Fuga d’amore

Vieni via con me.

Ti ricordi l’ultima volta? E’ stata a Parigi, ci siamo persi a Place des Vosges. C’eravamo promessi che l’avremo fatto, di nuovo.  Faccio una valigia veloce, indosso il mio abito in seta dipinta Dolce&Gabbana e partiamo per Palermo. Due giorni, una sola notte, che saranno mai? Prima che giugno finisca, oppure lasciamo passare la metà di luglio per riprenderci la città dopo il Festino di Santa Rosalia. Potremo partire con l’aereo delle 9:40. Arriveremo giusto in tempo per un pani ca meusa all’Antica Focacceria San Francesco. Poi avremo davanti a noi tutto il pomeriggio e il sole.

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Voglio baciarti a lungo davanti al portone principale di Palazzo Ajutamicristo, oppure davanti ad una finestra di Palazzo Steri. Tu ami baciarmi davanti ai portoni e alle finestre. E poi voglio passeggiare nei giardini di Villa Garibaldi. In verità, ami baciarmi anche in giardino… e sotto quel ficus monumentale… non trovi assomigli un po’ alle nostre paure ma anche alle nostre volontà di non lasciarci mai, nonostante tutto e tutti? Voglio passare del tempo a parlare di noi al Kursaal Kalhesa e poi camminare mano nella mano fino alle Mura delle Cattive e alla Chiesa dello Spasimo. Entrarvi in punta di piedi e in silenzio. Quando avremo fame, ceneremo all’Osteria dei Vespri, che ne dici? Passeremo la notte, o quel poco che ne rimarrà, al Porta di Castro. Mi sveglierai spostando la tenda dalla finestra e i capelli dal mio viso addormentato. Sentirò, in quel momento, che non c’è sogno al mondo che non si possa realizzare. Il mattino lo voglio vivere tra i banchetti della Vucciria.  A respirare. Pensi che riusciremo ad arrivare a Promontorio Monte Pellegrino per respirare il profumo del mare prima di andare in aeroporto? Saremo a casa prima che faccia buio, promesso…

Dimmi di sì. E’ un sì? Sì…

Fotografia: portone principale di Palazzo Ajutamicristo di Lorenzo Gatto

Colonna sonora: “Mi votu e mi rivotu”  http://www.youtube.com/watch?v=cMvWqg2WcEU

Dedicato a: a te, a chi altrimenti?

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Mezzano, Romantica di natura

La poesia potrebbe essere la lingua naturale dello spirito romantico che anima questo luogo incantato, così come la musica è la poesia dei suoni, la pittura è la poesia dei colori e l’architettura-poesia delle pietre.

La poesia di Mezzano, un piccolo gioiello di comunità, situato in posizione centrale nella Valle di Primiero, risiede nel suo passato contadino e nella sua capacità di aver custodito spontaneamente nei secoli, quell’allure fatta di silenzio, storia, arte, spiritualità, lavoro, rapporto fra uomo e natura, ancora tangibile nei luoghi e nelle persone che vi abitano.

Mezzano è costituito da un centro antico formato da antiche abitazioni, stalle e fienili, tra cui si insinuano stradine molto strette a misura di mezzi agricoli. Un borgo dal cuore verde, costituito dai circa 400 orti, una delle caratteristiche più rappresentative del paese, insieme al ricco repertorio di iscrizioni esposte al pubblico e diversi dipinti quasi tutti a tema religioso che si posso osservare sulle facciate delle case.

A Mezzano il romanticismo è di casa, come duecento anni fa, incardinato nella natura, nella storia e nelle tradizioni. A prima dimostrazione di questo, ci sono le opere che il luogo ha ispirato agli artisti che qui sono nati. Esempio importante, la famiglia d’arte degli Schweizer dove pittura, architettura e musica, espresse in un linguaggio profondamente romantico, già parlano di Mezzano nel panorama internazionale. Oppure la grande personalità artistica di Davide Orler, pittore che di romantico ha il fuoco del viaggiatore, una ispirazione pittorica spesso drammaticamente appassionata e romanticamente descrittiva. Ma anche la bottega artistica dei maestri Zeni, scultori di un mondo fantastico silvestre (le Waldzenen romantiche tedesche), il laboratorio di tessitura a mano Artelèr, dove, con passione e nostalgia romantica, si fanno tessuti con le tecniche preziose e pazienti di un tempo, col telaio, con l’uncinetto, sfilando a mano filo per filo con gli stessi gesti con i quali le fanciulle di un tempo preparavano il proprio corredo di dote.

Dal marzo 2010, Mezzano fa parte dell’esclusivo club de “I Borghi più belli d’Italia”, un importante impegno che ha visto la comunità qualificare ulteriormente il suo patrimonio fisico e morale, finalizzandolo anche all’apertura e alla comunicazione verso l’ospite. La gente del posto, portata per cultura ad una profonda riservatezza, ha dimostrato così di saper esprimere anche un forte sentimento di unità, condivisione  e di accoglienza.

Merita una fuga. Romantica.

www.mezzanoromantica.it

Gift List, il pensiero giusto alla persona giusta

Cosa PICCOLA FUGA AL GARNI LAURINO A CAVALESE

Per chi Per chi sta ancora aspettando l’invito ad una piccola fuga di mezz’inverno

Perché E’ ancora un indirizzo “segreto”, una maison d’hotes d’impronta tradizional alpina chic, calda e accogliente, un tre stelle di charme,  nel cuore di Cavalese, che diffcilmente si trova sulle “rotte” dei grandi motori di ricerca turistici. Ma è un piccolo gioiello, davvero. Quindici camere ricavate in un palazzotto del Seicento appartenuto alla nonna di Elisabetta Chelodi, l’attuale proprietaria. Varcata la porta ci si trova in un’ampia lounge-reception arredata con estrema cura di dettagli: boiserie a tutt’altezza, nel centro una grande stufa in maiolica policroma, sedie e divani rivestiti con tessuti pregiati, vecchie cassapanche decorate e le chiavi delle stanze, in bella mostra, legate a cuori di tessuto. Stanze, suite ed appartamenti arredati con estrema cura e gusto raffinato, dal tipico calore tirolese. Sì, c’è anche un centro benessere. Ma si può scegliere Laurino anche solo per la prima colazione. Indescrivibile.

