Evergreen

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feat. Gucci Boots (vintage)

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Forever now Charlotte

 

La princesa Carlota de M—naco en los anuncios de la campa–a Primavera Verano 2013 de Gucci Forever Now.La princesa Carlota de M—naco en los anuncios de la campa–a Primavera Verano 2013 de Gucci Forever Now.

 CHARLOTTE CASIRAGHI

for

GUCCI SS 2013

Ai piedi di una Donna

Oh, where did hunter win

So delicate a skin

For her feet.

You lucky little kid

You perish, so you did

For my sweet.

To my Mistress’s boot

Frederick Locker Lampson

Matteo Tom Ford 013

photo by CLAUDIO AMADEI for T & M

 

Seduzione in punta di piedi

Perché la calzatura? Forse perché di tutti i componenti dell’abbigliamento femminile è quello che più sottilmente esprime la seduzione, il richiamo del sesso. Non nell’abito, simbolo di status, non nel gioiello speso solo espressione di ricchezza, ma in questo guscio, che copre e talvolta svela la nudità del piede, che dà slancio alla gamba e grazia alla figura, risiede il più riposto segreto del fascino femminile.

 Apri la punta, scopri il tallone

Anni Venti: Con le prime minigonne, quelle per ballare il charleston, le scarpe sono di tutti i tipi, di camoscio, di rettile, di pelle, sono lunghe con tacchi molto incurvati.

Anni Trenta: Il cinema è la forma di spettacolo più popolare, ancor più delle riviste di moda. Le calzature di Marlene Dietrich ne “L’Angelo Azzurro”, dal bel tacco alto ma non troppo sottile, vera meraviglia di proporzione, fanno impazzire.

Anni Quaranta: Lo sforzo bellico, materiali poveri, sughero e zeppe.

Anni Cinquanta: Il tacco alto, sottile, talvolta così sottile da chiamarsi “a spillo”, assottiglia la caviglia, slancia la gamba, s’impone con prepotenza.

Le scarpe tornano ad essere affusolate ed eleganti.

Inizia una girandola di invenzioni, un evoluzione di questo accessorio che insegnerà alle donne questa legge: per quanto elegante, prezioso, personale sia un abito, non lo sarà mai veramente se a reggere l’immagine non c’è una calzatura degna del suo nome.

 Il secolo dei Maestri

Il Novecento: Pinet, Hellstern arrivando a Pietro Yanturni e all’astro André Perugia, di origine italiana, considerato uno dei padri di quest’arte che fece delle scarpe degli anni Venti quel capolavoro di eleganza e modernità che ancora oggi ammiriamo. L’esperienza in una fabbrica di aeroplani nel corso della prima guerra mondiale, prima di cominciare a disegnare scarpe per Poiret, servì a chiarirgli le idee: “Un paio di scarpe deve essere perfetto come un’equazione e calibrato al millimetro come un pezzo d’ingranaggio”.

 Su misura, per poche

“Una vera signora non compera le scarpe, le ordina”, diceva Lady Duff Cooper.

Esiste una categoria di donne, decisamente ristretta, che – portatrice di un’eleganza senza tempo – per educazione, per tradizione, per piacere, si fa realizzare le scarpe su misura da quegli artigiani, pochi rimasti, la cui opera viene contesa in tutto il mondo.

Per lei, la scelta di un nuovo paio è attesa, fiducia. Non può provare tutti i tipi che le piacciono, può solo progettarle insieme al calzolaio, che nel suo laboratorio custodisce la forma in legno dei piedi della cliente, con un’accurata scheda su misure e particolarità.

L’artigiano – artista crea per la signora qualcosa di unico, di eccezionale: un privilegio.

Un paio di calzature così – ha detto qualcuno – non si comprano, si meritano.

 Feticismo in punta di piedi

Esiste un limite tra culto per la scarpa e feticismo, o piuttosto l’uno non sconfina spesso nell’altro? A cavallo del secolo Freud e colleghi analizzano il simbolismo sessuale di piede e calzatura mentre, precedentemente, altri avevano dato espressione letteraria all’analisi degli stravolgimenti che la scarpa femminile induce sulla specie umana. Valga per tutti l’esempio del celebre Restif de la Bretonne, che nella seconda metà del Settecento confessava: “Durante l’infanzia amavo le belle fanciulle; avevo soprattutto un debole per i bei piedini e le belle scarpe. Tenevo sul camino la sua scarpetta rossa con i tacchi verdi alla quale rendevo omaggio tutti i giorni”.

Infinita è l’iconografia in quest’ambito. Newton, Jones, Mapplethorpe che ci lasciano alcune tra le più inquietanti immagini di calzature femminili.

Le stesse continuano ad essere protagoniste di film e fumetti, come quelli di Crepax e di Andrea Pazienza, con le sue Veneri nude calzate di sandali rossi dal tacco altissimo.

