa, il jazz, e naturalmente la classica natalizia, soprattutto quella tedesca.

E poi, l’albero ed il presepe. Irrinunciabili. Il primo, rigorosamente vero e coltivato in vaso, viene sistemato davanti ad una delle finestre del salone per poter ammirarne la meraviglia anche dall’esterno. Le luci a led convivono con sontuosi nastri e cordoni bordeaux e oro, accanto a bocce dorate di varie dimensioni e forme. I regali, impacchettati con eleganza, faranno la loro comparsa ai piedi dell’albero solamente l’antivigilia di Natale. Il presepe invece, viene allestito sopra l’antico cassone bavarese del ‘600. La capanna e le statue appartengono alla famiglia ormai da generazioni. La scenografia è aiutata da pezzi di tufo, radici di albero e da piccole luci sistemate adeguatamente per creare le giuste ombre e dare risalto alle espressioni dei personaggi di questa straordinaria rappresentazione.

Così, il Natale è alle porte. La vigilia è un giorno speciale, un giorno di attesa. A Casa Campanelle si respira un ‘atmosfera di semplicità rurale fin dalle primo ore del mattino. Sul tavolo rustico al centro della cucna, cominciano a comparire i primi preparativi per il pranzo del giorno dopo. E’ soprattutto il giorno dello zelten e quindi della lunga preparazione della frutta secca. Si rispolvera il ricettario di famiglia ed alcune ricette del nonno, una per tutte, il pollo ripieno. E’ il giorno degli odori “de-javù”. Succede così, ogni anno, il profumo dello zelten misto all’abete, quello delle carni misto alla cera delle candele, la musica ed i ritmi della vita che finalmente si allentano. Tutto culmina nella sera con l’apertura dei regali vicino al camino.

Ecco il Natale. La tavola del pranzo che vedrà la famiglia riunita, sarà volutamente sontuosa. Il rosso lascerà volentieri lo spazio al bordeaux e al vinaccia, come di fatto ispira l’ambientazione quotidiana. Tovaglia candida e sottotovaglia in tessuto pregiato, accoglieranno il servizio delle feste di Rosenthal, bicchieri di cristallo e l’argenteria.

Ma soprattutto ci saremo noi e le nostre vite. Le nostre speranze saranno negli occhi dei nostri bambini, di quelli che già ci riempiono la vita e di quelli che stanno per arrivare. Lo scambio degli auguri, quelli “consapevoli”, che partono dal cuore ci avvicineranno, anche fisicamente, a chi amiamo.

Che sia davvero un Buon Natale.

TESTO – ds

FOTOGRAFIE – ds @Casa Campanelle

MUSICA – stille nacht http://www.youtube.com/watch?v=-5kO46s7AWE

Il valore dei libri e la loro “fisicità”

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E’ trascorso molto tempo, sono cambiate molte cose, da quando i miei nonni e la mia mamma raccoglievano con cura i libri, alcuni dopo averli letti, altri solo per il gusto di averli, sugli scaffali di questa grande stanza luminosa del secondo piano.

Ci sono due finestre, entrambe con un panorama mozzafiato. Qui anche i miei libri convivono con quelli raccolti in passato e sembrano stare abbastanza bene. Anch’io qualche hanno fa, emulando chi è venuto prima di me, mossa dal medesimo spirito, ho comperato parecchi testi, un po’ per bisogno di sapere, un po’ per il piacere di averli.

Oggi sembra che questa raccolta sia destinata ad esaurirsi, forse non a breve ma è inevitabile per me domandarmi se Gianmarco sarà mosso dal medesimo spirito o se preferirà scaricare app sul suo iPad.

Ma ho una strana sensazione, una parte di me è quasi sicura che mio figlio  troverà ancora un perché per salire al secondo piano di questa casa e per entrare in questo luogo.

Solo per la sensazione fisica (un impatto “scenico” straordinario) di vedere queste quattro enormi pareti ricoperte da una doppia se non tripla fila di tomi, di colori diversi, formati diversi, pesi diversi, carta diversa, mondi diversi. Solo per la tentazione di aprire il recinto della mente e lasciar andare il pensiero, fantasticando, come quando si è su di un autobus affollato e si lascia cullare il pensiero al ritmo del mezzo, immaginando che ogni persona che ti sta accanto ha una storia sua, fatta di avventure e di segreti, un romanzo inedito.

