L’attimo raccolto (del sabato sera)

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Se una donna si guarda allo specchio non vede un’altra donna, ma più d’una. Stanza dei bambini (Casa Campanelle), ore 18.30

*Pigalle120 Louboutin, calze Wolford

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C’est la femme telle qu’elle est

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En pénétrant dans le musée; je l’aperçus au fond d’une salle, et belle comme je, l’avais devinée. Ce n’est point la femme poétisée, la femme idéalisée, la femme divine ou majesteuse, comme la Vénus de Milo, c’est la femme telle qu’elle est, telle qu’on l’aime, telle qu’on la désire, telle qu’on la veut étreinde. Elle n’a poine de tête, un bras lui manque; mais jamais la forme humaine ne m’est apparue plus admirableet plus troublante.

Penetrando nel museo, la scorsi subito in fondo ad una sala, e bella come l’avevo immaginata. Non è la donna vista dal poeta, la donna idealizzata, la donna divina o maestosa, come la Venere di Milo, è la donna tale come è, così come la si ama, come la si desidera, come la si vuole stringere. Non ha affatto testa, le manca un braccio; giammai tuttavia figura umana mi è apparsa più splendida e più conturbante.

(Siracusa. La Venere. da Verso i cieli d’oro. “La Sicilie” di Guy de Maupassant, 1885. Con Venti fotografie di Jeanloup Sieff, 1983. Edizioni Novecento, 1984)

Tod’s Collezione Donna primavera/estate 2013

La collezione Tod’s Donna per la primavera/estate 2013 rappresenta il perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione, tra artigianato e design moderno. L’abilità di lavorare con pellami di altissima qualità per creare prodotti dal fascino e dall’eleganza senza tempo, ma anche esaltare la creatività: questo è il cuore stesso di Tod’s e rappresenta il DNA del marchio in tutta la collezione. Colorata e ricca di dettagli raffinati, la primavera/estate di Tod’s vede il ritorno dei prodotti iconici, insieme all’introduzione di interessanti nuovi stili.

Scopriamoli in anteprima.

LE CALZATURE

La ballerina è il modello chiave della stagione, ora immaginato con un plateau. Il look è elegante e femminile, ma allo stesso tempo casual, urbano e contemporaneo. Vi è una selezione di modelli caratterizzati dall’utilizzo di un ampia gamma di colori estivi. Queste calzature per tutti i giorni sono prodotte utilizzando solamente pellami di qualità. Ci sono anche sandali bassi e tacchi con dettagli selleria e mocassini in coccodrillo con la suola colorata.

LE BORSE

La Miky Bag, uno dei modelli iconici del marchio, si presenta con una struttura raffinata e morbida, in pony e pelle, a sottolineare l’arte e la maestria degli artigiani che le producono, confermando il suo status di oggetto del desiderio. Una borsa dal nuovo design, una borsa classica e una shopping, tutte con una chiusura che ricorda un’elegante chiave, vengono prodotte in pelle blu, bianca e gialla ma anche in pitone dai toni naturali o colorati.

Tod's new shopperTod's new handbag 2Tod's Miky Bag

 READY TO WEAR

Il modello chiave della stagione è il trench in camoscio, in due versioni e nei colori blu e rosso.

Tod's trench 2Tod's trench 1

Disponibili nelle boutique Tod’s da gennaio 2013.

lundesnombreux

lundesnombreux is a really good photographer from Milan


Writing with light it’s a dependence
avoid dependences, don’t give into them
because they will take hold of you
and you will never be able to do without

None of us is the craftsman of average art
None of us produces anything
we just catch
what reality reflects

As we feel this strong
istinctive need
we surround ourselves
with magnificent life
and we do everything we can
to be ready

ready, in the nick of time,
to catch the light reflected by your skin
and to hit, in the following moment,
the tangible matter
and our existence, too

and I’m just one
one of many

E sarà ancora Sicilia

Dolce&Gabbana FW13 Men’s campaign by Mariano Vivanco

Dolce&Gabbana FW13 Women’s campaign by Giampaolo Sgura

Must have, gli intramontabili – 6° puntata

Capi senza tempo, icone di stile che li hanno resi celebri. Un semplice vademecum per lei e per lui, per conoscere e non sbagliare mai.

