L’attimo raccolto

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Il mio regno nemmeno per un cavallo*. Portone principale di Casa Campanelle, ore 12:00

*Autoritratto sull’entrata principale della mia casa. In primo piano, il mio braccio, che vuole rappresentare l’aspro ed annoso “braccio di ferro” al seguito del quale ho perso recentemente l’opportunità di realizzare un sogno per Casa Campanelle.

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L’attimo raccolto (alla sera)

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Bentornata a casa (welcome to home)! Casa Campanelle, ore 19:00

Come to my world!

Mio figlio ha da poco compiuto quattro anni ed i suoi spazi cambiano e crescono con lui. Amo circondarlo di cose Belle, oltre che d’Amore, perché sensibilizzare i bimbi al Bello, è un grande dono reciproco, sia per loro che lo ricevono, sia per noi adulti che abbiamo così l’opportunità di “contaminare” passioni e “seminare” passione. Fosse solo perché “crescere in Bellezza” è il più bell’augurio che possiamo fare ai nostri figli. E al loro (mondo) futuro.

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Bella, non solo di notte

La preziosa biancheria da letto esce da antichi cassoni, cassapanche e madie. Per vanità, esce alla luce, dandosi all’aria e mostrandosi in tutta la sua bellezza. Mica è un peccato! Nell’ordine. Piumino estivo DaunenStep, parure di lenzuola Frette e Signoria Firenze, lenzuola da dote in lino ricamato a mano, parure di lenzuola Borbonese e coppia di lenzuola in raso Bellora.

DaunenStep biancheria (6) Signoria Firenze dote Borbonese Bellora Bellora

La Bella solitudine

Adoro questo posto. E’ la parte più alta della casa,  dove tutto è rimasto come un tempo: le travi con le incisioni, le assi intagliate del loggiato, le divisorie in legno che dividono in “stanze” l’immenso sottotetto. Qui si stende all’aria il bucato o si fa arieggiare la biancheria. Qui si raccolgono la legna per l’inverno e le cose che non si usano più. Ma soprattutto, da qui si gode di un panorama fantastico sulla valle. Che fa pensare, sognare, liberare la mente, guardare lontano. Basta tenersi stretti ad uno dei pali in legno che delimitano il loggiato: questo rimane pur sempre uno dei luoghi più pericolosi della casa. Lo sapevo bene, fin da bambina, quando venivo mandata quassù in castigo. Spesso. Ma da qui si sentono bene la pioggia e il vento. Si può pensare ad alta voce e provare senso di vertigine. Più di una vertigine. Il mio sogno è quello di trasformare questo spazio in un “osservatorio”, in un loft dove viverci/studiare/lavorare ma soprattutto guardare il cielo/fare l’Amore. Perché questo è un luogo solitario da vivere in due. In quella che io chiamo “solitudine Bella”.

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L’attimo raccolto (della domenica)

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Domestica di domenica. Sottotetto di Casa Campanelle, ore 11

L’ispirazione del giorno

La chiave di volta. Quello che sei per me. Tu sei la chiave per comprendere il significato della mia storia e delle sue sfumature all’interno della cornice dei miei giorni. L’elemento essenziale che dà significato al tutto, il pezzo mancante per comprendere l’insieme, la pietra fondamentale che assicura il mio sostegno. Tu sei la mia casa.

L’ispirazione del giorno

Mi piace pensare che questa casa abbia una sua anima, dove la mia ha trovato il suo rifugio ideale.

Arredare amando

Un classico, un’eleganza senza tempo, dove storia e tradizione si rinnovano nel segno dell’eccellenza. Questo è lo stile Bellora, lo stile di chi sceglie le creazioni di un’azienda che ha fatto del Bello la prima espressione di famiglia.

Dove la bellezza ha trovato dimora. Roma, Trinità dei Monti. Boutique Bellora.

