Tod’s presenta “Italian Portraits”

Nella splendida cornice della Pinacoteca di Brera, si è svolta a Milano la serata dedicata al lancio del libro “Italian Portraits”, in distribuzione da settembre 2012 nelle migliori librerie del mondo.

Diego e Andrea Della Valle hanno accolto alla serata: Stefano Tonchi, Giulia e Carlo Puri Negri, Micol Sabbadini, Nino e Francesca Tronchetti Provera, Nathalie Dompè, Valentina Scambia, Virginia Orsi, Luisa Beccaria, Lucilla Bonaccorsi, Pupi Solari e alcuni tra i protagonisti del libro (tra cui Alberto Alemagna, Emanuele Cito Filomarino, Gaddo della Gherardesca, Giovanni Gastel, Guglielmo Miani, Niccolò Minardi, Tazio Puri Negri).

Italian Portraits celebra, attraverso una serie di ritratti fotografici di raffinati uomini italiani, il talento di unire l’estetica all’etica, la contemporaneità alle tradizioni, la bellezza alle capacità.

Uno stile perfettamente rappresentato da questi personaggi, che affonda le sue origini nel Made in Italy e nell’importanza delle cose “fatte bene” e dell’artigianalità: una scelta di eleganza non ostentata e di rispetto del passato e delle radici.

Valori senza tempo, parte di uno stile di vita e di una cultura moderna e cosmopolita ma ben radicata nel nostro Paese.

I rituali del luxury lifestile

G.H.MUMM, lo Champagne. E non solo. Ambasciatore dell’alta cucina e del saper vivere. Questo è l’invito ad uno straordinario viaggio di stile in alcune delle più vibranti città del mondo per degustare una serie di squisiti menu elaborati da Frederick e. Grasser-Hermé: una festa di sapori deliziosamente originali accompagnati armoniosamente dalle cuvée G.H.MUMM.

Bon voyage, belle dégustation!

St. Petersburg – Rosé e caviale

Un romantico viaggio nel tempo a bordo dell’Orient-Express. Il rude inverno è attutito dall’opulenta calorosità di un glamour tutto slavo. Un’atmosfera retrò che non potrà mai dirsi fuori moda. Menu: Bacon e caviale beluga Petrossian e Dolce di Pietro il Grande

New York – Cerimonia gastronomica a Manhattan

Nell’insonne città in perpetuo movimento, l’armonia bicromatica nero-oro crea uno stile unico sprizzante di energia. Uno spirito urbano nell’aria del tempo, da apprezzare immersi nel comfort casual del cuoio. Menu: Manhattan Burgers e The Big Tomato

Sevilla – Festeggiamento nella campagna andalusa

Nelle case patronali di Siviglia, l’ospitalità è d’obbligo e qualsiasi occasione è buona per un pranzo in giardino. Il calore della tradizione mediterranea, espresso dal quieto giardino con vista, è ravvivato da un tocco contemporaneo nella scelta dei mobili e dell’arredo tavola. Menu: Gazpachi andalusi

Tokyo – Il rituale del Chopstick

Alta precisione ed estrema delicatezza nel raffinato pasto racchiuso in questa scatola. Una presentazione minimalista movimentata da un delicato riflesso acquatico, pura espressione di un equilibrio senza tempo. Menu: Obento sushi nigiri con sushi, maki e sashimi e Nashi allo zenzero

London – Il brunch domenicale

Un panorama di Londra da mozzare il fiato, un interno moderno minimalista ma accogliente, il «loft con vista» di un appassionato d’arte, che prende un brunch insieme agli amici dopo un giro delle più originali gallerie d’arte contemporanea. Menu: Omelette bianca e Chic Crisps and Dips

The Hamptons – Brindisi sulla spiaggia al tramonto

A fine stagione, il sole è ancora abbastanza caldo per un ultimo picnic tra le dune selvagge, prima di tornare alla frenetica vita cittadina. Autentica espressione dell’eleganza bucolica, disinvolta, stile «east coast»… Menu: Ostriche Utah Beach e Insalata di granchio reale

