Con ritmo adagio

Ci sono luoghi per ritrovarsi e per ritrovare un ritmo di vita ormai perduto. Lo abbiamo visto con l’antica segheria veneziana e con la vecchia fucina.

Oggi respiriamo l’atmosfera di un mulino ancora in uso. L’incontro con il vecchio mugnaio è un viaggio nel passato, ottantacinque anni trascorsi al mulino, una vita con ritmi ben scanditi, un rapporto particolare con l’acqua.

Racconta capitoli della sua storia con la passione di chi ha sempre creduto nel proprio lavoro, anche e soprattutto nei momenti di difficoltà.

Ciò che si respira è la forza di una famiglia che ha saputo tramandare un lavoro, una tradizione, dei segreti. E questo è stata la loro forza e la loro eternità. In questo luogo, proprio perché sono stati il “sangue” e la passione ad unire le varie generazioni di mugnai, tutto si è conservato nei secoli, originale, vero, autentico.

E’ solo l’acqua che scorre all’esterno, l’unica cosa diversa da se stessa, da sempre. L’acqua scende incanalata nella gora (canale) e nella doccia (canale in pendenza) costruiti in larice. Fanno funzionare le due ruote, una per macinare e per muovere i palmenti della tramoggia, una per la pulizia e per muovere il ventablo.

E’ facile immaginare la storia ed il percorso di quest’acqua che inizia da una sorgente, per poi scendere attraverso i boschi, con ritmi diversi, un altissimo salto di una cascata o il languido corso di un ruscello.

Il ritmo scandito dal passaggio dell’acqua all’esterno del mulino si rispecchia eccezionalmente nell’attività interna della struttura. I suoni e i rumori si intercalano e si ripetono inesorabilmente all’infinito.

E’ facile chiudere gli occhi e sentire questa “sinfonia”, ritrovandosi.

 

TESTO – ds ispirata da “Memorie d’Acqua” (Donatella Simoni, Roberto Vacis – Provincia autonoma di Trento)

FOTOGRAFIA – ds da Roberto Vacis in “Memorie d’acqua”

MUSICA – adagio in G minor albinoni http://www.youtube.com/watch?v=CZ_xL3GusHw&feature=fvwrel

 

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Artigianato tecnologico sull’acqua

E’ il momento. Te lo senti dentro. La scenografia, che sia essa lago, mare o oceano, fa da cornice ad una simbiosi perfetta tra acqua e aria. Poi ci sei solo tu e la tua tavola, un legame che inizia quando la vedi la prima volta, ancor più quando la immagini prima che le abili mani di un artigiano la realizzino.

C’è qualcuno sul Garda, capace di concretizzare l’oggetto dei tuoi desideri, la tua compagna ideale di queste avventure. Basta pensare che in tutta Europa sono solo in dodici che sanno costruire artigianalmente tavole da surf, per comprendere l’esclusività di questo mestiere, dove manualità ed innovazione lo trasformano in un’arte.

Si tratta di un artigianato tecnologico, evolutosi negli ultimi anni in tecnica della progettazione e nella costruzioni di queste attrezzature puntando principalmente ad un obiettivo: realizzare tavole sempre più leggere.

Il prodotto è di altissimo livello, riservato esclusivamente ad un cliente estremamente esigente. Le tavole vengono realizzate su misura, utilizzando fibre di carbonio sottovuoto. Per una tavola ci vogliono 40 ore di lavoro dalla progettazione alla lavorazione, poi il prototipo viene testato nella zona settentrionale o meridionale del Lago, a seconda delle stagioni.

Una passione che nasce da lontano, dopo il lavoro di carrozziere, portando via un pezzo di tavola rotta lasciata sulla spiaggia del Lago da un famoso surfista e portandolo nel laboratorio di un amico orefice. Erano solamente degli strati di fibra di vetro con anima in polistirolo. E’ nata così la sua prima tavola che dopo le prime prove in acqua, lo ha catapultato irreparabilmente nel mondo del windsurf.

Lo spirito che anima questo artigiano è unico, investire sull’esperienza acquisita e sperimentare nuovi materiali e metodologie. E poi c’è l’attenzione verso il nuovo ma sempre in linea con le tendenze del mercato. Accanto al lavoro artigianale, dove il progetto di una tavola rasenta la maniacale perfezione – la tolleranza di errore nella simmetria di queste tavole è di un solo millimetro – c’è l’utilizzo delle ultimissime tecnologie e metodologie di lavoro.

All’interno del laboratorio, le tavole sono esposte come quadri in una pinacoteca. Materiali, forme, colori. Sono opere d’arte. La loro unicità, il loro valore, li puoi percepire e vedere. E’ facile comprendere che per questo artigiano, realizzare e vendere una tavola significa vivere e condividere delle emozioni.

 

TESTO – ds da “Memorie d’acqua”

FOTOGRAFIA – ds da Roberto Vacis

MUSICA – Nobody Rides for Free Ratt http://www.youtube.com/watch?v=pkFnLwqACt4

 

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