Autonomia speciale

Se El Hierro, l’isola più piccola delle Canarie, si sta attrezzando per diventare completamente autonoma dal punto di vista della produzione di energia elettrica grazie a tecnologie ad emissioni zero, Tenerife non è da meno. Su quest’ultima infatti è già attivo il progetto Casas Bioclimáticas, promosso da Iter (Istituto tecnologico delle energie rinnovabili).

Si tratta di un complesso di 24 ville bioclimatiche in affitto, costruite nel Sud dell’isola, perfettamente inserite nel paesaggio, energeticamente autosufficienti e a emissioni zero. Ogni struttura è dotata di sensori per monitorare i consumi. Costano da 136 euro al giorno.

(Ilaria De Bartolomeis su Ladies)

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Cura dei capelli e dell’ambiente in un sol colpo

Per ogni donna, i capelli sono una parte preziosa delle propria femminilità. Prendersene cura è un gesto quotidiano ma importante, accarezzarli è un momento intimo e rilassante. Diventa poi un gesto di lusso se la spazzola utilizzata è un oggetto speciale, tanto bello da meritarsi un posto al Moma di New York, uno dei più importanti musei di arte moderna al mondo.

E’ la spazzola per capelli Limited Edition (prodotta in soli cento pezzi) della linea Tek realizzata a mano in Caleidolegno, un materiale speciale ottenuto dalla lavorazione di fogli di legno pregiato. I dentini sono in morbido legno: massaggiano la cute, riattivano la circolazione sanguigna, rafforzano il bulbo pilifero. In più, il legno assorbe l’eccesso di sebo e le impurità che si depositano sui capelli e, grazie al suo effetto antistatico, non rende il capello elettrico.

Limited Edition si prende cura della bellezza dei capelli, ma anche di quella del pianeta: tutti i legnami utilizzati da Tek per produrre spazzole, pettini e accessori per la cura del corpo, infatti, sono certificati FSC; ciò significa che provengono da foreste gestite in maniera corretta. In più, l’azienda italiana utilizza risorse rinnovabili e pone attenzione all’ambiente in tutto il processo produttivo.

da Francesca Scarabelli su ilgiornaledellusso.it

Karma, supercar dal cuore verde

Il progetto è di quelli che nascono da un’idea brillante di un visionario, poi incontrano una fabbrica all’avanguardia della tecnologia e atterrano in una terra fertile d’innovazione. Karma, l’auto gioiello da poco più di 100 mila euro, è prodotta in Svezia e progettata dalla Fisker Automotive, una casa automobilistica americana che rappresenta l’avanguardia della sperimentazione in campo di mobilità ecosostenibile e verrà importata in Italia dalla famiglia Lunelli (Ferrari Spumanti).  

La supercar che la famiglia Lunelli importerà in Italia ha una linea da grande sportiva, di quelle che di solito quando le metti in moto ti fanno vibrare lo sterno coi bassi del motore. La Karma invece ha bisogno di una altoparlante con il suono sintetizzato per far capire a chi sta intorno che il bolide è pronto a partire. E quando parte lo senti: il sedile ti abbraccia stretto, e il poggiatesta diventa tutt’uno con la nuca.  Un bolide fuori, fatto di curve sinuose e prese d’aria in puro stile supersport, dentro ti accoglie con rivestimenti extra lusso e tecnologia, ma quello che più conta e proprio quello che non si vede. Il cuore pulsante della supercar è composto da due motori elettrici sull’asse posteriore, e un pacco da 200Kw di batterie che si ricaricano: col tetto solare, con il recupero di energia in frenata, attraverso la connessione alla rete elettrica e con il supporto di un motore a scoppio sotto il cofano anteriore. I pistoni però non fanno mai muovere le ruote, servono solo a dare energia a un generatore di corrente. Quasi quattrocento cavalli, niente male per un’auto elettrica.

L’innovazione nella nostra regione è di casa, assicura Marcello Lunelli: «Abbiamo deciso di investire in questo progetto perché crediamo che rappresenti il futuro della mobilità, e come siamo stati in passato precursori nei pannelli solari, nella cultura biologica, e in tanti settori, lo saremo anche nell’automobile ». «È un nuovo concetto di automobile ibrida – spiega Riccardo Sampaoles, il responsabile operativo della Fisker Italia che ha la sede a Lagundo – il limite dimostrato finora da tutti i modelli della altre case era l’autonomia ridotta, con questa nuova concezione del motore invece si riescono a percorrere fino a 480 km».

ds ispirata da Riccardo Valletti su Trentino, foto da car-oto.blogspot.com

Husk, la seduta by Patricia Urquiola

 foto di contessanally.blogspot.com

Nel panorama del design internazionale, è tra le novità più interessanti viste quest’anno.

Husk, la seduta disegnata dall’architetto e designer spagnolo Patricia Urquiola – probabilmente la donna oggi più corteggiata dall’industria del design mondiale – per B&B Italia.

Questo oggetto è il risultato di un processo di sviluppo mirato a realizzare una poltrona versatile che è unica in sé, ma è in grado di integrare anche i divani più classici. Un inno alla morbidezza che si compone di una struttura colorata, di scocca rigida in Hirek, materiale riciclabile al 100%, cuscini dalle dimensioni generose e imbottitura idropassante.

