Egg Dream

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THE EGG™

ARNE JACOBSEN 1958

Arne Jacobsen designed the Egg™ for the lobby and reception areas in the Royal Hotel, in Copenhagen. The commission to design every element of the hotel building as well as the furniture was Jacobsen’s grand opportunity to put his theories of integrated design and architecture into practice. The Egg is one of the triumphs of Jacobsen’s total design – a sculptural contrast to the building’s almost exclusively vertical and horizontal surfaces. The Egg sprang from a new technique, which Jacobsen was the first to use; a strong foam inner shell underneath the upholstery. Like a sculptor, Jacobsen strove to find the shell’s perfect shape in clay at home in his own garage. Because of the unique shape, the Egg guarantees a bit of privacy in otherwise public spaces and the Egg – with or without footstool – is ideal for lounge and waiting areas as well as the home. The Egg is available in a wide variety of fabric upholstery as well as leather, always combined with a star shaped base in satin polished aluminium.

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As Nicole

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Gloves of Nicole Kidman in “Grace of Monaco”

by Maison Fabre

L’attimo raccolto (del sabato)

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Abbandonarsi ad un sogno. On the “Barcelona” (Mies Van der Rohe by Knoll), ore 10

Una spremuta ad arte

Il valore di un’icona senza tempo, di un vero bestseller, è dato anche dalla sua capacità di reinventarsi. Dopo 170 anni di storia il calice Harcourt di Baccarat ha incontrato una nuova funzione, quella di spremiagrumi grazie a Guillaume Noiseux, giovane studente dell’ECAL. E il mito si rinnova.

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Paradigmi di stile

fotoDal più alto del tacco discende a terra una campata di ponte inclinato o toboga capovolto, la parte della suola che non tocca mai il suolo e si conserva lucente e nuova, rigida nel portamento, flessuosa nei contorni, intatta come fosse intangibile.

E’ questa la zona della scarpa più sconcertante, che nasconde una perenne giovinezza là dove meno lo sguardo può raggiungerla, e ispira alla mente una leggera vertigine, come il dritto che diventa rovescio nell’anello di Moebius.

Dal rovescio si torna a passare al dritto con la cupola della punta, che è la parte più in vista dall’alto e di fronte, prua e polena, e come tale esprime lo spirito della scarpa, l’immagine che essa inoltra al mondo; ma è anche la parte più direttamente e saldamente attaccata alla terra, come per riceverne forza e una fierezza ostinata, quasi proterva. La varietà delle fiancate e staffe e cinghie corona la scarpa in un disegno aereo in cui i vuoti occupano più spazio dei pieni, come il sartiame di una nave…

Italo Calvino

Memento

1965. Lampada da tavolo “Pipistrello” per Martinelli Luce by GAE AULENTI

photo by arredamento.it

Ai piedi della “new Bond Girl”

 
C’è Tod’s, il Tod’s boot in pelle e camoscio della collezione Autunno-Inverno 2012-13, ai piedi della nuova “Bond Girl” Berenice Marlohe durante il photo call per la premiere del nuovo film di 007, Skyfall, in uscita a fine Ottobre nelle sale italiane.
 

Paradigmi

 
AMELIA EARHART
 
“La donna che può inventare il suo lavoro è la donna che otterrà fama e fortuna
(dedicato alle donne che sanno volare alto)
 

Baguette, encore

Nata nel 1997, la borsa Baguette è uno degli accessori più emblematici della maison Fendi. Indossata sotto il braccio, come il pane francese, la Baguette è stata eseguita in oltre 700 modelli. Per celebrare il suo 15 ° compleanno, Silvia Venturini Fendi, direttore creativo della casa di moda italiana, ha firmato un libro pubblicato da Rizzoli che racconta la storia dell’iconica borsa diventata uno degli accessori più importanti di questi ultimi tempi, fregiata del Fashion Group International Awards sezione Accessory che Fendi ha ricevuto nel 2000.

Con 250 foto a colori e alcuni contributor d’eccezione come Banana Yoshimoto, Paola Antonelli e Sarah Jessica Parker, questo catalogo presenta la sorprendente varietà di borsa Baguette, alcune semplici e discrete, altre preziose, ricamate o in pelle di coccodrillo, altre ancora in edizione limitata create da artisti come Damien Hirst, Richard Prince e Jeff Koons.

Nell’immagine, il modello in cashmere, personale vintage 1998 di T&M.

Io e Bernardo Bertolucci

Un giovane regista-scrittore, Ivan Cotroneo (suo il recente La Kriptonite nella borsa) incontra per Marie Claire un mito vivente del cinema, Bernardo Bertolucci. Complice una prossimità spirituale e fisica (sono vicini di casa), l’autore di Ultimo tango a Parigi, racconta il suo nuovo film, che segna una svolta: Bertolucci torna a raccontare una storia adolescenziale, quella tra i fratelli del romanzo di Niccolò Ammaniti, Io e te. «So che da me si aspettavano una passione incestuosa – confessa Bertolucci – ma l’amore di due fratelli che si riconoscono è molto più forte. Ciò che mi piace molto è l’amore fra di loro, che è proprio un amore tra fratello e sorella. L’incesto è un percorso più breve, rapido, selvaggio, questo è un percorso più profondo». Gli attori protagonisti della pellicola sono due giovani talenti: Jacopo Olmo Antinori e Lea Falco. «Jacopo – Lorenzo nel film – è proprio quello che si dice un attore nato. Devi dirgli tre parole e capisce immediatamente il sentimento di quello che gli chiedi, ed è perfetto nella tecnica. Forse a quattordici anni hai qualcosa di speciale, il cervello è incredibilmente vorace», speiga il regista. E aggiunge: “Voglio che il film emozioni. Per questo c’è molta musica, e Lorenzo la balla disteso sul letto. Proprio come farei io».