 

BRIGITTE E IL BIKINI

Formalmente il bikini è nato nel 1946 ma il costume a due pezzi  era indossato già nell’antichità, come risulta dal ritrovamento di urne, affreschi e mosaici di epoca greca e romana (i più antichi risalgono addirittura al 1400 a.C.). A contribuire al successo del bikini fu il cinema grazie a dive come Brigitte Bardot che con il loro fascino esplosivo fecero dell’audace due pezzi l’oggetto del desiderio maschile e femminile di intere generazioni.

Oggi: Emporio Armani e Dolce&Gabbana

Quando: al mare e in piscina

 

SOFIA E LE CALZE

Sophia Loren sbottonava il reggicalze scuro, le tirava giù lentamente e lasciava cadere sul letto le sue calze leggere di filato davanti ad un Marcello Mastroianni sussultante e impaziente; uno spogliarello femminile che ha avuto nelle calze un ingrediente di seduzione fondamentale.  La calza è da sempre arma di seduzione del gentil sesso, ma il menage quotidiano dei nostri tempi impone pragmatismo. Si lavora, si corre, si compete, c’è poco tempo per giocare. Con gli uomini si combatte, non si flirta. Allora spazio al collant: pratico, veloce e resistente benché nemico giurato del maschio e barriera a volte insormontabile per un improvviso impeto ormonale. Il reggicalze è ormai in soffitta, mentre le gloriose autoreggenti – che pure non tramontano mai- restano lì, nel cassetto, in attesa di momenti speciali sempre più rari.

Oggi: Wolford

Quando: sarebbe bello…

 

JACKIE E I PANTALONI CAPRESI

Capri, 1960. Una giovane donna del posto si ispira ai pantaloni dei pescatori capresi per disegnare il suo primo paio di pantaloni alla pescatora. Bastò che Jackie Kennedy Onassis, gironzolando in Piazzetta nascosta dietro un grande paio di occhiali neri, li indossasse la prima volta, per sancirne definitivamente il successo. Di strada ne ha fatta in quarant’ anni il pantalone «Capri style». E  la semplicità di un pantalone alla pescatore e di un infradito conquistano ancora oggi. Lo stile caprese è entrato fra gli evergreen. Il suo punto di forza: la sobrietà delle linee. Ma prego fare i conti con le proprie fisicità: no al pantalone caprese sopra la taglia 46. Un capo di assoluta freschezza. Non ha né taglia né età, basta scegliere stoffe e modelli giusti. Aderenti per giovani e snelle, più morbidi per le altre. Un immancabile? In lino o canvas, colori naturali.

Oggi: Alberta Ferretti, Emporio Armani e Dolce&Gabbana

Quando: nel tempo libero e nel weekend

TESTO – ds

Must have, gli intramontabili – 5° puntata

Capi senza tempo, icone di stile che li hanno resi celebri. Un semplice vademecum per lei e per lui, per conoscere e non sbagliare mai.

 

MARILYN E IL TWIN- SET (PULLOVER GEMELLI)