Shanghai – Il rituale dello spa

Shanghai è la città dei sogni moderna, un cuore pulsante, con grattacieli che fioriscono l’uno dopo l’altro. Pausa in una spa dedicata agli elementi naturali come il legno, l’acqua e l’aria: decisamente un «must» in mezzo alla frenesia cittadina. Menu: Palline di riso bianco con gamberetti Black Tiger e Perle di Shanghai

Florence – Il rituale degli antipasti

Un week-end a Firenze, splendida città rinascimentale. L’apparente semplicità di un pranzo su una terrazza che domina i tetti e il bianco immacolato di una tavola poetica esprimono il non plus ultra dell’eleganza. Menu: Panzanella e Viva Italia

Se magnific!

Food, cambia la cultura, cambia l’immagine

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Oggi, mercoledì 28 dicembre 2011 ore 11.05, continua la chiacchierata in chat tra Alessandro Guerani e me.

Alessandro Guerani: eccomi qua

Donatella Simoni: buongiorno Alessandro, continuiamo la nostra chiacchierata. Da quanto tempo ti occupi di fotografia e fotografi food?

AG: sono circa 5 anni

DS: è cambiato il cibo in questi cinque anni? Forse noi non ce ne accorgiamo perché fa parte della nostra quotidianità, ma c’è stata un’evoluzione anche “estetica” del cibo?

AG: accidenti che argomenti tosti oggi… fammi organizzare un attimo i pensieri

DS: :-), se preferisci parliamo di dolci

AG: sta’ buona che sono tornato a dieta da oggi, ‘na fatica… Dunque, è un discorso che parte da lontano, dobbiamo prima fare una premessa importante, che ho già fatto diverse volte, ma proviamo a sistematizzarla. La fotografia commerciale serve a vendere ma i desideri non rimangono immutati nel tempo e sono intimamente legati alla cultura del momento, oltre ad essere estremamente diversi a seconda dei tipi di prodotto, target di mercato, paese ecc. Prendiamo le immagini di food degli anni ’70. Prendi un libro di cucina di quel periodo e vedrai delle caratteristiche comuni: una cornucopia di ingredienti e cibo, una luce estremamente artificiale e ricette ricche e complicate. Secondo te perché c’erano queste caratteristiche che adesso ci sembrano addirittura un po’ ridicole? Guarda queste foto, sono un ottimo esempio

Dipende dalla cultura di chi è il destinatario dell’immagine. Gli anni ’70, in tanti paesi, erano gli anni finali del boom, sempre più persone erano diventate benestanti e potevano permettersi quello che per decenni era stato più che un desiderio, un sogno. Dopo decenni di “cinghia stretta”, le immagini dovevano rappresentare un desiderio che finalmente si tramutava in realtà. Che è la stessa identica tecnica con cui ancora oggi è costruita tutta la pubblicità

DS: quindi, cosa è cambiato in verità?

AG: prova a presentare oggi alla gente, queste tavolate…

DS: non è il caso, oggi il cibo è benessere, è salute

AG: esatto, e poi chi ha il tempo di prepararle? Quindi come vedi è la cultura del cibo che è cambiata. Probabilmente, in certi paesi che si stanno sviluppando in questi anni, il vecchio stile di immagini è ancora vincente. E questo fa capire che bisogna avere sempre ben chiaro chi vuoi raggiungere con le immagini

DS: oltre a quelle su committenza, a chi si rivolgono le tue fotografie?

