Spaghetti with Clams

SPAGHETTI ALLE VONGOLE

Viver d’amor e di food(art)

by alessandro guerani

FoodOgrafia

 

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“New York”, la borsa dall’appeal metropolitano

E’ “chic” e metropolitana la borsa New York proposta da Gherardini per la collezione AI 12-13 che si ispira alla città cosmopolita per eccellenza. Nata dalla rivisitazione di un modello vintage dell’archivio Gherardini degli anni ‘ 70, è realizzata in vitello liscio e arricchita da dettagli di gusto artigianale.

Proposta nel vivace tea rose, nell’intenso castagna e nel classico nero, colori declinati in tre modelli, dalla shopping bag al bauletto fino alla sofisticata postina. Quest’ultima, presentata anche in un colore multi che racchiude tutte la varianti colore proposte.  

Gherardini prosegue il suo percorso di stile attraverso il recupero di pezzi storici dall’archivio della maison, per rivisitarli in chiave moderna attraverso l’utilizzo di materiali pregiati e di lusso. La possibilità di riprendere ciò che in passato ha fatto sognare e di rinnovarlo, mantenendone i tratti fondamentali, è la base di un progetto di rilancio importante che il brand fiorentino sta affrontando con passione e dinamicità. Un patrimonio della moda italiana che ha accompagnato epoche diverse e che ha reso l’archivio Gherardini un vero e proprio museo della storia della pelletteria italiana. 

Vicini al cuore

Vicini ai nostri atleti, per sentire il battito del loro cuore, l’emozione delle loro imprese.

My Colors Bracelet è un gioiello di artigianalità creato da Tod’s per “sentire” le emozioni dei prossimi Giochi Olimpici.

Tod’s presenta “Italian Portraits”

Nella splendida cornice della Pinacoteca di Brera, si è svolta a Milano la serata dedicata al lancio del libro “Italian Portraits”, in distribuzione da settembre 2012 nelle migliori librerie del mondo.

Diego e Andrea Della Valle hanno accolto alla serata: Stefano Tonchi, Giulia e Carlo Puri Negri, Micol Sabbadini, Nino e Francesca Tronchetti Provera, Nathalie Dompè, Valentina Scambia, Virginia Orsi, Luisa Beccaria, Lucilla Bonaccorsi, Pupi Solari e alcuni tra i protagonisti del libro (tra cui Alberto Alemagna, Emanuele Cito Filomarino, Gaddo della Gherardesca, Giovanni Gastel, Guglielmo Miani, Niccolò Minardi, Tazio Puri Negri).

Italian Portraits celebra, attraverso una serie di ritratti fotografici di raffinati uomini italiani, il talento di unire l’estetica all’etica, la contemporaneità alle tradizioni, la bellezza alle capacità.

Uno stile perfettamente rappresentato da questi personaggi, che affonda le sue origini nel Made in Italy e nell’importanza delle cose “fatte bene” e dell’artigianalità: una scelta di eleganza non ostentata e di rispetto del passato e delle radici.

Valori senza tempo, parte di uno stile di vita e di una cultura moderna e cosmopolita ma ben radicata nel nostro Paese.

Aspettando Italian Portraits

Fotografie tratte dal libro Italian Touch realizzato nel 2009 da Tod’s.

Italian Portraits, eleganza e lifestyle by Tod’s

Giunge graditissimo l’invito a partecipare il 25 giugno prossimo, ad un cocktail organizzato alla Pinacoteca di Brera, in occasione del lancio di Italian Portraits, il nuovo progetto editoriale di Tod’s legato all’eleganza e al lifestyle italiano. Il libro, curato da Donata Sartorio in collaborazione con Skira, verrà distribuito a partire dal prossimo settembre in tutto il mondo.

Dopo Italian Touch, realizzato con Tod’s nel 2009, verrà presentato un nuovo libro fotografico che racconta lo stile italiano attraverso i ritratti di 32 gentleman italiani, tra cui lo scultore Mario Ceroli, il gioielliere Attilio Codognato, il pittore Pietro Ruffo, l’imprenditore filantropo di Dynamo Camp, Enzo Manes, i ragazzi di No Brain Group, l’avvocato-scrittore Alfredo Tocchi, l’aristocratico Gelasio Gaetani d’Aragona, l’ex senatore Mario d’Urso, il giovane presidente “manager” di Via Montenapoleone Guglielmo Miani, il giornalista Carlo Rossella, ritratti nel loro luogo di elezione: la casa, lo studio, il giardino o la città insieme ai loro amici con lo sfondo di alcuni dei più bei paesaggi italiani. Un viaggio da Milano alla Sicilia, da Roma a Venezia per scoprire lo stile italiano, una galleria di immagini di uomini italiani di età e provenienza diversa, accomunati dalla passione per l’eleganza e la qualità.

