L’attimo raccolto (del primo pomeriggio)

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Sole allo chalet.  Solarium, ore 13.30

In pausa pranzo, relax al sole con il comfort di una Bertoia Wire Chair e per proteggere il capo, carrè in seta Hermès.

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Che noia che barba questa eleganza!

Seconda puntata della rubrica “cattiva” di tempi&modi “Indicativo”, immagini positive e negative catturate dallo street style trentino. Signori, non aspettatevi fotografie. Cercherò di descrivere gli stili che vedo, usando la mia sola arma, e concedetemelo, mi divertirò ad…affondarla. Avrò infatti un occhio di riguardo più per le stonature che per le sinfonie. Avez-vous bien comprì?

Io non mi capacito. C’è chi venderebbe l’anima al diavolo per sembrare più giovane, ma c’è anche chi fa di tutto per sembrare più vecchio.

La incontro quasi ogni giorno e non passa volta che io faccia questo pensiero: questa bella giovane signora, forse quarantenne, sempre vestita così elegantemente. Ma che noia!

Sempre. La sua divisa è il tailleur pantalone, sui toni del grigio, del blu, del nero. Unica nota di colore, sempre, immancabilmente, quel foulard! Sempre, ogni giorno, foulard. Diverso per carità, prezioso scherziamo, Ferragamo, Hermès, Gucci.

In questo caso, non riesco nemmeno ad apprezzare il tentativo di riportare la barra sulla rotta della femminilità, indossando calzature con il tacco, ma che tristemente e poco coraggiosamente, si rivela da sotto il pantalone, né alto né basso, “né carne né pesce”.

Che voglia comunicare il suo rigore di donna di potere? A me comunica solo un’eleganza noiosa. La femminilità è ben lungi. Un viso estremamente dolce ed attraente, un’espressione molto fresca ed intrigante, annacquati da uno stile noiosamente elegante, sempre uguale a se stesso, privo di fantasia e di quel pizzico di femminilità trasgressiva che renderebbe l’immagine diversa.

Morale: osi qualcuno ad affermare che il concetto di eleganza è assoluto. Dopo Sua Maestà Caterina (Dominici) la Rossa, regina indiscussa dei clic su tempi&modi di questi ultimi giorni, questa è la controprova che fa zittire gli scettici.

Potere a chi osa!

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Neuhauser Straße München

MUSICA – boredom muse http://www.youtube.com/watch?v=vxWuNrHgviY

Come una tela d’arte, il foulard di Hermès

Oggi, in occasione delle sfilate milanesi, Dolce&Gabbana hanno fatto sfilare l’ultima collezione della loro linea giovane D&G. L’addio, tutt’altro che mesto, è avvenuto in un tripudio di colori, di seta, di foulards. E’ un oggetto al quale, qualsiasi donna, di ogni epoca, non ha mai saputo rinunciare.

Portato semplicemente al collo, o in testa come Grace Kelly, riproposto via via negli anni, a seconda delle mode, in altri ruoli, come cintura, cravatta, lussuosissimo pareo oppure annodato alla borsa.

Ma quando si dice foulard, non si può che pensare al foulard in seta Hermès. Il carrè classico è un quadrato di seta dipinto che racconta ogni volta una storia diversa, seguendo il leit motiv per la stagione dettato dalla maison francese. I colori sono molteplici, accesi dalla seta e dalla passione e sono destinati a rendere chic il candore di una camicia bianca, la semplicità di un tubino nero, la severità di un dolcevita tinta unita, il gusto classico di un cappotto cammello.

Bellissimi i nuovi, preziosi quelli vintage. La qualità della seta è eccezionale e fa di questi accessori, degli oggetti per sempre. E da collezionare, soprattutto i pezzi unici che parlano della nostra storia, come ad esempio, quello indossato dalla nonna nel suo viaggio di nozze a Roma.

Ogni foulard è come un quadro. Non sarebbe poi così fuori luogo trovarlo impreziosito da un’antica cornice dorata e appeso al muro proprio come una tela d’arte. Lì, per l’eternità.

Solo nelle boutique Hermès. www.hermes.com

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