E ci siamo quasi…

IMG_2346IMG_2349 IMG_2355

L’attimo raccolto

foto (13) foto (16) foto (17) foto (18) foto (14)

Tanta passione. Cucina di Casa Campanelle, ore 10.30

Timeless Kitchen (part 4)

ccccc

Valori aggiunti. Quella delle spezie è una via che, da secoli, conduce alle più ricche fonti di colore&sapore della cucina. Impossibile non perdersi come in un suk, lasciandosi avvolgere per qualche istante dalla magia del viaggio; magia che perdura dopo la scelta e si realizza nell’attimo in cui si aggiunge valore… al valore del piatto. Spezie su maiolica.

L’attimo raccolto

vIl bianco della pietra, il verde dei cipresssi, l’azzurro del cielo, il grigio del teak,  il bordeaux dei tessuti. Non chiedo altro da questo weekend.

“Parterre du relax” di Casa Campanelle, ore 13

L’attimo raccolto

w

Mercato del giovedì. Trento, ore 11

Déjà vu: seta Dolce & Gabbana profumi sapori Sicilia.

Tod’s Collezione Donna primavera/estate 2013

La collezione Tod’s Donna per la primavera/estate 2013 rappresenta il perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione, tra artigianato e design moderno. L’abilità di lavorare con pellami di altissima qualità per creare prodotti dal fascino e dall’eleganza senza tempo, ma anche esaltare la creatività: questo è il cuore stesso di Tod’s e rappresenta il DNA del marchio in tutta la collezione. Colorata e ricca di dettagli raffinati, la primavera/estate di Tod’s vede il ritorno dei prodotti iconici, insieme all’introduzione di interessanti nuovi stili.

Scopriamoli in anteprima.

LE CALZATURE

La ballerina è il modello chiave della stagione, ora immaginato con un plateau. Il look è elegante e femminile, ma allo stesso tempo casual, urbano e contemporaneo. Vi è una selezione di modelli caratterizzati dall’utilizzo di un ampia gamma di colori estivi. Queste calzature per tutti i giorni sono prodotte utilizzando solamente pellami di qualità. Ci sono anche sandali bassi e tacchi con dettagli selleria e mocassini in coccodrillo con la suola colorata.

LE BORSE

La Miky Bag, uno dei modelli iconici del marchio, si presenta con una struttura raffinata e morbida, in pony e pelle, a sottolineare l’arte e la maestria degli artigiani che le producono, confermando il suo status di oggetto del desiderio. Una borsa dal nuovo design, una borsa classica e una shopping, tutte con una chiusura che ricorda un’elegante chiave, vengono prodotte in pelle blu, bianca e gialla ma anche in pitone dai toni naturali o colorati.

Tod's new shopperTod's new handbag 2Tod's Miky Bag

 READY TO WEAR

Il modello chiave della stagione è il trench in camoscio, in due versioni e nei colori blu e rosso.

Tod's trench 2Tod's trench 1

Disponibili nelle boutique Tod’s da gennaio 2013.

L’attimo raccolto

La natura usa PhotoshopAgriturismo “Ai Castioni” (Molveno TN), ore 18

(su gentile concessione della padrona di casa, e amica, Vilma Donini)

Boy&Girl secondo DUVETICA

Boy & Girl è la prima collezione bambino e bambina dai 2 ai 12 anni di DUVETICA.

Una collezione di piumini realizzati, in 19 colori saturi, energetici e luminosi. Nessuna stampa, nessuna applicazione e soprattutto nessun logo, ma solo dettagli necessari per un prodotto dal design kid-friendly.

I capi offrono un comfort termico ideale, grazie all’utilizzo esclusivo di puro piumino d’oca francese. Sono realizzati con nylon di produzione francese e giapponese, brillanti e ultra leggeri, e accessori di altissima qualità. Disegnata sempre dal team delle collezioni adulto, la linea ne mantiene intatto il DNA ed è prodotta, con i medesimi standard, dall’azienda veneziana stessa, interamente in Europa e nel rispetto dell’etica del rapporto tra produttore e consumatore.

