Primizie d’autunno

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Tronchetto must have.

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Lui era un businessman con un’idea in testa

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Fresco d’estate

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Piccoli ingegneri crescono

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Il “mio” uomo Tod’s

A Villa Necchi, nell’ambito della MFW, è stata presentata la nuova collezione Tod’s Uomo Autunno-Inverno 2014/15.

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Ho incontrato un uomo intento a completare il suo guardaroba di gentiluomo in movimento, classico e moderno, raffinato e pratico.

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Un carattere acceso e un’eleganza formale: l’uomo secondo Tod’s vive di dinamicità e impegno secondo i dettami del vero stile italiano.

IMG_3634Il guardaroba maschile. Un abito in tweed da indossare con una scarpa suede, per chi viaggia. Una giacca in pelle pregiata e morbida di alta qualità, lavorata nei dettagli artigianali della tradizione Tod’s. Un blazer in velluto sopra un dolcevita, pantaloni scuri in suede, per la sera in un salotto nobile, tra un continente e un altro.

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Non esiste un look, non esiste una moda: esistono capi senza tempo, dal sapore italiano. Capi dal carattere così deciso che l’uomo Tod’s può mescolare come vuole, con un gioco di stile. Non si tratta solo di guardare, ma di sentire.

IMG_3674 IMG_3680 IMG_3671 IMG_3670 IMG_3669 IMG_3667 IMG_3656 IMG_3651 IMG_3650 IMG_3646Raffinatezza e praticità: questa dualità, oggi più che mai, è il simbolo di Tod’s. La cura essenziale del dettaglio, l’artigianalità più nobile del Made in Italy, i materiali dal pregio estremo: dalle pelli ai camosci, dal cachemire ai velluti, alle lane pettinate, applicati alla funzionalità di un design d’avanguardia, ai sistemi multitasche, alle soluzioni sfoderabili e scomponibili.

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Questa nuova collezione maschile di Tod’s è dedicata a chi cerca la qualità prima di tutto, nel vestire e nel vivere. Un uomo forte del proprio stile e della propria cultura italiana. Un uomo che sa coniugare tradizione, buon gusto e passione sempre con un’attitudine contemporanea, proiettato nel futuro.

Il Winter Gommino 2014. Evoluzione del modello iconico di Tod’s, le sue linee diventano più veloci. La nuova forma celebra la morbidezza dei pellami, risultato di un design senza tempo che unisce tradizione e innovazione. Si tratta di una rivisitazione in chiave ultra leggera della scarpa leggenda.

IMG_3688La Script Bag, (collezione Double Stripe) La borsa pensata per gli attori che giungono sul set in ogni parte del mondo, dove portano anche i fogli della sceneggiatura sui quali hanno studiato la parte. La Script Bag di Tod’s è il modello ultimo della linea Double Stripe. Il disegno, raffinato e pulito, è disposto per una funzionalità precisa con mini tasche e una doppia utilità: due paia di gemelli prevedono la movibilità di una cartella interna che diventa una borsa a se stante. Per chi, una volta arrivato a destinazione, vuole muoversi più leggero per i suoi appuntamenti di lavoro o nel tempo libero, portandosi dietro solo lo stretto necessario. I colori hanno contrastati accesi. Sul fondo, come gioco di signature e di legittimo orgoglio, appare il gommino della scarpa Tod’s.

IMG_3662Passport. La linea di giacche Passport evoca le infinite atmosfere del viaggio. Realizzata con la migliore pelle Tod’s: vitello, camoscio vellutato, nabuccato, lavorate secondo un savoir faire artigianale che si tramanda da generazioni. Tradizione e innovazione, ancora, convivono insieme: nasce il border, un tessuto robusto quanto un panno cerato, che per paradosso è ottenuto accoppiando due elementi morbidi: una flanella di lana e un cotone garzato.
Il design è tecnico e i tagli decisi, veloci. Le imbottiture sono sfoderabili, fisse, o scomponibili. Una giacca dal sapore eterno, quella che si ritrova sempre in ogni armadio: la giacca con cui si parte per ogni destinazione.

fotografie donatella simoni, testo ufficio stampa Tod’s

L’arte in testa

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“Farsi tagliare i capelli è un’esperienza decisamente intima. Prendo molto sul serio la fiducia che i miei clienti ripongono in me.”

David Mallett è considerato il miglior parrucchiere di Parigi, colui che riesce con la sua arte a far convivere il paradosso della ricerca del fascino assoluto con un senso acuto della praticità e della naturalezza, con un occhio di riguardo alla personalità di ogni singolo cliente e al suo stile di vita.

Il suo salone si trova al numero 14 di rue Notre Dame des Victoires a Parigi, all’interno di un antico palazzo del XVII secolo, dove in 400 m², eleganza e diversità vengono coniugate in uno stupendo mélange di creatività e design stilistico e dove il cliente viene accolto in un’atmosfera unica di lusso e privacy. Un ambiente frequentato da modelle, stilisti rinomati e celebrità.

Nel corso della sua carriera, David Mallett ha lavorato con i fotografi, gli stilisti e i designer più famosi del mondo della moda, oltre che per le riviste più prestigiose. La sua visione creativa e la sua innovazione tecnica hanno contribuito ad alcune delle immagini più iconiche di marche di lusso come Chanel, Dior e Givenchy.

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WILLIE NELSON & SONS

photographed by David Clinch

for John Varvatos

Come un dandy cinese

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Il gentleman cinese indossa un abito di lana “sale pepe”, Paul Smith; camicia di cotone button-down, Polo Ralph Lauren; maglia di lana, Falconeri; occhiali da sole, Carrera by Safilo; cravatta di seta, Paul Smith Accessories; pochette di seta, Ermenegildo Zegna. Il gentleman cinese è interpretato da Luca Roscini e fotografato da Ugo Richard su Style Magazine (Luglio/Agosto 2013).

Paradigmi

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Oscar Tiye collection

photo by iodonna.it

Paradigmi

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 photographed by Camilla Akrans for Vogue Japan (April 2013)

Paradigmi

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fotografia tratta da L’Officiel Italia (n. 4 giugno)

L’ispirazione del giorno

dL’anno del Blu Cina. Colore “principe” della moda primavera/estate, non abbandonerà l’eleganza delle  pre-collezioni autunno/inverno 2013-14. Il Blu, per molto tempo ancora, riscriverà i classici dell’eleganza: protagonisti i capisaldi del guardaroba come giacche, cappotti, abiti, pantaloni e accessori. La ricchezza di contenuti risiede nei sapienti tratti stilstici dei creatori, nelle trame dei materiali, nel valore della tradizione dei brands. A noi rimane il ruolo dell’interpetazione e l’epilogo non potrà che essere molto, molto personale.

 

Capri, stile Impero Couture

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È l’Isola di Capri il suggestivo scenario che fa da cornice alle riprese del nuovo spot televisivo Impero Couture che vede come protagonisti i celebri attori della serie “Beautiful” Katherine Kelly Lang e Ronn Moss, testimonial della Maison. Le riprese e lo shooting fotografico, con l’esperta regia scenica di Diego Santangelo Studios, si sono svolte nelle aree più affascinanti dell’isola: i Giardini di Augusto, i Faraglioni, Pizzolungo, la Fontelina, l’Hotel La Residenza e la storica Villa Bismarck. Il mood della nuova campagna pubblicitaria trae ispirazione dalla storia d’amore tra l’icona di grazia ed eleganza Jacqueline Kennedy e il famoso magnate greco Aristotele Onassis.

Le stanze dei bottoni

 

IL BOTTONE, ARTE E MODA

dal 16 dicembre al 7 aprile 2013

Musei Mazzucchelli,  Ciliverghe di Mazzano (Brescia) 

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Ai Musei Mazzucchelli una grande mostra sulla storia del bottone, a cura di Franco Jacassi. (Forse la più grande mai concepita al mondo). Perché viene allestita in un ‘Museo della Moda’ in Italia? Non solo perché la moda italiana è leader, ma perché vantiamo in Italia la più importante filiera produttiva in questo settore, dai tessuti agli accessori, alla confezione. Soprattutto per quanto riguarda il bottone l’Italia ha una lunga storia, ma anche una presenza produttiva che tuttora è la più importante al mondo, malgrado la crisi. Non sarà quindi solo una mostra storica o per collezionisti, ma anche una storia del bottonificio italiano legato alla moda.

In mostra sarà esposta la collezione di Franco Jacassi, composta da oltre 10.000 bottoni rappresentativi dei vari stili ed epoche, dal Secolo XVIII fino agli anni Novanta del Novecento. Inoltre pannelli didattici sui principali e svariati materiali con cui sono stati prodotti i bottoni. Infine, per dare una visione complessiva, una storia del bottonificio italiano che mette in risalto il lavoro dei nostri artigiani e dell’industria italiana del bottone.

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IRIS VAN HERPEN

photo by rmo-comms.com

Soluzioni strong per un periodo dark

Il tuo cuore sta attraversando un periodo dark? SS13-SW08301_02_c_400

Peeptoe lussuosa pitonata arricchita da un piccolo teschio in strass sul davanti.

Il periodo è extra dark?

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Giacca biker in pelle con maniche rimovibili e stampa di pantera a fiori con strass sul retro.

Per tutte coloro che, a questo punto, sognano un periodo dark: Philipp Plein

Elle Luxe, pages to dream about

E’ in edicola ELLE LUXE, il nuovo album dei sogni di Elle, dedicata al bello estremo.   

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«Il lusso fa sognare, ci fa interagire coi nostri desideri. Non è poco, ecco perché abbiamo creato Elle Luxe», dice Eugenio Gallavotti, vicedirettore che evoca, nel suo editoriale, anche Coco Chanel: “Il vero lusso suscita ammirazione, non invidia”.

ELLE LUXE risponde a una domanda globale di prodotti di lusso e a un bisogno di bello estremo, ponendosi come link tra il sogno e la vita reale. Un magazine che parla di eccellenza ed esclusività, pensato per una donna internazionale e metropolitana, con una forte sensibilità al brand e alla qualità.  ELLE LUXE racconta storie di moda e bellezza, accessori e oggetti personali; storie di icone moderne e principesse contemporanee, di grandi marchi e piccoli piaceri.

Nel primo numero di ELLE LUXE: un servizio Haute Couture; un’intervista esclusiva a Goga Ashkenazi, neo-proprietaria e direttrice creativa di Vionnet, che per la prima volta apre le porte della sua casa milanese; la storia della businesswoman cinese Shaw-Lan Wang che ha costruito un colosso editoriale nel Sud-est asiatico prima di partire alla conquista dell’Occidente, acquistando la Maison Lanvin. ELLE LUXE entra nel meraviglioso palazzo del ’700 di Van Cleef & Arpels per insegnare a riconoscere le pietre preziose, indossarle, adattarle al proprio stile e attraverso le parole di  Pierre Rainero, direttore immagine, stile e patrimonio di Cartier, spiega come il lusso esplori la nostra capacità di andare sino in fondo e di metterci alla prova. Nell’inserto gioielli, impreziosito da un carta di grammatura più importante, i pezzi più straordinari dell’Haute Joaillerie. Inoltre, le mete da sogno dei globe trotter del lusso e i pezzi più straordinari del 2013 tra moda, accessori, beauty e design.

Il carattere internazionale di ELLE LUXE è sottolineato dalla scelta dei testi in formato bilingue (italiano-inglese) e dalla sua distribuzione nei principali aeroporti e nelle edicole di Rio e San Paolo; Mosca e San Pietroburgo; Parigi; Principato di Monaco; Monaco e Düsseldorf; Londra; Ginevra e Zurigo; Boston, New York, Los Angeles, Miami, Chicago, Las Vegas, Huston; Istanbul; Singapore; Hong Kong; Dubai; Beirut; Tokio; Pechino e Shanghai; Seoul. 

Inoltre, in Italia e all’estero, al di là della tradizionale distribuzione nel circuito edicola, il magazine sarà presente in un network selezionato di hotel e boutique esclusivi, nelle principali mete dello shopping, nelle più importanti località turistiche invernali. 

La Dama e il Guanto

Antologia “da brivido” sul rapporto tra la Dama e il (suo) Guanto.

“Gli spazi del sonno nella notte……ci sei tu. Tu che sei alla base dei miei sogni. Tu che scuoti il mio spirito pieno di metamorfosi. Tu che mi lasci il tuo guanto quando bacio la tua mano.” Robert Desnos, 1926. (La Mano, il Guanto, Cristiana Cella. 1989, Idealibri).

“Fanno parte di ogni minima attrezzatura di base. Non c’è immagine di ladro che non sia guantata: gialli, neri, di maglia alla Diabolik, basta che siano sottili per non impacciare il lavoro, che richiede grande sensibilità. Proteggere l’anonimato della mano è fondamentale. Ma il ladro elegante e super attrezzato è forse uno stereotipo cinematografico.”  (I Guanti per rubare. Capitolo IX. La Mano, il Guanto).

Guanti da guida di Hermès, finitura Kelly, indossati da Charlize Theron durante il test di “Safe-Opening”.