Lo stile di vita che nasce dalla capacità naturale di unire eleganza e qualità viene raccontata con immagini e frasi: la bellezza diventa scelta e ricerca, espressione di idee e di tradizioni, di creatività e di rispetto, la bellezza diventa la lingua con cui tramandare quella cultura che rappresenta la vera eccellenza del Made in Italy.

Save the date.

Miranda as Monica

Miranda Kerr x Terry Richardson for Harpers Bazaar

Il fotografo Terry Richardson ha recentemente immortalato Miranda Kerr a Brooklyn NY per la rivista Harpers Bazaar. Le fotografie vedono una straordinaria Miranda incarnare l’estetica degli anni cinquanta; in un video esclusivo girato sempre da Richardson, la top model interpreta Monica Vitti indossando una selezione di abiti di lusso di questa stagione.

E’ tutto QUI

“Abbiamo perduto l’idea di bellezza”

«Guardatevi intorno e cercate con gli occhi, ovunque siate, gli edifici che hanno più di mezzo secolo: è difficile trovarne uno davvero brutto. Poi fate il contrario: cercate con gli occhi, ovunque siate, gli edifici che hanno meno di una cinquantina di anni: è difficile trovarne uno davvero bello».
Salvatore Settis lo ripete in ogni conferenza. Ed è sul serio così. L’idea del «bello», che era quasi «incorporata» nei nostri nonni, si è andata via via perdendo. Peggio, è stata smontata pezzo su un pezzo.
Certo, il disprezzo per il passato non è una novità assoluta. Basti rileggere qualche passaggio della lettera del 1519 di Raffaello (scritta insieme con Baldassarre Castiglione) a papa Leone X. Dove il pittore lamenta il «grandissimo dolore, vedendo quasi il cadavere di quella nobil patria, che è stata regina del mondo, così miseramente lacerato». E accusa: «Ma perché ci doleremo noi de’ Goti, Vandali e d’altri tali perfidi nemici, se quelli li quali come padri e tutori dovevano difender queste povere reliquie di Roma, essi medesimi hanno lungamente atteso a distruggerle?».
Ma se allora saccheggiare una villa romana o storpiare un paesaggio era frutto solo di analfabetismo, oggi c’è qualcosa di più. Lo sostiene nel libro Non possiamo tacere, scritto insieme con Chiara Santomiero e sottotitolato «Le parole e la bellezza per vincere la mafia», monsignor Giancarlo Bregantini, già vescovo di Locri: «Il primo aspetto che si nota arrivando in Calabria, ad esempio, è il disordine edilizio. Ti accorgi della mancanza di un piano regolatore, delle spiagge non curate: la bellezza della natura fa risaltare ancor più l’incuria dell’uomo».
«La disarmonia tra ciò che Dio ha fatto e ciò che l’uomo non è stato in grado di custodire», prosegue il vescovo, «colpisce in molte zone del Sud, specie della Calabria e della Sicilia. È la dimostrazione di un blocco, di un ostacolo. È come se la bruttezza dei luoghi esprimesse tragicamente quel desiderio di violazione che c’è nel cuore del mafioso. E, infatti, i paesi più brutti e trascurati sono quelli segnati dalla mafia. La trascuratezza diffusa diventa, allora, il primo punto su cui far leva per opporsi alla intimidazione, alla violenza».
Fare la guerra al «brutto» vuol dire fare insieme la guerra al degrado, allo spappolamento dell’armonia sociale, al disagio, alla piccola criminalità, allo sfruttamento della prostituzione, allo spaccio, alla mafia. Per questo, davanti alla bruttezza di certi quartieri di periferia, come a Roma il Corviale (due palazzi di cemento armato lunghi un chilometro per un totale di 1.200 appartamenti) o a Napoli le Vele di Scampia, massicciamente presidiate dalla camorra, bisognerebbe riproporre, a rovescio, le targhe d’onore. E apporre sugli edifici più orrendi delle placche belle grandi: «Questo edificio è stato progettato dall’architetto Tizio Caio». Magari con un sottotitolo: «Il quale architetto si è ben guardato dal venirci a vivere…».

Gian Antonio Stella (Corriere della Sera)

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