 

 

 

 

  

E’ una scelta chiara, senza compromessi: un lusso non ostentato, mai urlato, ma nemmeno tanto sotteso, perché la qualità è subito al tatto e la bellezza allieta la vista. Tessuti e biancheria per la casa, masterpieces in lino e nell’iconico motivo a nido d’ape delle spugne. Poco spazio a fantasie o tonalità vivaci, potere invece ai dettagli di un ricamo o di un motivo, realizzati su tessuti di altissima qualità. Linee pulite ma di carattere, che si sposano perfettamente, sia al gusto antico che moderno di una dimora.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alcune creazioni Bellora che arredano Casa Campanelle. Eleganza, nelle lenzuola in percalle di puro cotone rifinito con punto ombra; tradizione, nelle parure in puro lino; personalità, nei teli bagno dall’iconico motivo a nido d’ape.

Bellora non è solo simbolo di tessuti pregiati e di eleganza, ma è anche esaltazione di valori importanti, come la famiglia. Dove arredare fa rima con amare. Il sentiment è quello di una neomamma che prepara il corredo per il piccolo in arrivo: sceglie il meglio e non solo per qualità, ma anche per gusto estetico. La Collezione Baby Bellora diventa così, una meravigliosa sorpresa per un bimbo che, con la luce, si aspetta di trovare un mondo elegante: biancheria e spugne caratterizzate dal bianco puro o da colori tenui, ravvivati da righine, quadretti o dolcissimi motivi floreali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Espressioni delle passate collezioni Baby Bellora, a Casa Campanelle. Pigiamino in cotone, sacco portabiancheria con iniziali ricamate a mano dalla nonna realizzato in tessuto di lino Bellora, trousse in lino, coperta in lana con motivo a trecce, spugne e morbido baby accappatoio in nido d’ape, parure per culla.

Oggi, Lorenza Bellora, Direttore stile e immagine dell’azienda, comunica il gusto di famiglia attraverso un nuovo spazio, La Casa di Lorenza, “ispirazioni e consigli per arredare casa con stile”. La signora Bellora apre le porte del suo mondo, come la sua dimora di Milano e la residenza di campagna sul Lago di Garda, che parlano essenzialmente di lei e delle cose che ama. In fondo, è ciò che fa, ogni giorno, grazie alle creazioni Bellora, una casa arredata (e amata) dal Bello.

Comoda eleganza

Non c’è nulla di più piacevole, tornando a casa la sera dopo una lunga giornata di lavoro, che scendere da quel tacco 12 ed uscire da quel tailleur strizzato per indossare una divisa più comoda e consona al clima familiare. Relax, figli, pulizie domestiche, qualsiasi cosa ci aspetti, saremo pur sempre nel nostro rifugio. Finalmente!

Così, essere eleganti anche tra le mura domestiche diventa un valore, un concept. Perché è giusto apparire, ma l’importante è essere.

In casa, l’abbigliamento sarà sicuramente casual, che tutto significa meno che trasandato.  Ad esempio, abiti o caftani in lino per l’estate, jeans e pull in caschmere per la stagione fredda; camicie forever, adorabili gli abiti in lana leggera, caldo cotone oppure in misto cashmere, a mezza manica, da portare con calze coprenti in tinta. Per i momenti trascorsi sul divano o davanti al pc, una calda pashmina sulle spalle.

Chi ha ancora voglia di esprimersi punterà sui dettagli, come un gioiello, un elemento di bigiotteria di qualità o qualcosa di prezioso portato da un viaggio in un paese lontano. I capelli se sono di media o lunga misura, li raccoglieremo bene all’indietro in un’elegante e comoda coda.

E ai piedi? Le pianelle. Ma quali? Ad esempio, delle ballerine. Le animalier, bellissime portate con il jeans strech. E Miu Miu propone per il prossimo autunno/inverno le sue pantofole in velluto. Very chic.

Il risultato sarà a prova di ospiti… inattesi, ma prima di tutto, saranno gli uomini di casa ad… apprezzare.