“L’amicizia tra uomo e donna è cosa assai ambigua e scivolosa e questo aumenta il fascino del dono, che un tempo i cicisbei accompagnavano con queste parole: “Accettateli, mia signora, perché l’amicizia più vera si stringe attraverso un guanto”. (Il lecito e l’illecito. Capitolo VIII. La Mano, il Guanto).

How to Succeed at Murder. The Avengers.  La gentil fanciulla appartiene ad un club di signore dedite all’eliminazione fisica di vittime designate. Utilizzando solo armi di seduzione: calze, affilati stiletti, guanti ed un braccialetto con charms… speciali.

Dal Cinquantotto… al Sessantatré. L’epoca d’oro. Lunghissimi, dalle sofisticate tinte pastello…

… arrivando alle bellissime e spietate Dame dei nostri giorni.

Se nella notte un’ospite “indesiderata”…

Nella vita di tutti i giorni…

J’aurais pu intituler cette vidéo : “le temps d’une lecture” ou “voyage avec Oscar Wilde”
Il s’agit simplement d’une superbe rencontre, le temps d’un voyage en RER qui prend une dimension d’éternité, telle la belle élégante nous offre une partition superbe faite de caresses, frottements et autres délicatesses…
Gros plan sur cette rencontre, un jour d’été…

 

grazie a MM per la ricerca, il dono, l’ispirazione

Per un delitto perfetto

Jackie Python

Causse Gantier Paris

Ispirazioni dal passato

 … momenti, persone, manufatti, varie ed eventuali. Di classe. Per gentile concessione di un gentleman, del passato. L’Ultimo Gentleman. Il mio.

La copertina di uno dei miei Bazaar degli anni cinquanta. Lei in copertina…..

Le prove del Boss. Monumentali, Interminabili, Faticose.

Balenciaga, primavera prossima. Immancabili!

Borsalino a Verona. Piccolo e nascosto.

Aspinal of London. Bellissimi con il bottone in titanio.

Una rara copia di Ciprigna.

Un paio di guanti del millenovecentocinquantadue. Dior. Acquistati da Antique Boutique a New York nel millenovecentoottantasette.

Escoffier…..

Gaultier fece questo disco mix molti anni fa. Il retro era inciso……così……

Il candelabro scalda. Il candelabro illumina.

Guido Martinetti. Un amico che si può fregiare del titolo di gentiluomo. Educato e composto.

Il comodino. Il mio.

Vivier……magnifico.

Ohhhh….la mano guantata della leggendaria Anne Francis aka Honey West. L’affascinante detective degli anni cinquanta.

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Palter De Liso direttamente da una copia di Vogue del millenovecentocinquantasette. Mr. Mule….I presume…….

Una delle più belle vetrine viste nel quadrilatero. Sia per scenografia che per contenuti….trovo. Finalmente come un tempo, signora Miuccia!

Lei&Lui

Boy&Girl secondo DUVETICA

Boy & Girl è la prima collezione bambino e bambina dai 2 ai 12 anni di DUVETICA.

Una collezione di piumini realizzati, in 19 colori saturi, energetici e luminosi. Nessuna stampa, nessuna applicazione e soprattutto nessun logo, ma solo dettagli necessari per un prodotto dal design kid-friendly.

I capi offrono un comfort termico ideale, grazie all’utilizzo esclusivo di puro piumino d’oca francese. Sono realizzati con nylon di produzione francese e giapponese, brillanti e ultra leggeri, e accessori di altissima qualità. Disegnata sempre dal team delle collezioni adulto, la linea ne mantiene intatto il DNA ed è prodotta, con i medesimi standard, dall’azienda veneziana stessa, interamente in Europa e nel rispetto dell’etica del rapporto tra produttore e consumatore.

“Soft bubble” potrebbe essere il nome di questa linea nelle taglie baby; dal classico piumino al senza maniche, lungo anche con tasche applicate, con doppia banda sul cappuccio, tutti con zip in tinta o a contrasto come le fodere interne. Un’esplosione di colore contro il freddo inverno.


Per i più grandi invece, che non saranno più invidiosi dei genitori e sanno già scegliere, i modelli acquistano una linea più sportiva e vicina al fit della collezione adulto. Per la bambina il modello lungo più sottile in vita, per entrambe il classico con e senza maniche, lungo anche con tasche applicate, con doppia banda sul cappuccio, tutti con zip in tinta o a contrasto come le fodere interne.

La collezione autunno inverno 12-13 è venduta in esclusiva nel  pop-up-shop di DUVETICA Boy & Girl. Si può accedere dalla sezione “bambino” di yoox.com e dal sito DUVETICA.

Tod’s, la nuova Miky Bag

Nuovo design e materiali per l’icona di Tod’s lanciata con un video online.

La nuova Tod’s Miky Bag, una delle borse iconiche di Tod’s, si presenta per questa stagione Autunno-Inverno 2012/13 con un design completamente rinnovato, la cui versatilità ed eleganza sono svelate in un video.

La nuova Tod’s Miky Bag per l’Autunno-Inverno 2012/13 è presentata in quattro nuovi modelli e differenti materiali come pelle, coccodrillo e pitone.

Oggi come nel passato la Tod’s Miky Bag è un must have per molte celebrities come Jessica Alba ed Amy Adams.

Evergreen

Sulle orme di papà. Desert Boot Clarks Original. Da sempre.

A little gentleman

A little blazer for a little gentleman.

Beautiful things

                                                                                                                                                                     Décolleté cocco color blu, autunno/inverno 2012-13.

Tote Bag, una Tod’s per la Vogue Fashion Night Out

Per la Vogue Fashion Night Out, la notte di shopping e solidarietà che Vogue organizza in alcune città in tutto il mondo, il prossimo 6 settembre nella boutique di Via Spiga 22 a Milano, Tod’s ha realizzato una speciale borsa della sua collezione Tod’s Signature: una tote bag realizzata in nylon e neoprene, due tessuti impermeabili, con dettagli in pelle, caratterizzata da una riproduzione in 3D dello speciale pattern caratteristico della linea Tod’s Signature che ricorda il Gommino, simbolo iconico di Tod’s.Ecco la tote bag realizzata da Tod’s per la VFNO, disponibile nei colori blu, nero e mostarda.

Paradigmi

MICHAEL PHELPS

for Louis Vuitton

Penelope Cruz, Campari’s icon

Ecco le prime immagini dello shooting e del dietro le quinte del set fotografico del calendario Campari 2013. La protagonista è una straordinaria Penelope Cruz immortalata dal fotografo Kristian Schuller, all’interno di un palazzo d’epoca parigino. Atmosfere di grande sensualità grazie al sexy appeal dell’attrice spagnola e del rosso dei suoi abiti.

L’appuntamento è per l’autunno quando il calendario verrà presentato a Milano nel corso di un evento.

da ansa.it

“Forever Now” with Charlotte

Sono scattate da Inez Van Lamsweerde & Vinoodh Matadin, le fotografie in bianco e nero della campagna “Forever Now” di Gucci che ritraggono Charlotte Casiraghi in un’atmosfera disinvolta e naturale ricca di dettagli propria di una classica dimora. Dettagli, eredità di simboli del mondo equestre che hanno caratterizzato i modelli Gucci per generazioni. La campagna prende spunto dal morso in ottone che Guccio Gucci utilizzò per la prima volta sulle borse impunturate negli anni Cinquanta adottando la stessa tecnica usata per la rifinitura delle selle, prima di applicarlo come dettaglio sui classici mocassini Gucci nel 1953.

Per Gucci, lo stile e la classe innati di Charlotte Casiraghi ereditati dalla nonna, Grace Kelly.

photos by fashion.telegraph.co.uk

Vanity chair

La Vanità? Pretende di sedersi su una Peacock chair.

Vimini e glamour,  due parole che non sono mai andate d’accordo fino a quando è nata la sedia a pavone. Una sorta di trono esotico protagonista per decenni, di affascinanti scenografie della vecchia Hollywood.

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Regale ed elegante, è la rivisitazione della Windsor settecentesca. Di umili origini, è entrata alla corte d’Inghilterra per voler di Enrico III. Ma è diventata una star in America. La leggenda vuole che Thomas Jefferson abbia firmato la Dichiarazione di Indipendenza seduto proprio su una Windsor.

Reinventarla oggi, è un magnifico esercizio di stile per designer. Vanitosi & Indipendenti. (Pavo Real di Patricia Urquiola, Kora di Matteo Thun).

E la moda si pavoneggia. (Paul Schmidt, Agent Provocateur, Jean-Paul Gaultier)

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Oggi, dolce vita significa anche sedersi su una Peacock chair, in un antico giardino o in una veranda lussureggiante, leggere un capitolo di Vengo via con te. Storie d’amore e latitudini di Henry J. Ginsberg e viaggiare sognando.

Art tattoo al collo

Young  Horiyoshi III Single Gaze Scarf, Natural/Ink, Free Size

60% Silk and 40% Cashmere
Rectangular Scarf
Size: 110 cm x 200 cm

Dedicata a coloro che comprendono ed apprezzano l’art tattoo, questa sciarpa in seta e caschmere è una delle creazioni della leggenda vivente Horiyoshi III, il maestro giapponese che ha trasformato la sua  arte in una linea di capi di lusso, come t-shirts di manifattura giapponese, cardigan di cashmere, abiti tunica e sciarpe generose fatte dai filati più pregiati importati dall’Italia.

Solo applausi per “La principessa Blumarine”

Come un teatro, in un bosco. E’ l’affascinante scenografia che accoglie gli scatti di Settimio Benedusi per la nuova adv di Miss Blumarine, il brand più elegante e sofisticato dell’abbigliamento dedicato ai bambini. Un teatro itinerante all’aperto dove le bambine Blumarine si divertono ad interpretare il ruolo di principessa. Si esprimono con l’arte, la musica, l’eleganza. E’ un gioco serio, impegnato.

La collezione A/I 2012-13 dedicata alla bambina da Anna Molinari, scommette su nuove espressioni di stile, ricerca di materiali e di colori innovativi. A partire dal poetico connubio, per le occasioni speciali, di pizzo macramé e chiffon, di tessuto tecnico elasticizzato e pizzo. Principesse di un innevato paese delle meraviglie si ammantano di nuances del panna e dell’oro, di leggiadre piume, di reti laminate dorate e macramé, di morbide pellicce e di tulle  ricamati a grandi pois per gonne e abiti increspati da balze e da soffici bouclé di lana.

Un esprit bon-ton si declina in una serie di proposte nei colori del rosa e del giallo pastello con grandi check ricamati a fiori in rilievo mentre sulle T-shirt in jersey  compaiono stampe con teiera, tazzine e colorati cupcake. Giacche e pantaloni da cavallerizza si abbinano ad eleganti tessuti tridimensionali come il bouclé beige con nodini rosa, la Mongolia di maglia ed il tulle ricamato. Margherite e rose sbocciano su cappotti, abiti, gonne e top nei colori dell’azzurro e del grigio.

Gli scatti di questa campagna sono stati realizzati da Benedusi a Cape Town, South Africa.

“New York”, la borsa dall’appeal metropolitano

E’ “chic” e metropolitana la borsa New York proposta da Gherardini per la collezione AI 12-13 che si ispira alla città cosmopolita per eccellenza. Nata dalla rivisitazione di un modello vintage dell’archivio Gherardini degli anni ‘ 70, è realizzata in vitello liscio e arricchita da dettagli di gusto artigianale.

Proposta nel vivace tea rose, nell’intenso castagna e nel classico nero, colori declinati in tre modelli, dalla shopping bag al bauletto fino alla sofisticata postina. Quest’ultima, presentata anche in un colore multi che racchiude tutte la varianti colore proposte.  

Gherardini prosegue il suo percorso di stile attraverso il recupero di pezzi storici dall’archivio della maison, per rivisitarli in chiave moderna attraverso l’utilizzo di materiali pregiati e di lusso. La possibilità di riprendere ciò che in passato ha fatto sognare e di rinnovarlo, mantenendone i tratti fondamentali, è la base di un progetto di rilancio importante che il brand fiorentino sta affrontando con passione e dinamicità. Un patrimonio della moda italiana che ha accompagnato epoche diverse e che ha reso l’archivio Gherardini un vero e proprio museo della storia della pelletteria italiana. 

Il bel caldo deve ancora arrivare

Bady e Sanglier MONCLER

Questi sono i due modelli della nuova Collezione Autunno/Inverno 2012 Moncler scelti per la wish list di T&M.

Nella nuova collezione Moncler per la prossima stagione invenale, il duvet osa, sperimenta, cambia. E resta unico, fedele a se stesso. Sofisticato e femminile, in montagna come in città. Eleganti illusioni ottiche con stampe digitali trompe l’oeil, su fondi in lana o nylon simulano altri tessuti come il bouclé e il tartan o riprendono texture animalier. Una palette ipercolorate: verde abete, viola, rosso, arancio, giallo accanto a nero, antracite, bianco e riflessi bronzo e argento. Geometrie, lunghezze e volumi spaziano dalle linee più morbide ai fit più asciutti, nei giubotti corti, nelle field jacket, nei parka e nei cappottini tre quarti.