AG: a persone che apprezzano non solo il cibo, ma anche un certo lifestyle, di cui il food è componente importante ma non unica

DS: è davvero molto interessante quello che mi hai raccontato oggi

AG: come hai giustamente notato tu poc’anzi, le “parole d’ordine” del food sono molto diverse dal passato: un tempo era “nutriente”, oggi sono “organic”, “healthy”, “quick”. Organic = cibo naturale, no OGM, Healthy = salutare, pochi carboidrati e grassi, Quick = lo devi preparare tornando a casa dal lavoro. Chi ha più tempo per preparare le ricette di una volta, che avevano magari giorni e giorni di preparazione? Quindi anche per il grande pubblico sono cambiati completamente i parametri

DS: capisco

AG: con questo cambio di mentalità da parte del consumatore, diventa sempre più importante la presentazione del food. Le ricette sono più semplici, veloci e spartane, devi comunque dare una sensazione di benessere che prima verteva solo sul concetto di “quantità”. Per non parlare dell’immagine di tradizione e genuinità dove noi italiani potremmo insegnare a tutto il mondo e invece siamo spesso surclassati da paesi che hanno una tradizione alimentare minore rispetto a noi. Pensa ai francesi e a come riescono a trasformare in “brand” tutto quello che producono. Il prodotto viene quasi annullato rispetto all’estetica o al lifestyle. Ti faccio un esempio

Questo è champagne. Hanno valorizzato talmente il brand che non hanno più bisogno di mostrare il “prodotto” e possono permettersi di coniugarlo con la tecnologia moderna

DS: noi invece ricorriamo a Venezia per promuovere le bollicine trentine 😉

AG: infatti, hanno cambiato il marchio mettendo il QR code. Capisci che per un prodotto così tradizionale è un rischio molto forte, ma hanno voluto far vedere che è un prodotto modernissimo pur con la tradizione che c’è dietro. Anzi, è proprio la tradizione, il continuo investimento nel brand, a poter permettere di superare la tradizionalità, sfidando la modernità. E comunque sono riusciti a presentare un packaging di classe e che attira l’attenzione

DS: noi facciamo fatica in questo, vero?

AG: abbiamo paura, preferiamo il cliché ma è una questione anche di età. Avendo i consumatori con maggiore potere di acquisto, un’età piuttosto avanzata, non sempre proporre cose innovative o spiazzanti può avere successo. All’estero, dove la capacità economica è più legata al merito che alla “anzianità”, è più facile ovviamente proporre innovazione anche nelle immagini

DS: molto chiaro e davvero interessante, grazie Alessandro, penso che approfondiremo presto

AG: come vuoi, grazie a te

 

www.alessandroguerani.com

www.foodografia.com

 

 

Il lifestyle di Loro Piana

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Ora scegliete dove vorreste essere:

Antibes, ore 19

Montecarlo, Port Hercule, ore 18

Pronti per una passeggiata

Weekend in Toscana

Relax in campagna

Pomeriggio di shopping a Firenze, ore 16.30

Firenze via Maggio, ore 11

Capalbio Toscana, ore 10

Villa d’Este, Lago di Como, ore 16

 

Quello di Loro Piana è un mondo che merita essere scoperto ed osservato, almeno da lontano. Lo stesso sito web www.loropiana.com è un mondo. Prendetevi il tempo&modo di visitarlo.

Così, per opportuna conoscenza.

Lifestyle a km zero

tempi&modi sta muovendo i primi passi alla scoperta di un nuovo concetto di lifestyle, ispirato da un’austerità da vivere con classe, qualità e creatività.

Non me ne vogliano i ristoratori trentini, ma oggi scelgo una serata di stile, invitando gli amici a cena a Casa Campanelle. Sceglierò soltanto materie prime di qualità, solo prodotti trentini come formaggi e salumi, solo a chilometro zero, come carne, verdura e frutta. E poi, olio del Garda, vino della cantina Pravis di Lasino, pane del panificio artigianale Riccadonna di Rango nel Bleggio Superiore. Provi qualcuno a dire che in Trentino manca qualcosa!

Così il pomeriggio sarà dedicato ad una scampagnata presso le aziende agricole per comperare direttamente i prodotti dal produttore. Alcuni dei miei ospiti hanno scelto la via vegetariana, dovrò tenerne conto, altri sono “meat reducers” carne sì ma poca. Io sono per la cucina di recupero: appena è possibile non getto via nulla.

Solo primi passi, ma confido di farli insieme a voi.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – It’s only love Simply red

 http://www.youtube.com/watch?v=hP_CRUqovp4&ob=av2e

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