Effimera Chanel per Capri

Per esporre  le collezioni Paris-Bombay e Ready to Wear Primavera/Estate 2012, Chanel ha scelto una location estiva e mediterranea: una villa caprese, a due passi dal mare, immersa tra i profumi di limone e gelsomino. Perdendosi tra i vicoli del centro, molto vicino alla famosa piazzetta, al numero 14 di via Camerelle è stata inaugurato  il  nuovo temporary shop della maison che durerà il tempo di una vacanza.

Dopo Saint-Tropez, è Capri che ospiterà fino al 30 settembre prossimo, la Boutique Effimera italiana di Chanel: il famoso blu del mare isolano si riflette negli interni. Un trionfo di zaffiro e acquamarina tra le poltroncine in vimini; giacche da maharaja rivisitate, abiti ricamati, orologi e borse tra scenografiche valigie e bauli dipinti di bianco. Poi, gioielli che celebrano l’eleganza indiana come i bijoux che ornano la fronte o i piedi decorati con l’henné, barcciali, anelli e collane-plastron tra specchi antichi ricoperti da patine in diverse tonalità di grigio.

La collezione Métiers d’Art Paris-Bombay, firmata da Karl Lagerfeld, trae ispirazione dai tradizionali abiti indiani e dal colonialismo britannico: maglioni ispirati al sari, completi in tweed impreziositi da cascate di perle, tuniche in seta. L’icona della collezione è la vice regina Lady Curzon, sposa del viceré George Curzon, che nel 1898 era il più alto funzionario dell’india britannica. La Lady nutriva una grande passione per la cultura indiana e per i tessuti locali e grazie al suo status esercitò molta influenza in materia di stile, contribuendo a far crescere la fama degli artigiani indiani.

Ci vediamo qui.

Rosso fatale

Su uno sgabello ricavato da un vecchio banco di chiesa, qualcuno stava ricamando prima di pungersi un dito. Tre gocce di sangue o in verità, tre gocce di smalto cadute a causa della sbadataggine di una novella dama intenta a scegliere sulla tavolozza, la tonalità del suo rosso. Rossetti e smalti Chanel.

Il profumo dell’estate

Per quest’estate ho scelto Cristalle Eau Verte, lo specchio di Cristalle, il mio profumo estivo da sempre. Questo profumo, creato da Jacques Polge, è un’essenza contemporanea e fresca, esclusiva e leggera,  ispirata al profumo del fiore di Magnolia, un profumo delizioso ma talmente leggero da risultare indefinito, da interpretare e creare. L’accordo di magnolia si presenta così piacevole e fresco, combinato alla delicatezza del gelsomino, alla luminosità del  Neroli e all’energia delle note esperidate. A questa meraviglia vanno aggiunti un bouquet di fiori bianchi, Limone di Sicilia e Bergamotto.

Fresco, seducente, irriverente. Come immagino la mia estate.

Oui, c’est Carine

Quanto conta la sensualità? Carine Roitfeld, l’ex direttore di Vogue Paris, esempio di uno stile tutto francese, sexy ma non completamente, elegante ma mai lezioso, sfacciato ma con un twist, spiega il segreto dell’allure. “Prima di uscire, quando ti dai un’ultima occhiata allo specchio, chiediti se c’è ancora qualcosa di superfluo che potresti togliere”. E’ un suggerimento che arriva da Karl Lagerfeld che citava a sua volta Coco Chanel.

Carine Roitfeld ha da poco presentato un libro realizzato in collaborazione con Lagerfeld dedicato alla Petite Veste Noire Chanel, “un capo davvero indispensabile per qualsiasi donna, da indossare in ogni occasione, elegante abbinata ad una gonna, décontracté chic con i jeans”. Questo è il lusso alla francese : un capo raffinato, lussuoso nelle finiture ma mai vistoso, comodo da indossare, un investimento per la vita.

