L’attimo raccolto (in studio)

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next stop paris. Studio “Donatella Simoni”, ore 17:00

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This is what I did today

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À la Brasserie Lipp

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Brasserie Lipp, Paris 1969 (Henri Cartier-Bresson)

Psy-chic Tarot by Kenzo

ddAlla vigilia del 21.12.2012. Tagliare questi tarocchi non è solo un gesto scaramantico oggi, ma è molto, molto chic. Kenzo jeux de tarots sono le carte più cool del momento: da un lato, riportano le illustrazioni dell’artista grafico inglese Michael Willis, dall’altra, le immagini della campagna autunno/inverno Kenzo scattata da Jean Paul Goude. In edizione limitata, sono disponibili solo nella boutique di Parigi e sull’e-commerce ufficiale della maison francese. Il mazzo include 22 carte, le istruzioni per interpretare i tarocchi e il responso di ogni carta in inglese e francese.

E’ tornata la stagione del raccolto

Lina Sotis dalle pagine di Sette (Corriere della Sera) racconta: “La prima coda di cavallo che ho visto a New York era sofisticata, elegante, argentea, trattenuta da un nastro nero di seta che ricordava quelli anni 60 di Chanel. La indossava, sicura, una ragazza sui 70 anni, che usciva da quello che fu l’hotel Plaza prima di diventare il building delle case più eleganti di Manhattan. La signora salì sulla limu e scomparve nel traffico”.

Un nuovo trend molto chic che arriva direttamente da New York dove la portano indistintamente tutte le ragazze, dai 13 ai 93 anni, bionde, castane, bianche, mechate. Ovunque, per strada, al parco, al ristorante, a teatro, ai grandi magazzini, a casa, al lavoro, all’università; comunque, selvaggia, ordinata, raccolta; e dunque, bentornata coda di cavallo!

 da Lina Sotis (Sette), foto da roseinthewind.com

Vacanze, itinerari fuori rotta

Chi non ha problemi finanziari è chiamato, oggi più che mai, a fare tendenza senza esibire la ricchezza; chi invece sta risentendo dei cambiamenti globali, risponderà al desiderio di rilassare mente e corpo scegliendo l’allure dell’esclusività. Cercando il lusso silenzioso. Dove? In un convento o nella propria città, girando il mondo in moto o partecipando ad un torneo di scacchi. Perché in tempo di crisi l’importante è riportare l’attenzione su se stessi e seguire le proprie passioni, evitando gli eccessi e predilegendo l’essenziale.

Così, in un tempo di difficile congiuntura, lo spirito, la religione, la cultura, l’arte, sono forse le derive più tangibili suggerite dalla creatività.

Oggi più che mai, è più chic che shock, lasciarsi richiamare dalla trascendenza, come soggiornare in un luogo di preghiera o in un convento, con la possibilità di partecipare ai momenti liturgici, di lavorare nell’orto in contatto terapeutico con la terra, oppure trascorrendo momenti di silenzio e di riflessione alternati a letture e colloqui con i monaci.

Anche la montagna corrisponde sempre di più al bisogno di una vacatio diversa ed esclusiva. La montagna come luogo di ricerca di sè. Salire in alto per ritrovare se stessi. La montagna “spirituale”, una vera opportunità di vivere il silenzio, la pace, il raccoglimento. Il contatto con la natura, la solitudine, l’estraniarsi dal mondo, l’elevarsi. Come dice in una recente intervista il divo contemporaneo del cinema di qualità, Pierfrancesco Favino “abbiamo bisogno sempre di più di ricontattare noi stessi anche dal punto di vista di quello che può farci stare bene davvero”.

Potremo definirli “itinerari fuori mappa”. All’hotel extra lusso si predilige l’agriturismo, al ristorante con il conto supercaro, la ricerca del prodotto a chilometro zero. Comunque e sempre un’esperienza di ampio respiro, di conoscenza ed arricchimento, dove “genius loci” o “terroir” vengono considerati il vero valore aggiunto della vacanza: per capirci, mangiare la pizza a Napoli o il risotto milanese a Milano, è assai più chic che seguire pedissequamente le stelle della Guida Michelin.

In controtendenza poi, con la vacanza intesa nel suo significato più stretto, ovvero come evasione dalla realtà, c’è qualcosa di davvero esclusivo: semplicemente fermarsi, recuperando la propria realtà e il proprio contesto. Lo si fa in primis, rallentando il tempo, spegnendo l’auto e spostandosi in bicicletta, a cavallo o semplicemente a piedi. Il fotogramma scorerrà più lento e così sarà più facile godere del panorama, scorgere i dettagli, valorizzare le relazioni umane, assaporando nel suo assoluto quella Bellezza che ci circonda ogni giorno ma che immancabilmente il tempo che sfugge ci impedisce di vedere.

Rimanete in maniche di camicia, purché sia azzurra

E’ adorata dalla nostra “Terza persona” di stile di questa settimana, ovvero la sedicenne Caterina, che nell’armadio ne ha ben cinque.

