(è stato un) attimo raccolto

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allora è meglio che tornino le ombre
fa troppa luce la parola sempre

feat. abito con inserti in velluto Alberta Ferretti, borsina MalìParmi

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Autopsy

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Foglia d’acero morta su tavolo d’acciaio.

Seta&Cashmere

IMG_8850IMG_8790IMG_8767Luce d’autunno, aspettando l’inverno.

Timeless Kitchen (part 1)

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Note in bianco. Si muovono nello spazio cercando la giusta posizione, involucri incolore dal carattere forte: sono gli oggetti in porcellana bianca. Cercano rassicurazioni in altri oggetti e in altri materiali, ma trovano identità e forza nella semplicità e nella purezza delle loro forme, con le quali hanno il potere di risvegliare la cucina e la tavola, brillando di luce propria. Porcellana su legno.

Memento

1965. Lampada da tavolo “Pipistrello” per Martinelli Luce by GAE AULENTI

photo by arredamento.it

Artigli scarlatti (Scarlet claws)

CARAVAGGIO IN CUCINA by Renato Marcialis

Oro nero

di Donatella Simoni. Ci sono delle sintonie tra colori che affascinano particolarmente, come l’oro accanto al nero. Sullo sfondo, porta originale della casa, utillizzata per la sua apertura “a soffietto” come separè. Sul legno quasi nero spicca il battente a testa di leone. La lampada abat jour in tessuto nero orlato con passamaneria oro e stelo in legno anticato dorato fa parte di una coppia di abat jour identiche realizzate a mano. Lussuosa candela inserita in un bicchiere di vetro color oro con damaschi in velluto nero a  rilievo. (Casa Campanelle)

tramArte, per un piacere estetico

Li guardi, li tocchi, li senti. Vedi la bellezza, ne tocchi la materia, ne senti la preziosità. Sono i tessuti. Pezzi d’arte che arredano e  trasformano ogni “dove” in un luogo Bello.

Le trame sono intrise di storia e di arte, è questo il loro potere. Vi invito ad entrare da Vi.Vo. in Vicolo del Vo’ 23 a Trento e chiedere cortesemente di poter scendere al piano sotterraneo. Vi invito a rimanere per un po’ di tempo tra quei tessuti, osservandoli, toccandoli, guardandone con attenzione gli operati, soffermandovi sui dettagli.

Ispirazioni.

Ho pensato di creare una collezione virtuale nella “casa” di tempi&modi. “tramArte”, la mia personale “galleria” di tessuti preziosi. Immaginate un lungo corridoio dal soffitto molto alto e con una parete a vetri per poter usufruire della luce naturale. Fissata alla parete, una lunga sbarra “rubata” ad una sala di danza, sulla quale vengono appesi i tessuti.

Un percorso di puro piacere estetico, attraverso colori, disegni, dettagli, texture e movimento. La prima tappa, con alcuni drappi di Rubelli, Schiatti, Texar e Radelli Velluti.

Rubelli

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Natale al castello

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Come vuole la tradizione, ogni anno a Casa Campanelle va in scena il Natale.

Tutto inizia in occasione della festività dell’Immacolata, quando si provvede alla raccolta del verde per gli addobbi: agrifoglio, abete, bacche di ogni tipo, pigne, edera, pino, che verranno accompagnati da metri di nastri di raso o velluto e cordoni di passamaneria, dalle tonalità oro, bianco e rosso bordeaux e vinaccia.

Tutto ciò servirà per le decorazioni dell’intera casa, a partire dalla grande corona augurale appesa alla porta d’ingresso, ai centrotavola su tavoli e consolle sparsi nelle varie stanze, alle ghirlande sopra il camino e sui bancali delle finestre, oppure in posti inaspettati, come in un grande bacile di rame e in una vecchia coppa di pietra.