Arrivando all’incontenibile Quentin Tarantino che sorseggia champagne dalla Louboutin di Uma Thurman…

 

Testi dal libro di Irvana Malabarba “Ai piedi di una donna” (Idea Libri, 1991)

“Forever Now” with Charlotte

Sono scattate da Inez Van Lamsweerde & Vinoodh Matadin, le fotografie in bianco e nero della campagna “Forever Now” di Gucci che ritraggono Charlotte Casiraghi in un’atmosfera disinvolta e naturale ricca di dettagli propria di una classica dimora. Dettagli, eredità di simboli del mondo equestre che hanno caratterizzato i modelli Gucci per generazioni. La campagna prende spunto dal morso in ottone che Guccio Gucci utilizzò per la prima volta sulle borse impunturate negli anni Cinquanta adottando la stessa tecnica usata per la rifinitura delle selle, prima di applicarlo come dettaglio sui classici mocassini Gucci nel 1953.

Per Gucci, lo stile e la classe innati di Charlotte Casiraghi ereditati dalla nonna, Grace Kelly.

photos by fashion.telegraph.co.uk

Sogno di una notte di mezz’estate

Di Gucci, Pochette Park Avenue in pelle, con chiusura a pattina con trademark Gucci in rilievo e morsetto sottile con nappine di pelle, disponibile in tre varianti: pelle nera, rosso lampone e pitone nero. Acquistabili sulla Gucci Boutique Online.

Masterpiece d’eleganza, da desiderare per il prossimo autunno/inverno.

Paradigmi

FRIDA GIANNINI

photo by youtube.gucciguilty.com

Uno stile Forever

Lo stile di Gucci, ispirato al mondo equestre, incarna la stessa eleganza di oltre mezzo secolo fa, quando il fondatore Guccio Gucci lo propose per la prima volta. Oggi è sinonimo di bellezza senza tempo intrisa di fascino moderno. E per comunicare questo dualismo di classe, Gucci ha scelto Charlotte Casiraghi.

A partire da questa settimana la cavallerizza di successo, nonché “friend of the House” ormai da tempo, sarà protagonista della nuova campagna Gucci “Forever Now”. Nel corso dei prossimi due anni la campagna, ideata per celebrare le famose icone della Maison, vedrà Charlotte Casiraghi immortalata in una serie di scatti realizzati da quattro tra i più famosi e apprezzati fotografi del mondo. Si comincia questo mese con la prima immagine: lo shooting, che ha avuto come location una scuderia, è firmato dal celebre fotografo Peter Lindbergh. Evocativa e al tempo stesso delicata, l’immagine è un omaggio al nastro verde e rosso. E all’italian style.

Charlotte, Gucci horsebit icon

“Ho adorato la collezione che Frida ha pensato per me lo scorso anno, e amo questa nuova collezione ancora di più. Rappresenta il meglio dello sport e dello stile” commenta Charlotte Casiraghi, il nuovo volto di Gucci che testimonia con la sua classe regale, il livello qualitativo e l’eccellenza della maison italiana.

“Charlotte, con la sua passione per il salto ad ostacoli, interpreta con eleganza lo spirito di Gucci.  La nostra collaborazione nel definire lo stile della sua collezione esclusiva è stata guidata, ancora una volta, dalla necessità che i capi e gli accessori unissero funzionalità e glamour. La creatività e la ricerca, che c’è dietro questa nuova collezione, testimonia come Gucci sia sempre attento alla tradizione ma anche all’innovazione” risponde Frida Giannini, direttore creativo di Gucci.

Nell’anno in cui celebra il suo 90º anniversario, Gucci continua a rinnovare il suo legame con il mondo dell’equitazione e con la sua storia spesso ispirata al glamour sportivo, creando una nuova collezione da equitazione disegnata da Frida Giannini in esclusiva per Charlotte Casiraghi.

La collezione, che segue l’ispirazione della stagione precedente, comprende abbigliamento tecnico e accessori per le competizioni di salto e dressage. Tema ricorrente della nuova collezione è l’icona della coccarda, proveniente dagli archivi di Gucci, che Frida ha reinterpretato sui nuovi capi. Il motivo è ripreso da una spilla degli anni ’80, durante i quali Gucci ha collaborato con la Fédération Équestre Internationale (FEI) per sponsorizzare il “Gucci Trophy”, riconoscimento assegnato ai migliori professionisti internazionali di equitazione.  Nella sua reinterpretazione, Frida ha inscritto il simbolo con le iniziali di Charlotte Casiraghi, C.C., lo ha riprodotto e applicato su blazer, polo, bottoni, sottosella, coperte, cuffie e ha creato, appositamente per lei, anche una spilla. 

La splendida discendente della casa regnante di Montecarlo, oggi 25 enne, segue così le orme di Evan Rachel Wood e Natasha Poly, che hanno rappresentato in passato il celebre marchio di moda tricolore. 

Un sogno di Capodanno

E se la profezia Maya si avverasse davvero? E se questo fosse  l’ultimo 31 dicembre della storia?

Come sarebbe il Capodanno dei miei sogni, quello che mi porterei nel cuore per l’eternità? Dove trascorrerlo, e soprattutto, con chi condividerlo?     

Così. Aspettando il 2012.