Quanto ho sognato in questa stanza, da bambina. Con le protagoniste della collezione di biografie femminili o con i personaggi dei romanzi di Agatha Christie. Quanto mi portavo dentro nelle mie giornate, dei paesaggi russi dopo una lettura di Dostoevskij, piuttosto che della Parigi di Flaubert. La filosofia della mia famiglia è sempre stata quella di preferire l’acquisto di un libro alla lettura in biblioteca, per il semplice motivo che in esso si racchiude qualcosa di unico e di prezioso che va ripreso, rincontrato e rivissuto, una o più volte, nella vita. Fisicamente.

Così, se avere “fisicamente” dei libri, può aiutare a sviluppare la fantasia e la creatività dei bambini e dei ragazzi, che potranno poi  investire nella vita e nel lavoro, ecco allora che acquistare e comperare libri avrà ancora un perché, un perché ricco di futuro.

Io lo spero tanto.

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – dreams the cranberries http://www.youtube.com/watch?v=Yam5uK6e-bQ&ob=av2n

Dove il Bello ha trovato dimora

Il primo piano di Casa Campanelle, rappresenta il “cuore” della dimora. La parte ad ovest è quella che aveva subito più danni derivati dal dissesto dell’edificio, gli avvolti di pregevole fattura erano in molti punti fessurati in maniera profonda e negli anni ’80, era stato necessario creare una struttura provvisionale in legno onde evitare un sicuro crollo rovinoso di questa parte dell’edificio. Affascinanti soffitti a volte caratterizzano il grande salone padronale e i sette locali che vi si affacciano.

Un di questi è la “Stanza della musica e del canto”, il cui soffitto a splendide volte artisticamente modulate, è decorato da pitture ottocentesche sicuramente riproposte su affreschi più antichi. L’artista è sconosciuto. Due ipotesi: la stanza era adibita all’esercizio dell’arte della musica e del canto, oppure semplicemente il pittore ne era estremamente affascinato.

Gli elementi rappresentati a tempera su muro sono strumenti musicali, uccelli ed elementi botanici, riconducibili sicuramente alla mitologia classica. Quattro sono gli elementi botanici, alloro, mirto, olivo e quercia, quattro sono i soggetti simboli e allegorie della Vittoria, una fiaccola accesa, una ghirlanda d’alloro, una faretra e le frecce. Gli antichi strumenti musicali rappresentati, come la lira eptocorde, la lira da braccio, il flauto, la tromba, lo zufolo, il timpano e la cetra (o salterio), rimandano all’iconografia di antiche divinità classiche quali Apollo, Atena, Eros, Pan. Gli uccelli rappresentati nelle quattro nicchie degli angoli sono un pavone, due colombe, un usignolo e un uccello orientale molto colorato (tucano?). Al centro del soffitto, una pittura andata quasi interamente perduta, riproduceva una grande ghirlanda di mirto con dei fiori e degli strumenti musicali al centro.

I segni delle pesanti fenditure che attraversano gli avvolti “sfregiando” le pitture, sono le cicatrici delle profonde ferite che Casa Campanelle presentava prima dei lavori di risanamento e restauro.

Certe volte mi sdraio sul pavimento in rovere e guardo questo affascinate soffitto. E’ una posizione “zen” per me, ispirata dal Bello ma anche cosciente che la sua forza dipende da un sacrificio, da un dolore, da una lacerazione. In questo, penso anche al momento della nascita di mio figlio. Non esiste il Bello, se non c’è un Male che di conseguenza ne intensifica il potere.

L’armonia è spesso spezzata dalla fitta di un dolore, la perfezione dal fulmine di uno sbaglio, ma l’insieme forma un’armonia più grande che rappresenta la nostra esistenza, il nostro passaggio su questo mondo.

Di due cose non ho mai riso nella mia vita: dei miei sogni e dei miei sbagli.

  

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – tutti i miei sbagli subsonica http://www.youtube.com/watch?v=BoZoxSLKgUE

Dove andranno a finire i libri? Vi dico dove vanno a finire a casa mia

“Una casa senza libri è una casa vuota”. Nell’era dell’eBook, questa affermazione, se non altro, fa riflettere.

Il sapere, incarnato in una presenza fisica, che non solo rappresenta un patrimonio infinito di conoscenza e comunica una lungimirante apertura verso il mondo, ma che nell’incontro, nel contatto, sa stimolare ogni volta alla Ricerca. Questi sono valori che riconosco in mia madre, nei miei nonni e nei miei bisnonni, che prima di me hanno raccolto moltissimi libri dedicando loro una grande stanza di Casa Campanelle.

Centinaia di tomi di narrativa italiana e straniera, decine di collezioni, come quella dei romanzi di Agatha Christie e delle bibliografie femminili della storia. Tantissimi testi sul Trentino e sulla montagna, preziosi libri d’arte. E ancora, raccolte di anni e anni di riviste di arredamento e di design, di giardinaggio e di moda.