Il lavoro sul libro è stato fatto insieme ai suoi sceneggiatori, Niccolò Ammaniti, Umberto Contarello, Francesca Marciano. «Ho cambiato il finale. – racconta Bertolucci – L’ho detto subito a Niccolò, quando ho letto il libro. Mi piace molto il tuo romanzo, ma non il finale. Non mi piace che i personaggi dei tossici vengano uccisi dall’autore, dal romanzo».

E sorridendo confessa: «Ogni volta si ricomincia. Si è sempre un po’ dei debuttanti. Sono passati dieci anni da The Dreamers, e non so quanti da quando ho girato un film in italiano. E sono contento di averlo fatto ora. Poi qui ci sono i Parioli, via Lima, via Panama dove non avevo mai girato. È un’avventura tutta nuova… Un primo film».

(Si ringrazia Hearst Magazines Italia, foto da listal.com)

Tod’s Project “Heroes and Dreams”

La collezione Tod’s T Project nasce da una filosofia di vita e da valori alti, raccontati dal progetto “Heroes and Dreams”. Prodotti di altissima qualità celebrano la vita di eroi di ieri e di oggi, che hanno scelto di condurre una sfida quotidiana sotto il segno di virtù senza tempo.

Mohammad Alì è l’eroe che incarna il progetto “Heroes and Dreams” per la stagione primavera/estate 2012. Mito che fonde realtà e leggenda, Alì è il primo personaggio di una serie che accompagnerà il viaggio di Tod’s T-Project  tra le figure che hanno realizzato un sogno.

“I campioni – ha dichiarato Alì – si fanno con qualcosa che hanno nel loro profondo: un desiderio, un sogno, una visione”. La sua capacità di rendere concreti quei desideri ha reso il pugile statunitense un’icona conosciuta in tutto il mondo, i cui valori sono sempre attuali. La collezione Tod’s T-Project racchiude la stessa volontà nel  tradurre in realtà una visione, un talento, un ideale.

L’altissima qualità che contraddistingue da sempre i prodotti Tod’s e le tecniche più innovative vengono unite in un mix che, attraverso l’utilizzo di pellami morbidissimi ed elastici, riesce a dare una nuova interpretazione dello stile urban-casual. Un’esclusività che racchiude in sé i valori di Tod’s: visione di stile, talento nella lavorazione della pelle, ideale di eccellenza. Questo incontro crea una collezione pensata tanto per la vita quotidiana quanto per il meeting informale o per il weekend in campagna.

Il modello allacciato, grazie all’aspetto grintoso, rappresenta una nuova interpretazione del tempo libero: leggero e flessibile, è proposto in suede con dettagli in pelle. Il fondo è contraddistinto da una suola in gomma leggerissima e da una forma accattivante ed atletica, che con il materiale bicolore crea un look urbano.

L’aspetto  artigianale, che da sempre contraddistingue il marchio Tod’s, viene reinterpretato in chiave moderna, così da rendere la collezione Tod’s T Project un riferimento per chi ama i prodotti di buon gusto e di altissima qualità, la praticità e i dettagli raffinati. In altre parole, per chi esige uno stile inconfondibilmente Made in Italy.

Per approfondire: www.tproject.com.

(Si ringrazia Jarvis Macchi, TOD’S Digital PR)

Barcelona

Ci sono masterpieces che da soli valgono uno spazio. Vuoi per la storia di chi li ha realizzati, vuoi per la loro fama, innegabilmente per il loro fascino. E un’anima fatta di carne. Personalmente ritengo che questi meravigliosi oggetti abbiano bisogno di brillare di luce propria, quindi, di uno spazio vocato loro. Perché sono personalità forti, egocentriche, attirano l’attenzione e di questo ne godono.

E’ il caso di uno dei pezzi storici del design internazionale, il letto da giorno Sommier Barcelona di Ludwig Mies Van Der Rohe, architetto e designer tedesco formatosi nello studio di Peter Behrens (come Gropius e Le Corbusier) e cresciuto negli influssi del De Stijl. Autore non solo di costruzioni rivoluzionarie ma anche di mobili come sedie e poltrone di estrema raffinatezza ed eleganza.

Nel 1953, Knoll acquisì i diritti di produzione della Collezione Barcelona,  che comprende oltre il Sommier, la Poltrona Barcelona, la Poltrona Barcelona – versione Kid e il Tavolino Barcelona. Il logo KnollStudio e la firma di Ludwig Mies van der Rohe sono impressi sulla struttura di ogni singolo prodotto.

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