TEXT – Donatella Simoni

PHOTOS – ds @CasaCampanelle, vogue.fr

MUSIC – comfortably numb pink floyd http://www.youtube.com/watch?v=cAMnqZqn6RI&feature=related

Questa casa è un albergo!

La best hospitality si ispira al calore delle dimore private per offrire agli ospiti un’accoglienza familiare, per farli sentire come a casa propria. C’è chi invece, ruba all’hotellerie le ispirazioni per arredare la propria casa, soprattutto per la cucina e il bagno, nel tentativo di inseguire quelle atmosfere di un “non luogo”, scenografiche ed irreali, ma tanto affascinanti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In cucina. Alzata in inox e legno Alessi con service di marmellate. Scaldapane da tavola in rame, Navarini. Cloche scaldavivande, salsiera, portaghiaccio con supporto e portatovaglioli, tutto in inox Alessi. Macina sale e pepe in legno, Peugeot. Affettatrice, Fratelli Valentini. Pentola in rame e argento, Navarini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In bagno. Coppia di accappatoi linea Ape Bellora, sali da bagno Acqua di Parma. Set di salviette per le mani, Mastro Raphael. Campioni di prodotti per il bagno rubati in albergo e filodiffusione della musica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E poi. Stender appendiabiti in acciaio per il guardaroba, reggigiornale in legno e, sul guanciale, pensiero della sera per favorire sonni tranquilli.

Signori, benvenuti a casa vostra!

 

Letto prezioso

Io scelgo. Per il letto dell’estate, completo copripiumino in puro cotone pettinato color glicine con delicato orlo a giorno ripreso anche sulle federe con tre volani. “White linen” by Bellora

Autonomia speciale

Se El Hierro, l’isola più piccola delle Canarie, si sta attrezzando per diventare completamente autonoma dal punto di vista della produzione di energia elettrica grazie a tecnologie ad emissioni zero, Tenerife non è da meno. Su quest’ultima infatti è già attivo il progetto Casas Bioclimáticas, promosso da Iter (Istituto tecnologico delle energie rinnovabili).

Si tratta di un complesso di 24 ville bioclimatiche in affitto, costruite nel Sud dell’isola, perfettamente inserite nel paesaggio, energeticamente autosufficienti e a emissioni zero. Ogni struttura è dotata di sensori per monitorare i consumi. Costano da 136 euro al giorno.

(Ilaria De Bartolomeis su Ladies)

Per legna design

Grande cesta porta legna per camino da castello (ognuno ha il proprio). Nella stagione invernale e nelle mezze stagioni, verrà utilizzata per accogliere la legna con cui accendere il fuoco; in estate, verrà riempita da ciocchi sistemati ad arte per realizzare una composizione d’effetto e soprattutto di attualissimo design.

Materials Collection

Legno, vetro, ceramica, tessuti, ferro battuto, cera, e poi ancora, pietra, ecopietra, rame, argento, acciaio, terracotta. Ma anche sasso, erba, fiori. Materiali vivi. Food. E’ l’essenza di Casa Campanelle, sfumature che danno colore e calore. Ispirazioni quotidiane del mio lifestyle. (to be continued)

In Barrio de las Letras, a casa dei grandi scrittori spagnoli

Per la serie “scorci di città ricchi di fascino”, ricordate la giornata trascorsa a Place des Vosges nel cuore di Parigi? Lo stesso “sentiment” ci conduce nella splendida Madrid, in un luogo riscaldato dal fermento culturale del passato, sulle orme delle penne che hanno fatto grande la Spagna.

Basta attraversare il Paseo del Prado, dove gli alberi attenuano il sole, ma non il fragore del traffico, per trovarsi immersi in un’isola nella città: silenziosa, pedonale, ricca di placide terrazas, librerie e gallerie d’arte.

E’ il quartiere Las Huertas, conosciuto come Barrio de las Letras, incastonato tra il Museo del Prado e il Thyssen da un lato, il Reina Sofia e l’ottocentesca stazione di Atocha dall’altro e chiuso, in alto, dalla scenografica piazza di Santa Ana, in cui sorge uno dei teatri di prosa più antichi e rinomati della capitale: el Español.

