Blade Diary

Una giornata da vivere puntando in alto e aspirando al top; ad altezze vertiginose, pericolosa come le Montagne Russe, ad altissimo tasso di seduzione, fin dalle prime ore del mattino. Protagonista assoluto, un oggetto del desiderio, espressione del perfetto equilibrio tra femminilità e design, capace di coniugare l’eleganza alla sofisticata competenza artigianale e all’innovazione del Made in Italy. Oggi, T & M lo interpretata con grande ironia, quale compagno inseparabile della rocambolesca giornata di una donna. Signore e signori, ecco a voi… il Tacco Blade.

GUEST STAR: Décolleté iconica Casadei in luminoso camoscio, Tacco “Blade” in vero acciaio 120 mm affilato come una lama, plateau interno 10 mm, collezione autunno/inveno 2012-2013. 

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Pericolose, sempre.

Ore 6.30, “Presto che è tardi”blade (1)Lavastoviglie Rex Electrolux, porcellane Sanssouci Rosenthal, pentola Mami Alessi

Ore 7, Real GovernancePicShells Alari antichi, grembiule da cameriera (dote della bisnonna), camino in pietra Recuperando, “Istruzioni alla servitù” di Jonathan Swift (ed. Adelphi)

Ore 8.30, e chi mi ferma più

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Giraffa Schleich, macchina a pedali vintage

Ore 9, @work

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Tazza Ikea, cover Diary Louis Vuitton, penna Montblanc, “Industrial Chic” di Durieux&Hamani

Ore 12, It’s  Brunch o’clock

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Tazza Galerie Royale Bleu Wallis Bernardaud, iPal Tivoli Audio, trench Burberry, borsa Louis Vuitton, “Opere” di Sade (ed. Meridiani)

 Ore 14, tempimorti

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N. 754 Vogue Italia & “Femmes” di Jeanloup Sieff tra corda di rame e tubo corrugato

Ore 17, con i bambiniblade 15

Poltroncina Lou Lou Ghost di Kartell, cuscino “palla da rugby” Maison du Monde, giochi in legno Sevi, peluche Trudy Bear

Ore 18, Green Space

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Grembiule da sommelier Enoteca Grado 12 Trento, vecchio innaffiatoio in zinco

Ore 18.30, relax off road

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Mtb Merida, orologio Santos Cartier

Ore 19.30, stasera (ti) cucino ioblade 12

Olio Casaliva Comincioli, pesciera in rame Navarini, coltello San Marco, anello Trinity

Ore 20.30, I’m busy

blade (10) Carrè in seta Hermès, coltello e cloche scaldavivande Alessi, tovaglia Bossi

Ore 22, Red Carpet

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Abito rosso XS Collection Milano, Spumante Ferrari Brut

Ore 23.50, beautycare

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Spugne Mastro Raphael, Crème lisse suprême [PRO3R] Progressif Anti-Rides Carita Paris

What else?

fotografie: donatella simoni

colonna sonora: Wankelmut & Emma Louise – My head is a jungle

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Viaggio in Russia

Mi piace ospitare in questo mio spazio, le espressioni d’arte di giovani talenti, coniugazioni… di stili. Chiara Zanotelli è una giovane donna trentina (5° anno di Giurisprudenza percorso europeo e transnazionale Università degli Studi di Trento),  che dipinge con capacità, un’intensa descrizione del suo recente viaggio in Russia. E che dice: “sono ritornata, come a voler completare il passaggio dalla giovinezza all’età adulta.” Personalmente, ho seguito il suo viaggio, passo dopo passo, come un diario illustrato, grazie alle fotografie pubblicate quotidianamente da Chiara sul suo profilo Facebook. Leggere questo pezzo è stato come dare voce a quella storia illustrata. Luoghi, persone. Rapporti, legami. Tempi&Mondi. Buon viaggio!

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Nota dell’autrice. Questo articolo è espressione di sentimenti sinceri e di un amore profondo per una terra piena di contraddizioni che sento di non essere ancora completamente capace di descrivere con le parole giuste. Il popolo russo mi ha accolto con un affetto profondo e indimenticabile, di cui proverò nostalgia appena ritornata a casa.

A causa della sua storia, e della mia storia la Russia non è mai stata e non sarà mai una destinazione comune. Uno scrittore francese d’inizio Novecento, Joseph Kessel, descriveva la Russia come la terra dell’illimitato. “Le sue pianure non hanno che il cielo per confine, le sue foreste vengono appena incise dalle accette, i suoi fumi giganti, inondati di acqua, si spiegano come braccia del mare, Le sue canzoni, la cui gioia ha degli accenti di follia e la cui melanconia tocca i termini della tristezza umana, portano il marchio di uno spirito teso verso l’infinito, verso l’inaccessibile dominio dell’appagamento completo” (Joseph Kessel, La Steppe rouge).

Sono ritornata in Russia, dopo aver passato nel 2007 dieci mesi sulle rive del Volga in una piccola cittadina impregnata di storia, Uglich. Sono ritornata, come a voler completare il passaggio dalla giovinezza all’età adulta. Con una borsa di studio dell’Unione Europea sono arrivata a San Pietroburgo. In questo punto d’incontro tra Europa e Russia è già difficile distinguere quei tratti distintivi che caratterizzano il popolo russo. Eppure, questo punto sula carta, individuato dalle coordinate geografiche come 59°57′N 30°18′E, non è ancora Europa… al confine con la Finlandia mancano 200 chilometri. L’autostrada Scandinavia è ancora piena di buche profonde e qualche rara indicazione riportata con le lettere dell’alfabeto latino affianca le lettere cirilliche dei cartelli stradali solamente in prossimità delle mete geografiche rilevanti.

I camerieri nei costosi caffè e ristoranti della città, fermi agli angoli della sala, oggi non restano più a fissarti, ma chiacchierano spensieratamente tra di loro o puliscono i coltelli.

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