L’attimo raccolto (in soffitta)

La luce dell’autunno compone una sinfonia con alcune assi di legno ed i miei capelli. Soffitta di Casa Campanelle, ore 11

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L’ispirazione del giorno

Un tempo Bello. Oggi, in primo piano, la nostalgia per un intenso weekend d’Amore trascorso a Casa Campanelle, circondata dal calore e dalla luce del legno, assoluto protagonista degli interni ma in profonda armonia con l’esterno. Questo è l’equilibrio che ricerco a fine settimana. Mi vesto di una camicia in denim, il comfort dello stile casual chic, che permette di vivere in Modo elegante anche il Tempo più informale. Questo è anche il Tempo giusto per la cura di sé. Ed oggi, sono ancora vivi gli effetti di questo Tempo Bello ormai trascorso. Nostalgia.

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*camicia in denim Abercrombie & Fitch. Per i capelli, trattamento Haute beauté cheveu, e per il viso, Diamant de Beauté, tutto di Carita.

Legno firmato

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PORTAMATITE
1989
C+E Magnusson
Legno di pero
15×14 cm

by

Pierluigi Ghianda

L’attimo raccolto

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Quel che resta del giorno… è l’attesa di una serata speciale. Questa sera, a Casa Campanelle, ore 19

L’ispirazione del giorno

Naturalmente. Metti una sera insieme, davanti al fuoco. Lana, seta, cashmere, legno. L’importante è che sia tutto vero, naturale. Così anche i nostri gesti, anche i nostri sentimenti. Non importa se all’apparenza sembriamo per natura diversi. Tu ed io sappiamo: quel qualcosa che ci unisce è ciò che più riscalda le nostre storie, quando scende la sera, quando più fa freddo. Ci crediamo entrambi, naturalmente.

Incontri e contaminazioni d’arte, ovvero, l’armonia del “Bello”

Nella splendida cornice di un antico mulino in Valle di Ledro, in Trentino, Luca Degara, artista e designer trentasettenne, ha scelto di mettere le radici della sua arte e di farne il suo atelier/schowroom dove lavorare legno, vetro, acciaio, ceramica, oro e carbonio. Una singolare alchimia di artigianato, design e filosofia, il cui esito sono oggetti di arredo che si trasformano in opere d’arte.

In questi giorni, Luca Degara espone con la sua personale dal titolo “Arte & Design” alla Galleria Civica “Giuseppe Craffonara” di Riva del Garda, una mostra stimolante soprattutto dal punto di vista delle aperture trasversali alle arti e della contaminazione dei generi.

Durante il suo percorso artistico, il giovane artista ha perfezionato una peculiare forma d’arte che si caratterizza per gli accostamenti armonici tra elementi naturali e prodotti più raffinati del lavoro dell’uomo. «Solo amando e dosando i materiali – dice Luca Degara – giungo allo scopo del mio lavoro: la proporzione al di fuori del tempo e dei preconcetti; l’armonia fra gli opposti, siano essi forme, pesi o ideali».

Un’attività di sperimentazione che esprime un messaggio in cui l’unione di passato e futuro, tradizione ed innovazione, natura e tecnologia non sono più realtà inconciliabili, anzi si esaltano a vicenda: «Utilizzo e unisco materiali diversi e dalle caratteristiche uniche – dice Degara – come acciaio e cristallo, preziosi come l’oro o innovativi come la fibra di carbonio».

Luca Degara, da sempre sapiente lavoratore del legno, ha saputo,  in questi ultimi anni, proiettare le proprie opere in una dimensione  “ambientale”. Il legno, la materia sempre viva, che trattiene in sé la storia  del mondo, incontra la perfezione fredda e asettica dell’acciaio.

E’ così che nasce il design di Degara, oggetti come tavoli scultura, installazioni luminose, comunque sculture vive nella forma e nell’anima, esposte in giro per il mondo ed oggi anche nella sua terra natale.