“Soft bubble” potrebbe essere il nome di questa linea nelle taglie baby; dal classico piumino al senza maniche, lungo anche con tasche applicate, con doppia banda sul cappuccio, tutti con zip in tinta o a contrasto come le fodere interne. Un’esplosione di colore contro il freddo inverno.


Per i più grandi invece, che non saranno più invidiosi dei genitori e sanno già scegliere, i modelli acquistano una linea più sportiva e vicina al fit della collezione adulto. Per la bambina il modello lungo più sottile in vita, per entrambe il classico con e senza maniche, lungo anche con tasche applicate, con doppia banda sul cappuccio, tutti con zip in tinta o a contrasto come le fodere interne.

La collezione autunno inverno 12-13 è venduta in esclusiva nel  pop-up-shop di DUVETICA Boy & Girl. Si può accedere dalla sezione “bambino” di yoox.com e dal sito DUVETICA.

L’attimo raccolto

Autumn party. Lago di Roncone (TN), ore 10.45

L’ispirazione del giorno

E’ dedicato ad uomo, il bouquet autunnale realizzato con foglie sfumate fino al rosso carmino, rami secchi, bacche sul verde. Accolto in un vaso di vetro trasparente, s’intona con le porcellane a  muro che riportano dipinto, il medesimo motivo floreale. Alcune foglie e un piccolo pezzo di ramo sono caduti sul piano dell’antica madia in rovere, come per ricordare che dal legno sono venuti.

La natura vestita d’arte

La natura veste Rubelli.

Rubelli Venezia – 21875-005 LABUAN – verde Damasco – damask

Rubelli Venezia – 30000-009 POLIPHILO – verde Lampasso ricco – brocade

Rubelli Venezia – 07615-101 SPRITZ – verde Velluto cangiante – iridescent velvet

Rubelli Venezia – 07255-006 BRANDOLINI – bleu Damasco – damask

Rubelli Venezia – 00745-194 NUOVO GOLDONI – cielo Unito moiré – moired plain

Rubelli Venezia – 07132-004 BORBONI – bleu nattier Lampasso ricco – brocade

Rubelli Venezia – 07596-006 MALIPIERO – granata Lampasso – lampas

Cruciani Family

Ventaglio di braccialetti in macramè con collana “uso braccialetto”. Di Cruciani. Oggi abbinati a tubino serioso (?) da ufficio.

Cina, estetica ispiratrice

Quel gigante dormiente come Napoleone amava definire la Cina, oggi è più sveglio che mai e non solo, ispira, grazie alla sua storia millenaria e ad un’economia ruggente, il cinema, l’arte e la moda di tutto l’Occidente. Oggi il Dragone si è insinuato ovunque: da Hollywood alle passerelle di Milano, Parigi e New York, dalla Saatchi Gallery di Londra alla Biennale di Venezia.

Ispirazioni. Dalla Cina estetizzata e quasi surreale degli imperatori, fino alla Shanghai del 1942 in pieno fermento politico. Oggi è la moda, più di ogni altra forma d’arte, a parlare cinese. I primi “conquistatori” di Shanghai, Pechino e Hong Kong sono stati i marchi del lusso, come Prada, Dior, Louis Vuitton e Ralph Lauren.

La prima ispirazione giunge dalla Cina degli imperatori, dove lo sfarzo e il lusso si respiravano nell’aria, dove ogni gesto quotidiano avveniva nel rispetto di rituali millenari e nello splendore di un mondo estetizzato, quasi surreale. Ecco che le tonalità del rosso, dell’oro cupo e del giallo dei palazzi sono i protagonisti delle collezioni, come quella di Manish Arora, mentre i colori della cospirazione, il blu e il verde, sono interpretati da kimono contemporanei indossati dalle protagoniste delle leggende, come le donne di Haider Ackermann. E ancora, la delicatezza dei decori Ming viene indossata da donne esili, eleganti e delicate come in un dipinto di Ni Zan.