Avec Madame de la Fressange à Paris

Con Inès de la Fressange a spasso per il fantastico sito web di Roger Vivier.

Fashion&Boat Sharing

Sabato 14 luglio, giorno della Festa del Redentore, con una manifestazione dimostrativa nel Bacino di San Marco a Venezia, verrà inaugurata ufficilamente una flotta di 10 imbarcazioni realizzate  in collaborazione con Elan e Adria Ship, messe a disposizione della storica Compagnia della Vela da  DUVETICA,  brand specialista in piumini Uomo e Donna che propone un prodotto d’eccellenza riuscendo ad abbinare l’alta qualità nei materiali e nei processi industriali ad un design dalla forte caratterizzazione moda.

La Compagnia della Vela verrà dotata così, di una flotta di dieci imbarcazioni identiche tra loro, che verranno utilizzate per le scuole di vela avanzata, le regate di classe e una innovativa attività di boat sharing, rivolta ai soci della Compagnia e a soci degli Yacht Club di tutto il mondo in visita a Venezia.

Giorgio Orsoni, Presidente della Compagnia della Vela: «Grazie a questa iniziativa il nostro Circolo si pone all’avanguardia in Italia per un’operazione lungimirante come il boat sharing, già molto in voga nei Club anglosassoni. La flotta aumenterà senza dubbio l’attrattiva della Compagnia nei confronti di coloro che amano l’andar per mare e il confrontarsi in regata ad armi pari. I nostri progetti di diffusione della vela potranno concretizzarsi con più facilità grazie alla presenza di queste nuove barche». La Compagnia della Vela nasce a Venezia come Yacht Club Veneziano il 21 marzo 1911. Dalla prima sede provvisoria presso il Caffè Florian, si sposta presso l’attuale Hotel Bauer e quindi nella prestigiosa palazzina stretta tra la Biblioteca Marciana e i Giardinetti Reali, proprio davanti al Bacino San Marco. La diffusione della vela come sport e la custodia delle tradizioni marinare sono i valori che contraddistinguono il Club veneziano fin dai suoi albori.

Contestualmente all’evento inaugurale, l’edificio recentemente restaurato della sede della Compagnia della Vela, ex Officine Salesiani, ospiterà la mostra fotografica “DUVETICA e Venezia”. Un percorso raccontato attraverso i numerosi volti dei giovani testimonial delle immagini pubblicitarie del marchio, con scatti del fotografo fiorentino Alessandro Bencini, e curato dal direttore artistico di Duvetica, Paola Albizi. I ritratti selezionati, realizzati in palazzi storici e siti di archeologia industriale in diverse zone di Venezia, rappresentano una scelta precisa di raccontare il marchio attraverso volti, in primo piano rispetto al prodotto.

(Per testo e foto, si ringrazia And’studio – Ufficio stampa Duvetica)

L’Ora

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with Mariacarla Boscono

directed by Alessio Bolzoni

Fashion windows in Rome

Dior

Gucci

Valentino

Louis Vuitton

Prada

On the street… Palalottomatica, Rome

Ispirato (con tanta ironia) a The Sartorialist

Qui est Colette?

Tutti conoscono il concept store parigino Colette (213 Saint – Honoré), ma pochi sanno da chi prende il nome. Dalla scrittrice dei primi del Novecento? No, da Colette Rosseaux. Donna schiva e misteriosa che si è lasciata fotografare solo una volta (e soltanto per intercessione dell’amico Karl Lagerfeld) e che fa parlare per lei la figlia Sarah Lerfel, suo braccio destro, sua voce e, soprattutto, suo volto.

E naturalmente, la sua boutique: 700 metri quadrati su tre piani dove si concentra il meglio del meglio della creatività internazionale per quanto riguarda moda e bellezza, musica, editoria, design e hi-tech. Per approfondire, propongo un’intervista a Sarah Lerfel su The Excellent People.

 da MFLadies, foto da  madame.lefigaro.fr

E sarà ancora Sicilia

Dolce&Gabbana FW13 Men’s campaign by Mariano Vivanco

Dolce&Gabbana FW13 Women’s campaign by Giampaolo Sgura

Il signor Tod’s

I valori restano, il brand cresce.

La maestrìa di Tod’s nella lavorazione dei pellami più preziosi è emblema di eleganza e di scelte accurate; valori senza tempo che uniscono bellezza e modernità sottolineando l’importanza della propria tradizione e del Made in Italy. Ad incarnare tuto ciò è la nuova collezione primavera – estate 2013 per l’uomo, anche se davanti a tale eleganza risulta impossibile parlare di “uomo Tod’s”, è di rigore definirlo “il signor Tod’s”.

Il signor Tod’s accoglie i suoi ospiti nella splendida Villa Necchi Campiglio, nel cuore della bollente Milano della settimana della moda uomo.

Per la prossima Primavera – Estate, Tod’s, forte della sua tradizione artigianale del fatto a mano, ripropone per il suo signore, forme storiche del marchio, rivisitate con creatività attuale, pellami pregiati e colori vivaci.

Diverse le famiglie che compongono la nuova collezione, dal formale alla sportiva, passando per l’iconico gommino: tutte accomunate dall’altissima qualità che da sempre contraddistingue il brand.

Tod’s Riviera ad esempio, è una stringata in leggero camoscio che attualizza l’eleganza classica: una scarpa lussuosa e moderna, declinata nei colori del Mediterraneo,  in una palette cromatica che spazia dal blu al verde fino ai gialli e ai rossi più accesi. Curiosità: sono creazioni nuove, che “perdono” l’iconico gommino delle suole.

Il gommino non e’ più logo incontrastato di casa Tod’s. Infatti, nella collezione viene proposto in modo significativo, l’elemento “fascia”, presente su ogni borsa.

Bellissime quelle colorate e capienti.

Un masterpiece, il trolley in cocco. Preziosissimo, lussuoso.

Per la primavera, i polacchini in camoscio dell’inverno rivivono grazie a colori nuovi ed accesi; impalpabili e confortevoli bomber aspettando di venire abbinati al giubbino di jeans, azione must per la prossima stagione.

E’ comunque una collezione elegante, giovane e fresca, soprattutto negli accessori, come cinture “arcobaleno”, braccialetti intrecciati e alta pelletteria.

Eleganti intrecci che si ritrovano sulle stringhe di chiccosi mocassini e sulle astine della collezione di sunglasses.

Elegante, giovane e fresca è anche l’atmosfera che si respira a Villa Necchi. Dentro si osserva, si fotografa, si intervista. C’è anche Diego della Valle. Un’occhiata fuori. Intorno alla piscina, all’ombra, si parla piacevolmente. C’è happiness. E non c’è solo il signor Tod’s, c’è anche madame… che apprezza.

“Il signor Tod’s”, storyboard

E’ tutto pronto per la prima visione del film Il signor Tod’s, storia liberamente tratta dalla presentazione della Collezione primavera-estate 2013 Uomo di Tod’s, tenutasi oggi nella splendida Villa Necchi Campiglio nell’ambito della Settimana della Moda Uomo milanese. In anteprima, lo storyboard che racconta, attraverso il “sentiment” di TEMPI&MODI, l’atmosfera respirata oggi durante le riprese del “film”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A presto, per la prima.

 

E’ tornata la stagione del raccolto

Lina Sotis dalle pagine di Sette (Corriere della Sera) racconta: “La prima coda di cavallo che ho visto a New York era sofisticata, elegante, argentea, trattenuta da un nastro nero di seta che ricordava quelli anni 60 di Chanel. La indossava, sicura, una ragazza sui 70 anni, che usciva da quello che fu l’hotel Plaza prima di diventare il building delle case più eleganti di Manhattan. La signora salì sulla limu e scomparve nel traffico”.

Un nuovo trend molto chic che arriva direttamente da New York dove la portano indistintamente tutte le ragazze, dai 13 ai 93 anni, bionde, castane, bianche, mechate. Ovunque, per strada, al parco, al ristorante, a teatro, ai grandi magazzini, a casa, al lavoro, all’università; comunque, selvaggia, ordinata, raccolta; e dunque, bentornata coda di cavallo!

 da Lina Sotis (Sette), foto da roseinthewind.com

Paradigmi

ALBA GALOCHA

photo by soniapueche.com

Baguette, encore

Nata nel 1997, la borsa Baguette è uno degli accessori più emblematici della maison Fendi. Indossata sotto il braccio, come il pane francese, la Baguette è stata eseguita in oltre 700 modelli. Per celebrare il suo 15 ° compleanno, Silvia Venturini Fendi, direttore creativo della casa di moda italiana, ha firmato un libro pubblicato da Rizzoli che racconta la storia dell’iconica borsa diventata uno degli accessori più importanti di questi ultimi tempi, fregiata del Fashion Group International Awards sezione Accessory che Fendi ha ricevuto nel 2000.

Con 250 foto a colori e alcuni contributor d’eccezione come Banana Yoshimoto, Paola Antonelli e Sarah Jessica Parker, questo catalogo presenta la sorprendente varietà di borsa Baguette, alcune semplici e discrete, altre preziose, ricamate o in pelle di coccodrillo, altre ancora in edizione limitata create da artisti come Damien Hirst, Richard Prince e Jeff Koons.

Nell’immagine, il modello in cashmere, personale vintage 1998 di T&M.

Fantasie dal passato

Milano, anni dell’università. Le prime volte in Via Montenapoleone, lì si affina il Bel gusto. Nel giardino della moda è tempo di raccogliere un primo fiore. Oggi fresco nell’allure… come allora. Micro abito Missoni. Vintage.

Charlize & Kristen, sexy dark

 CHARLIZE THERON & KRISTEN STEWART

by Mikael Jansson (for Interview Magazine)

Charm in limited edition

Accessorio cult della stagione, il cappello con veletta Jil Sander è ora disponibile in esclusiva per l’eshop del brand in un unico colore bordeaux. Subito dopo la sfilata Primavera-Estate 2012, questo mix esplosivo di eleganza e vanità, era stato esaurito in tutte le boutique Jil Sander.

Un accessorio esclusivo che fa parte delle ultime creazioni di Raf Simons, che ha lasciato il suo posto di direttore creativo di Jil Sander nel mese di febbraio per riempire il vacante alla maison Dior dopo la partenza di John Galliano. Il cappello con veletta Jil Sander è stato indossato dalla top model Crystal Renn nell’editoriale del numero di maggio 2012 di Vogue Paris.

Una limited edition realizzata in collaborazione con uno dei più famosi hat designer al mondo, Stephen Jones, in esclusiva sul e-shop Jil Sander, a partire da domani.

ds ispirated by vogue.fr

Paradigmi

ELISA PALOMINO

photo by thedollsfactory.com

Paradigmi

STELLA MCCARTNEY

photo by style.com

Busta raccomandata

Impossibile non riceverla… in regalo, che sia da parte del proprio uomo o  da se stesse. Pochette in vera pelle realizzata artigianalmente. In questa tonalità aranciata, si abbina divinamente al denim, al turchese “moda” e al bianco. Da portare con assoluta nonchalance, in sintonia con una pump tacco 12 + plateau.

Paradigmi

BARBARA CASASOLA

photo by avenue32.com

Paradigmi

FRIDA GIANNINI

photo by youtube.gucciguilty.com

Ricordo di una fuga d’amore

Nuovissimi, ispirati alle chiavi elettroniche degli hotel di lusso, questi portachiavi da collezione aprono le porte di tutte le Maison Louis Vuitton del mondo. Accessorio quotidiano prezioso come il ricordo di una fuga d’amore.

Quartieri su misura

Un omaggio alla propria città natale: Milano. Lo fa Miuccia Prada con la collezione di calzature uomo su misura “Passeggiando per Milano”. Ogni modello porta il nome di uno dei quartieri della città: da Brera ai Bastioni di Porta Venezia ai Navigli. Prodotti di alta artigianalità realizzati a mano; fondo in cuoio; la tomaia è cerata e ingrassata per esaltare le finiture.

Nelle boutiques della maison sono già disponibili quattro modelli maschili in differenti colori: Brera, Navigli, Bastioni e Castello.

(photo by Alessandro Calascibetta)

Da avere. Assolutamente.

Dior Vernis in Nirvana 704

(il glamour ai miei piedi)

Da avere. Assolutamente.

Sneaker in formazione compatta, con borchie e dettagli metal.