Immancabile è la luce. Quella delle decine e decine di candele sparse in tutta la casa. Raccolte in gruppi sullo scalone, sulla cornice del camino, in cucina, sugli antichi candelabri, sui grandi porta lumi in ferro battuto. E quella del fuoco acceso nel grande camino in pietra nel salone. Tutto vive ed è ravvivato, dal legno dei pavimenti fin alle volte dei soffitti. Si respira calore.

Immancabile è anche la musica, garantita dalla filodiffusione ai vari piani. Per l’atmosfera natalizia viene prediletta la musica dell’arpa, il jazz, e naturalmente la classica natalizia, soprattutto quella tedesca.

E poi, l’albero ed il presepe. Irrinunciabili. Il primo, rigorosamente vero e coltivato in vaso, viene sistemato davanti ad una delle finestre del salone per poter ammirarne la meraviglia anche dall’esterno. Le luci a led convivono con sontuosi nastri e cordoni bordeaux e oro, accanto a bocce dorate di varie dimensioni e forme. I regali, impacchettati con eleganza, faranno la loro comparsa ai piedi dell’albero solamente l’antivigilia di Natale. Il presepe invece, viene allestito sopra l’antico cassone bavarese del ‘600. La capanna e le statue appartengono alla famiglia ormai da generazioni. La scenografia è aiutata da pezzi di tufo, radici di albero e da piccole luci sistemate adeguatamente per creare le giuste ombre e dare risalto alle espressioni dei personaggi di questa straordinaria rappresentazione.

Così, il Natale è alle porte. La vigilia è un giorno speciale, un giorno di attesa. A Casa Campanelle si respira un ‘atmosfera di semplicità rurale fin dalle primo ore del mattino. Sul tavolo rustico al centro della cucna, cominciano a comparire i primi preparativi per il pranzo del giorno dopo. E’ soprattutto il giorno dello zelten e quindi della lunga preparazione della frutta secca. Si rispolvera il ricettario di famiglia ed alcune ricette del nonno, una per tutte, il pollo ripieno. E’ il giorno degli odori “de-javù”. Succede così, ogni anno, il profumo dello zelten misto all’abete, quello delle carni misto alla cera delle candele, la musica ed i ritmi della vita che finalmente si allentano. Tutto culmina nella sera con l’apertura dei regali vicino al camino.

Ecco il Natale. La tavola del pranzo che vedrà la famiglia riunita, sarà volutamente sontuosa. Il rosso lascerà volentieri lo spazio al bordeaux e al vinaccia, come di fatto ispira l’ambientazione quotidiana. Tovaglia candida e sottotovaglia in tessuto pregiato, accoglieranno il servizio delle feste di Rosenthal, bicchieri di cristallo e l’argenteria.

Ma soprattutto ci saremo noi e le nostre vite. Le nostre speranze saranno negli occhi dei nostri bambini, di quelli che già ci riempiono la vita e di quelli che stanno per arrivare. Lo scambio degli auguri, quelli “consapevoli”, che partono dal cuore ci avvicineranno, anche fisicamente, a chi amiamo.

Che sia davvero un Buon Natale.

TESTO – ds

FOTOGRAFIE – ds @Casa Campanelle

MUSICA – stille nacht http://www.youtube.com/watch?v=-5kO46s7AWE

Un bagno di esibizionismo

Un tempo si arredava coi sanitari e qualche piccolo squallido mobiletto per asciugamani, saponette e carta igienica. E poi, era fondamentalmente cieco. Questo era il bagno.

Oggi, questa stanza di servizio diventa uno degli spazi più importanti di una casa. Luce, spazio, aria. Come la cucina è il luogo del calore per eccellenza, il bagno diventa il centro benessere dello spazio privato, il luogo del relax e della cura del corpo.

Un nuovo concept di progettazione che tende a svilupparsi più attorno alla persona che allo spazio, non più attorno al living, bensì al luogo dove il corpo (e la mente) ritornano protagonisti del proprio tempo (libero).