Ma la moda non manca di ispirarsi anche alla Cina moderna, raccontando attraverso un’intensa esperienza sensoriale, le atmosfere fumose della Shanghai degli anni 30 e 40. Come la collezione di Ralph Lauren, profeta dello stile americano, che vive un viaggio immaginario attraverso gli ambienti frequentati dalle dame borghesi giocatrici di majoing.

Gli abiti di Marc Jacobs, i tubini rigorosi di Erdem e le stampe delicate di Cacharel, sembrano usciti dal guardaroba della Greta Garbo cinese, Madame Ruan Lingyu. E così gli accessori, rigorosi e preziosi, degni di un’icona di stile, come un collier in oro bianco e diamanti di Piaget e una pochette in satin e pietre dure di Bulgari, o ancora, bracciali antichi  House of Lavande e clutch in velluto con farfalla smaltata applicata di Sergio Rossi.

Così il nostro viaggio nella moda ispirata al Paese del Dragone termina nella Cina popolare, espressa nel capolavoro di Ang Lee, Lussuria. Nella Shanghai del 1942 occupata dalle truppe giapponesi, in uno scenario ricco di fermento politico, una giovane militante deve sedurre un potente governante collaborazionista.

E’ questa Cina delle eroine moderne, di giovani attiviste, in bilico tra ragion di stato e femminilità, che ha ispirato Giorgio Armani  e i suoi completi pantalone, preziosi, in lana double e seta, ma allo stesso tempo dalle linee nette e dai tagli rigorosi; è questa Cina dal sapore popolare che ha ispirato gli abiti ricamati di Miu Miu e le tute di Charles Anastase.

La primavera fatta di armonia e di colori che ha risvegliato il sonno del Dragone è la stessa che ci attende e che respireremo per molto tempo ancora.

ds ispirata da Samantha Primati su MFLadies

Hermès, le temps devant soi

E’ un inno all’eternità, la campagna pubblicitaria per la primavera estate 2012 di Hermès.

Davanti alla leggerezza con cui il tempo fugge via e ai colori accesi della vita, cerchiamo qualcosa di veramente solido a cui aggrapparci affinché il tempo non voli via e i nostri giorni non sbiadiscano.

C’è anche molta luce, quasi accecante. C’è voglia d’estate e di leggerezza, data da textures e tinte dei capi indossati dalla modella Bette Franke; c’è voglia di libertà, impersonata dal movimento delle “ali di farfalla” e dal dondolio dell’altalena.

Da queste splendide immagini, affiorano altresì, l’eleganza e la bellezza, come valori di uno stile (proprio della maison francese), valori che in fondo, non temono nel modo più assoluto nè il tempo, nè la vacuità, nè la monotonia. Semplicemente, sono valori eterni.

Le temps devant soi vista da tempi&modi.

Food e fotografia. Dialogo tra realtà e irrealismo, natura e morte

Questa presentazione richiede JavaScript.

Oggi, mercoledì 14 dicembre 2011 ore 16.13 continua la chicchierata in chat  tra Alessandro Guerani e me.

Donatella Simoni: Alessandro riprendiamo dai salami blu e dalla realtà irreale

Alessandro Guerani: bene

DS: senti, ma allora se ti commissionano fotografie di salumi tu ci lavori in post produzione?

AG: chili di nitriti nel mentre e post produzione nel dopo. Si ossidano subito e comunque bisogna sempre virarli un po’ verso il rosso. Se vedi le foto in pellicola ti accorgerai come usavano sempre un ambiente “rossastro”

DS: ma è terribile

AG: ho proprio fatto delle foto nei giorni scorsi a dei salumi, salumi freschi, zampone, cotechino e salama e prosciutto, salame e mortadella

DS: e come è stato?

AG: ho pensato a lungo come farli perché non sono belli subito

DS: immagino, ho visto le tre foto sul tuo blog

AG: ne mancano ancora due che pubblicherò domani sul blog www.foodografia.com e una terza non la pubblico

DS: perche?

AG: perché fa impressione

DS: no

AG: vuoi vederla?