Twin-set, ovvero un due pezzi gemelli realizzati in lana o cashmere, un cardigan e una maglia con mezze maniche da portare sotto. I primi twin-set cominciarono a diffondersi negli anni trenta. La maglia è solitamente in materiale più leggero e più aderente, mentre il cardigan viene indossato sbottonato. Piaceva a Coco Chanel su pantaloni larghi o gonna a campana. Negli Anni 60,  il cardiganino diventa bon ton, borghesissimo, accompagnava attrici come Doris Day e Marilyn. Meglio di tutte stava alle lady inglesi e, top dei top, alla regina Elisabetta, che lo sfoggia ancora a Balmoral. Nei ‘50 frequentava la Nouvelle vague parigina, e allora era in odore di irriverenza e trasgressione. Verso i 70 era folk e fiorato con i gonnelloni. Lo portavano Katharine Hepburn e Jackie Kennedy. Oggi Anna Molinari lo pensa per le sue collezioni girlish Blumarine, zuccheroso, femminilissimo, con le ruches e i lustrini. Da portare con tutto, tubino, camicia, t-shirt, jeans, gonna.

Oggi: Clements Ribeiro e Brunello Cucinelli

Quando: in ufficio

 

PATTI E LA CAMICIA BIANCA

La prima apparizione pubblica, al Salone di Parigi, indossata da una regina, dipinta su tela: Marie Antoinette in muslin dress. Uno stile lontano dagli oneri dell’etichetta, e con lui il ritratto che ne fece Madame Vigée-Lebrun: era il 1793, e fu scandalo. Passata tra sbuffi Ottocento, arriva sino alle soglie del Novecento a rappresentare agiatezza. Ci sono poi le dive hollywodiane che intorno agli anni Quaranta la rendono una moda. Nei Cinquanta siamo in epoca di femminilità  vissuta al suo pieno, è in voga lo stile Pin up, shorts e curve, la camicia spesso si presenta annodata, a far risaltare il decolletée e intravedere il busto. E così per tutti i Sessanta, mentre la camicia bianca vira verso la sua prossima destinazione, di genere androgino, quasi inconscio manifesto di femminismo. Tra tutte le immagini della storia della camicia bianca, spicca il ritratto in bianco e nero della cover del primo album Horses di Patti Smith dove lei indossa una camicia bianca. Diventa icona dell’androgino, l’abum decolla, la camicia bianca, così al maschile, diventa un must. 
 
Oggi: Jil Sander e Alberta Ferretti
 
Quando: sempre

 

KIM E LA SOTTOVESTE

Inizialmente la sottoveste era utilizzata come una sorta di ‘velo’ di protezione, faceva scivolare meglio i vestiti. Alla fine del Cinquecento si diffondono le sottovesti che stringono la vita e creano i fianchi a ‘cupola’, antenate delle parigine ‘modellanti’. Il 1837, anno in cui sale al trono la Regina Vittoria, vedrà il trionfo del sottabito: non solo per motivi climatici, la donna pone più strati possibili fra il proprio corpo e l’abito esterno. Sarà Christian Dior nel 1947, con la collezione ‘New Look’ a dare una nuova popolarità alla sottoveste che durerà fino agli anni Sessanta. Alla fine degli anni Ottanta la sottoveste diventa un capo da indossare sopra l’abito, tutto da mostrare. Chi potrebbe dimenticare la sottoveste che indossava Kim Basinger in ‘Nove settimane e ½’ con bretellina franata? Una vera e propria arma di seduzione, massimo emblema della femminilità. Oggi è scelta ed indossata per la sua carica seduttiva. La si può scegliere quella classica, in raso, in seta o pizzo, utilizzata anche come camicia da notte per le occasioni importanti, oppure la ‘parigina’ molto più costruita, in genere con reggiseno incorporato, in materiali tecnici che fasciano e sostengono.

Oggi:  La Perla, Donna Karan, Vera Wang, Intimissimi e Victoria’s Secret

Quando: ogni notte come camicia da notte

 

TESTO – ds

Must have, gli intramontabili – 4° puntata

Capi senza tempo, icone di stile che li hanno resi celebri. Un semplice vademecum per lei e per lui, per conoscere e non sbagliare mai.