Visto di persona

Dove Cavalese tel. 0462.340151 http://www.hotelgarnilaurino.it/

Incontri speciali nel bosco

Sarà per i miei ricordi di bambina, sarà per la straordinaria bellezza del luogo, ma il Rifugio Capanna Durmont, a Pas da l’asan, a pochi chilometri dal borgo di Montagne in Giudicarie, è un luogo davvero unico.

E’ la mia meta preferita per brevi fughe in cerca di silenzio e solitudine tra gli immensi boschi di faggio oppure per un incontro e due chiacchiere con una persona speciale, sulla terrazza in legno del Rifugio, davanti ad un tè o ad una cioccolata calda.

Circa quindici giorni fa, mia madre ed io, abbiamo portato il Gianmarchino a vedere il bosco prima dell’arrivo dell’inverno. Osservare i colori, calpestare le foglie, ascoltare il silenzio. Siamo passati al rifugio per fare merenda e all’interno, abbiamo trovato un gruppo di persone che ascoltavano Ennio Lappi, storico trentino, mentre presentava il suo libro «Una Villa tra le Montagne. Storia di Villa Santi».

Luca, il gestore del rifugio, mi ha spiegato che grazie al contributo della Compagnia Viaggiatori Dolomitici e della libreria Disertori, ha potuto ideare questo evento dove i protagonisti assoluti sono i libri, raccontati da scrittori e lettori.

Condivisione, scambio, pace, boschi. Ritrovare natura e montagne tra le pagine di un libro è il filo conduttore di “Books in the Woods”, un’iniziativa davvero unica, in un luogo unico, incentrata sul bookcrossing, quello stile di lettura che consiste nella liberazione di libri già letti per poterne seguire il viaggio attraverso i commenti di chi li ritrova.

All’imbrunire, mi racconta sempre Luca, i partecipanti saranno invitati a fare un percorso a lume di lanterna, travolti dalle emozioni degli attori del Rifclan, che nel silenzio del bosco leggeranno brani di Mauro Corona, Erri De Luca, Dino Buzzati, Marco Albino Ferrari. Cena d’autore, poi serata accanto al camino per parlare ancora di libri.

Il Rifugio Capanna Durmont è aperto tutto l’anno ed è il punto ufficiale di scambio libri per i viaggiatori solitari (o meno) che passano di qua.

Ora ho un altro buon motivo per fuggire.

per info: tel 0465.326397

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds

MUSICA – everything I do bryan adams http://www.youtube.com/watch?v=ZGoWtY_h4xo

Quel treno dei desideri che val bene una fuga, soprattutto per passione

In amor vince chi fugge? Bene, allora si fugga con stile!

L’Orient Express. Un treno che evoca immagini di glamour e di mistero. La sua storia inizia nel 1883, quando l’imprenditore Georges Nagelmackers creò un servizio ferroviario, due volte la settimana, che da Parigi attraversava l’Europa fino ad Istanbul, ai confini con l’Oriente.

Lo scrittore, giornalista e critico d’arte francese Edmond About scriveva nell’ottobre del 1883 all’inaugurazione dell’Orient-Express: “…I quaranta invitati della società, i parenti, gli amici, i curiosi che ci circondavano alla Gare de l’Est (n.d.r: stazione di Parigi) non credevano ai loro occhi. Durante il viaggio, la società si adoperava a farci conoscere giorno per giorno i cibi nazionali e i nobili vini dei paesi che attraversavamo… Le lenzuola, cambiate tutti i giorni con raffinatezza sconosciuta nelle case più ricche, esalano un delicato profumo di bucato, e i miei due compagni di camera esemplari… Notiamo ancora un’altra cosa che non ci lascia indifferenti: la carrozza-ristorante, dove si fa una così buona cucina….”

È la Compagnie Internationale des Wagons Lits a fornire i lussuosi vagoni e l’ammirevole personale. Col passare degli anni e dei passeggeri, che si alternano fra nobili, scrittori e benestanti, la reputazione dell’Orient Express si consolida, l’ostentazione del lusso e l’ottimo servizio (cucina raffinata, posate d’argento, personale delizioso) sono punti cardine della sua storia. Fu simbolo della Belle Epoque, là sopra nascevano complotti, amori, affari, nuove visioni del mondo e assassinii.

Purtroppo, l’avvincente storia che lo precede e lo vede protagonista non è abbastanza per salvare il treno dall’impatto con le tariffe super economiche dei voli delle linee europee. Oggi l’autentico Orient Express non esiste più, è stato soppresso.

Ma in verità non è mai morto. Rivive nei capolavori letterari di molti autori, come Agatha Christie e Ian Fleming, in film, cortometraggi e nella pubblicità.

Rivive nei nostri sogni.

Oggi è il Venice Simplon-Orient-Express che ha raccolto l’eredità dell’Orient Express.

Da vivere una volta soltanto: la fuga deve essere davvero la fuga della nostra vita!

 www.orient-express.com  www.trenidilusso.com

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – adv 2009 Chanel n.5

MUSICA – trailer di “Assassinio sull’Orient Express” di Agatha Christie http://www.youtube.com/watch?v=iAUjvyiGIEk 

 

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