Intervista a Caringella

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Ieri pomeriggio, domenica 15 marzo 2015, presso l’Auditorium Parco della Musica in Roma, una cornice affettuosa di lettori ed estimatori ha salutato l’annuncio della candidatura di “Non sono un assassino” – l’ultima opera di Francesco Caringella – al Premio Strega.

“Partecipare al “Nobel” della letteratura italiana non è solo un’incredibile avventura ma molto di più. Mi aspetta un viaggio misterioso e incredibile di cui non riesco a intuire le tappe, le soste e la stazione d’arrivo. Mai come in questo caso sento sulla mia pelle che sarà meraviglioso il viaggio in sé. Sarà una corsa con il cuore in gola, addolcita e accarezzata dall’autentico affetto che oggi ho visto brillare negli sguardi sinceri dei miei figli, degli amici e dei tifosi che hanno illuminato con un raggio di sole un pomeriggio piovoso di fine inverno” – Francesco Caringella

Prego, legga la mia intervista  integrale a Francesco Caringella pubblicata sul quotidiano L’Adige.

Prezioso come bisso

Fecero il pettorale, lavoro d’artista, come l’efod: con oro, porpora viola, porpora rossa, scarlatto e bisso ritorto. (…) 43 Mosè vide tutta l`opera e riscontrò che l’avevano eseguita come il Signore aveva ordinato. Allora Mosè li benedisse.” (Pentateuco-Esodo cap. 39)            

C’è un mollusco, il più grande del Mediterraneo, che secerne un filamento. Si chiama pinna nobilis e il filo dà origine a tessuti che emanano uno splendore simile all’oro.

Chiara Vigo – la cui storia viene raccontata ora in un libro Dal buio alla luce – Il bisso marino e Chiara Vigo – è la sola a saper tessere questo filamento, il bisso marino appunto, secondo il rito tradizionale tramandato oralmente  dall’antico popolo dei Caldei.

foto Roberto Rossi da comune.santantioco.ca.it

Vive sull’isola di Sant’Antioco, in Sardegna, nel museo dove crea arazzi, navicelle nuragiche, pavoncelle, leoni a difesa delle donne. Susanna Lavazza ha raccolto la sua arte nell’ebook illustrato da Roberto Rossi e Alessandro Spiga, edito da Cartabianca, disponibile in versione Amazon e Apple.  

Dialogo tra anime, la missione dell’arte

“Per ridare alla nostra umanità disorientata qualche segno di speranza, bisogna andare ben al di là di un dialogo delle culture e delle credenze, verso un dialogo delle anime; tale è, in questo inizio del XXI secolo, la missione insostituibile dell’arte”.

E’ la dichiarazione d’intenti dello scrittore libanese Amin Maalouf inserita nell’introduzione al nuovo libro-cd Mare Nostrum (Alia Vox/Jupiter) di Jordi Savall. Come un moderno Ulisse musicale, in due dischi e in un elegante volume di 460 pagine, il maestro catalano parte alla volta delle grandi civiltà nate e fiorite lungo le coste del Mar Mediterraneo e guida i fidi compagni di viaggio dell’ensemble Hesperion XXI alla scoperta di antichi repertori medievali e delle tradizioni orali sefardite, berbere, greche, arabe, ebraiche e spagnole.

Seducente, come il richiamo delle Sirene. Da seguire, per perdersi.

ds ispirata da MFGentleman

“Memorie d’acqua”

Memorie d’acqua” è il primo volume di una collana di libri fotografici dedicati all’artigianato promossa dal Servizio Attività Culturali della Provincia di Trento. E’ un viaggio che racconta con immagini e parole, lo speciale rapporto di fatica e di creatività che lega il mondo degli artigiani a quello dell’acqua. Storia, tradizione, memoria ma anche innovazione tecnologica; antichi saperi e mestieri che hanno segnato e segnano la vicenda umana ed economica del nostro territorio: dallo zattiere alla fucina, dall’arrotino alla lavandaia, dal birrificio alla costruzione di surf, dalle turbine idrauliche alla segheria veneziana, dal fotografo al pastificio. I testi sono curati da me, le fotografie sono di Roberto Vacis.