La mostra di Degara si è rivelata altresì ispiratrice di una riflessione sullo stato attuale dell’arte, concretizzatasi in un incontro pubblico tenuto da Fiorenzo Degasperi, scrittore e giornalista trentino, già direttore della Civica di Trento, ad oggi il più capace curatore e critico della realtà storico-artistica della regione. “Le esperienze di contaminazioni tra le arti e la ricchezza di alcune sperimentazioni con lo spirito  rivolto al rinnovamento della società e dell’uomo, sono state determinanti nella storia dell’arte. Oggi però, essa deve fare i conti con una forte cecità derivata dal narcisismo, dall’egoismo, dall’individualismo, elementi questi che  impediscono ogni confronto, parametro, giudizio. Fattori che scartano  volutamente i valori e i simboli” afferma Degasperi. “E’ un’arte, quella odierna, che viene quindi relegata nella mente singola e solitaria dell’artista, che respira l’aria dello studio o al più di una parete di una galleria d’arte, ma che ha perso  i legami con la terra e il cielo, con l’individuo e la socialità. Soprattutto, sembra che abbia dimenticato la sua vocazione alla ricerca. Ma tra le pieghe contemporanee” continua il critico, “si affacciano artisti che con lo  sguardo sanno andare al di là, sbirciare lateralmente, impossessarsi di altri territori  estetici, ingoiare vogliosi gli stimoli che provengono da rami culturali apparentemente lontani. Uno di questi è Luca Degara”

Luca Degara “Arte & Design” Sala Civica “G.Craffonara” Giardini di Porta Orientale – Riva del Garda orario: 10.00 – 12.30 14.00 – 18.00 lunedì chiuso. Fino all’11 marzo.

 

La mia cucina, il cuore di tutto

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Già, la cucina. Il cuore della casa. La mia ha il sapore antico delle cucine dei vecchi casali di campagna. Pareti rivestite da ecopietra e pavimento in travertino.

Il corpo è in legno di noce (www.marchicucine.it), mentre il rivestimento è in Botticino, come il grande lavabo.

La protagonista assoluta è la grande cappa color vinaccia che sormonta la zona fuochi, dotata di grill e di un piccolo lavabo di servizio.

Al centro della stanza, una vecchia madia funge da tavolo di lavoro ed è corredata da una coppia di vecchi candelabri in ottone brunito e da una grande zuppiera in ceramica. Dentro è riposta gran parte della biancheria di famiglia per la cucina, mentre nella parte bassa, ospita alcuni pezzi della collezione di rami. Tegami, pesciere e grandi pentole per la cacciagione sono in parte appesi , in parte accolti sulla piccola finestra dell’ambiente.

A fianco della madia, la vecchia e sgangherata panchina impreziosita con cuscini realizzati in tessuto Rubelli, è il posto preferito da Gianmarco per sedersi e osservarmi mentre cucino.

Una nicchia, ricavata da una vecchia porta ospita il frigorifero Miele (www.mieleitalia.it) accanto ad un carrello porta vivande Ikea utilizzato come ripiano di servizio, sopra il quale sono appesi un tributo a Picasso e un vecchio cavatappi in ottone brunito.

Per quanto riguarda gli accessori, non manca davvero nulla: affettatrice (Fratelli Valentini di via San Marco a Trento),  frullatore KitchenAid e nell’angolo breakfast, macchina del caffè Illy e spremiagrumi elettrico. E prima di possedere un iPad, in cucina tenevo un pc portatile per la ricerca di ricette particolari da tutto il mondo.

Sul ripiano della lavastoviglie si trovano, una Tivoli Audio, i libri di cucina, il vecchio ricettario di famiglia, e alcuni testi curiosi come “Creme&crimini”, ricette dai romanzi della Christie, “Personaggi letterari a tavola e in cucina”, ” Prague Cafés”, “Istruzioni alla servitù”.