E’ adorata dalle stylist Emmanuel Alt, direttore di Vogue Paris e Virginia Smith di Vogue Usa. Elle France la mette in copertina indosso a Katie Holmes.

La camicia azzurra è il classico rivelazione di ogni stagione: di taglio diritto o sciancrata, ha una personalità così forte che regge pure senza giacca.

Immancabili quelle Oxford e in cotone pettinato di Ralph Lauren, oppure le sartoriali di Max Mara e Brunello Cucinelli.

Brava ragazza, donna in affari, aristocrazia in campagna. Ma sbaglia chi la ritiene un capo serioso, “office style” o sportivo.

E’ chiaro, abbinata ad un pantalone morbido o ad un denim a sigaretta, coperta da un blazer e (de) limitata da una cintura smilza e severa, non può che suggerire questo effetto. Ma è solo la prima delle sensazioni.

Il numero di bottoni sbottonati fa il suo gioco e il resto, lo fanno la leggerezza e la semplicità di un capo chic, di charme, di classe. Bon ton.

Vuoi vedere che adesso una camicia azzurra riesce pure ad essere sexy?

 

Gift list, il pensiero giusto alla persona giusta

 

Cosa ABBONAMENTO A “LA CUCINA ITALIANA”

Per chi Per chi ama la cucina e cucinare

Perché Oggi il nuovo ricettario da tenere in cucina è l’iPad e “La cucina italiana” propone delle app davvero emozionanti. La mia preferita è “Cioccolato”. Ma in una cucina che si rispetti, accanto al ricettario di famiglia, si auspica che ci sia anche qualche numero cartaceo de “La cucina italiana”. Un must è il numero di dicembre con le imperdibili proposte per il pranzo di Natale e il buffet di Capodanno e con i consigli di classe per apparecchiare la tavola delle feste. Quindi, facciamo i classici, apprezzeranno sicuramente! Con il numero di dicembre poi, c’è lo speciale “abbonamento Natale” , uno sconto del 50% per due anni.

Visto nella cucina super chic di un amico gourmet

Dove in tutte le edicole

Gift list, il pensiero giusto alla persona giusta

 

Cosa GUANTI IN PELLE LUNGHI

Per chi Per una vera signora, che vuole essere elegante ed intrigante al contempo.

Perché Quest’anno, le braccia fuoriescono dal capo cool di stagione, ovvero la cappa. Quindi, il guanto si allunga immancabilmente.

Visto su Grace Kelly in “La finestra sul cortile”

Dove Bonfioli in via Oss Mazzurana, 29 a Trento

 

Cosa GUANTI IN VELLUTO

Per chi Per qualsiasi donna che porta i collant e le calze

Perché Perché per indossare calze e collant ci vuole estrema delicatezza e le mani, per quanto curate siano, non saranno mai come il velluto. I guanti infatti, sono un accessorio utilissimo per indossare le calze in maniera impeccabile e per mantenerle perfette.

Visto su di me

Dove Niccolini Piazza c.Battisti a Trento

 

Cosa MANICOTTI IN MAGLIA

Per chi Per una donna ironico-chic

Perché Evocano l’eleganza dei guanti lunghi di shantung e la malizia di un autoreggente. E’ una donna dotata di ironia chic, quella che decide di indossare questi manicotti in lana o misto cachemire. Per sdrammatizzare un tubino serioso, per dare un tocco glamour ad un look classico, insomma per essere maliziosamente ma elegantemente ironiche.

Visto su di me

Dove in tutti i negozi Benetton

Come una tela d’arte, il foulard di Hermès

Oggi, in occasione delle sfilate milanesi, Dolce&Gabbana hanno fatto sfilare l’ultima collezione della loro linea giovane D&G. L’addio, tutt’altro che mesto, è avvenuto in un tripudio di colori, di seta, di foulards. E’ un oggetto al quale, qualsiasi donna, di ogni epoca, non ha mai saputo rinunciare.

Portato semplicemente al collo, o in testa come Grace Kelly, riproposto via via negli anni, a seconda delle mode, in altri ruoli, come cintura, cravatta, lussuosissimo pareo oppure annodato alla borsa.

Ma quando si dice foulard, non si può che pensare al foulard in seta Hermès. Il carrè classico è un quadrato di seta dipinto che racconta ogni volta una storia diversa, seguendo il leit motiv per la stagione dettato dalla maison francese. I colori sono molteplici, accesi dalla seta e dalla passione e sono destinati a rendere chic il candore di una camicia bianca, la semplicità di un tubino nero, la severità di un dolcevita tinta unita, il gusto classico di un cappotto cammello.

Bellissimi i nuovi, preziosi quelli vintage. La qualità della seta è eccezionale e fa di questi accessori, degli oggetti per sempre. E da collezionare, soprattutto i pezzi unici che parlano della nostra storia, come ad esempio, quello indossato dalla nonna nel suo viaggio di nozze a Roma.

Ogni foulard è come un quadro. Non sarebbe poi così fuori luogo trovarlo impreziosito da un’antica cornice dorata e appeso al muro proprio come una tela d’arte. Lì, per l’eternità.

Solo nelle boutique Hermès. www.hermes.com

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