E se un tempo era buona educazione chiudere la porta del bagno, oggi, se c’è, va tenuta spalancata, deve essere una cosa unica con il resto dello spazio domestico. Arredato alla stregua di una stanza nobile, con mobili ed oggetti di design: librerie, tavolini, sedute, lampade d’autore, il bagno viene concepito come un salotto e come tale va esibito.

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Lo spazio tagliato su misura per me

 

E’ una grande ricchezza potersi ritagliare in casa, uno spazio per se stessi, anche piccolo, ma solo nostro. Il mio studiolo è una piccola stanza arredata con il colore rosso carmino, che riscaldato dall’oro, regala un’atmosfera calda ed elegante. Era il mio studio privato prima dell’arrivo di Gianmarco. Raramente ci lavoravo, questo era il luogo del relax, della lettura e soprattutto, uno spazio da allestire a mia immagine e somiglianza, con le cose più care tra quelle più belle.

Come ad esempio, la piccola biblioteca realizzata da un falegname del paese per il mio nonno, dove ho raccolto una serie di riviste d’arredamento e alcuni testi sui tessuti del mondo. Sopra vi ho sistemato uno dei pezzi a cui tengo di più in assoluto e che mi affascina moltissimo: un vecchio torchio da stampa che, visto il tema della stanza, ospita inaspetattamente alcuni ritagli di tessuto.

Alla parete, in una serie di cornici, vengono conservati sotto vetro, pezzi di tessuti ritagliati da vecchi abiti un rosso di Valentino, una fodera Burberry, uno chiffon Armani, una maglia Missoni. Su dei rotoli invece, vengono presentati scampoli di tessuto usati per i rivestimenti di alcuni mobili della casa, soprattutto velluti, i miei preferiti.

Il grande tavolo da lavoro in legno massiccio ospita davvero di tutto. Tra carte, ritagli di giornale, colori a matita, anche una stupenda lampada in ottone e tessuto bordeaux realizzata dall’artigiano trentino Fronza. Ricordate il signor e la signora Fronza nel loro atelier all’angolo tra via Verdi e Vicolo dell’Adige? Hanno realizzato per decenni l’arte della luce, arredando ed illuminando le più belle case di Trento e del Trentino, prima di chiudere ahimè, la loro bottega qualche anno fa.

In un angolo, accanto alla stufa ad olle marron a castelletto dei primi ‘900, troviamo un’accogliente poltrona in stile che riporta il medesimo tessuto dei grandi cuscini adagiati a terra per la lettura o la musica.

Infatti, qui sono raccolti anche gli strumenti di casa: da quelli antichi del nonno, una chitarra e un mandolino, al violino proveniente da Praga che all’interno riporta l’etichetta “Joseph Rocca fecit Taurini Anno Domini 1843”. (L’originalità dello strumento però non è del tutto fondata). E poi, il pianoforte a muro dove da piccola ho imparato per otto anni a strimpellare e le chitarre, la classica e una Gibson Les Paul.

Sto bene qui.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIE – Casa Campanelle

MUSICA –  how would it be lene marlin http://www.youtube.com/watch?v=7odKa-8XsIo&ob=av2e

tempi&modi del Natale, attesa e Luce

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La Corona di Avvento è composta da quattro candele che vengono accese man mano in ogni domenica d’Avvento segnando il tempo, le quattro settimane, che separano dal Natale.

La “Corona di Avvento” ha come base un tema legato alla natura:  i rami di pino o di abeti verdi, simbolo di vita eterna e segno di speranza, mentre le candele simboleggiano la Luce che arriverà e sconfiggerà le tenebre, il male e la morte.

La corona ha una forma circolare perché fin dai tempi più antichi il cerchio rappresenta il segno dell’eternità e al tempo stesso dell’unità; la sua forma circolare ricorda il ciclo delle stagioni. E’ inoltre un segno di regalità e di vittoria (basta ricordare che nella Roma Antica i vincitori delle guerre e dei giochi venivano insigniti di corone d’alloro).

