Due attimi raccolti (in studio)

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Una cartolina dalla montagna.

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Training & Working.

Studio “Donatella Simoni”, ore 15:00

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Gli ego-design [parte I]

Chiamateli per nome – Sono creazioni dal carattere così forte e deciso che anelano a spazi vuoti per esaltare la propria essenza. Fiere del loro nome, egocentriche per valore, amano la solitudine per essere ammirate e quindi, adulate. Come in una galleria d’arte. E noi, quanto desidereremo avere nella nostra dimora, una stanza vuota per accoglierne almeno una. La selezione di T & M apre con una scelta di lampade e sedute iconiche e senza tempo.

LE LAMPADE

Pipistrello di Gae Aulenti

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Arco di Flos

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Caboche di Foscarini

 

 

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Campari Lights di Ingo Maurer

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LE SEDUTE

Shadowy di Moroso

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Barcelona di Mies van der Rohe

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Lounge Chair & Ottoman di Charles e Ray Eames

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Egg Chair di  Arne Jacobsen

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Louis Ghost di Philippe Starck

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(to be continued)

Homellerie

Signori, benvenuti a casa vostra – La best hospitality si ispira al calore delle dimore private per offrire agli ospiti un’accoglienza familiare, per farli sentire come a casa propria. C’è chi invece, ruba all’hotellerie le ispirazioni per arredare la propria casa, nel tentativo di inseguire quelle atmosfere di un “non luogo”, scenografiche ed irreali, ma tanto affascinanti. Il risultato è un continuo viaggio di creatività e di fantasia, solo da vivere. E da abitare.

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La mia casa? Un set!

IMG_7155 IMG_7157IMG_7158 IMG_7159La biblioteca di Casa Campanelle è una grande stanza del secondo piano, dai soffitti alti e decorati, illuminata da due grandi finestre con un panorama mozzafiato sulla valle. Due pareti sono interamente ricoperte da libri. Collezioni di letteratura, soprattutto. Al centro, un antico pianoforte a coda viennese. Ad una delle due pareti libere dai libri, è fissata una sbarra da danza. Molti sono gli spazi all’interno della mia casa arredati come se fossero scenografie, allestiti pensando ad un sogno, a luoghi lontani, ad immagini di viaggi scalfiti nella memoria, oppure ispirati proprio dal cinema. Sono spazi destinati all’eterno movimento, difficilmente troveranno pace. Anche il mio studio si presta volentieri a questo gioco: non temo di realizzare con le pareti, fondali sempre diversi per provare rivestimenti, pitture, wallpapers. Ma il gioco che preferisco è quello di trasformare la mia casa in un albergo.  Amo ispirarmi all’hotellerie, per la stanza da letto e per la cucina ad esempio. Soprattutto per il corredo. Il risultato è un continuo viaggio di creatività e di fantasia, solo da vivere. E da abitare.

Interior wears Marsala

foto foto (4) foto (3) foto (1) foto (2) foto (5) foto (6) foto (7) foto (10) foto (8)E’ l’anno del Marsala, secondo Pantone. Un vino, una storia, un’ispirazione. E gli interni si fanno subito inebriare dall’intensità di questo straordinario colore. Evviva il Marsala!

to be continued

L’attimo raccolto (in studio)

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L’angolo demenziale. In ogni studio come in ogni cervello che si rispetti. Studio Donatella Simoni, ore 11

The jaguar issue

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Karen Knorr, The Maharaja’s Apartment, Udaipur City Palace, from India Song, 2008-2010

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João Maria Gusmão e Pedro Paiva Onça – “Geométrica”

Galleria Zero

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Galerie Perrotin

Giaguaro

Roberto Cavalli Rug

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Pochette lady buckle in pelle stampata giaguaro

Gucci

Giaguaro in salto Giaguaro Emblema Azienda

Jaguar car

The Encounter Etro

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Exotic Traces

Dependance di Casa Campanelle

Egg Dream

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THE EGG™

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Arne Jacobsen designed the Egg™ for the lobby and reception areas in the Royal Hotel, in Copenhagen. The commission to design every element of the hotel building as well as the furniture was Jacobsen’s grand opportunity to put his theories of integrated design and architecture into practice. The Egg is one of the triumphs of Jacobsen’s total design – a sculptural contrast to the building’s almost exclusively vertical and horizontal surfaces. The Egg sprang from a new technique, which Jacobsen was the first to use; a strong foam inner shell underneath the upholstery. Like a sculptor, Jacobsen strove to find the shell’s perfect shape in clay at home in his own garage. Because of the unique shape, the Egg guarantees a bit of privacy in otherwise public spaces and the Egg – with or without footstool – is ideal for lounge and waiting areas as well as the home. The Egg is available in a wide variety of fabric upholstery as well as leather, always combined with a star shaped base in satin polished aluminium.