 

GRACE E IL FOULARD

Da copricapo contadino ad accessorio delle stelle del cinema.  Come è diventato l’umile foulard un’icona di stile? Secondo alcuni studiosi del costume, il foulard trae diretta ispirazione dal fazzoletto indossato dai soldati di Napoleone. Fermamente annodato sotto il collo, risponde assai meglio del volatile cappello alle esigenze della vita all’aria aperta, dello sport e del mito futurista della velocità, automobile compresa.  Foulard oggi è sinomimo di Hermès Paris. E il carré della maison di rue Faubourg Saint Honoré è molto più di un quadrato di seta piegato a triangolo: è un’icona, un gioiello che si tramanda di madre in figlia. Perché non passa mai di moda: anzi, come succede solo alle cose davvero preziose, diventa più bello quando lo scorrere del tempo gli regala una patina che lo rende unico, inimitabile. Da imitare: Grace Kelly nel bellissimo film del maestro Alfred Hitchcock “Caccia al Ladro” dove guida la sua auto in compagnia di un fascinoso Cary Grant.
 
Oggi: Gucci e Hermès
 
Quando: sempre, al collo, in testa, come pareo, annodato alla borsa, su un tubino, su un cappotto.

 

AUDREY E IL TUBINO NERO

Il tubino nasce in Francia nel 1926 sotto il nome di Petit Robe Noir, creato dalla famosa stilista Gabrielle Chanel meglio conosciuta come Coco Chanel. Fu proprio per il funerale del suo amante che Coco confezionò il primo tubino nero della storia, utilizzando i tessuti dei vecchi abiti da collegiale. Un vestito elegante ma sobrio che diventerà presto l’emblema della raffinatezza femminile. Il “tubino” nero è l’abito femminile per eccellenza, simbolo di eleganza, può essere indossato in ogni occasione e proprio per questo prende il soprannome di “passepartout”. Divenne definitivamente celebre quando Hubert de Givenchy lo creò appositamente per Audrey Hepburn nel film Colazione da Tiffany.

Oggi: Dolce&Gabbana

Quando: a seconda dei tessuti e dei tagli, sia di giorno che di sera

 

JANE E LA BIRKIN

Nel 1984,  un volo Parigi-Londra vede seduti vicini Jean-Louis Dumas (che poi diventerà presidente di Hermès) e Jane Birkin,  cantante e attrice dalla bellezza eterea, resa celebre per aver cantato insieme al compagno Serge Gainsbourg la scandalosa canzone Je t’aime…moi non plu. Durante il volo, rovistando nella sua borsa, la bella Jane si lamentò più volte con il suo vicino del fatto che fosse un’impresa impossibile trovare una borsa per il weekend che fosse allo stesso tempo elegante e capiente. Monsieur Dumas promise all’attrice che ci avrebbe pensato lui stesso a realizzare la borsa apposta per lei. E così, da quel magico incontro, nacque la Birkin, la borsa più desiderata al mondo. Realizzata in moltissimi materiali, tra i quali il più utilizzato è senza dubbio l’alligatore, la Birkin è diventata un’icona non solo nella moda, ma anche nel cinema. Leggendaria la lista di attesa per possederne una.

Oggi: Hermès

Quando: quando ne possiedi una, non la lasci più, nemmeno per dormire.

 

TESTO – ds

Gift list, il pensiero giusto alla persona giusta

Cosa BOUQUET FIRMATO NADIA LEITA

Perché Per sorprendere qualcuno di davvero speciale

Per chi Da regalare ad una bimba, una ragazza, una giovane donna, una mamma, una compagna, una moglie, un’amante, una nonna, un’amica e ad una nemica, ma non in un’occasione formale, bensì in un momento del tutto inaspettato

Visto Tra le braccia della signora Clio Napolitano in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni d’Italia a Torino

Dove http://www.trentinfloratn.com/le-creazioni/nadia-leita

Fioreria Garden Center Viale De Gasperi, 15 a Cles trentinflora@hotmail.com Tel. 0463 451828 – Cel. 339 7776433

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