DS: sì

[Alessandro Guerani mi invia la sua foto fatta allo zampone]

DS: mamma mia è terribile alessandro

AG: te l’avevo detto

DS: pazzesco

AG: lo zampone artigianale “purtroppo” è una zampa

DS: non c’è dubbio, che realismo! Anche lo zampone è blu?

AG: è magenta, non blu e comunque anche cotto è impressionante. Purtroppo quelli artigianali usano maiali adulti, sono buonissimi… non sono belli 😀

DS: per nulla direi, dopo aver visto il tuo zampone. Comunque con gli altri salumi mi sembra sia andata bene. Sei soddisfatto?

AG: hmm… si e no. Probabilmente se le rifacessi avrei degli accogimenti in più in certe cose tecniche della cottura, nella scelta della carne, …

DS: scusami, ma io sto ancora pensando allo zampone

AG: povero maiale 😀

DS: però questo è l’esempio che la fotografia può essere anche reale, troppo reale, realistica

AG: la fotografia fa vedere i dettagli che il nostro cervello elimina. Se tu vedi una persona per strada che conosci non fai caso che ha un brufolo sopra il labbro, se la vedi in foto sì, perché dal vivo il cervello categorizza l’informazione come non importante e la elimina. Ma guai a dirlo a chi vende creme contro i brufoli 😉

DS: già

AG: per questo a noi uomini fanno ridere un po’ le donne che ci mettono un’ora a truccarsi quando per noi erano belle anche prima, questione di priorità 😀

DS: cosa stai cercando di dire?

AG: che ognuno di noi vede quello che gli interessa di vedere

DS: è una grande verità, anche per lo zampone. Dici che forse non mi avrebbe fatto quest’effetto se tu non mi avessi avvertito?

AG: no, lo ha fatto anche a me. Dal vivo mi sembrava solo un bello zampone… fresco, appetitoso

DS: e quando hai visto la prima volta la tua foto cosa ti sei detto? Ma che mostrosuosità sei riuscito a creare Guerani?

AG: subito no, l’ho pensato poi, riguardandola lontana dalla visione gastronomica. Per esempio sono convinto che dentro un servizio sui salumi, assieme alle altre foto, non avrebbe un impatto così forte  perché entra dentro una logica che le toglie questa visione di morte che ha se è da sola. Ti faccio un esempio

Anche questa da sola è abbastanza “forte” come immagine, meno dello zampone e poi ti spiego perché, ma assieme ad altre foto simili, col piatto cucinato ecc diventa “naturale”

DS: sì

AG: se pensi a LadyGaga e al suo vestito di carne fa impressione su un palco ma se fosse in una macelleria farebbe al massimo sorridere

DS: sì capisco, dipende quindi anche dal contesto

AG: tantissimo, motivo per cui se vedi una donna in bikini in TV fa audience, la vedi in spiaggia continui a leggere il giornale

DS: certo, il cervello…

AG: quindi lo zampone aveva un grosso problema, per quello ti dico che se le rifacessi starei più attento a dei dettagli. Lo zampone ha la pelle quindi visto da solo rimanda immediatamente all’animale vivo. Quelle costolette di agnello, pur essendo ancora più macabre, in realtà essendo carne sono decontestualizzate dall’animale. Pensa se invece vedessi parte dell’agnello con pelo e tutto

DS: è molto chiaro, la morte, ritorna, nella natura

AG: questo ti dice anche la familiarità che si aveva con la morte nel passato. Lo zampone è un cibo molto tradizionale. Se vai in certi mercati in meridione dove ci sono i venditori di frattaglie vedi tranquillamente teste di vitello ecc, qui da noi abbiamo molto decontestualizzato la morte, vediamo la carne sotto cellophane e non ci rendiamo quasi più conto che si trattava di un animale

DS: che ruolo ha la fotografia in tutto questo?