La novità è la versione outdoor dove restituisce nuova dignità estetica e formale al comfort per esterni. Husk quindi, si veste con un caldo piumino di tessuto tecnico e diventa così, testimone di un nuovo linguaggio.

Con questo progetto, B&B Italia ha abbracciato il tema dell’ecologia, utilizzando sia i materiali riciclati che riciclabili, e componenti che possono essere completamente smontati in futuro, semplificando così il processo di riciclaggio e ridurre l’impatto ambientale.

 

In Trentino: Berlanda Arreda via S. Caterina 43 ad Arco (TN) Tel: 0464.516260

www.bebitalia.it

Volkswagen Touareg Hybrid 3.0 TSI, vince solo in performance

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Qualche giorno fa, percorrendo il tratto Terme di Comano – Andalo, mi sono letteralmente emozionata nell’osservare gli scenari che, uno dopo l’altro, mi si presentavano di fronte. Così oggi ho preteso di ripercorrere a ritroso un tragitto provato a suo tempo, ma lo facciamo spinti dalla curiosità di provare il terzo dei suv ibridi presenti sul mercato. Dopo Porsche e Bmw, oggi viaggiamo su una Volkswagen Touareg Hybrid 3.0 TSI.

Non per fare la signorina “difficile” ma al primo impatto devo ammettere che non ha certo l’appeal, soprattutto estetico, delle rivali di Stoccarda e Monaco di Baviera. “Stiamo a vedere”, dice il mio compagno di viaggio. A suo dire rispecchia il massimo dell’intelligenza e della razionalità della gamma e vincerà il confronto sul miglior rapporto qualità-prezzo-prestazioni.

Comunque, le finiture sono di sostanza: tanta qualità, ma anche massima sobrietà. Abitacolo spazioso, bagagliaio molto capiente. La dotazione di serie è ricca: accesso senza chiave, portellone ad apertura automatica, fari bixeno, interni in pelle, sedili confort elettrici a dodici posizioni, sensori di parcheggio anteriori e posteriori. Il logo Hybrid su calandra e fiancate distingue la Touareg ibrida dalle altre sorelle, oltre alle cromature per la carrozzeria. Negli interni, è razionale e ben disposta. La plancia della VW ha un disegno sobrio, ma dalla sua vanta una certa razionalità nella disposizione dei comandi. Sotto, l’ampio display a colori da 7 pollici fra i due strumenti; la leggibilità è eccezionale. I sedili sono a 12 regolazioni elettriche di serie.

Si diceva, partenza alle Terme di Comano. Si sale verso Villa Banale e si raggiunge il piccolo e  affascinante borgo di Tavodo caratterizzato dalla sua Pieve e dal convento. Dopo pochi chilometri si giunge a San Lorenzo in Banale, annoverato tra i “Borghi più belli d’Italia” e patria della ciuìga, salame tipico di questo angolo trentino http://www.borghitalia.it/html/borgo_it.php?codice_borgo=408. Passato San Lorenzo, ci fermiamo in un punto da dove è possibile vedere la frazione Deggia, un luogo ameno dove il tempo sembra davvero essersi fermato.

Ma continuiamo tra distese di boschi ancora infuocati, lungo la riva destra del Lago di Molveno di un blu imbarazzante e sullo sfondo, le cime innevate della Valle d’Ambiéz.

Cotanta bellezza ci ha distratto dalla nostra Touareg. E allora proviamola questa ibrida! Come sulla Cayenne, si può impostare l’E-Mode per procedere lasciando a riposo il motore sovralimentato, ma il V6 a benzina entra in scena automaticamente quando serve. E non si riesce a percorrere più di un chilometro a emissioni zero.

Ma se si parla di accelerazione 0-100 siamo attorno ai 6,5 secondi, nonostante una risposta al pedale dell’acceleratore non perfetta che inficia lo stile di guida “eco”. In sostanza, con la VW è più difficile dosare il gas al millimetro per far lavorare di più il motore elettrico. Poco male, le soddisfazioni a basso impatto ambientale sono comunque garantite.

C’è da dire che quando “vai a spasso”, si apprezza la logica del sistema ibrido che fa di tutto per far lavorare il meno possibile il 6 cilindri a benzina: viene ovviamente spento durante le soste, resta spento se si parte con un filo di gas (ma il piede dev’essere davvero leggerissimo…), ma soprattutto viene spento durante ogni fase di rilascio e disaccoppiato dalla trasmissione.
 
Capitolo consumi. Se paragonati a quelli dei turbodiesel, non sono affatto impietosi. Mediamente un Suv a gasolio copre circa 9 km/litro (ci riferiamo a Touareg, Mercedes ML, BMW X5 e X6) e quest’ibrida ci va molto vicina, con i suoi 8,5 km/l con il vantaggio di prestazioni sensibilmente superiori.
 
Superato Molveno ci fermiamo a gustare il panorama sul lago. Mozzafiato. Ancora pochi chilometri ed eccoci arrivati alla nostra meta, la stazione turistica di Andalo, di gran moda negli ultimi anni e in questi giorni pullula di turisti per la prova generale delle vacanze di Natale.
 
E’ ora di cappuccino.
Buon weekend a tutti.
 
 
TESTO – ds ispirata da www.auto.it
 
FOTOGRAFIA – www.auto.it
 
MUSICA – broken land adventures http://www.youtube.com/watch?v=87PMeLEHISA
 
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