L’Hôtel des Palmes

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L’Hôtel des Palmes, qui possède un des plus beaux jardins de la ville, un de ces jardins de pays chauds, remplis de plantes énormes et bizarres. Au moment où Wagner habitait ici…

L’albergo delle Palme, che possiede uno dei più bei giardini della città, uno di quei giardini dei paesi tropicali, pieni di piante enormie strane. Ai tempi in cui Wagner abitava qui…

(Palermo. L’Hotel delle Palme. da Verso i cieli d’oro. “La Sicilie” di Guy de Maupassant, 1885. Con Venti fotografie di Jeanloup Sieff, 1983. Edizioni Novecento, 1984)

Grand Hotel Et Des Palmes Palermo

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C’est la femme telle qu’elle est

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En pénétrant dans le musée; je l’aperçus au fond d’une salle, et belle comme je, l’avais devinée. Ce n’est point la femme poétisée, la femme idéalisée, la femme divine ou majesteuse, comme la Vénus de Milo, c’est la femme telle qu’elle est, telle qu’on l’aime, telle qu’on la désire, telle qu’on la veut étreinde. Elle n’a poine de tête, un bras lui manque; mais jamais la forme humaine ne m’est apparue plus admirableet plus troublante.

Penetrando nel museo, la scorsi subito in fondo ad una sala, e bella come l’avevo immaginata. Non è la donna vista dal poeta, la donna idealizzata, la donna divina o maestosa, come la Venere di Milo, è la donna tale come è, così come la si ama, come la si desidera, come la si vuole stringere. Non ha affatto testa, le manca un braccio; giammai tuttavia figura umana mi è apparsa più splendida e più conturbante.

(Siracusa. La Venere. da Verso i cieli d’oro. “La Sicilie” di Guy de Maupassant, 1885. Con Venti fotografie di Jeanloup Sieff, 1983. Edizioni Novecento, 1984)

“Sono solo, veramente solo, veramente libero…”

bDopo aver avuto Parigi ai suoi piedi, dopo aver vissuto intensamente la vita e tutti i suoi piaceri, Maupassant fugge in Costa Azzurra e prende il largo sul “Bel-Ami”. Vuole liberarsi dalle sofferenze, dai ricordi e dalle allucinazioni che lo turbano, dalla sua mente abitata dai fantasmi. Ma sull’acqua, nel sole del Sud, si sente libero, ritrova se stesso, dimentica. L’acqua è lo sfondo di questo breve diario nautico, in cui Maupassant libera la sua fantasia creatrice, la sua vigorosa personalità letteraria.

 

Sull’acqua. Da Saint-Tropez a Montecarlo. Guy de Maupassant

Il tabernacolo della vita

“Siccome sono a letto da tre giorni, penso al letto, e ci penso perfino quando dormo. Il letto, amico mio, è tutta la nostra vita. In esso si nasce, si ama, si muore.”

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“Poi ecco che per la prima volta due amanti si trovano carne contro carne in questo tabernacolo della vita. Tremano, ma sono ebbri di gioia, si sentono deliziosamente vicini; e a poco a poco le loro labbra si uniscono. Quel bacio divino li confonde, quel bacio, porta del cielo terrestre, quel bacio che canta le delizie umane e tutte le promette, le annuncia e le precede. Il letto si muove come un mare agitato, cede e mormora, sembra animato e felice, perché su di esso si compie il delirante mistero dell’amore. Che c’è di più soave e perfetto, nel mondo, di questi amplessi che formano di due un solo essere, dando a ciascuno di essi, nello stesso istante, lo stesso pensiero, la stessa attesa e la stessa gioia totale che scende in loro come un fuoco divoratore e celeste?

Vi ricordate i versi che mi leggeste l’altr’anno, di non so quale poeta antico, forse il dolce Ronsard?

Et quand au lit nous serons
Entrelacés, nous ferons
Les lascifs selon les guises
Des amants qui librement
Pratiquent folâtrement
Dans les draps cent mignardises.

Questi versi vorrei che fossero ricamati sul cielo del mio baldacchino, da cui Piramo e Tisbe mi guardano senza fine coi loro occhi di tessuto”

“Quante altre cose avrei da dire! ma non ho tempo di notarle tutte e non riuscirei nemmeno a ricordarmele; e mi sento così stanca che ora tolgo questi guanciali, mi sdraio e dormo un po’”

(passi tratti da Il letto di Guy de Maupassant, fotografia Cielo del letto a baldacchino, Museo di Palazzo Mansi a Lucca da www.restauroestudiotessili.it)

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