AG: la fotografia essendo un medium fra l’esperienza visiva e il cervello inibisce certe nostre “difese” e quindi in questo caso ci fa vedere quello che non vogliamo vedere. Hai presente certe fotografie iconiche di reportage? Non ricordo video che abbiano avuto lo stesso impatto perché il video è molto più simile alla nostra esperienza visiva e quindi il cervello usa gli stessi processi di elaborazione e rimozione dei particolari non interessanti o spiacevoli. La foto, essendo statica, lo obbliga invece a usare percorsi cognitivi diversi e ritornando a cosa rifarei, ad esempio guarderei le unghie dello zampone, che sono quelle che mi hanno più impressionato

DS: è vero, anche a me

AG: ma quando lo ho comprato mica ci avevo fatto caso, ho guardato che fosse fresco, bello come forma, ecc. Poi facci caso, guarda le foto dello zampone che ci sono in giro, nelle pubblicità, sui pack ecc in quelle foto lo zampone intero è crudo ed è presntato assieme a fette di uno che invece è cotto questo perché cotto tende a rompersi ecc ma anche perché le fette aiutano a mettere in correlazione quello intero con il contesto. Ma come ti dicevo c’è molta differenza fra quelli “industriali”, che sono più asettici e meno impressionanti, e quelli artigianali li riconosci subito nelle foto

DS: ma le unghie ci sono?

AG: sì

DS: adesso mi prendo la briga di andarlo a vedere, devo giusto uscire per fare la spesa. E’ stata un’esperienza anche oggi sentirti. Senti, ci si vede domani sul tuo blog www.foodografia.com per la pubblicazione delle due foto del tuo servizio sui salumi, ok?

AG: certo, una sarà il cotechino  per terminare la serie sui salumi freschi

DS: grazie davvero Alessandro

AG: di niente, buona serata

DS: buona serata, a domani

www.alessandroguerani.com

www.foodografia.com

 

Gift list, il pensiero giusto alla persona giusta

 

Cosa CASSETTA COLLECTION MATITE COLORATE FABER CASTELL

Per chi Donne e uomini d’affari&sentimenti

Perché Bellissimo come soprammobile di lusso in uno studio o di un ufficio. Soprammobile ho detto? Mi correggo, queste matite sono da usare. Il guizzo di creatività arriva quando meno te lo aspetti e ogni volta ha un colore diverso. Per sottolineare un documento, per fare un disegno con tuo figlio quando piomba in ufficio, per rilassarsi in un momento di pausa scaricando tensione, colore su bianco.

Visto in uno studio legale della City di Londra

Dove Eurocart in via Mantova, 20 a Trento tel. 0461.263303

 

Un orto di geometrie e fantasia a colori

Dalle distese di vigneti, si apre un cancello inserito in un alto muro di cinta e si entra nell’Orto della Tenuta San Leonardo, quella dei famosi vini, una tenuta agricola di circa 300 ettari a Borghetto sull’Adige.

Si accede ad una stanza verde di rara bellezza. Aromatiche in forma, fiori da taglio, tante zinnie multicolori, una pergola di pomodori ciliegini, ortaggi di tutti i generi coltivati in aiuole circondate da fragole di bosco e delimitate da assi di legno di larice.

I proprietari sono Carlo Guerrieri Gonzaga e il figlio Anselmo, coltivatori e produttori di vini pregiati che coltivano anche quest’orto realizzato nella parte antica della tenuta, dove un tempo sorgeva l’orto medievale dei monaci, su disegno dall’architetto Paolo Pejrone.

E’ circondato da un alto muro che lo protegge dai venti freddi dell’inverno e dalle incursioni di animali come caprioli, cervi, lepri che abitano il grande bosco al limitare della tenuta.

All’interno, una collezione di aromatiche con numerose varietà di timo, salvia, menta e poi basilici, levistico, maggiorana, origano, e perfino liquirizia. Numerosi rosmarini grandi e potati a sfera, come numerosi i fiori da taglio per decorare la chiesa della tenuta o le stanze della villa: dalie, rose, astri, zinnie, gladioli, lupini.

Alle rose è dedicata un’aiuola molto grande, altre, rampicanti, coprono il muro di cinta a sud quasi per intero, mentre quello a nord è caratterizzato da cespugli di erba Cedrina.