Ma a Casa Campanelle, i libri scendono dalla libreria, escono dalla biblioteca e girovagano per casa con l’agio di chi ci abita da sempre. Si possono trovare un po’ ovunque, anche in luoghi in cui non ti aspetteresti di incontrarli.

Su una mensola in pietra, ad esempio, troviamo testi rari di Proust, sul bordo della vasca da bagno, una vecchia edizione di “Pensieri scelti” di Pascoli, sullo scrittoio nella stanza da letto, poesie in lingua francese, nel catino dei vini in cucina, una vecchia raccolta di “Carte des vins”, sul pianoforte del salotto, vecchi spartiti di valzer viennesi. I grandi e preziosi libri d’arte invece, sono ospitati ai piedi del grande camino nel salone e sulle casse antiche in giro per casa.

In una nicchia dello scalone, è stata realizzata una seduta di pietra ingentilita da un cuscino a materasso in prezioso tessuto. Vi si trovano un vecchio mandolino e un libro di Ungaretti lasciato aperto. Certe volte, il vento che entra dal portone principale e sale dallo scalone, ne muove le pagine. Come se qualcuno si fosse fermato a leggere, ogni volta è una poesia nuova.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – party rock anthem http://www.youtube.com/watch?v=KQ6zr6kCPj8&ob=av3e

Lifestyle a km zero

tempi&modi sta muovendo i primi passi alla scoperta di un nuovo concetto di lifestyle, ispirato da un’austerità da vivere con classe, qualità e creatività.

Non me ne vogliano i ristoratori trentini, ma oggi scelgo una serata di stile, invitando gli amici a cena a Casa Campanelle. Sceglierò soltanto materie prime di qualità, solo prodotti trentini come formaggi e salumi, solo a chilometro zero, come carne, verdura e frutta. E poi, olio del Garda, vino della cantina Pravis di Lasino, pane del panificio artigianale Riccadonna di Rango nel Bleggio Superiore. Provi qualcuno a dire che in Trentino manca qualcosa!

Così il pomeriggio sarà dedicato ad una scampagnata presso le aziende agricole per comperare direttamente i prodotti dal produttore. Alcuni dei miei ospiti hanno scelto la via vegetariana, dovrò tenerne conto, altri sono “meat reducers” carne sì ma poca. Io sono per la cucina di recupero: appena è possibile non getto via nulla.

Solo primi passi, ma confido di farli insieme a voi.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – It’s only love Simply red

 http://www.youtube.com/watch?v=hP_CRUqovp4&ob=av2e

Una casa, il sogno che diventa un progetto per la vita

Sono sempre più i giovani che scelgono di ristrutturare vecchie case, magari di famiglia, nei nuclei storici dei centri trentini.

Al di là dell’incentivo dato dall’importante sostegno economico che il nostro ente provinciale garantisce, scegliere di ristrutture anziché di comperare, non si rivela di certo una strada in discesa, anzi. Presuppone una buona dose di coraggio e di passione. Il recuperare qualcosa dal passato comporta uno spirito ed un coinvolgimento non indifferenti, e non solo a livello economico.

E’ un’esperienza di vita. Si è chiamati alla ricerca, alla difesa e al rispetto dell’originalità, delle strutture, dei materiali, della storia e dell’anima di queste dimore. L’obiettivo è farle rivivere e vivere con esse. Sembra poco? Questa è stata la mia esperienza con Casa Campanelle. I lavori sono stati per me una vera scuola di vita, coraggio e responsabilità, timore e incertezza, disciplina e pazienza, gioia immensa e soddisfazione. Non dimenticherò mai quel giorno d’estate in cui gli operai tolsero i ponteggi della facciata principale.

L’aspetto affascinante di questa esperienza è la possibilità di viverla in due, di condividerla con qualcuno, di vederla come progetto collante di un rapporto. Mio marito ed io ci ripetiamo spesso: Casa Campanelle ci ha dato la possibilità di ricordare, progettare, sognare, guardare al futuro. Non lasciamo scivolare via tutto questo. Fermiamoci e apprezziamo. E soprattutto pensiamo al modo di condividere questo tesoro, di renderlo “bene” anche per altri. Solo così tutto ciò avrà un senso.

Casa Campanelle è un segno del mio passaggio su questa terra, è rispetto per chi è stato prima di me, è testimonianza d’Amore per coloro che verranno dopo di me. Credo fortemente che il passato sia la forza del nostro presente e del nostro futuro. Così, la storia della rinascita della mia casa è diventata una parte della mia storia.

 

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