In attesa della pubblicazione di “Memorie di fuoco”, prevista a breve, Walter Nicoletti, giornalista e scrittore trentino recensisce il primo volume.

Da Platone ai giorni nostri l’umanità si è continuamente misurata con gli elementi fondamentali dell’esistenza. La terra, il fuoco, l’aria e, quindi, l’acqua. Acqua fonte di vita e di energia. Acqua come sentimento e suggestione, ma anche elemento essenziale per individuare l’identità territoriale di una comunità.

La prosa di Donatella Simoni e le fotografie di Roberto Vacis creano quella che si chiama una suggestione fuori da ogni spartito. Non una sommatoria di racconti “aziendali”, ma la narrazione di un legame sentimentale: una storia dei particolari, delle sfumature che accompagnano il lavoro manuale e intellettuale dell’artigiano. Il racconto coglie il non detto e a volte il non visto per descrivere l’attualità, il forte connotato di modernità che permane, resiste e si ripropone ogni giorno nell’arte della distillazione così come nella bottega del fabbro, nel laboratorio alimentare o nel birrificio artigianale.

Una serie di istantanee colte lungo i maggiori corsi d’acqua trentini alla ricerca del forte legame economico, identitario ed artigianale con questo elemento della vita. Memorie d’acqua” è un tributo sentimentale all’artigianato trentino e ai suoi protagonisti storici. Alla loro manualità e al loro forte legame con le risorse, in questo caso idriche, del territorio.

Nasce così un racconto fatto di tante istantanee che ci accompagna alla scoperta e alla definizione di quello che chiamiamo concetto di identità. Siamo quello che siamo perché nei secoli abbiamo costruito determinate culture materiali legate alle forze della natura che ci circonda. Siamo anche un popolo d’acqua, legato alla regimentazione delle acque così come al loro utilizzo idraulico ed alimentare.

Ed oggi, nel tempo della globalizzazione e della ricerca di un nuovo legame fra economica e territorio, risulta determinante illuminare le memoria sugli elementi fondamentali della vita e dell’ecologia umana. Il ritorno alla terra nel suoi svariati elementi è un’esigenza che chiama in causa la finitezza del mondo, i tanti limiti dello sviluppo e la necessità di riscoprire nuovi equilibri con la natura. Per questo il lavoro di Donatella Simoni e Roberto Vacis è stato apprezzato anche fuori dal cosiddetto circolo degli addetti ai lavori. E’ un invito a riconsiderare le risorse locali e la forza dell’artigianato. E’ una sollecitazione, che può diventare permanente, a riconnettersi con il “saper fare” e con la dimensione territoriale dell’economia per rivalutarla all’insegna della sostenibilità e di quello che in tanti chiamano sviluppo durevole.

Il racconto delle esperienze umane legate al territorio e la descrizione dei legami con le forze della natura rappresenta infine anche un nuovo esercizio che molti narratori e cronisti come Donatella stanno intraprendendo per comunicare una grande risorsa sempre attuale: il sapere artigiano. Il racconto diventa in questo modo parte integrante di un progetto di economia che dovrà nel tempo caratterizzare tutti i nostri comparti come valore aggiunto rispetto alla produzione in sé. Elemento distintivo e competitivo da contrapporre al “Made in the World” di una globalizzazione senz’anima e senza garanzia per il consumatore finale.

Dalla storia, dalla tradizione, dalle forme materiali dell’identità possiamo apprendere una grande lezione di attualità. Questo libro è un invito ed un contributo in tal senso.

 

 Per info: Servizio Attività Culturali della Provincia autonoma di Trento tel. 0461.496909

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