Le vie qui prendono il nome degli scrittori del Siglo de Oro, fiore all’occhiello della Spagna fra 500 e 600: Quevedo, Cervantes, Lope de Vega, Góngora… Stralci delle loro opere sono incisi con il bronzo fra i lastroni del fondo stradale.

Disseminate tra librerie, bistrot, negozi di design e di modernariato, sorgono ancora le loro case, ora trasformate in musei. La più suggestiva, al numero 11 della Via Cervantes, è quella in cui visse i suoi ultmi anni il drammaturgo Don Félix Lope de Vega. L’appartamento, oggi proprietà della Real Academia Española, conserva la struttura originaria: le stanze, lo studio, la cappella in cui si preparò a prendere i voti e l’orto sul retro.

Visitarla significa percorrere un viaggio a ritroso nel tempo, verso l’universo letterario dello scrittore, ma anche verso il fermento culturale e sociale della Madrid che si preparava a diventare la capitale di un impero, orgogliosa ma attonita, da quella cittadella medievale che era stata fino ad allora.

Lope de Vega e Miguel de Cervantes (la sua casa museo è a Alcalá de Henares) si sfidavano in continue tenzoni (e non solo a colpi di penna). Per una sorta di ironico contrappasso, i luoghi a loro appartenuti si incrociano oggi nella memoria della città. L’autore del Quijote riposa all’interno del bel convento de las Trinitarias che sorge proprio sulla via dedicata al suo eterno rivale.

TESTO – ds ispirata da Lucia Magi su IL (Il Sole 24 Ore)

FOTOGRAFIE – barrioletras.com

MUSICA – Don Quijote, el soñador – Compañia Flamenca de José Moro http://www.youtube.com/watch?v=Dmt3han9iEQ&feature=fvst

Gift List, il pensiero giusto alla persona giusta

Cosa ABBONAMENTO A CASE&COUNTRY

Per chi Per chi ama la casa e il verde e cerca sempre un’idea diversa, per chi proprio non riesce a fare a meno di creare e sperimentare.

Perché Prima di tutto perchè queste riviste sono da collezionare in biblioteca come cataloghi o manuali di creatività. Poi perché non c’è miglior soddisfazione che strappare  con gusto l'”idea” dalla rivista e farsela propria. Poi perché ha lo stesso effetto di un allenamento sportivo: a forza di guardarle e di leggerle, il gusto e lo stile ti si affinano anche se non vuoi. E poi, sono dodici mesi di immagini delle più belle dimore di campagna, giardini, offerte immobiliari, idee per arredare ma soprattutto per ristrutturare. Imperdibili gli allegati, come le guide al gusto e ai viaggi in giro per l’Italia. Tutto molto elegante e di classe.

Visto Raccolte in modo disordinato in una grande cassa da dote in una villa di campagna

Dove www.classlife.it

 

 

Barcelona

Ci sono masterpieces che da soli valgono uno spazio. Vuoi per la storia di chi li ha realizzati, vuoi per la loro fama, innegabilmente per il loro fascino. E un’anima fatta di carne. Personalmente ritengo che questi meravigliosi oggetti abbiano bisogno di brillare di luce propria, quindi, di uno spazio vocato loro. Perché sono personalità forti, egocentriche, attirano l’attenzione e di questo ne godono.

E’ il caso di uno dei pezzi storici del design internazionale, il letto da giorno Sommier Barcelona di Ludwig Mies Van Der Rohe, architetto e designer tedesco formatosi nello studio di Peter Behrens (come Gropius e Le Corbusier) e cresciuto negli influssi del De Stijl. Autore non solo di costruzioni rivoluzionarie ma anche di mobili come sedie e poltrone di estrema raffinatezza ed eleganza.