1. Di pelle con dettagli laminati e zip, Cult. 2. Alte, di nylon e rete con platform, Ruco Line. 3. Stringate di pelle e suède, NeroGiardini. 4. Di vernice e pelle con tacco sagomato, Fornarina Sportglam. 5. Stringhe di raso per le scarpe di nylon e suède , Diadora. 6. Da basket, di pelle e jersey, Lotto. 7. Con borchiette di metallo all over, Hogan Rebel. 8. Di cuoio traforato con motivo a fiori, Geox Respira. 9. Di pelle martellata con logo metal, Louis Vuitton. 10. Alte, con strass e borchie applicate, Janet Sport. 11. Con inserti di tecnopizzo e dettagli silver, Nike. (Still-life Paolo Bramati, Servizio Francesca Ottaviani su D la Repubblica)

Rivivendo il Ritz

Checking Out:  Kate Moss At the Ritz Paris

photographed by Tim Walker

Miranda as Monica

Miranda Kerr x Terry Richardson for Harpers Bazaar

Il fotografo Terry Richardson ha recentemente immortalato Miranda Kerr a Brooklyn NY per la rivista Harpers Bazaar. Le fotografie vedono una straordinaria Miranda incarnare l’estetica degli anni cinquanta; in un video esclusivo girato sempre da Richardson, la top model interpreta Monica Vitti indossando una selezione di abiti di lusso di questa stagione.

E’ tutto QUI

Uno stile Forever

Lo stile di Gucci, ispirato al mondo equestre, incarna la stessa eleganza di oltre mezzo secolo fa, quando il fondatore Guccio Gucci lo propose per la prima volta. Oggi è sinonimo di bellezza senza tempo intrisa di fascino moderno. E per comunicare questo dualismo di classe, Gucci ha scelto Charlotte Casiraghi.

A partire da questa settimana la cavallerizza di successo, nonché “friend of the House” ormai da tempo, sarà protagonista della nuova campagna Gucci “Forever Now”. Nel corso dei prossimi due anni la campagna, ideata per celebrare le famose icone della Maison, vedrà Charlotte Casiraghi immortalata in una serie di scatti realizzati da quattro tra i più famosi e apprezzati fotografi del mondo. Si comincia questo mese con la prima immagine: lo shooting, che ha avuto come location una scuderia, è firmato dal celebre fotografo Peter Lindbergh. Evocativa e al tempo stesso delicata, l’immagine è un omaggio al nastro verde e rosso. E all’italian style.

Masterpieces spring-summer 2012 (seconda parte)

Happy spring-summer shopping!

Dolce far niente. Vernis Dior Nirvana n° 704.

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Parigi, Tod’s racconta “La pelle Signature”

Parigi, 5 marzo 2012 – Il materiale che identifica la collezione Tod’s Signature è l’essenza del lusso e della ricercatezza. la modernità delle tecniche di realizzazione, frutto di anni di ricerche, e l’esperienza artigianale di Tod’s hanno fatto nascere un pellame che esprime al meglio la cultura della qualità e del buon gusto italiano. Lo speciale effetto ispirato al gommino, impresso sulla pelle per abbinare una percezione unica ad un design prezioso, rende questo materiale un lusso, un piacere ed identifica con carattere un tratto distintivo di uno stile ben preciso e coerente con Tod’s. Tod’s racconta “la pelle Signature” nella bellissima cornice dell’ambasciata d’Italia a Parigi, per l’occasione invasa da effetti speciali.



Sono intervenuti alla serata: Andrea Casiraghi, le sorelle Courtin Clarins, Coco Brandolini, Jefferson Hack, Margherita Missoni, Eugenie Niarkos, Anna Wintour, Franca Sozzani, Stefano Tonchi e molti altri.

 

Nicole Kidman, madrina della serata, ha dichiarato: “Ho conosciuto il brand di Diego Della Valle quando avevo 17 anni e non ancora si chiamava Tod’s: già allora era simbolo di stile e qualità. E’ per questo che uso e ammiro i prodotti Tod’s da sempre: sono una mamma, e una donna che viaggia molto, scelgo borse e scarpe che possano accompagnarmi unendo qualità e funzionalità al buon gusto. Credo sia questo il segreto dell’eleganza e della femminilità: sapere quali sono i valori importanti, e scegliere prodotti che possano combinare questi valori”.

Si ringrazia Jarvis Macchi Tod’s Digital PR

Charlotte, Gucci horsebit icon

“Ho adorato la collezione che Frida ha pensato per me lo scorso anno, e amo questa nuova collezione ancora di più. Rappresenta il meglio dello sport e dello stile” commenta Charlotte Casiraghi, il nuovo volto di Gucci che testimonia con la sua classe regale, il livello qualitativo e l’eccellenza della maison italiana.

“Charlotte, con la sua passione per il salto ad ostacoli, interpreta con eleganza lo spirito di Gucci.  La nostra collaborazione nel definire lo stile della sua collezione esclusiva è stata guidata, ancora una volta, dalla necessità che i capi e gli accessori unissero funzionalità e glamour. La creatività e la ricerca, che c’è dietro questa nuova collezione, testimonia come Gucci sia sempre attento alla tradizione ma anche all’innovazione” risponde Frida Giannini, direttore creativo di Gucci.

Nell’anno in cui celebra il suo 90º anniversario, Gucci continua a rinnovare il suo legame con il mondo dell’equitazione e con la sua storia spesso ispirata al glamour sportivo, creando una nuova collezione da equitazione disegnata da Frida Giannini in esclusiva per Charlotte Casiraghi.

La collezione, che segue l’ispirazione della stagione precedente, comprende abbigliamento tecnico e accessori per le competizioni di salto e dressage. Tema ricorrente della nuova collezione è l’icona della coccarda, proveniente dagli archivi di Gucci, che Frida ha reinterpretato sui nuovi capi. Il motivo è ripreso da una spilla degli anni ’80, durante i quali Gucci ha collaborato con la Fédération Équestre Internationale (FEI) per sponsorizzare il “Gucci Trophy”, riconoscimento assegnato ai migliori professionisti internazionali di equitazione.  Nella sua reinterpretazione, Frida ha inscritto il simbolo con le iniziali di Charlotte Casiraghi, C.C., lo ha riprodotto e applicato su blazer, polo, bottoni, sottosella, coperte, cuffie e ha creato, appositamente per lei, anche una spilla. 

La splendida discendente della casa regnante di Montecarlo, oggi 25 enne, segue così le orme di Evan Rachel Wood e Natasha Poly, che hanno rappresentato in passato il celebre marchio di moda tricolore. 

Scacco al banale

La moda è omologazione? Non quella seguita da tempi&modi. E’ invece la moda che rappresenta l’arte della creatività, il frutto della fantasia ingegnosa e dell’artigianalità. Quella che ispira e favorisce la nostra creatività, la nostra fantasia, il comunicare chi siamo al mondo. E’ l’arma di cui disponiamo per coltivare la nostra personalità e per esprimere il nostro carisma. Per sfuggire la banalità ed inseguire l’originalità. In fondo, possiamo essere bianchi o neri, re o alfieri, regine o pedine, la verità è che siamo unici. E da questo dipende la nostra vittoria.

Design esclusivo, finiture artigianali, leggerezza e creatività. Loafers da giorno, sneakers in materiali pregiati come nabuk e lizard e suole in gomma studiate per mocassini più formali collezione Roberto Cavalli 2012. Da MFGentleman.

Moda e cinema, un legame sempre più intenso

Style Magazine di marzo. Un servizio di 12 pagine intitolato “The Artist” è ambientato sulla spiaggia di Alassio, evocando gli anni Cinquanta. Un’atmosfera da Dolce vita, pensando a Hemingway con il suo pappagallo, a Carlo Levi, a Gabriele D’Annunzio e ad uno chicchissimo Vittorio de Sica. Splendide ragazze, abiti bianchi, Panama.

Le bellissime foto del servizio (Michael Woolley) sono state estratte da un video girato sulla splendida spiaggia ligure con tre modelli, Katia Krivarota, Leopold Pesch e Stefano Sala, in 7 ore, durante il giorno piu’ corto dell’anno.

La tecnologia digitale video è ora disponibile ad una risoluzione talmente alta, che permette di estrarre le singole immagini dal video stesso. Così, le foto degli editoriali vengono oggi pubblicate attraverso diverse piattaforme mediatiche e spesso le immagini estratte da video hanno ormai la precedenza rispetto alle classiche foto.

Alcuni dei più grandi pubblicitari ora non scattano più singole immagini per le loro campagne, perché è il video che conta! Oggi, il fotografo è chiamato a lavorare piu’ come un regista, e i risultati sono movimenti più spontanei e naturali.

Questo è il futuro.

ds ispirata da www.themenissue.com

One plus One

“La moda oggi deve aprirsi a nuovi linguaggi e il cinema è la forma di espressione cui, da sempre, mi sento più vicino”. Queste sono le parole di Giorgio Armani con cui commenta la scelta di sposare il cinema per promuovere la sua collezione primavera-estate 2012. 

One plus One, e non c’è due senza tre. Abbiamo visto Louis Vuitton e Cartier ed ora è Re Giorgio che si affida per comunicare la sua arte ad un importante progetto cinematografico, nato dalla collaborazione con il regista Luca Guadagnino, già candidato all’Oscar con “Io sono l’Amore”.

One plus One è un “corto” di 3 minuti dalle grandi ambizioni: opera filmica e insieme, illustrazione in movimento della collezione Giorgio Armani.

Guadagnino racconta di essersi ispirato al cinema di Chantal Akerman per imbastire una storia di desiderio e suspence, riconoscendo con Armani un legame antico: “Ho formato il mio gusto anche sul suo straordinario lavoro”.

L’atmosfera è rarefatta, due amanti si inseguono, sospesi e inquieti, mentre sullo sfondo scorre la pianura fra Mantova e Cremona, i suoi magnifici edifici ricchi di storia, gli infiniti colonnati.

Le scene d’interni sono state girate nel Museo del Violino di Cremona, capolavoro dell’architettura razionalista lombarda mai usato come set cinematografico. Protagonisti Milou Van Groesen, Diego Fragoso e Viniccius Sales.

Buona visione!

A piè leggero

Quella che andiamo cercando è un’alternativa via di mezzo tra le scarpe classiche e le sneaker. L’importante è la leggerezza, perché smesse le doppie suole dell’inverno, aneliamo solo a morbidezza e comfort.

E la giusta risposta la troviamo nelle francesine di gran linea italiana. Stile Juve a Villar Perosa 19 anni fa, quando i piedi di Gianni Agnelli calzavano le stringate scamosciate e Giampaolo Boniperti (figlio di Giampiero) portava i mocassini.

Tomaie impunturate, suole antiscivolo, stringhe a contrasto su pelle, cotone e velluto. Severemente stringate ma flessibili e di consistenza piumacea, in vitello pieno fiore lucido, calzano a pennello e rendono confortevoli i lunghi passi di imprenditori e a.d.

Per le vie del centro di Milano è possibile incontrare Angelo Pecora, il sarto di via Borgospesso, che indossa le spectator, ovvero le allacciate bicolori stile anni Trenta, magari declinate in canvas écru e pelle come le propone Fratelli Rossetti. Per portarle come dio comanda, servono, un abito adeguato – un fresco di lana o un tessuto solaro – e la giusta allure, quella dell’attore tedesco-irlandese Michael Fassbender, ad esempio. Così agghindati c’è la concreta possibilità di venire immortalati da Scott Schuman (The Sartorialist).

Della stagione invernale non potevano rimanere che i must have, ovvero i Desert Boots. Come quelli proposti da Cappelletti, sfoderati, suola in para, adorati dai dandy per i buchini che corrono lungo i dorsi superiori tagliati al vivo e con uno sperone molto curato, una linguetta con l’interno in contrasto di colore e lateralmente rifinito con due travetti cuciti a mano. Oppure i classici ed intramontabili Clarks.

I più sportivi ed impazienti, quelli refrattari a perder tempo con le stringhe, si dirottano verso i classici ed amati mocassini modulati in più versioni: con i penny infilati nelle mascherine come usavano i preppy negli anni Cinquanta, o con nappine, amate dai dandy di mezzo mondo; con suole in cuoio e gommini Tod’s o in suède vellutato e nei colori gentilmente sfumati proposti da Cappelletti; in nabuk blu Savoia e bianco ghiaccio, con suola antiscivolo composta da “isole” di gomma a disegno copertone, le impunture, il rinforzo posteriore in tessuto tecnico che protegge il tendine d’Achille, di Pirelli PZero; e per finire, i modelli in seducente velluto, ad esempio quelli del fiorentino Arfango, dedicati ai piedi ultradelicati.

E allora via, per mille nuove avventure. A piè leggero.

ds ispirata da Maria Luisa Bonacchi su Style

Cina, estetica ispiratrice

Quel gigante dormiente come Napoleone amava definire la Cina, oggi è più sveglio che mai e non solo, ispira, grazie alla sua storia millenaria e ad un’economia ruggente, il cinema, l’arte e la moda di tutto l’Occidente. Oggi il Dragone si è insinuato ovunque: da Hollywood alle passerelle di Milano, Parigi e New York, dalla Saatchi Gallery di Londra alla Biennale di Venezia.

Ispirazioni. Dalla Cina estetizzata e quasi surreale degli imperatori, fino alla Shanghai del 1942 in pieno fermento politico. Oggi è la moda, più di ogni altra forma d’arte, a parlare cinese. I primi “conquistatori” di Shanghai, Pechino e Hong Kong sono stati i marchi del lusso, come Prada, Dior, Louis Vuitton e Ralph Lauren.

La prima ispirazione giunge dalla Cina degli imperatori, dove lo sfarzo e il lusso si respiravano nell’aria, dove ogni gesto quotidiano avveniva nel rispetto di rituali millenari e nello splendore di un mondo estetizzato, quasi surreale. Ecco che le tonalità del rosso, dell’oro cupo e del giallo dei palazzi sono i protagonisti delle collezioni, come quella di Manish Arora, mentre i colori della cospirazione, il blu e il verde, sono interpretati da kimono contemporanei indossati dalle protagoniste delle leggende, come le donne di Haider Ackermann. E ancora, la delicatezza dei decori Ming viene indossata da donne esili, eleganti e delicate come in un dipinto di Ni Zan.

Ma la moda non manca di ispirarsi anche alla Cina moderna, raccontando attraverso un’intensa esperienza sensoriale, le atmosfere fumose della Shanghai degli anni 30 e 40. Come la collezione di Ralph Lauren, profeta dello stile americano, che vive un viaggio immaginario attraverso gli ambienti frequentati dalle dame borghesi giocatrici di majoing.

Gli abiti di Marc Jacobs, i tubini rigorosi di Erdem e le stampe delicate di Cacharel, sembrano usciti dal guardaroba della Greta Garbo cinese, Madame Ruan Lingyu. E così gli accessori, rigorosi e preziosi, degni di un’icona di stile, come un collier in oro bianco e diamanti di Piaget e una pochette in satin e pietre dure di Bulgari, o ancora, bracciali antichi  House of Lavande e clutch in velluto con farfalla smaltata applicata di Sergio Rossi.

Così il nostro viaggio nella moda ispirata al Paese del Dragone termina nella Cina popolare, espressa nel capolavoro di Ang Lee, Lussuria. Nella Shanghai del 1942 occupata dalle truppe giapponesi, in uno scenario ricco di fermento politico, una giovane militante deve sedurre un potente governante collaborazionista.

E’ questa Cina delle eroine moderne, di giovani attiviste, in bilico tra ragion di stato e femminilità, che ha ispirato Giorgio Armani  e i suoi completi pantalone, preziosi, in lana double e seta, ma allo stesso tempo dalle linee nette e dai tagli rigorosi; è questa Cina dal sapore popolare che ha ispirato gli abiti ricamati di Miu Miu e le tute di Charles Anastase.

La primavera fatta di armonia e di colori che ha risvegliato il sonno del Dragone è la stessa che ci attende e che respireremo per molto tempo ancora.

ds ispirata da Samantha Primati su MFLadies

A-Secret, libri unici dedicati a tutti i sensi

Libri tessili, a tiratura limitata, dove ogni esemplare è un pezzo unico made with care, dove tutto è pensato, fotografato, scelto, assemblato e cucito a mano con tecniche di alta sartoria.

Contenitori di fotografie, pensieri e parole, oggetti, immagini, suoni e ricordi da cui emergono, oltre la straordinaria manualità dell’autore, anche il suo carattere da globetrotter e la lunga ricerca antropologica da lui condotta in ogni parte del mondo per cogliere attraverso la fotografia, l’anima segreta della gente e il vero genius loci dei luoghi visitati. Una serie di volumi monotematici dedicati a città, architetture, viaggi e artisti, distribuiti in spazi esclusivi come librerie internazionali e gallerie d’arte.

Stiamo parlando di A-SECRET di Enrico Frignani,  fotografo torinese di moda e pubblicità e responsabile creativo ed editoriale della rivista Neo-Head, un magazine di lifestyle, che non è solo lettura e sguardo, ma anche tridimensionalità di ogni oggetto. La filosofia è la stessa, cara a Frignani: allargare l’esperienza coinvolgendo tutti i sensi. Scrivere di qualcosa, ma anche far vedere e toccare qualcosa. Ogni singolo numero della rivista è differente da un altro. Dentro è possibile trovare cose raccolte in varie città del mondo, opere appositamente realizzate da artisti ed oggetti messi a disposizione dalle varie aziende che desiderano parteciparvi.

E per trasformare le esperienze e i sogni in pagine da sfogliare e collezionare, Enrico Frignani offre la propria regia e la propria raffinata manualità, per creare volumi unici personalizzati, anche con foto non sue.

Trova Enrico Frignani su Facebook e su neoheadmag@yhaoo.it

TESTO – ds ispirata da Elle Decor

FOTOGRAFIE – da myspace.com

Metti un giorno a Villa Necchi Campiglio

Oggi è arrivato tanto inatteso quanto apprezzato. Sto parlando dell’invito personale di TOD’S a tempi&modi, alla presentazione della nuova collezione donna autunno-inverno 2012/13, che si svolgerà a Villa Necchi Campiglio il prossimo 24 febbraio.

Sempre presso la splendida dimora nel cuore di Milano, lo scorso 15 gennaio, Tod’s ha presentato l’anteprima della collezione uomo autunno-inverno 2012/13, occasione in cui il brand portabandiera dell’alta artigianalità italiana ha presentato il mocassino “Greg“, la fedele interpretazione dell’idea di classicità e raffinatezza che caratterizza da sempre lo stile Tod’s.

Nelle immagini di rocknmode.com, un esempio dell’allestimento a Villa Necchi Campiglio della presentazione Tod’s A/W 2012-13 men’s collection e il mocassino “Greg”.

Villa Necchi è la location ideale per servizi di moda e design e nel 2009 è stata utilizzata come set per il film Io sono l’amore con Tilda Swinton (regia di Francesco Guadagnino).

Situata nel cuore di Milano, fu realizzata nel 1935 su progetto del famoso architetto Piero Portaluppi. Ancora oggi gli interni, riccamente arredati, restituiscono fedelmente l’atmosfera di vivace mondanità dell’alta borghesia industriale milanese, classe agiata, ma anche tenace lavoratrice e al passo coi tempi.

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Paradigmi

SOFIA BARATTIERI

(foto da magazine.motilo.com)

Wishlist primavera-estate 2012 *new entry

Abbiamo sfogliato più e più volte il manuale delle sfilate. Siamo preparatissime sulle tendenze per la prossima primavera-estate. Ora non ci resta che iniziare il tour attraverso i negozi preferiti per vedere e toccare con mano. Solo a questo punto sarà il momento giusto per acquistare capi e accessori. A meno di non cedere a qualche anticipazione. Colpo di fulmine, peccato veniale. Comunque, come me, avrete sicuramente stilato una wishlist personale con i desideri da cancellare, con soddisfazione, dopo l’acqusito. Ecco la mia, pochi desideri in verità, ma pensati con grande cura, e di seguito,  qualche immagine degli acqusiti realizzati, che avrò cura di pubblicare di volta in volta.

Happy spring-summer shopping!

Visualizzi le immagini in wishlist spring-summer 2012

Masterpieces spring-summer 2012 (prima parte)

Abbiamo sfogliato più e più volte il manuale delle sfilate. Siamo preparatissime sulle tendenze per la prossima primavera-estate. Ora non ci resta che iniziare il tour attraverso i negozi preferiti per vedere e toccare con mano. Solo a questo punto sarà il momento giusto per acquistare capi e accessori. Come me, avrete sicuramente stilato una wishlist personale con i desideri da cancellare, con soddisfazione, dopo l’acquisto.

Non prima di aver passato in rassegna il guardaroba dell’anno scorso. C’è qualcosa da tenere, da rivedere e reinterpretare.

Happy spring-summer shopping!

 

Abbraccio naturale e spontaneo. Stola in seta Luisa Spagnoli.

Punti di vista. Sottoveste in seta con trasparenze.

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La Sicilia di Ferdinando Scianna

Ho approfondito la conoscenza di Ferdinando Scianna grazie ad un amico, con il quale mi sono confrontata in merito alla nuova campagna pubblicitaria primavera-estate 2012 di Valentino, e all’ispirazione che accomuna il lavoro di Deborah Turbeville a quello di Scianna svolto per Dolce & Gabbana con la splendida Marpessa a partire dal 1987, culminato poi con un libro mozzafiato (e pietra miliare del reportage di moda) che è “Altrove”.

In queste mie pagine di tempi&modi, non ho mai nascosto e tantomeno mi sono mai sottratta al fascino che la Sicilia mi procura e di cui con piacere,  mi considero vittima nel corpo e nello spirito. Ecco perché ha fatto bene al mio cuore e confido anche al Suo, leggere questi tratti autobiografici del famoso fotografo siciliano.

Ho cominciato a fotografare perché la Sicilia era là. Era naturalissima cosa per me portare lo sguardo, la curiosità e la mia passione di ragazzo sulla maniera di vivere e sui riti delle feste del luogo dove ero nato e vivevo. Per qualche anno feci un po’ la vita dei venditori di torrone o di tamburelli, che spesso erano anche i miei migliori informatori. Andavo di paese in paese alla ricerca delle feste meno conosciute e frequentate, più forti e autentiche. Mi sono così ritrovato, sbalordito, in mezzo a impressionanti pellegrinaggi, come quello per i santi Alfio, Cirino e Filadelfo al santuario di Tre Castagni, sulle falde dell’Etna, dove migliaia di penitenti in mutande recano ogni fine maggio, correndo, pesantissimi ceri, urlando le lodi dei santi martiri. O a Butera, a seguire il rito del serpentazzo. A Baucina, dove una interminabile, notturna processione mette in scena i molti martirii cui è stata sottoposta la miracolossima Santa Fortunata, che probabilmente non è mai esistita. E in tanti altri luoghi, tra feste splendide e intensissime.
«Ma una festa religiosa, che cosa è una festa religiosa in Sicilia? Sarebbe facile rispondere che è tutto, tranne che una festa religiosa (ma con una grande eccezione, come vedremo). È, innanzitutto, una esplosione esistenziale. Poiché è soltanto nella festa che il siciliano esce dalla sua condizione di uomo solo». Così scriveva Leonardo Sciascia, trentatré anni fa, in prefazione al volumetto che la casa editrice Leonardo da Vinci di Bari pubblicò con le mie fotografie sulle Feste religiose in Sicilia. Quel libro, primo frutto di un incontro fondamentale per la mia storia di fotografo, e ben di più per la mia vita. (…) Oltre che esplosione esistenziale, quelle feste sono oggi diventate spettacolo, occasione mediatica. Spesso nelle processioni ci sono più fotografi e cineoperatori che penitenti. L’eccezione indicata da Sciascia era quella della Settimana Santa, in cui si contempla il dolore di una madre per un figlio ammazzato e tradito da un amico. Vicenda di eterna attualità, come si vede. Ed è vero che imbattersi nella solennità straordinaria della processione di Enna del venerdì santo, con centinaia di penitenti incappucciati che sfilavano interminabilmente per la città, in silenzio, con sivigliano sfarzo, mi ha provocato un’emozione indimenticabile. E poi il silenzio, lo strazio della funebre musica della banda, l’Addolorata che oscilla al dondolio dei portatori, il tutto immerso in una nebbia che tutto rendeva ancora più misterioso e ovattato. Ma a me pare che, fatti salvi i sentimenti più profondi di ciascuno, anche i riti pasquali, e non solo in Sicilia, naturalmente, siano oggi diventati momenti di leggera mondanità: non per nulla hanno offerto occasioni per i giochi più o meno seri della moda. Queste feste, però, rimangono bellissime e per me, poi, quarantacinque anni fa solitario ragazzo con la macchina fotografica, felice in mezzo a quella densa umanità cui così profondamente appartengo, furono occasione di straordinaria scoperta sulla maniera di essere della gente della mia terra e sono oggi motivo di struggente nostalgia. (…)

Come fai a guardare il mondo senza tenere conto che appena hai aperto gli occhi intorno a te hanno chiuso le finestre perché c’era troppo sole? Le nostre case sono piene di persiane, di luce che filtra, di finestre a bocca di lupo. In Olanda fanno case di vetro perché di luce ce n’è talmente poca. E già questo ti da un’idea diversa della luce e quindi una maniera diversa di guardare le cose. Per me il nord ha una luce esotica, mentre dal nord vengono in Grecia, in Sicilia a cercare l’appollineità, il classico, il solare. I fotografi siciliani amano la Sicilia nera. Io, per esempio, dico che il sole mi appassiona perché fa ombra. “La luce e il lutto”, un titolo di Gesualdo Bufalino che esprime bene questo sentimento. Questa sorta di seme della contraddittorietà profonda che da fatto fisico, atmosferico, diventa anche culturale, psicologico. Da noi il lutto è sempre una cosa molto violenta, teatrale. A volte persino una tragica risata. Così come la carnalità, la sensualità. Sono rimasto stupito quando, guardando le mie prime fotografie di moda dicevano “Il tuo sguardo sensuale sulle donne…”. Io non penso che la sensualità di un fotografo, se ne ha, si riveli solo quando fotografa le donne, perché nelle mie fotografie nere siciliane, per dire, a me pare che la luce abbia la stessa sensualità che si trova nelle immagini di donne.

“La modella Marpessa indossa un modello di Dolce e Gabbana per le strade di una cittadina siciliana – si fa fotografare da ragazzino” Scianna, Ferdinando. 1987. gelatina bromuro d’argento/carta, cm 30 x 40, Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo (MI)

 

 

Ferdinando Scianna nasce a Bagheria, in Sicilia, nel 1943. Nel 1963 incontra Leonardo Sciascia con il quale pubblica, a ventun’anni, il primo dei numerosi libri poi fatti insieme: Feste religiose in Sicilia, che ottiene il premio Nadar. Si trasferisce a Milano dove dal 1967 lavora per il settimanale L’Europeo come fotoreporter, inviato speciale, e poi corrispondente da Parigi, dove vive per dieci anni. Introdotto da Henri Cartier-Bresson, entra nel 1982 nell’agenzia Magnum. Dal 1987 alterna al reportage e al ritratto la fotografia di moda e di pubblicità, con successo internazionale. Svolge anche, da anni, un’attività critica e giornalistica che gli ha fatto pubblicare numerosissimi articoli in Italia e Francia su temi relativi alla fotografia e alla comunicazione con immagini in generale.

 

TESTO : http://www.ferdinandosciannaelasicilia.com/

FOTOGRAFIA: Gaetano Gianzi

MUSICA: “Strade parallele (aria siciliana) Franco Battiato e Giuni Russo  http://www.youtube.com/watch?v=RtUS1s-cJqc

 

 

 

Paradigmi

 

MARPESSA

Le radici della femminilità

La Sicilia, la donna siciliana, la famiglia. Dolce e Gabbana sintetizzano tutto questo nella loro moda (arte) ed io, nei panni di questa femminilità, mi sento perfettamente a mio agio. I miei masterpieces sono un completo in seta dipinta, color celeste con grandi fiori, composto da longuette e bustier con reggiseno nero incorporato, e un tailleur nero in tessuto di lana formato da una giacca strizzata in vita, collo sciallato e longuette (collezioni 1996).

In quanto a femminilità, Sicilia e famiglia, mi piace particolarmente la nuova campagna pubblicitaria di Dolce&Gabbana per la primavera-estate 2012. La Sicilia di un tempo ispira questi scatti che sono delle vere e proprie foto di famiglia. Per esaltare l’italianità della loro moda, i due stilisti hanno scelto come protagonisti attori italianissimi che in questi anni si sono distinti per bravura e simpatia e due emblematiche bellezze italiane, Bianca Balti e Monica Bellucci.

Green carpet

Un lungo fourreau strapless nero, con bustino costruito a fasce orizzontali e sottolineate da un piping a contrasto ed un’ampia coda realizzata con pieghe geometriche doppiate con una stampa floreale color avorio. Questo è l’abito couture disegnato in esclusiva da Giorgio Armani per Livia Firth, moglie dell’attore Colin Firth, in occasione della cerimonia dei Golden Globe.

Lo stilista ha scelto di abbracciare i principi di etica e sostenibilità, realizzando l’abito con un tessuto formato da fibre ottenute dalla pressione meccanica della plastica di bottiglie riciclate, un metodo che consente di ridurre al minimo l’impatto ambientale.

Una scelta green ed eco, ispirata dalla stessa Livia, grande sostenitrice  della causa ambientale. «L’attenzione per il mondo che ci circonda è un problema che riguarda tutti noi, e al quale non possiamo sottrarci», ha detto re Giorgio.

Armani è stato uno degli stilisti, come Tom Ford, Chanel, Gucci, Stella McCartney, Paul Smith, Valentino, Roger Vivier, Alberta Ferretti ed Ermenegildo Zegna che si sono sbizzarriti sul red carpet proponendo abiti dall’impatto ambientale ridotto, in materiali eco-compatibili. Proprio la Ferretti ha affermato: “Creare abiti femminili e glamour, ma allo stesso tempo eco-friendly, è una sfida che stimola la mia creatività. Credo che la moda sia una modalità forte di comunicazione, che può supportare una così attuale e contemporanea causa». E Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia, non ha perso l’occasione dal suo seguitissimo blog di invitare la moda alla sostenibilità ambientale.

Il maggior impegno nei confronti dell’ambiente è stato il filo conduttore della 69esima edizione dei Golden Globe Awards. Oltre il contributo da parte degli stilisti, diversi attori hanno infatti richiesto un menù totalmente vegano. Natalie Portman, l’attrice da tempo impegnata nella salvaguardia dell’ambiente, dichiaratamente vegana, pare abbia fatto pressioni sull’organizzazione per avere serviti al gala di premiazione, oltre alla cucina tradizionale della kermesse, anche piatti vegetariani e vegan. Infatti alla cena che segue la premiazione, erano presenti  verdure di stagione della California, scelte a “impatto zero” e da produttori locali per abbattere l’inquinamento da trasporto, miso e soia organici, vellutate di pomodoro e tortini di verdura bianca al forno.

Eco friendly, for example.

 

TESTO – ds ispirata da www.classlife.it e www.greenstyle.it

FOTOGRAFIA – www.classlife.it
 
MUSICA –  green day boulevard of broken dreams http://www.youtube.com/watch?v=gWNRUVMboq4

 

Arte del desiderio

ALTA MODA. Particolare. 

Roger Vivier. Parigi, 2012

www.rogervivier.com

 

 

Sir Levriero

Il riferimento con Trussardi, in questo caso, non centra.

Adoro questo cane, soprattutto il Levriero Inglese (Greyhound), per la sua aristocratica eleganza, la purezza e la plasticità delle sue forme, ma soprattutto, per quella vena malinconica nei suoi occhi che assomiglia tanto a quella che certe volte s’intravede nei miei.

Testa lunga e affusolata, occhi ovali disposti obliqui, brillanti e scuri, orecchie piccole e rosa, a tessitura fine, torace disteso, fianchi scavati e dorso lungo, largo e squadrato,  pelo fine e compatto, altezza tra i 71 e i 76 cm al garrese e le femmine tra i 68 e i 71 cm. Semplicemente, bello.

Ma il Levriero non è solo estetica,  è anche un mondo a sè. E’ una creatura diversa, quasi “aliena”, superiore, che si differenzia dai cani comuni anche per il suo carattere.  Opportunista per eccellenza, sensibile e mite, anche se non si lascia mai andare ad effusioni. E’ anche molto intelligente, come nell’adattarsi ad un ambiente nuovo, capire gli umori e le regole di un contesto domestico, captare i momenti, i tempi, le emozioni.

Si pensa che il Greyhound o Levriero Inglese a pelo raso, derivi dal “Tesem”, un antico levriero egiziano che avrebbe transitato dalla Grecia per giungere in Inghilterra, al seguito, forse, dei Fenici, che con i loro commerci marittimi, toccavano tutte le coste del mondo. Senza dubbio i levrieri erano presenti al periodo dei Sassoni, poiché in alcuni documenti ufficiali veniva emanato che Levrieri, Mastiff e altri cani da caccia fossero ad uso esclusivo della nobiltà.

Attorno al XVI secolo diventarono i protagonisti indiscussi di un’attività molto di moda all’epoca, il coursing, che consisteva nel far competere in velocità e abilità due levrieri lanciati alla caccia di una lepre e nel fare scommettere i loro padroni sull’esito della prova. Il Greyhound è uno dei cani più veloci al mondo, in grado di correre più veloce di un cavallo e di superare gli 80 km all’ora.  Un’altra gara che rese oltremodo popolari i levrieri fu la disciplina del racing, inventata negli Stati Uniti, che consisteva nel far correre dei cani dietro ad un’esca meccanica, ideata per intrattenere gli appassionati di corse ippiche dopo le gare.

Ai levrieri fu sempre attribuito un altissimo valore economico. Ai tempi dell’antica Roma, per un esemplare di Irish Wolfhound furono offerte più di 6000 mucche; gli Zar di Russia donavano ai sovrani europei, in occasioni del tutto speciali, i loro bellissimi Borzoi, mentre Saluki e Sloughi erano, insieme al cavallo, gli unici animali considerati “degni” di stare accanto ai dignitari arabi. Mentre il Greyhound era esclusiva dei lord, il Piccolo Levriero Italiano era il compagno indiscusso di molti Re, tra i quali il Re Sole.

Ma senza tornare troppo a ritroso nei secoli, basta pensare ai più recenti anni sessanta, quando non si era nessuno se non si passeggiava con un Levriero Afgano accanto, per le strade delle rinomate località di Cortina d’Ampezzo, Saint Tropez o nella allora nascente mondanità della Costa Smeralda.

Oggi, nel XXI secolo, i tempi sono maturi per scegliere di farci accompagnare da un Levriero per tutto ciò che esso rappresenta, ma nella consapevolezza soprattutto, di quel legame speciale, di quella comunione che lega il cane al suo padrone, in questo caso più che mai, nel segno del Bello.

 “Puoi riconoscere un signore dal suo cavallo, dal suo falcone e dal suo levriero” – Antico proverbio gallese

Gift List♥

♥St. Valentine’s special

Manca meno di un mese alla festa dedicata agli innamorati, quella commerciale, quella che nessuno dice di festeggiare ma che tutti sognano inaspettatamente speciale. E allora, poche regole, tanto sentimento: niente fiori, cioccolatini, tanto meno profumi e centri benessere; vi invito invece a seguire gli appuntamenti con la Gift List ♥St. Valentine’s special. Regali per lei, per lui, ma soprattutto, per entrambi. Per trasformare una festa banale in un momento speciale, un momento col ♥.

Cosa BRACCIALETTO PONTE MILVIO CRUCIANI

Per chi Per innamorati del fashion

Perché E’ stato il must have dell’estate scorsa e continua inesorabile nel suo successo mondiale, il braccialettino in macramè di Cruciani, che rappresenta un piccolo gioiello della maestria artigianale italiana. Due braccialetti in pizzo macramè, disponibile in tanti colori diversi, uno con i lucchetti, l’altro con le chiavi. Da portare in coppia.

Colonna sonora  chains of love erasure  http://www.youtube.com/watch?v=uttV1VZUgQQ&feature=fvsr

Dove In vendita esclusivamente nelle boutiques monomarca di Milano e Forte dei Marmi.

Tod’s No_Code Collection

ANTICIPAZIONE TOD’S PER T&M –  Tod’s No_Code Collection in collaborazione con Jefferson Hack

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Tod’s No_Code è la nuova collezione di Tod’s ispirata da Jefferson Hack, editor d’avanguardia e fondatore di Dazed & Confused e Another Mag, e dal suo desiderio di creare la scarpa perfetta sia per uomo che per donna. La nuova collezione sarà presentata il 23 gennaio a Parigi, durante un esclusivo party di lancio.

Tod’s No_Code sarà disponibile nelle boutique Tod’s a partire dal 23 gennaio e sarà declinata in una serie di edizioni speciali a tiratura limitata per  Colette (Parigi), 10 Corso Como (Milano), Dover Street Market (Londra) e Theresa (Monaco).

(Si ringrazia Jarvis Macchi TOD’S Digital PR)

Braccialetto Cruciani, fortuna e amore ricamati in macramè

Dal modello a quadrifoglio a quello con i lucchetti di Ponte Milvio. E’ stato il must have dell’estate scorsa, il braccialettino in macramè di Cruciani, l’accessorio venduto esclusivamente nelle boutiques monomarca di Milano e Forte dei Marmi, che rappresenta un piccolo gioiello della maestria artigianale italiana. Il suo valore sta nel nome che porta, Cruciani, e nell’eredità ed esperienza dell’azienda di merletti Arnaldo Caprai, raccolta con orgoglio dall’azienda Cruciani. E nel suo straordinario successo, possiamo dire, mondiale.

Il fenomeno dei braccialetti quadrifoglio Cruciani è scoppiato nell’agosto 2011 quando, davanti alla boutique Cruciani di Forte dei Marmi, si registrarono per i due mesi successivi, code interminabili di persone che affollavano il negozio, giorno e notte, pur di accaparrarsi uno o più dei 30 colori del braccialetto dell’estate.

Il boom non ha impiegato molto ad estendersi a tutta la Penisola e non solo (Europa, America e Giappone). Con l’arrivo della Vogue Fashion Night Out meneghina i braccialetti hanno fatto il loro debutto ufficiale anche a Milano, dove il successo fu riconfermato da un’edizione limitata realizzata dalla maison in occasione della settimana della moda milanese. Alla fine del settembre 2011, il braccialetto quadrifoglio è diventato un progetto charity per la città di Fukushima, “Cruciani x 3/11”, mentre nel novembre 2011 è stata sperimentata una nuova idea, “Made in China” e gli oramai celeberrimi braccialetti quadrifoglio Cruciani sono diventati il soggetto di due opere d’arte dell’artista Marco Bertin. Infine, in questi giorni, a Pitti Uomo, Cruciani ha presentato il Concept Store  modulare. Prossima tappa, Maison et Object a Parigi.
 
Da regalare o da regalarsi, insomma, da avere. Aspettatevelo nella Gift List♥ S.Valentine Special. 
 
 

Lusso ad personam

Uno dei claims di TEMPI&MODI recita “Piuttosto che di lusso, si parli di unicità, qualità, autenticità”, ispirato dalla storica Maison francese Hermès, tempio esclusivo dell’alta artigianalità. E’ una prima intrepretazione dei tempi che stanno cambiando e con essi, anche il modo di concepire il lusso. Oggi non basta il prezzo a rendere esclusivo un abito, un gioiello, un’automobile, ma bisogna spingersi oltre e la nuova frontiera è il modello unico ed irripetibile, al riparo dalle imitazioni, per sempre. Il fattore che fa la differenza è il tempo. Ma forse è proprio l’attesa, il prezzo più alto da pagare.

ABBIGLIAMENTO. Scegliere un tessuto di altissima qualità, attenderne la stagionatura, i primi incontri con il sarto, le prove e solo alla fine, la realizzazione di un capo unico. Una storia da vivere, seguendo il gusto dal sapore tutto italiano, raccontata dai nomi del ready to wear, maestri nell’offrire il lusso, captare le tendenze e proporre al cliente esattamente quello che lui vuole. Mtm, made to measure, o Mto, made to order, è quel “su misura speciale” che integra al meglio lo stile di alta gamma tradotto in sapienza artigianale.

SEGNI DI RICONOSCIMENTO. Inziali ricamate sulle camicie, incisioni sui preziosi come orologi, anelli e penne, sulle pelli, ma anche sul tablet. Louis Vuitton ha scelto questa strada come futuro del brand, la personalizzazione è ormai un servizio su tutti i prodotti. E’ il valore dei dettagli, quello che rende un oggetto più che prezioso, unico. E’ quell’attestazione di “proprietà”, un legame anche importante, per poi riconoscersi e farsi riconoscere.

PROFUMI. Un profumo esclusivo e non solo a parole. Quello che ti identifica, realizzato su di te e per te. E’ luxury estremo. Servono quattro mesi per un profumo originale di Cartier creato in esclusiva e confezionato in un unico esemplare. Poco meno per una fragranza di Patou e Guerlain di cui nessuno potrà richiedere repliche.

CARS. Oggi ad una supercar, oltre alle prestazioni, si richiede di andare oltre la banale esibizione di status symbol per diventare un’esperienza unica, capace di differenziare il proprietario nel mondo sempre più omologato delle auto di lusso prodotte in serie. Perfino la Ferarri va dal sarto e diventa una Ferrari Taylor-Made, ovvero una rossa personalizzata. Volete tappezzarla nell’amato gessato? Ecco un abitacolo in preziosa flanella Vitale Barberis Canonico scelto dal Cavallino come fornitore di eccellenza italiana. Lo sa bene Vito Brandi, il più famoso personal car shopper del momento, che è in grado di fornire una qualificata consulenza sull’acqusito, la gestione e soprattutto sulla personalizzazione di automobili di classe.

Lusso ad personam, ma da usare in maniera intelligente e consapevole ed inteso come valore e non come prezzo, come eccellenza della scelta e non come sua esibizione.

  

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – saint-andres.blogspot.com

MUSICA –  one and only adele http://www.youtube.com/watch?v=vUEkP5OBDyA

Come habitué a Madonna di Campiglio

Le più belle piste e i rifugi gourmand, le Spa e i ristoranti, le enoteche e i locali notturni di Madonna di Campiglio. 24 ore nella capitale mondana delle Dolomiti di Brenta, proprio come degli habitué.

Ore 8: colazione

Sveglia presto (la neve al mattino è la migliore) e buona colazione. Dove? All’Hotel Lorenzetti (www.hotellorenzetti.com) oppure al D.V. Chalet Boutique Hotel (www.dvchalet.it). Prima di mettere gli sci ci si trova al Bar Suisse in Piazza Righi, locale storico ricavato dalla casa di caccia dell’imperatore Francesco Giuseppe per un cappuccino con pasticcini. Ma anche per vedere e farsi vedere…

Ore 9: pronti, partenza, via!

Grazie al nuovo e panoramico collegamento Pinzolo-Campiglio Express, la Ski Area vanta 57 impianti di risalita e si sviluppa lungo 150 km di piste di cui la maggior parte, arriva direttamente al centro della località, sulla porta dei principali hotel. Si scia dall’alba al tramonto, senza alcuna attesa, e anche di notte, lungo il canalone Miramonti, la pista che ha ospitato alcune tra le più famose gare di slalom della storia dello sci alpino. Quattro le zone Ski: Zona Spinale, Zona 5 Laghi, Zona Pradalago e Zona Grostè. Le piste più famose: DoloMitica, la più lunga e con maggior dislivello e la Schumacher Streif (ultimo muro della pista Spinale Direttissima), la seconda discesa più ripida della skiarea con pendenza massima del 70%.

 

Ore 12.30: la fame vien sciando

Dove? Al Ristorante Boch, situato all’intermedia del Grostè a quota 2085 m. Eccezionali i dolci fatti in casa e i panini freschi farciti. Dalle 12.00 alle 15.30 circa è aperto il self-service, con ampia scelta. All’aperto, nel chiosco, vengono serviti panini caldi farciti con carne salada, hamburger, wurstel e salsiccia. Specialità della casa il bombardino: vov, rum, caffè, panna montata e cacao in polvere. Ampia zona solarium e terrazza per pranzare sotto il sole all’aperto con l’allegra compagnia della musica. Oppure allo Chalet Fiat Albergo Dosson Monte Spinale a 2.104 mt famoso per la sua cucina tipica ed il solarium panoramico a 360° su Brenta Adamello Presanella. Così, l’unico rischio è cedere all’ozio e abbandonarsi sui pouf per il resto del pomeriggio, giocandosi le ultime ore di sci.

Ore 17.00: tempo di relax e di shopping

Per il piacere di liberare i piedi dalla morsa degli scarponi e trasformare l’energia dello sport in quella destinata al divertimento della serata, è necessario un momento di puro wellness. Le spa dell’Hotel Lorenzetti e del D.V. Chalet Boutique Hotel sono straordinarie. Altrimenti si può optare per la Spa del Carlo Magno Hotel, il centro estetico e benessere piú ampio dell’intera Madonna di Campiglio. Oltre alla grande varietá di massaggi, trattamenti benessere ed estetici, offre tre diversi tipi di saune (finlandese, aromatica e bagno turco), docce tropicali, percorso kneip, piscina con 14 diverse stazioni ad idro ed aero massaggio, lampade abbronzanti, ampie zone relax anche con cromoterapia e palestra. Prima dell’aperitivo, è di rigore un giro di shopping per il paese. Pit stop da Lorenzetti Sport per disquisire con le amiche sui nuovi arrivi primavera – estate, antiquariato di montagna a Casa Cozzio e cioccolato da Casa del Cioccolato entrambi in piazza Righi e prodotti tipici a Il Rustico Ballardini.

 

Ore 18.30: l’aperitivo

Dove si va? Quella dell’aperitivo è l’ora X. Sbagliare locale può significare compromettere il resto della serata. Dove si beve meglio e s’incontra la gente giusta? Scegliete pure tra Après Ski Ober One, La Cantina del Suisse, La Stube di Franz Josef. Non potete sbagliare. Il top? Ferrari Lounge Nabucco, in piazza Righi, dove potete trovare tutte le etichette dello spumante Ferrari, proposte in degustazione servite direttamente ed esclusivamente nelle preziose Magnum da un litro e mezzo. E poi, caviale fresco Calvisius, salumi trentini e italiani e formaggi tutelati dal marchio dei presidi Slow Food, proposte di pasta che lo chef Ivan Gavioli in cucina (chiude alle due di notte) prepara utilizzando esclusivamente le Selezioni Monograno del Pastificio Felicetti di Predazzo. Prima e unica Prosciutteria in Trentino dove poter degustare i prestigiosi prodotti della King’s di San Daniele, oltre alle famose torte del mastro pasticciere fiorentino Claudio Pistocchi.

Ore 20.30: Strangolapreti al burro o Stinco scaloppato?

Per la cena si va a Malga Ritorto, un tipico e accogliente ristorante dove vengono serviti ottimi prodotti locali in un menù tipico trentino di tradizione montanara. Le specialità sono gli Strangolapreti al burro di malga versato e lo Stinco scaloppato alla birra scura con polenta e funghi. Un ambiente caldo e confortevole a cui si accede con il gatto delle nevi e la motoslitta, dal parcheggio di Patascoss.

Ore 22.30: let’s party!

La notte è dedicata al divertimento. Al Des Alpes, o alla Zangola, oppure al Cliffhanger Club, incapperete sicuramente in qualche starlette o vip in vacanza. Ma a notte inoltrata si torna in albergo, domani è un altro ski day!

TESTO – ds ispirata da Gentleman e da www.campigliodolomiti.it

MUSICA – party rock anthem LMFAO – http://www.youtube.com/watch?v=KQ6zr6kCPj8&ob=av3e

Il Loden, non solo sui Monti

Al termine di una cena di gala, qualcuno ne ha rubato un modello blu scuro al presidente di un’importante istituzione milanese. Dopo qualche giorno, il loden è finito di nuovo sotto i flash e l’attenzione pubblica: Oscar Giannino, il giornalista e commentatore economico fatto segno del lancio di uova e pomodori durante una contestazione all’Università statale, indossava proprio la versione classica, di color verde marcio. Ma il successo vero del cappotto in lana grezza di ispirazione tirolese, quello che ha sancito il ritorno dagli antichi splendori sulle scene del Loden e lo ha di fatto catapultato nell’alta classifica degli oggetti del desiderio, è stato decretato da Mario Monti, il presidente del Consiglio che dal suo non se ne separa davvero mai.

Ed è di nuovo lodomania. Ecco allora manager, banchieri, commendatori e imprenditori, tirar fuori dagli armadi e dalla naftalina, centinaia di loden. A chi si è ritrovato sprovvisto, non è restato che correre ai ripari e correre ad acquistarlo da Oberrauch (Bolzano), Messner (Brunico), Al Duca d’Aosta (Verona), Bardelli e Ravizza (Milano), Cenci (Roma).

Monti è così diventato il testimonial del cappotto sudtirolese che alla fine dell’800 fu lanciato nel mondo dall’imperatore Francesco Giuseppe d’Asburgo in versione bianca. Loden vuol dire stoffa ruvida e ci vogliono oltre cinquanta passaggi e quaranta giorni per realizzare il giusto infeltrimento del tessuto di un capo passe-partout, segno di eleganza, sobrietà e un pizzico di snobismo.

All’inizio era un indumento molto milanese ed i romani lo scoprirono andando in vacanza a Cortina negli anni ’60. Oggi è la divisa perfetta per il rigido clima di nuova sobrietà. I veri borghesi che amano il basso profilo si sentono finalmente e di nuovo a loro agio.

Ma la storia continua. Nella prossima edizione di Pitti (Firenze, 10-13 gennaio), Habsburg, linea di eccellenza di Scneiders Salzburg presenta un progetto dedicato al “nuovo” loden destinato ad incontrare lo spirito dei tempi ed un pubblico più giovane. Si chiama “Pocket Loden”, il loden che si ripiega facilmente e si ripone in una busta, disegnato dallo stilista quarantenne Andrea Incontri che ha rivisitato i codici stilistici della tradizione sartoriale austriaca giungendo ad un capo contemporaneo, ideale quindi per il guardaroba dei neo bocconiani.

 

TESTO – ds ispirata da Class

FOTOGRAFIA – pensareliberi.com

MUSICA –  marcia di radeszky johann strauss http://www.youtube.com/watch?v=3NuRlxSNQRM

Novelle “Lara”

novelle Lara

Più che ad una zarina, preferirete ispirarvi a Lara (Il Dottor Zivago di Boris Pasternak) e lo potete fare benissimo sulle “nevi” di Madonna di Campiglio confondendovi con le ospiti russe (doc). Lo potete fare anche a Cortina, ma non è la stessa cosa. Evitate di farlo in città, anche se questo è ciò che la moda comanda, personalmente lo trovo, come dire, un po’ sopra le righe.

Oltre ad interpretare il Russian style, a che serve? Il colbacco in pelliccia comunica eleganza e fascino (mettendo in risalto il taglio degli occhi), ma non solo: è soprattutto utile, per difendersi dal freddo, come nessun altro copricapo sa fare.

La pelliccia, a seconda della vostra sensibilità, potrebbe essere di volpe, visone o lapin, oppure “ecologica” spinta in colori alternativi come blu e bordeaux.

Evitate, mi raccomando, il total look (colbacco+pelliccia), anche se è molto facile incappare in più di un esemplare in centro a Campiglio. Non fatevi intimorire. Sdrammatizzate in assoluta sicurezza, accompagnando il vostro colbacco ad un serioso cappotto nero, piuttosto che ad un casualchic caban blu sopra il jeans.

Un consiglio: dentro, cercate di sentirvi più “Lara”, meno “zarine”.  Allora il colbacco ci piace!

TESTO – ds

FOTOGRAFIE – www.vogue.it, ds, freeforumzone.leonardo.it

MUSICA – Il Dottor Zivago http://www.youtube.com/watch?v=nynMR6AZ8Rc

Campiglio, what’s new?

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Aspettando Pippa Middleton. E non solo lei. Prima capatina di inizio stagione a Madonna di Campiglio, per vedere cosa c’è di nuovo.

Prima di arrivare alla meta, tappa obbligata a Maso Serio, un posto incantato. Dalle piccole finestre si intravede l’albero di Natale acceso, anche se lo sguardo è rapito dalla bellezza del Carè Alto da una parte e del Brenta dall’altra.

Alle porte di Campiglio ci accoglie l’Hotel Fontanella completamente ristrutturato anche se la curiosità è tutta per il nuovo collegamento sciistico Pinzolo-Campiglio che passa proprio sopra le nostre teste.

Che dire, Campiglio sembra ancora respirabile. Nei prossimi giorni si riempira’ di gente, che comunque sarà sempre uguale a se stessa. Tra i primi arrivati, spopolano Moncler, Louis Vuitton, cani vestiti, pellicce d’annata e snowborder coloratissimi.

Occhio alle vetrine e giro veloce da Lorenzetti per annusare e toccare con mano le nuove tendenze per la prossima stagione primavera/estate: tubini rosso Dior, abiti strech maculato Dolce&Gabbana, tanto marron per Gucci.

Campiglio è la Milàn de noi altri, un eterno cantiere. All’entrata del paese, il mega parcheggio finalmente accoglie l’ospite con un abbraccio di cemento, ma poi c’è anche il nuovo Residence Conca Verde attiguo all’Oberosler, una struttura in legno e pietra che porta degnamente la denominazione del luogo.

Tanti sono gli hotel che si sono sottoposti a lifting, uno per tutti l’Hotel Crozzon, ma l’occhio è immancabilmente rapito da un triste esempio di “come t’ammazzo il genius loci”. Avete presente l’incantevole villino in stile danese fatto costruire nel 1926 dal console danese Boesgaard? Dopo essere stato raso al suolo, è diventato un “normalissimo” condominio del centro, con tanto di obbrobrioso Babbo Natale gonfiabile sul terrazzo.

Un po’ per lo sconforto, un po’ per ripararci dal vento freddo, optiamo per uno shopping di libri, soprattutto per il pupo, alla fornitissima Libreria Feltracco e per una cioccolata calda al Nardis Caffè.

Stasera, benvenuto agli ospiti da Cliffhanager. E come recita l’invito: tutti i barboni di lusso sono invitati.

Ripasseremo.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds

MUSICA – moneygrabber fitz and the tantrums http://www.youtube.com/watch?v=bb6cBKE3WzQ

 

Must have, gli intramontabili – 6° puntata

Capi senza tempo, icone di stile che li hanno resi celebri. Un semplice vademecum per lei e per lui, per conoscere e non sbagliare mai.

 

BRIGITTE E IL BIKINI

Formalmente il bikini è nato nel 1946 ma il costume a due pezzi  era indossato già nell’antichità, come risulta dal ritrovamento di urne, affreschi e mosaici di epoca greca e romana (i più antichi risalgono addirittura al 1400 a.C.). A contribuire al successo del bikini fu il cinema grazie a dive come Brigitte Bardot che con il loro fascino esplosivo fecero dell’audace due pezzi l’oggetto del desiderio maschile e femminile di intere generazioni.

Oggi: Emporio Armani e Dolce&Gabbana

Quando: al mare e in piscina

 

SOFIA E LE CALZE

Sophia Loren sbottonava il reggicalze scuro, le tirava giù lentamente e lasciava cadere sul letto le sue calze leggere di filato davanti ad un Marcello Mastroianni sussultante e impaziente; uno spogliarello femminile che ha avuto nelle calze un ingrediente di seduzione fondamentale.  La calza è da sempre arma di seduzione del gentil sesso, ma il menage quotidiano dei nostri tempi impone pragmatismo. Si lavora, si corre, si compete, c’è poco tempo per giocare. Con gli uomini si combatte, non si flirta. Allora spazio al collant: pratico, veloce e resistente benché nemico giurato del maschio e barriera a volte insormontabile per un improvviso impeto ormonale. Il reggicalze è ormai in soffitta, mentre le gloriose autoreggenti – che pure non tramontano mai- restano lì, nel cassetto, in attesa di momenti speciali sempre più rari.

Oggi: Wolford

Quando: sarebbe bello…

 

JACKIE E I PANTALONI CAPRESI

Capri, 1960. Una giovane donna del posto si ispira ai pantaloni dei pescatori capresi per disegnare il suo primo paio di pantaloni alla pescatora. Bastò che Jackie Kennedy Onassis, gironzolando in Piazzetta nascosta dietro un grande paio di occhiali neri, li indossasse la prima volta, per sancirne definitivamente il successo. Di strada ne ha fatta in quarant’ anni il pantalone «Capri style». E  la semplicità di un pantalone alla pescatore e di un infradito conquistano ancora oggi. Lo stile caprese è entrato fra gli evergreen. Il suo punto di forza: la sobrietà delle linee. Ma prego fare i conti con le proprie fisicità: no al pantalone caprese sopra la taglia 46. Un capo di assoluta freschezza. Non ha né taglia né età, basta scegliere stoffe e modelli giusti. Aderenti per giovani e snelle, più morbidi per le altre. Un immancabile? In lino o canvas, colori naturali.

Oggi: Alberta Ferretti, Emporio Armani e Dolce&Gabbana

Quando: nel tempo libero e nel weekend

TESTO – ds

Must have, gli intramontabili – 5° puntata

Capi senza tempo, icone di stile che li hanno resi celebri. Un semplice vademecum per lei e per lui, per conoscere e non sbagliare mai.

 

MARILYN E IL TWIN- SET (PULLOVER GEMELLI)

Twin-set, ovvero un due pezzi gemelli realizzati in lana o cashmere, un cardigan e una maglia con mezze maniche da portare sotto. I primi twin-set cominciarono a diffondersi negli anni trenta. La maglia è solitamente in materiale più leggero e più aderente, mentre il cardigan viene indossato sbottonato. Piaceva a Coco Chanel su pantaloni larghi o gonna a campana. Negli Anni 60,  il cardiganino diventa bon ton, borghesissimo, accompagnava attrici come Doris Day e Marilyn. Meglio di tutte stava alle lady inglesi e, top dei top, alla regina Elisabetta, che lo sfoggia ancora a Balmoral. Nei ‘50 frequentava la Nouvelle vague parigina, e allora era in odore di irriverenza e trasgressione. Verso i 70 era folk e fiorato con i gonnelloni. Lo portavano Katharine Hepburn e Jackie Kennedy. Oggi Anna Molinari lo pensa per le sue collezioni girlish Blumarine, zuccheroso, femminilissimo, con le ruches e i lustrini. Da portare con tutto, tubino, camicia, t-shirt, jeans, gonna.

Oggi: Clements Ribeiro e Brunello Cucinelli

Quando: in ufficio

 

PATTI E LA CAMICIA BIANCA

La prima apparizione pubblica, al Salone di Parigi, indossata da una regina, dipinta su tela: Marie Antoinette in muslin dress. Uno stile lontano dagli oneri dell’etichetta, e con lui il ritratto che ne fece Madame Vigée-Lebrun: era il 1793, e fu scandalo. Passata tra sbuffi Ottocento, arriva sino alle soglie del Novecento a rappresentare agiatezza. Ci sono poi le dive hollywodiane che intorno agli anni Quaranta la rendono una moda. Nei Cinquanta siamo in epoca di femminilità  vissuta al suo pieno, è in voga lo stile Pin up, shorts e curve, la camicia spesso si presenta annodata, a far risaltare il decolletée e intravedere il busto. E così per tutti i Sessanta, mentre la camicia bianca vira verso la sua prossima destinazione, di genere androgino, quasi inconscio manifesto di femminismo. Tra tutte le immagini della storia della camicia bianca, spicca il ritratto in bianco e nero della cover del primo album Horses di Patti Smith dove lei indossa una camicia bianca. Diventa icona dell’androgino, l’abum decolla, la camicia bianca, così al maschile, diventa un must. 
 
Oggi: Jil Sander e Alberta Ferretti
 
Quando: sempre

 

KIM E LA SOTTOVESTE

Inizialmente la sottoveste era utilizzata come una sorta di ‘velo’ di protezione, faceva scivolare meglio i vestiti. Alla fine del Cinquecento si diffondono le sottovesti che stringono la vita e creano i fianchi a ‘cupola’, antenate delle parigine ‘modellanti’. Il 1837, anno in cui sale al trono la Regina Vittoria, vedrà il trionfo del sottabito: non solo per motivi climatici, la donna pone più strati possibili fra il proprio corpo e l’abito esterno. Sarà Christian Dior nel 1947, con la collezione ‘New Look’ a dare una nuova popolarità alla sottoveste che durerà fino agli anni Sessanta. Alla fine degli anni Ottanta la sottoveste diventa un capo da indossare sopra l’abito, tutto da mostrare. Chi potrebbe dimenticare la sottoveste che indossava Kim Basinger in ‘Nove settimane e ½’ con bretellina franata? Una vera e propria arma di seduzione, massimo emblema della femminilità. Oggi è scelta ed indossata per la sua carica seduttiva. La si può scegliere quella classica, in raso, in seta o pizzo, utilizzata anche come camicia da notte per le occasioni importanti, oppure la ‘parigina’ molto più costruita, in genere con reggiseno incorporato, in materiali tecnici che fasciano e sostengono.

Oggi:  La Perla, Donna Karan, Vera Wang, Intimissimi e Victoria’s Secret

Quando: ogni notte come camicia da notte

 

TESTO – ds

Must have, gli intramontabili – 4° puntata

Capi senza tempo, icone di stile che li hanno resi celebri. Un semplice vademecum per lei e per lui, per conoscere e non sbagliare mai.

 

GRACE E IL FOULARD

Da copricapo contadino ad accessorio delle stelle del cinema.  Come è diventato l’umile foulard un’icona di stile? Secondo alcuni studiosi del costume, il foulard trae diretta ispirazione dal fazzoletto indossato dai soldati di Napoleone. Fermamente annodato sotto il collo, risponde assai meglio del volatile cappello alle esigenze della vita all’aria aperta, dello sport e del mito futurista della velocità, automobile compresa.  Foulard oggi è sinomimo di Hermès Paris. E il carré della maison di rue Faubourg Saint Honoré è molto più di un quadrato di seta piegato a triangolo: è un’icona, un gioiello che si tramanda di madre in figlia. Perché non passa mai di moda: anzi, come succede solo alle cose davvero preziose, diventa più bello quando lo scorrere del tempo gli regala una patina che lo rende unico, inimitabile. Da imitare: Grace Kelly nel bellissimo film del maestro Alfred Hitchcock “Caccia al Ladro” dove guida la sua auto in compagnia di un fascinoso Cary Grant.
 
Oggi: Gucci e Hermès
 
Quando: sempre, al collo, in testa, come pareo, annodato alla borsa, su un tubino, su un cappotto.

 

AUDREY E IL TUBINO NERO

Il tubino nasce in Francia nel 1926 sotto il nome di Petit Robe Noir, creato dalla famosa stilista Gabrielle Chanel meglio conosciuta come Coco Chanel. Fu proprio per il funerale del suo amante che Coco confezionò il primo tubino nero della storia, utilizzando i tessuti dei vecchi abiti da collegiale. Un vestito elegante ma sobrio che diventerà presto l’emblema della raffinatezza femminile. Il “tubino” nero è l’abito femminile per eccellenza, simbolo di eleganza, può essere indossato in ogni occasione e proprio per questo prende il soprannome di “passepartout”. Divenne definitivamente celebre quando Hubert de Givenchy lo creò appositamente per Audrey Hepburn nel film Colazione da Tiffany.

Oggi: Dolce&Gabbana

Quando: a seconda dei tessuti e dei tagli, sia di giorno che di sera

 

JANE E LA BIRKIN

Nel 1984,  un volo Parigi-Londra vede seduti vicini Jean-Louis Dumas (che poi diventerà presidente di Hermès) e Jane Birkin,  cantante e attrice dalla bellezza eterea, resa celebre per aver cantato insieme al compagno Serge Gainsbourg la scandalosa canzone Je t’aime…moi non plu. Durante il volo, rovistando nella sua borsa, la bella Jane si lamentò più volte con il suo vicino del fatto che fosse un’impresa impossibile trovare una borsa per il weekend che fosse allo stesso tempo elegante e capiente. Monsieur Dumas promise all’attrice che ci avrebbe pensato lui stesso a realizzare la borsa apposta per lei. E così, da quel magico incontro, nacque la Birkin, la borsa più desiderata al mondo. Realizzata in moltissimi materiali, tra i quali il più utilizzato è senza dubbio l’alligatore, la Birkin è diventata un’icona non solo nella moda, ma anche nel cinema. Leggendaria la lista di attesa per possederne una.

Oggi: Hermès

Quando: quando ne possiedi una, non la lasci più, nemmeno per dormire.

 

TESTO – ds