Ma per quanto riguarda Carine, il suo segno distintivo sono le gambe: splendide e sempre in mostra su tacchi vertiginosi.  Un segno distintivo come ogni donna a capo dei vari Vogue in giro per il mondo: caschetto e occhiali XXL per Anna Wintour di Vogue America, lunghe chiome bionde e gioielli antichi per Franca Sozzani di Vogue Italia, taglio post punk asimmetrico alla Lisbeth Salander per Angelica Cheung di Vogue Cina. Carine però, afferma di portare anche ballerine e di essere solo vittima della sua immagine. Sensualità e potere.

E’ possibile conciliare seduzione e potere? Carine: “Dipende molto dal ruolo. Probabilmente nessuno vorrebbe una presidente della Repubblica in calze a rete e minigonna con lo spacco, l’abito influenza ancora il giudizio, l’importante sono le capacità.  Una donna deve essere seducente, ma il suo potere di seduzione non lo misuri con i centimetri di pelle scoperta, bensì con l’attegiamento e con quello che dici. E’ un modo di essere, di accavallare le gambe, di guardare l’interlocutore, di sentirsi forte. Quando ti senti forte, ti senti più potente. E potere non significa sacrificare la propria femminilità ma è questione di sfruttare il proprio potenziale”

Insomma, sembra che la seduzione sia anche una questione di cultura, di charme, di conversazione: “Quello che dice una donna è almeno importante quanto l’abito che indossa”

ds ispirata da Maria Grazia Meda (D la Repubblica) foto di Karl Lagerfeld

“Come as you are”, l’ironia e il rock del grunge “buttati” addosso

In passerella torna il grunge. E’ un glamour metropolitano, eclettico e contemporaneo, espressione del mondo che cambia.

Per questa stagione fredda, la moda si ispira ancora all’ultimo, vero “movimento” che ha scardinato la musica, il grunge. Vent’anni fa i Nirvana con il loro stile segnavano la storia; dopo di loro, i Pearl Jam, i Green River, e poi i Mudhoney, i Melvins. E i Soundgarden. Musica delle strade di Seattle direttamente in tutto il mondo.

Grunge significò un nuovo modo di intendere la musica e un nuovo modo di di vestire – “come le vere anime vaganti, Kurt [Cobain] preferiva parka sformati di terza o quarta mano, sneakers consumate, camicie di flanella e jeans

Allora è facile da imitare: basta “buttarsi” addosso maxi felpa, vestitino sbrindellato, camicia o giacca check in flanella, jeans sdruciti, sneakers All Star, sciarponi avvolgenti. Da indossare anche tutto assieme.

Ma avete davanti a voi due scelte: incarnare lo spirito originale del grunge copiandone lo stile, come fa D&G, oppure optare per un nuovo grunge, un grunge contaminato dall’eleganza. Come quello interpretato da un’icona di raffinatezza qual è Karl Lagerfeld che per Chanel disegna tailleurs sformati con giacche e pantaloni molto morbidi realizzati in tweed oppure, pantaloni oversize in tessuto slavato accompagnati da morbide giacche in lana bouclè.

“Come as you are!”

                                      Chanel A/W 2011-12

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – www.vogue.it

MUSICA – come as you are nirvana http://www.youtube.com/watch?v=vabnZ9-ex7o&ob=av2e

 

Una cult bag, la 2.55 di Chanel

Era il febbraio 1955 – motivo per cui è chiamata 2.55 – quando Coco Chanel creò una borsa che per originalità e creatività, era destinata a rivoluzionare il costume e la moda. Una borsa a rettangolo, di pelle matelassè, con il fermaglio in metallo dorato ed una catena a tracolla.

Per la catena, Coco Chanel si ispirò al portachiavi dei custodi dell’orfanotrofio nel quale trascorse la sua infanzia e per l’interno in un profondo bordeaux, alle divise degli orfanelli. In origine la chiusura era semplice e non compariva ancora il logo della maison. Dopo circa 40 anni, in casa Chanel arrivò Karl Lagerfeld che operò un restyling della borsa applicando la doppia “c” sulla chiusura e intrecciando alla pelle, la catena della tracolla. Nacque così la 2.55 Chanel Classic Flap disponibile oggi in tre misure e in svariate declinazioni. Una borsa per la vita.

www.chanel.com

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