 

STYLE Solitamente il Capodanno è sinonimo di festa, “party”,  amicizia, divertimento. Ma per questo “ultimo” dell’anno, la parola d’ordine è trasgressione. Quindi, romanticismo. Un Capodanno in due, con l’unico uomo che vorrei accanto davvero, per l’eternità. Ingredienti scenografici: natura, eleganza, raffinatezza, qualità, ottimo cibo, musica, silenzio, risate, complicità, pensieri, gioco, atmosfera. Semplicemente il meglio, per noi.

 

LOCATION Maso Serio, Sant’Antonio di Mavignola, un vecchio chalet in legno e pietra, a pochi passi dalla “vita” di Madonna di Campiglio. Natura e silenzio, montagne incantate come sfondo. Cielo stellato come non mai, oppure, fiocchi di neve per ovattare l’atmosfera. Dalle piccole finestre del Maso è possibile scorgere un orizzonte sereno, fatto di speranze, quelle per il futuro. Possono esserci anche delle nubi, l’importante è che non siano troppo scure, quelle sì, fanno paura. Di certo, davanti a questo scenario, dal cuore aperto esce un “che meraviglia!” di stupore e di gratitudine.  

 

LEI pomeriggio di benessere alle Terme Val Rendena, seduta dal parrucchiere per un  lungo liscio sciolto. Sul viso, Diamant de Beauté di Carita e sulle labbra, rossetto Fard a Lèvres Rouge di Yves Saint Laurent. Abito lungo di voile in seta Gucci, décollté a sandalo in coccodrillo e pochette, tutto Gucci.  Per l’intimo: reggiseno bustier e culotte in raso color perla, Giorgio Armani. Calze autoreggenti Wolford. Gioielli: orologio Santhos e anello Trinity, Cartier. Profumo Coco di Chanel.  

 

LUI smoking in fresco di lana con revers a lancia in raso, camicia in cotone, papillon e fascia in seta. Pochette in seta, stringate in vernice, orologio Patek Philippe. Ai polsini, il mio regalo: un paio di gemelli in platino. Sul viso, rasatura perfetta con Collezione Barbiere di Acqua di Parma. 

                                                                                                                                                 ATMOSFERA una coperta in cincillà  viene utilizzata come seduta davanti al camino. Servirà anche per coprirsi sulle sdraio in teak della terrazza al momento dei fuochi d’artificio di mezzanotte. Nel camino brucia la legna di faggio raccolta nei boschi vicini. In tarda serata, davanti al fuoco, Hoyo de Monterrey Epicure n. 2 accompagnato da un Single Malt Dalwhinnie.

 

TAVOLA&SERVIZIO Mario, il maggiodomo, è  a disposizione. Giusto per servire la cena preparata dallo chef del ristorante Lorenzetti che dista solo qualche chilometro. Per poi scomparire all’improvviso dopo aver servito il caffè.

 

MENU’ Antipasto. Assaggi di strudel di verza e lenticchie, insalata di astice e avocado e petto d’anatra alla “catalana”. Primi. Canederli in zuppetta di mare e crema di spinaci con cappelletti di cotechino. Secondi. Cappone ripieno al mandarino, tortino di patata blu, zucca e bottarga e assaggio di tartare di trota affinata al miele. Dolci. Dacquoise alle mandorle e nocciole. Caffè con degustazione di cioccolato Domori.

 

WINE LIST solo millesimati Ferrari, in una sequenza delle migliori bollicine della casa, Perlé 2004, Perlé Nero 2004, Riserva Lunelli 2003, Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2000. Divagazione a 360° per il brindisi: Dom Pérignon Rose Vintage 2000.

  

MUSICA la musica qui è di casa. Maso Serio è conosciuto per i concerti di Ferragosto organizzati fino a pochi anni fa, dal proprietario; un appuntamento mondano imperdibile dove  i musicisti si esibivano davanti al Gruppo di Brenta. Per questa serata, repertorio in crescendo: classica per la cena, jazz per il dopocena, house e dance per l’attesa.

 

TEMPO il valore del Tempo. All’avvicinarsi della mezzanotte, una parentesi del Tempo è dedicata alla riflessione e ai propositi. Nel fuoco verranno bruciati i vecchi taccuini con i propositi dell’anno appena trascorso, mentre su due taccuini intonsi, verranno scritti quelli per l’anno nuovo. (Per lui, taccuino Pineider, per lei, quadernetto artigianale comperato in centro a Firenze, Penne Montblanc)

GIOCHI: carte da gioco per tornei infuocati. Il 2012 sarà un anno particolare, dove l’elemento fortuna giocherà al meglio la sua partita. Come, e soprattutto dove, cercarla? E’ forse ancora nella nostra creatività e nella capacità di innovare e di rinnovarci. La fortuna è anche la coscienza di un “bicchiere mezzo pieno”, è la giusta positività che ci dà coraggio per proseguire il cammino, per crescere. E’ la capacità di sognare di essere ogni giorno migliori.

MEZZANOTTE è il momento del brindisi, di guardarsi negli occhi, prima di ammirare lo spettacolo dei fuochi d’artificio che illuminano il cielo dell’intera vallata. E’ il momento di sognare oppure di svegliarsi. E’ il momento della fine oppure dell’inizio. Ma questa è la vita.

Buona fortuna!

 

 

 

 

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