Nella scelta dell’arredamento della cucina ho preferito circondarmi di elementi naturali, “veri” e “sinceri” come il legno, il vetro, il rame, il ferro, l’acciaio, la porcellana bianca. Ho assolutamente bandito la plastica.

Sto bene qui.

TESTO – ds

FOTOGRAFIE – Casa Campanelle

MUSICA – no time no space franco battiato http://www.youtube.com/watch?v=1vLo2_OmQfA

Dove nascono i pianoforti

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Il legno trentino, risorsa economica, valore culturale, potente mezzo espressivo, lavorato dalle abili mani degli artigiani che con la loro arte ed il loro ingegno sanno trasformare l’abete rosso della Valle di Fiemme nei capolavori dell’arte liutaia come Stradivari, Guarnieri e Amati.

La musicalità dell’abete di risonanza delle foreste di Paneveggio ha fatto il giro del mondo. E accanto ai maestri liutai c’è anche chi continua la sua ormai secolare missione di famiglia, creare armonium e pianoforti.

Il corso Ausugum a Borgo Valsugana è una stretta via che taglia per il lungo l’antica borgata, una specie di Spaccanapoli fiancheggiata da palazzotti e antiche case, con le botteghe da cui si affacciano negozianti e artigiani a conversare con la gente che passa. In fondo al Corso, per chi viene da Trento, sulla destra, in un vetusto palazzotto c’è la bottega dei Galvan, fabbrica all’inizio di fisarmoniche, poi di armonium e pianoforti.

Questo è il regno dell’artigianato da musica trentino di Egidio Galvan. Un’eredità preziosa ed importante raccolta negli anni dal figlio Romano e poi dal nipote Egidio Galvan jr che ha frequentato per parecchi anni i corsi per costruttori di pianoforti a Ludwigsburg, presso Stoccarda specializzandosi nella costruzione e riparazione.

Andare da Galvan significa prima di tutto percorrere un viaggio a ritroso nel tempo, poi, rifarsi gli occhi e l’animo per la bellezza e la musicalità di queste opere d’arte ed infine, se vogliamo, per scegliere il nostro strumento.

E’ da Egidio Galvan a Borgo Valsugana che ho acquistato il vecchio pianoforte viennese che campeggia nella biblioteca del secondo piano. L’ho scelto “a sentimento” tra alcuni in esposizione al secondo piano del negozio-museo. Sì, perché questo atelier espone una preziosa raccolta di materiale fotografico e pezzi unici, come organetti, armonium e pianoforti che testimoniano la storia della ditta Galvan e di questi strumenti nel mondo.

Galvan Egidio C.so Ausugum, 112 a Borgo Valsugana (TN) tel. 0461.753114 www.egidiogalvan.it

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIE – @Casa Campanelle

MUSICA – Tchaikovsky Concerto per pianoforte op.23: Allegro con fuoco http://www.youtube.com/watch?v=Tl-vgqaXijk

 

Natura terapeuta

Ritengo che i nostri ragazzi abbiamo davvero bisogno, oggi più che mai, di imparare a “fermarsi”, ad “ascoltare” e a “sentire”.

Un’esperienza singolare ma sicuramente intensa è portarli a visitare un’antica segheria veneziana.

“La segheria non è uno strumento di lavoro ma di conoscenza”. Questo è il saluto di accoglienza del segantino che apre le porte a un mondo lontano, dove il tempo sembra non essere mai passato.

Seduto su un bancale di assi di larice profumato, inizia il racconto di una lunga storia che ha come protagonisti l’acqua, il legno e la luna. Racconta di un segantino che conosce intimamente il bosco e le varie essenze, che rispetta i cicli lunari e aspetta quando il bosco si addormenta per procedere al taglio. Racconta delle sette essenze che compongono un’antica segheria ad acqua, il larice, l’abete bianco e rosso delle assicelle ammortizzatici, il melo e il pero selvatico tagliati con la luna calante di novembre ed essiccati fino a sette anni, la betulla, il faggio, il frassino e il maggiociondolo, considerato un’essenza negativa, notturna, amica della luna.