Come to my world!

Mio figlio ha da poco compiuto quattro anni ed i suoi spazi cambiano e crescono con lui. Amo circondarlo di cose Belle, oltre che d’Amore, perché sensibilizzare i bimbi al Bello, è un grande dono reciproco, sia per loro che lo ricevono, sia per noi adulti che abbiamo così l’opportunità di “contaminare” passioni e “seminare” passione. Fosse solo perché “crescere in Bellezza” è il più bell’augurio che possiamo fare ai nostri figli. E al loro (mondo) futuro.

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Cortesi presenze

Non li vedi ma li senti. Sono pezzi in plexiglass e in vetro, preziosi oggetti di design e di arredo, che hanno il potere di suggestionare senza farsi vedere, anzi, sanno valorizzare l’ambiente con la loro “presenza-assenza”. Ne ho incontrato cinque esempi  tra le mura di Castel Stenico, uno dei manieri più affascinati del Trentino. Ve li presento: nell’ordine, scala elicoidale con pioli in vetro Spiro di Trescalini, Bench in plexiglass Santambrogio Milano, lampade a sospensione in vetro soffiato Empatia di Artemide, seduta Louis Ghost di Kartell, bicchiere in cristallo Harcourt 1841 di Baccarat.

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Per ambienti Unici

L’Atelier LAVS, laboratorio di eccellenza italiana da sempre dedito alla progettazione e realizzazione di Vesti sacre per il culto cattolico, affidandosi al Maestro profumiere Lorenzo Dante Ferro, ha creato UNUM, una nuova espressione nel settore delle fragranze di nicchia e di pregio.

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UNUM, uno solo, è una fragranza d’ambiente unica, del tutto particolare, un accordo mistico di Frankincenso, Mirra e Bacche di Ginepro su un fondo nobile di Balsami, resine d’Oriente e Legni pregiati con sfumature di Cuoio Antico, Mosco e Ambra dorata. Le prime note sono dense di sacralità, poi si trasformano in un concerto di sensazioni resinate che armonicamente abbracciano e proiettano in un terreno ricco di mistero e di significati.

Unicamente per luoghi dell’anima.

*Per Casa Campanelle, ho scelto UNUM di LAVS per valorizzare la Cappella privata di San Giorgio, ma anche la corte del piano terra, lo scalone e il salone del primo piano, ovvero gli ambienti più antichi della casa, che si ritrovano a far parte così di un unico accordo intriso di storia, mistero & sacralità.

Horror vacui

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La corte di Casa Campanelle, orfana delle opere d’arte del 2° Simposio di scultura, si consola “bevendoci su” in compagnia di due pezzi di design — con Pigalle di Emu e Sacco di Zanotta.

L’attimo raccolto (in dependance)

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Cresce in bellezza. Dependance di Casa Campanelle, ore 14

*Sacco Zanotta, iPal Tivoli Audio, cuffie by Dr. Dre SOLO HD Monster Beats

L’ispirazione del giorno

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Recuperando(mi). L’ispirazione del giorno arriva ancora una volta da qui, dalla Dependance di Casa Campanelle, luogo affascinante, inquieto, creativo, introverso, caotico, accogliente, incoerente, sentimentale. Ti ricorda qualcuno? E ricordi quel tavolo dei nonni? Quello ridipinto almeno dieci volte? Quello che per anni è rimasto in soffitta sotto un ammasso di assi polverose? Oggi mi sono detta: “perché no!” L’ho ripulito dei mille strati del passato e l’ho sistemato nel salino della Dependance. Credimi, sebbene sia tanto vecchio e brutto, riesce a donare luce, armonia e bellezza all’ambiente. Oggi avevo tanto bisogno di recuperar(mi).

L’ispirazione del giorno

Se in dependance. Sono sempre alla ricerca di nuove ispirazioni, di nuove idee. In questa parte della mia casa, tutto diventa più facile. Qui sono raccolte alcune delle mie cose Belle, insieme ai miei desideri ne costituiscono l’arredamento. Qui nulla è statico: i mobili e gli oggetti sono vivi, cambiano posizione, mutano destinazione. C’è caos creativo. Come nella mia testa, talvolta. Ma è un caos che amo. Questo è un luogo che amo. E come nella mia testa, qui faccio entrare soltanto chi voglio.