La “Corona di Avvento” viene ornata con dei nastri: ogni colore ha un significato. Quest’anno ho scelto l’oro, segno di regalità ma anche un augurio che mi voglio fare: riscoprire il vero VALORE delle cose.

Tessuti d’arredo, la casa è un palcoscenico

A Casa Campanelle non si può non notare la mia passione per i tessuti. Una passione che viene da lontano visto che il mio nonno materno era un commerciante di stoffe.

Nel vestire questa dimora, dalla struttura così austera e rigorosa, c’era assolutamente bisogno di “sdrammatizzare” con l’aiuto di tessuti. Tessuti che non vengono usati solo per scopi canonici, come rivestimenti di sedie e poltroncine, tovaglie o tende, ma inaspettatamente, e solo apparentemente per caso, si possono trovare drappi adagiati a sedie e a cassapanche dove accolgono oggetti cari e preziosi, come uno strumento musicale o un libro d’arte, una statua lignea o un’antica lampada.

L’idea è quella di far “vivere” i tessuti come “attori sulla scena” e abbinandoli agli oggetti, riuscire a dare loro vita, valorizzandoli come in una mostra.

Durante i lavori di risanamento di Casa Campanelle, quando le porte in legno giacevano ancora nella bottega del restauratore, le avevo sostituite con drappi color avorio, trattenuti da cordoni importanti di passamaneria realizzati in broccato, il mio tessuto preferito, una vera e propria scultura a bassorilievo che grazie all’effetto modulatore della luce, regala eleganza e preziosità agli ambienti. Ancora oggi amo questa soluzione per proteggere le porcellane sistemate in una nicchia o per ingentilire il rigore degli stipiti in pietra dell’accesso ad uno stretto corridoio.

L’importante, come nell’esempio sopra, è rifinirli sempre con della passamaneria di qualità, perché sappiamo bene che la chiave della vera bellezza sta nel dettaglio.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – le ciel dans une chambre carla bruni http://www.youtube.com/watch?v=zThpF8WrieQ

Se un appuntamento al buio, s’illumina d’immenso

Perché non prendersi il Tempo di andare a visitare la bottega di un artigiano, per sorprendersi e realizzare che tutt’altro è di un luogo buio e disordinato.

Ho scelto per voi un luogo di luce, di ispirazione, ovvero il laboratorio di un’orafa artigiana, Orietta Bomè.

Orietta è chi, in Trentino, crea gioielli per “fare cultura”, partecipa a mostre internazionali e grazie alla collaborazione di artisti, critici, curatori e collezionisti, contribuisce a mettere a punto nuove idee e progetti d’avanguardia per riportare il gioiello alla ribalta dell’arte contemporanea.

Allieva di Giancarlo Montebello, nel 1999 inizia il proprio apprendistato di progettazione orafa e di modellistica. Dal maestro ha appreso gran parte delle conoscenze di costruzione e progettazione, e il rapporto con lui stabilito, che continua ancora oggi, costituisce l’esperienza fondamentale da cui deriva l’orientamento di una ricerca tesa all’equilibrio delle forme, che trova conferma del valore del progetto basato sulle funzioni, sulle soluzioni e soprattutto sulla loro variabilità. In prevalenza è l’oro il materiale preferito, che nelle ultime evoluzioni viene sapientemente accostato al plexiglass e alle vernici, dando vita ad innumerevoli mutazioni dello stesso principio.

Entrare nel suo laboratorio è come rispondere ad un appuntamento con l’arte, ed in questo caso, con il gioiello contemporaneo. Si cerca qualcosa di prezioso e di assolutamente unico, per un’occasione speciale o per una persona speciale. Per se stessi.

E in questo luogo così luminoso ed illuminato, si saprà godere del tempo trascorso ad osservare, scegliere ed indossare i gioielli creati da Orietta.

Per ispirazioni contemporanee.

Trovi Orietta Bomè in via Roma 2/a a Tione di Trento tel. 0465.322382

 

 

Foto di Francesca Canapa

Associazione Gioiellodentro www.gioiellodentro.it

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