E’ una storia che parla di una co-partecipazione con l’ambiente, di una profonda e intima conoscenza della natura e delle caratteristiche del territorio.

L’antica segheria è immersa nella natura, tra distese di boschi e prati di alta montagna. Il suono dell’acqua del torrente che scorre a pochi metri è così forte da non sentire altro rumore, nemmeno la voce di una persona vicina. E’ più facile quindi invitare i ragazzi ad utilizzare gli altri sensi. Così, si lasciano inebriare dal forte profumo delle essenze tagliate e accatastate all’esterno.

Un’esperienza arricchente per loro e per noi, da vivere insieme, da portare a casa per ritrovare quel ritmo naturale che stiamo lentamente perdendo.

Segheria veneziana in loc. Molini di Pondasio a Malè Maurizio Bontempelli tel. 339 6306746.

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – Agh

MUSICA – natural mystic bob marley http://www.youtube.com/watch?v=YKtX6cf0_0A

 

Un sogno in Riva, al lago

Per vivere certi sogni, bisogna volare, ma per altri, basta volere.

Il nostro sogno è un giorno a bordo di un motoscafo Riva. E’ vero, per realizzarlo, ci dovremo spingere oltre i confini della nostra provincia, perché nella parte trentina del Lago di Garda, prevale un doveroso rispetto delle imbarcazioni verso il dio vento; ma in fondo, tutti noi trentini consideriamo questo straordinario specchio d’acqua, il nostro lago.

E allora scendiamo verso sud di qualche chilometro, magari sulla Gardesana Orientale, per andare a ritroso nel tempo negli anni Sessanta e Settanta e vivere un sogno a fil d’acqua.

I motoscafi di Riva sono diventati una vera e propria leggenda in tutto il mondo, un oggetto di desiderio e un’espressione dell’arte italiana. Niente può avvicinarsi neanche lontanamente alla qualità, lo stile e il prestigio di Riva. E questo non è cambiato nel tempo. Un Riva è ancora un vero e proprio richiamo. Quando un Riva ormeggia, una folla di gente lo circonda e lo ammira.

Durante questo sogno lungo un giorno, Riva vi porterà a visitare le varie sponde del lago alla scoperta delle cittadine pittoresche dove rivivere il ricordo di tempi lontani.

Il vostro capitano conosce i posti più belli del lago, le cittadine più interessanti dove ormeggiare; per il pranzo si farà rotta verso Punta San Vigilio, dove si faranno provviste dal venditore ambulante per un picnic a bordo.

Durante il pomeriggio, si prenderà il sole sul ponte di poppa e si farà un tuffo refrigerante nell’acqua. E poi, naturalmente sarà lei a prendere in mano il volante e a portare il motoscafo. Così per emulare il jet set internazionale di quei tempi, con illustri cittadini del mondo come Brigitte Bardot, Sophia Loren, Dino de Laurentiis, Richard Burton, Sean Connery, Peter Sellers, lo Scià di Persia, il Principe Ranieri di Monaco, il Re Husayn di Giordania, che vi hanno preceduto in questo sogno.

E poi via, alla ricerca di uno dei tanti ristoranti sulla costa per vivere il momento della cena a base di pesce di lago, prima di risvegliarsi definitivamente.

Quand’ero piccola amavo uscire in barca con mio nonno. Il lago d’estate ha dei colori stupendi così brillanti e accecanti, la superficie è increspata dal vento. Un giorno mentre eravamo fermi ho visto un’imbarcazione bellissima solcare l’acqua in modo così leggiadro che sembrava una libellula quando vola a pelo d’acqua”

TESTO – ds ispirata da http://www.rivacharter.com/it/dagjeriva.html

FOTOGRAFIA – http://www.locanda-sanvigilio.it

MUSICA – http://www.youtube.com/watch?v=o9Kfv4NxPWY&feature=related

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