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Tanta gioia

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Idee che frullano e tintinnano. Colori, movimento e tanta gioia. Nella dependance di Casa Campanelle. Direttamente da Londra, Wallpaper’s samples de Gournay.

E sfogliando Art & Décoration

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Bellissimo tavolo da chirurgia degli anni cinquanta, trasformato in scrivania.

Timeless Kitchen (part 1)

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Note in bianco. Si muovono nello spazio cercando la giusta posizione, involucri incolore dal carattere forte: sono gli oggetti in porcellana bianca. Cercano rassicurazioni in altri oggetti e in altri materiali, ma trovano identità e forza nella semplicità e nella purezza delle loro forme, con le quali hanno il potere di risvegliare la cucina e la tavola, brillando di luce propria. Porcellana su legno.

Déjà vu

Non c’è nulla come un profumo per portarti in un attimo in un luogo.

Aria di Sardegna

 

PicShellsCorbezzolo. Fiori bianchi, piccoli frutti rossi e dolci, dal profumo delicato. In mezzo alla fitta macchia, scoprirlo è un regalo.

 

 

 

 

  

  

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Ginepro. ha il profumo dei tronchi secolari sulle dune sotto il sole. Aromatico, di resina e di legno, salsedine e pazienza.

 

 

 

   

 

 

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Lentisco. L’aroma inebriante della macchia mediterranea, dei sentieri sulle rocce che portano al mare.

 

 

 

 

 

  

 

PicShells2Mirto. Foglie appuntite, piccole bacche scure. E’ il profumo della casa che accoglie, di cose appetitose, del tepore, dell’ospitalità.

La dependance o “Rifugio degli ospiti”