Nel 1953, Knoll acquisì i diritti di produzione della Collezione Barcelona,  che comprende oltre il Sommier, la Poltrona Barcelona, la Poltrona Barcelona – versione Kid e il Tavolino Barcelona. Il logo KnollStudio e la firma di Ludwig Mies van der Rohe sono impressi sulla struttura di ogni singolo prodotto.

“Il mio Tortel de patate è più buono”, classico come il menù

Ristorante tipico. Nel menù, il Tortel de patate non manca mai: salumi, formaggi, fagioli, Teroldego e un amico che dice: “Quello che mangio a casa mia è più buono”.

Serve dire che i ristoratori offrono, rispetto a qualche anno fa, una buona qualità del piatto tipico. Eppure c’è sempre qualcuno che, classico come il menu, afferma che a casa lo mangia più buono.

E’ naturale che ciascuno di noi sia legato ai propri sapori e soprattutto a quelli domestici. Ed è ovvio che qualunque sia il gusto, i sapori di casa sono i preferiti.

C’è chi afferma poi, di prepararli con la ricetta originale, senza pensare che i piatti spesso sembrano originari di un territorio mentre invece sono stati creati dalla storia.

Sono piccole storie diverse, che hanno creato ricette diverse. Non c’è la più buona, ma solo quella che si avvicina di più al nostro ricordo di gusto più intimo.

Per tutti però, il gusto della scoperta di sapori diversi.

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Gift list, il pensiero giusto alla persona giusta

Cosa BROCCA E BICCHIERE DI CRISTALLO DA COMODINO

Per chi Per chi ama copiare il lusso dei dettagli attingendo dal passato, dove il tempo, scandito lento, e talvolta la necessità di un gesto quotidiano, regalavano delle abitudini ormai dimenticate

Perché E’ eccitante concepire la casa come un palcoscenico di un teatro. Allestire le scene per “recitare” una parte nella quotidianità. Dalle antiche dimore vittoriane, fino ai lussuosi appartamenti di Avenue Street, sul comodino o su una consolle della stanza da letto, era predisposto a cura della servitù, un piccolo vassoio d’argento con un brocca d’acqua accompagnata da bicchieri, per la necessità della notte. Il perché è semplice, gli spazi dell’abitazione erano talmente ampi, la stanza da letto era così lontana dalla cucina, da non poterla raggiungere comodamente per un semplice bicchier d’acqua. Personalmente lo trovo un elemento estremamente chic nell’ambito di una stanza da letto, un dettaglio assolutamente frivolo, ma così teatrale!

Visto in parecchi film Hollywoodiani, soprattutto quando la trama suggeriva al marito di ammazzare la moglie con una dose superiore di farmaci

Dove quelli in foto li ho acquistati in un negozio di porcellane finissime a Bad Aibling, a sud di Monaco di Baviera. Come ben si nota, ho accentuato la “teatralità” dell’oggetto, accompagnandolo da una campanelle in argento e un plico di vecchie lettere d’amore legate con un nastro di seta.

Gift list, il pensiero giusto alla persona giusta

Cosa SET DI BIANCHERIA PER LA CUCINA E LA TAVOLA LE JACQUARD FRANCAIS

Perché Per portare in cucina il culto della casa, dell’eleganza e dello stile tipico della Francia dove la fabbricazione di biancheria per la casa è un settore ricco di esperienza e tradizioni, fortemente radicate. Attività artigianali che si tramandano da una generazione all’altra grazie anche alla celebrità dei marchi produttori, degli articoli simbolo, alla costante ricerca dei gusti del momento.

Per chi Per signore che amano l’alta qualità artigianale dei tessuti per la biancheria della cucina

Visto da “Il mondo di Csaba”, la rubrica glamour di bon ton e stile a tavola, più seguita sul digitale terrestre

Dove www.le-jacquard-francais.fr Gallizioli via Manci, 63 Trento tel. 0461.237399

Lauro Defrancesco, il museo del fuoco

www.laurodefrancesco.it

Dove andranno a finire i libri? Vi dico dove vanno a finire a casa mia

“Una casa senza libri è una casa vuota”. Nell’era dell’eBook, questa affermazione, se non altro, fa riflettere.