Per quanto riguarda gli ortaggi, una varietà vastissima. Particolare davvero la pergola di pomodori Ciliegino alta un metro e ottanta e larga quattro; ci si passa sotto e si raccoglie i frutti quasi fossero grappoli d’uva.

A est l’orto è bordato da siepi di oleandri, mentre a ovest da un muro verde di alloro.

E’ possibile una visita su appuntamento.

Tenuta San Leonardo, Borghetto all’Adige – Avio, tel. 0464.689004 www.sanleonardo.it

TESTO – ds ispirata da Gardenia di ottobre

FOTOGRAFIA – Gardenia di ottobre

MUSICA – mea culpa enigma http://www.youtube.com/watch?v=itkzaT9yk9Y

 

Gift list, il pensiero giusto alla persona giusta

Cosa SET DI BIANCHERIA PER LA CUCINA E LA TAVOLA LE JACQUARD FRANCAIS

Perché Per portare in cucina il culto della casa, dell’eleganza e dello stile tipico della Francia dove la fabbricazione di biancheria per la casa è un settore ricco di esperienza e tradizioni, fortemente radicate. Attività artigianali che si tramandano da una generazione all’altra grazie anche alla celebrità dei marchi produttori, degli articoli simbolo, alla costante ricerca dei gusti del momento.

Per chi Per signore che amano l’alta qualità artigianale dei tessuti per la biancheria della cucina

Visto da “Il mondo di Csaba”, la rubrica glamour di bon ton e stile a tavola, più seguita sul digitale terrestre

Dove www.le-jacquard-francais.fr Gallizioli via Manci, 63 Trento tel. 0461.237399

La donna che osava troppo

Terza puntata della rubrica “cattiva” di tempi&modi “Indicativo”, immagini positive e negative catturate dallo street style trentino. Con un occhio di riguardo più per le stonature che per le sinfonie.

Un abito in tessuto strech nero con una fantasia di grandi fiori rosa. Sorridevo ogni volta che indossavo quell’abito D&G nel leggere l’etichetta all’interno che riportava la scritta “Under 40 only”. Oggi non sorrido più e lo lascio nell’armadio.

Questo per introdurvi alla mia “vittima” della settimana. Sempre di signore si parla. Si tratta di un’attraente cinquantenne dal fisico davvero mozzafiato. La stonatura sta essenzialmente nel suo “coraggio”. Estremo.

In verità, non avrebbe assolutamente bisogno di ricorrere all’eccesso per essere notata. Alta, corporatura slanciata, l’immagine globale è quella di una splendida donna. Gli abiti e gli accessori non sono di alta qualità, ma non è questo il problema. La lunghezza (o meglio, la cortezza) della gonna, questo è un problema, che a favore dello stile di una signora non più giovanissima non dovrebbe salire di troppo il ginocchio, anche se il fisico lo permette.

I colori, altra stonatura. Vi avevo già anticipato che al di là di Caterina Dominici, poche persone hanno il carisma per affrontare la potenza di colori vivaci nell’abbigliamento, soprattutto se propri di un abito striminzito! Se poi ci aggiungiamo della bigiotteria vistosa, non ci siamo proprio. Grandi orecchini, che sembrano ancora più grandi visto il taglio corto, ma non basta, collana e bracciali, tanti bracciali, troppi.

Ben si comprende l’obiettivo di emulare un look giovane, alla moda, di esternare una forte autostima e sicurezza di sé. Errando. Perché se la signora si togliesse quell’abito di scena, scegliendo un look meno appariscente, allora sì il risultato sarebbe davvero sorprendente.

Non è osando troppo che si dimostra carattere e creatività. Equilibrio, questa è la parola chiave, ma anche rispetto per il proprio essere e la propria storia. E il vero ruolo dell’abito in tutto questo è di rappresentare solo uno strumento a nostra disposizione, perché ciò che davvero attrae è il nostro essere, è ciò che sta dietro i nostri occhi e che esce solo da uno sguardo o da un’espressione. E’ questo in fondo, che dobbiamo davvero curare.

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Neuhauser Straße München

MUSICA – she’s got the look roxette http://www.youtube.com/watch?v=62RokYZAR5M

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: