Come to my world!

Mio figlio ha da poco compiuto quattro anni ed i suoi spazi cambiano e crescono con lui. Amo circondarlo di cose Belle, oltre che d’Amore, perché sensibilizzare i bimbi al Bello, è un grande dono reciproco, sia per loro che lo ricevono, sia per noi adulti che abbiamo così l’opportunità di “contaminare” passioni e “seminare” passione. Fosse solo perché “crescere in Bellezza” è il più bell’augurio che possiamo fare ai nostri figli. E al loro (mondo) futuro.

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@savetheglobes

Arte e storia si proiettano nel futuro. In un capolavoro di Vincenzo Maria Coronelli, il mappamondo del XVII secolo conservato alla biblioteca Angelo Mai di Bergamo, verrà inserita una “capsula del tempo” con i tweet più belli destinati a essere letti nel 2400. Un messaggio per il futuro. Per partecipare, scrivere su Twitter entro novembre un messaggio includendo nel testo @savetheglobes. (da Vogue)

Karma, supercar dal cuore verde

Il progetto è di quelli che nascono da un’idea brillante di un visionario, poi incontrano una fabbrica all’avanguardia della tecnologia e atterrano in una terra fertile d’innovazione. Karma, l’auto gioiello da poco più di 100 mila euro, è prodotta in Svezia e progettata dalla Fisker Automotive, una casa automobilistica americana che rappresenta l’avanguardia della sperimentazione in campo di mobilità ecosostenibile e verrà importata in Italia dalla famiglia Lunelli (Ferrari Spumanti).  

La supercar che la famiglia Lunelli importerà in Italia ha una linea da grande sportiva, di quelle che di solito quando le metti in moto ti fanno vibrare lo sterno coi bassi del motore. La Karma invece ha bisogno di una altoparlante con il suono sintetizzato per far capire a chi sta intorno che il bolide è pronto a partire. E quando parte lo senti: il sedile ti abbraccia stretto, e il poggiatesta diventa tutt’uno con la nuca.  Un bolide fuori, fatto di curve sinuose e prese d’aria in puro stile supersport, dentro ti accoglie con rivestimenti extra lusso e tecnologia, ma quello che più conta e proprio quello che non si vede. Il cuore pulsante della supercar è composto da due motori elettrici sull’asse posteriore, e un pacco da 200Kw di batterie che si ricaricano: col tetto solare, con il recupero di energia in frenata, attraverso la connessione alla rete elettrica e con il supporto di un motore a scoppio sotto il cofano anteriore. I pistoni però non fanno mai muovere le ruote, servono solo a dare energia a un generatore di corrente. Quasi quattrocento cavalli, niente male per un’auto elettrica.

L’innovazione nella nostra regione è di casa, assicura Marcello Lunelli: «Abbiamo deciso di investire in questo progetto perché crediamo che rappresenti il futuro della mobilità, e come siamo stati in passato precursori nei pannelli solari, nella cultura biologica, e in tanti settori, lo saremo anche nell’automobile ». «È un nuovo concetto di automobile ibrida – spiega Riccardo Sampaoles, il responsabile operativo della Fisker Italia che ha la sede a Lagundo – il limite dimostrato finora da tutti i modelli della altre case era l’autonomia ridotta, con questa nuova concezione del motore invece si riescono a percorrere fino a 480 km».

ds ispirata da Riccardo Valletti su Trentino, foto da car-oto.blogspot.com

Ascolta il tuo cuore, città

La governance delle strategie urbane, ovvero l’abilità di alcune città di pensare in modo strategico ed elaborare piani di sviluppo autonomi, capaci a loro volta di influenzare le politiche nazionali, si fonda sul rapporto con i cittadini.

Il piano strategico urbano cerca di rispondere alla domanda di una città: che cosa voglio fare da grande? Nell’ultimo decennio, Londra, Barcellona, Bilbao, Liverpool e Monaco di Baviera hanno avviato un percorso importante. In Italia, ci provano Genova, Milano, Parma.

Parma – Auditorium Niccolò Paganini

Paolo Verri, già direttore di Torino Internazionale, l’associazione che sviluppò nel 2000 il primo piano strategico per guidare l’ex capitale industriale del nord ovest nel decennio delle Olimpiadi, spiega: “La pianificazione urbana strategica è nata alla fine del secolo scorso a causa della necessità di far fronte ai grandi processi di deindustrializzazione. Quella fase è passata ma i piani strategici sono rimasti uno strumento essenziale per identificare un percorso condiviso di sviluppo urbano e attuare politiche di coesione sociale”

Ursula Hitz – Mapping London

Gli esempi di Londra e Singapore. Il “London Plan” recentemente aggiornato e stimolato dai Giochi Olimpici di quest’anno, costituisce un modello positivo per la crescita sostenibile della più vecchia megacity del mondo: propone un futuro urbano fondato su una città compatta, integrata e superconnessa (sia spazialmente che virtualmente). Un altro modello è quello di Singapore dove la redazione di diversi piani startegici ha trasformato una piccola città-Stato in uno dei principali centri intrenazionali della knowledge economy: in base a una vision condivisa sono stati coordinati gli investimenti nella ricerca biomedica, nelle nuove università e nello sviluppo di centri di ricerca, tutti ingredienti del successo dell’isola negli ultimi anni.

Farrer Court, Singapore Masterplan 2007

Tuttavia i piani strategici possono essere sviluppati con successo anche in città di media taglia, come dimostrano gli esempi recenti di Genova, Parma, Monaco e Mons, la città belga di circa 100mila abitanti che è riuscita a strappare la nomina a capitale europea della cultura del 2015 con il suo documento startegico. Piani di questo tipo ispireranno molte cittadine del nostro paese che spesso faticano a trovare la propria direzione, come ad esempio Asti, il cui potenziale, peraltro notevole, spesso non riesce ad emergere proprio a causa della mancanza di un pensiero strategico.

Piazza Alfieri – Asti

Si tratta comunque di una nuova generazione di piani urbani che in comune hanno un approccio che combina la dimensione spaziale con considerazioni di carattere sociale, economico, politico e tecnico, prendendo atto dei profondi mutamenti caratteristici del XXI secolo e dell’avvento dell’era dell’informazione. Insieme ad altri strumenti come il piano economico, il progetto di governance e quindi, piani regolatori, masterplan o altri strumenti urbanistici attuativi, il piano strategico permette di coordinare tutti quegli interventi che costituiscono la fitta maglia dell’agire cittadino, spingendolo in una direzione comune e possibilmente condivisa.

Sembra che dal punto di vista economico questo sia un ragionamento più che fattibile, la sfida invece, la vera frontiera della pianificazione strategica odierna, è la definizione di nuovi sistemi di governance cittadina e la creazione di ponti tra gli abitanti e i vari livelli del governo locale e nazionale. La pianificazione strategica può allora essere il veicolo per fare emergere le idee dei cittadini e far sì che convergano verso un obiettivo condiviso. Un punto di incontro tra governo dal basso e dall’alto, che sta trovando un orecchio attento nei governi più interessati all’innovazione.

 da Carlo Ratti e Ricky Burdett (Domenica, Il Sole 24 Ore)

Rethinking a landscape

Cambiarsi e rinnovarsi, ma all’insegna del riciclo, donando vita nuova a strutture inutilizzate. Una tendenza architettonica attuale che investe energie non solo all’avanguardia, ma deve prestare attenzione anche all’ambiente, in una maniera così precisa da sfiorare l’approccio più puramente ecologico.

Una necessità del XXI secolo, quando gli spazi liberi si riducono e il problema ambientale si fa sempre più persistente. Senza contare la difficile congiuntura economica che in qualche modo invita a scegliere la strada del creare.

E creare significa anche riciclare, riadattare gli spazi già esistenti. Da otto anni ad esempio, sono iniziati i lavori di realizzazione del parco di Fresh Kills a New York, costruito sopra la maxi-discarica omonima, tanto maxi da superare in altzza la Statua della Libertà e destinato a diventare l’area verde più vasta della città, 890 ettari di terreno.

Presso il Maxxi di Roma è aperta una mostra fino ad aprile intitolata “Re-cycle” che raccoglie più di 80 opere tra disegni, modelli, progetti che illustrano quella che è ed è stata l’arte del riciclo nella storia. Uno degli scopi di questa mostra è anche prendere una posizione sulle tecniche e sulle modalità di recupero dei nostri paesaggi e delle nostre città alla luce della scarsa efficienza di piani, programmi ed altri approcci tradizionali.

Una presa di posizione necessaria e attenta che si basa su sorprendenti innovazioni, sempre più stimolate dal necessario rispetto ambientale.

Una Bella ispirazione per Trento e la sua Ex-Italcementi.

Sopra, il prima e il dopo delle Gemini Residences Frosilos a Copenaghen e il recupero della discarica Vall d’En Joan fuori Barcellona. Sotto, l’area ex Italcementi nel quartiere di Piedicastello a Trento.

 

TESTO – ds ispirata da Matteo Zampollo MFL

FOTOGRAFIE – adigetto.it e MFL

MUSICA – temptation new order http://www.youtube.com/watch?v=ybIaIV9JyHA&feature=fvwrel

Il valore dei libri e la loro “fisicità”

la fisicità dei libri

E’ trascorso molto tempo, sono cambiate molte cose, da quando i miei nonni e la mia mamma raccoglievano con cura i libri, alcuni dopo averli letti, altri solo per il gusto di averli, sugli scaffali di questa grande stanza luminosa del secondo piano.

Ci sono due finestre, entrambe con un panorama mozzafiato. Qui anche i miei libri convivono con quelli raccolti in passato e sembrano stare abbastanza bene. Anch’io qualche hanno fa, emulando chi è venuto prima di me, mossa dal medesimo spirito, ho comperato parecchi testi, un po’ per bisogno di sapere, un po’ per il piacere di averli.

Oggi sembra che questa raccolta sia destinata ad esaurirsi, forse non a breve ma è inevitabile per me domandarmi se Gianmarco sarà mosso dal medesimo spirito o se preferirà scaricare app sul suo iPad.

Ma ho una strana sensazione, una parte di me è quasi sicura che mio figlio  troverà ancora un perché per salire al secondo piano di questa casa e per entrare in questo luogo.

Solo per la sensazione fisica (un impatto “scenico” straordinario) di vedere queste quattro enormi pareti ricoperte da una doppia se non tripla fila di tomi, di colori diversi, formati diversi, pesi diversi, carta diversa, mondi diversi. Solo per la tentazione di aprire il recinto della mente e lasciar andare il pensiero, fantasticando, come quando si è su di un autobus affollato e si lascia cullare il pensiero al ritmo del mezzo, immaginando che ogni persona che ti sta accanto ha una storia sua, fatta di avventure e di segreti, un romanzo inedito.

Quanto ho sognato in questa stanza, da bambina. Con le protagoniste della collezione di biografie femminili o con i personaggi dei romanzi di Agatha Christie. Quanto mi portavo dentro nelle mie giornate, dei paesaggi russi dopo una lettura di Dostoevskij, piuttosto che della Parigi di Flaubert. La filosofia della mia famiglia è sempre stata quella di preferire l’acquisto di un libro alla lettura in biblioteca, per il semplice motivo che in esso si racchiude qualcosa di unico e di prezioso che va ripreso, rincontrato e rivissuto, una o più volte, nella vita. Fisicamente.

Così, se avere “fisicamente” dei libri, può aiutare a sviluppare la fantasia e la creatività dei bambini e dei ragazzi, che potranno poi  investire nella vita e nel lavoro, ecco allora che acquistare e comperare libri avrà ancora un perché, un perché ricco di futuro.

Io lo spero tanto.

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – dreams the cranberries http://www.youtube.com/watch?v=Yam5uK6e-bQ&ob=av2n

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