Il sapere, incarnato in una presenza fisica, che non solo rappresenta un patrimonio infinito di conoscenza e comunica una lungimirante apertura verso il mondo, ma che nell’incontro, nel contatto, sa stimolare ogni volta alla Ricerca. Questi sono valori che riconosco in mia madre, nei miei nonni e nei miei bisnonni, che prima di me hanno raccolto moltissimi libri dedicando loro una grande stanza di Casa Campanelle.

Centinaia di tomi di narrativa italiana e straniera, decine di collezioni, come quella dei romanzi di Agatha Christie e delle bibliografie femminili della storia. Tantissimi testi sul Trentino e sulla montagna, preziosi libri d’arte. E ancora, raccolte di anni e anni di riviste di arredamento e di design, di giardinaggio e di moda.

Ma a Casa Campanelle, i libri scendono dalla libreria, escono dalla biblioteca e girovagano per casa con l’agio di chi ci abita da sempre. Si possono trovare un po’ ovunque, anche in luoghi in cui non ti aspetteresti di incontrarli.

Su una mensola in pietra, ad esempio, troviamo testi rari di Proust, sul bordo della vasca da bagno, una vecchia edizione di “Pensieri scelti” di Pascoli, sullo scrittoio nella stanza da letto, poesie in lingua francese, nel catino dei vini in cucina, una vecchia raccolta di “Carte des vins”, sul pianoforte del salotto, vecchi spartiti di valzer viennesi. I grandi e preziosi libri d’arte invece, sono ospitati ai piedi del grande camino nel salone e sulle casse antiche in giro per casa.

In una nicchia dello scalone, è stata realizzata una seduta di pietra ingentilita da un cuscino a materasso in prezioso tessuto. Vi si trovano un vecchio mandolino e un libro di Ungaretti lasciato aperto. Certe volte, il vento che entra dal portone principale e sale dallo scalone, ne muove le pagine. Come se qualcuno si fosse fermato a leggere, ogni volta è una poesia nuova.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – party rock anthem http://www.youtube.com/watch?v=KQ6zr6kCPj8&ob=av3e

Illusioni appese al muro, arredare con le cornici d’arte

Le cornici realizzate artigianalmente, che siano antiche o di design, lignee o in metallo, al naturale o dorate, semplici e intarsiate, sono sempre delle opere d’arte e sono destinate il più delle volte, ad ospitare elementi preziosi come tele e stampe ma soprattutto, i ritratti di chi amiamo.

Personalmente sono molto attratta dalle cornici vuote. Le appendo, così, anche una accanto all’altra, a seconda della misura, magari premurandomi di tingere quel tratto di parete con toni accesi ma comunque eleganti, come il bordeaux, il verde bottiglia o il turchese; in questo modo non sono mai banali, anzi, vengono esaltate proprio per la loro essenza.

Già, la loro essenza. Il vuoto. E’ come se avessero avuto un’anima e qualcuno gliela avesse rubata. Mi inquieta questa specie di horror vacui, ma dall’altra, mi stimola l’invito ad andare oltre le cose. Un ciglio di bellezza, un margine, un contorno chiuso, dentro cui sta il tutto o il niente.

Amo anche gli specchi racchiusi tra le quattro braccia di cornici preziose. Sia quelli grandi, importanti, sia quelli piccoli per il comò. E mi piace molto fotografare le cose attraverso di essi, alla ricerca di una nuova vision, diversa dalla realtà, con la speranza di vedere qualcosa che i miei occhi non possono carpire.

Semplicemente, amo arredare con creatività, esperimentare, sognare.

In Trentino, puoi trovare le cornici d’arte alla “Bottega d’Arte di Paolo Lucin” in via Verdi, 31 a Trento tel. 0461.985255

  

TESTO – ds

FOTGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – Just an illusion Imagination

http://www.youtube.com/watch?v=21VbKgOM0gg

Tivoli Audio, il Model One delle radio

Il leggendario progettista Henry Kloss si concentrò nel realizzare uno strumento che avesse come unico obiettivo quello di aumentare il piacere dell’ascolto. Così decise di omettere tutti gli accessori che non contribuivano a tale obiettivo, compreso il display digitale.