44dff1dddddddfddfoto333333ddddddgdkggglf9jjjjjnnjdUn salotto e una stanza da letto ariosi, una zona cucina e un bagno, il disbrigo ed un piccolo guardaroba. E’ la “Dependance”, realizzata in un’area della casa particolarmente tranquilla, l’unica con romantica vista sul giardino. Ideale per il soggiorno degli ospiti. Ora è vuota e in questi giorni, ho iniziato a progettarne gli interni. Su una tavolozza di colori neutri (bianco, écru) ho steso delle pennellate di azzurri sfumati fino al blu, per mobili, tessuti, oggetti. Un po’ “Shabby Chic”, un po’ “Bellora style”, ma con tratti molto, molto personali. Questo spazio è nato come “rifugio” per gli ospiti e questo deve riuscire ad essere. Tranquillità, serenità, silenzio, tonalità soffuse, pochi, quasi nessun “colpo di testa”, sebbene a me tanto cari: questi sono gli elementi che mi ispirano nell’arredare. Ho le idee chiare su stile e colori. Aspetto invece di essere piacevolmente sorpresa da incontri inaspettati per quanto riguarda mobili ed oggetti.  Classico sì, ma mai scontato.  – Ecco il primo incontro inaspettato. Una meravigliosa sedia “Pavone”, adatta per leggere e sognare andando a ritroso nel tempo e spaziando con la mente verso Paesi lontani. E’ molto leggera:  nella bella stagione, l’ospite potrà comodamente portarla sul terrazzino che accede al giardino e goderne amabilmente. Ho scelto inoltre l’argento quale metallo nobile protagonista di questi spazi: con il vetro, catalizza e riflette la luce nelle stanze. Intepreta l’eleganza. Alle pareti, tinteggiate di bianche o di azzurro, ho appeso la “pelle”: semplicissime cornici bianche accolgono gli scampoli dei tessuti utilizzati per arredare le stanze.  – Ho trovato una bellissima ispirazione leggendo tra le pagine del Secondo Libro dei Re nella Bibbia: “Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c’era una donna facoltosa, che l’invitò con insistenza a tavola. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei. Essa disse al marito: «Io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. Prepariamogli una piccola camera al piano di sopra, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e una lampada, sì che, venendo da noi, vi si possa ritirare». Recatosi egli un giorno là, si ritirò nella camera e vi si coricò. Egli disse a Ghecazi suo servo: «Chiama questa Sunammita». La chiamò ed essa si presentò a lui. Eliseo disse al suo servo: «Dille tu: Ecco hai avuto per noi tutta questa premura; che cosa possiamo fare per te? C’è forse bisogno di intervenire in tuo favore presso il re oppure presso il capo dell’esercito?». Essa rispose: «Io sto in mezzo al mio popolo». Eliseo replicò: «Che cosa si può fare per lei?». Ghecazi disse: «Purtroppo essa non ha figli e suo marito è vecchio». Eliseo disse: «Chiamala!». La chiamò; essa si fermò sulla porta. Allora disse: «L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu terrai in braccio un figlio». Essa rispose: «No, mio signore, uomo di Dio, non mentire con la tua serva». Ora la donna rimase incinta e partorì un figlio, proprio alla data indicata da Eliseo” (2Re 4 8-17).  – Pian piano si procede, con vere e proprie pennellate di design, oggetti davvero preziosi, unici, come l’iPal Tivoli Audio e la Tea Cup Galerie Royale Wallis Blue by Bernardaud. E poi, un vecchio libro di Maupassant corredato da fotografie di Jeanloup Sieff e un’edizione originale di Au bonheur des dames di Emile Zola. Tanti libri d’arte.  – Questa mattina mi sono fermata da Lucin, l’artigiano delle cornici a Trento, e come sempre mi sono fatta “abbindolare” dalle sue opere d’arte. Mi sono portata a casa cinque piccole cornici antiche. Personalmente sono molto attratta dalle cornici vuote. Le ho appese una accanto all’altra, sopra l’azzurro acceso di una parete della stanza da letto. Belle senz’anima, esaltate dalla loro essenza: il vuoto. E’ come se avessero avuto un’anima e qualcuno gliela avesse rubata. Mi inquieta questa specie di horror vacui, ma dall’altra, mi stimola l’invito ad andare oltre le cose. Un ciglio di bellezza, un margine, un contorno chiuso, dentro cui sta il tutto o il niente. Comunque, il risultato è una parete estremamente affascinante che vorrei oltremodo impreziosire con una cornice in marmo di un antico camino. Sogni.  – Quanto mi piace non essere convenzionale e circondarmi non solo di cose belle ma di Materia bella. Dalle cantine mi sono portata un vaso in terracotta di Impruneta acquistato qualche anno fa di ritorno dalla Calabria: servirà come piano d’appoggio in sala. Senza dimenticare i materiali di scarto utilizzati nei lavori di restauro di Casa Campanelle: il mosaico in Travertino, ad esempio, di cui una piastrella è finita in bagno come zerbino. –  Oggi mia madre mi ha raccontato che in queste stanze, per alcuni anni, ha soggiornato un pittore. Ecco da dove provengono tutte queste ispirazioni… qualcosa di Radames, così si firmava il pittore, potrebbe essere ancora qui…  – Lavorare a questa area della mia casa mi fa stare davvero bene, stimola la mia creatività, mi da’ modo di aprire la mente a nuovi progetti. E’ una soddisfazione vedere come sappiano dialogare tra loro alcuni oggetti di design che ho raccolto in questo angolo raccolto di casa. Sì, la dependance è dedicata agli ospiti, ma non nego di sentirmici assolutamente a mio agio, anzi. Talvolta, nella mia grande casa, invece di sentirmi protetta, ho la sensazione di perdermi. Invece, in queste stanze, dove l’ambiente risulta circoscritto ma tutto è così prezioso, mi è più facile trovare la mia dimensione.  – Lo ammetto, più che il rifugio per gli ospiti sta diventando il mio rifugio! Inoltre, a dispetto delle mie convinzioni inziali, sto stravolgendo il gusto di questi spazi. Non riesco a resistere ai richiami di pezzi importanti, d’antiquariato, design e soprattutto, non riesco a resistere all’originalità. Quindi, sto lentamente abbandonando l’idea iniziale dello stile shabby/country chic e mi sto rivolgendo ad un gusto molto, molto personale che arreda uno spazio “libero”, libero, di accogliere, allo stesso modo, persone, cose, idee. – Leggerezza, è ciò che chiede, alle porte delle bella stagione, lo spazio dedicato al riposo; in autunno, l’impalpabile zanzariera e le lenzuola di lino che caratterizzano l’alcova, lasceranno posto a tessuti più strutturati come seta e velluto.  Zanzariera e baldacchino. Comunque una tenda, che evoca il luogo accogliente in cui il viandante del deserto può fermarsi e riposare. Work in progress.

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