Il risultato fu una radio mono AM/FM dotata di soli tre controlli: il primo permette di accenderla e di commutare la banda AM o FM, il secondo permette di regolare il volume, il terzo è una manopola circolare per regolare la sintonia. Persino l’alimentatore è incorporato di modo che non sia necessario l’utilizzo di uno scomodo trasformatore esterno (in ogni caso una presa per 12 Volt permette di utilizzare la radio in auto o in barca).

Il cabinet è stato realizzato in legno, non solo per un fattore estetico ma anche per dotarla di una cassa acustica d’elevata qualità che non colorasse il suono. E’ dotata di un ingresso per una sorgente esterna quale lettore CD o cassette così com’è provvista di uscite cuffie e tape recording. E’ capace di un suono stupefacente ad alta fedeltà e riceve molte più stazioni dei sintonizzatori più costosi.

Tecnologia moderna e design retro. La radio da tavolo Model One di Henry Kloss è un oggetto d’arte capace di attirare immediatamente su di sé, l’attenzione di un occhio attento al Bello, trasformandosi facilmente nel punto focale di uno spazio che sia esso una cucina, uno studio, un negozio, una stanza da letto.

Personalmente ho scelto la versione con frontale silver e cabinet in frassino nero per la stanza da bagno azzurra, dove antico e contemporaneo convivono senza tanti rimorsi.

In Trentino, trovi Tivoli Audio da Cronst Sas in via Galilei, 25 a Trento tel. 0461.236478

 

TESTO – ds ispirata da http://www.tivoliaudio.it

FOTOGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – The radio saved my life tonight Bon jovi

http://www.youtube.com/watch?v=i0RsTpxDqlg

 

Una casa, il sogno che diventa un progetto per la vita

Sono sempre più i giovani che scelgono di ristrutturare vecchie case, magari di famiglia, nei nuclei storici dei centri trentini.

Al di là dell’incentivo dato dall’importante sostegno economico che il nostro ente provinciale garantisce, scegliere di ristrutture anziché di comperare, non si rivela di certo una strada in discesa, anzi. Presuppone una buona dose di coraggio e di passione. Il recuperare qualcosa dal passato comporta uno spirito ed un coinvolgimento non indifferenti, e non solo a livello economico.

E’ un’esperienza di vita. Si è chiamati alla ricerca, alla difesa e al rispetto dell’originalità, delle strutture, dei materiali, della storia e dell’anima di queste dimore. L’obiettivo è farle rivivere e vivere con esse. Sembra poco? Questa è stata la mia esperienza con Casa Campanelle. I lavori sono stati per me una vera scuola di vita, coraggio e responsabilità, timore e incertezza, disciplina e pazienza, gioia immensa e soddisfazione. Non dimenticherò mai quel giorno d’estate in cui gli operai tolsero i ponteggi della facciata principale.

L’aspetto affascinante di questa esperienza è la possibilità di viverla in due, di condividerla con qualcuno, di vederla come progetto collante di un rapporto. Mio marito ed io ci ripetiamo spesso: Casa Campanelle ci ha dato la possibilità di ricordare, progettare, sognare, guardare al futuro. Non lasciamo scivolare via tutto questo. Fermiamoci e apprezziamo. E soprattutto pensiamo al modo di condividere questo tesoro, di renderlo “bene” anche per altri. Solo così tutto ciò avrà un senso.

Casa Campanelle è un segno del mio passaggio su questa terra, è rispetto per chi è stato prima di me, è testimonianza d’Amore per coloro che verranno dopo di me. Credo fortemente che il passato sia la forza del nostro presente e del nostro futuro. Così, la storia della rinascita della mia casa è diventata una parte della mia storia.

 

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