La camicia bianca secondo me

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La camicia bianca. E’ un capo che deve necessariamente appartenere alla nostra storia e al nostro guardaroba. Bianca, pura, dal buon taglio sartoriale. Regala luminosità e splendore all’incarnato, eleganza misurata nel giusto Modo e nel giusto Tempo. Come sposata al denim. Diventa sexy quella rubata al guardaroba di lui ed indossata da una Donna: femminile, se i primi bottoni vengono maliziosamente dimenticati aperti, androgina, con la cravatta ed il pantalone. Pur sempre #sosexy. Camicia bianca è dire Gianfranco Ferré, il maestro che l’ha elevata ad icona interpretandola all’infinito con progetti sempre più innovativi. Oggi celebrato in una mostra a Palazzo Reale a Milano fino a fine marzo.

 

Save the date.

La Camicia Bianca Secondo Me. Gianfranco Ferré.

Dal 10 marzo fino al 1° aprile

Palazzo Reale Milano

Le stanze dei bottoni

 

IL BOTTONE, ARTE E MODA

dal 16 dicembre al 7 aprile 2013

Musei Mazzucchelli,  Ciliverghe di Mazzano (Brescia) 

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Ai Musei Mazzucchelli una grande mostra sulla storia del bottone, a cura di Franco Jacassi. (Forse la più grande mai concepita al mondo). Perché viene allestita in un ‘Museo della Moda’ in Italia? Non solo perché la moda italiana è leader, ma perché vantiamo in Italia la più importante filiera produttiva in questo settore, dai tessuti agli accessori, alla confezione. Soprattutto per quanto riguarda il bottone l’Italia ha una lunga storia, ma anche una presenza produttiva che tuttora è la più importante al mondo, malgrado la crisi. Non sarà quindi solo una mostra storica o per collezionisti, ma anche una storia del bottonificio italiano legato alla moda.

In mostra sarà esposta la collezione di Franco Jacassi, composta da oltre 10.000 bottoni rappresentativi dei vari stili ed epoche, dal Secolo XVIII fino agli anni Novanta del Novecento. Inoltre pannelli didattici sui principali e svariati materiali con cui sono stati prodotti i bottoni. Infine, per dare una visione complessiva, una storia del bottonificio italiano che mette in risalto il lavoro dei nostri artigiani e dell’industria italiana del bottone.

A Venezia il Canaletto mai visto

Apre domani a Palazzo Grimani, a Venezia, la mostra “Canaletto. Il Quaderno veneziano”, dedicata al celebre “Quaderno di schizzi” del pittore, un unicum nella storia dell’arte del ‘700, codice mai visibile al pubblico, ora presentato insieme a 24 disegni appartenenti a collezioni pubbliche e private, anch’essi per la prima volta riuniti.

Il “Quaderno” di Canaletto è un prezioso piccolo volume formato da sette fascicoli, rilegati nell’ ‘800, ma in origine sciolti, ricolmo di schizzi realizzati probabilmente in un breve arco di tempo, poi riutilizzato dal pittore veneziano negli anni. Ogni fascicolo racconta il processo creativo del suo lavoro dalle tipiche annotazioni su colori, materiali e luoghi ritratti, alle corerzioni e abrasioni, ai cambi di inchiostro e di penna.

Da vedere.

da L’Adige, foto da agendavenezia.org

Cocktail art

E’ un chiaro invito il dipinto Summer Cocktail Party with English Butler (1961) di Lary Salk.

E’ l’invito per un cocktail speciale in una location speciale, il Norton Museum of Art di Miami. Cocktail Culture è la mostra multimediale allestita fino al 15 aprile che Miami dedica al rito sociale del cocktail rilanciato recentemente dal telefilm Mad Men e presente in maniera trasversale in cinema, moda, design e pittura.

Cocktail e cultura, cocktail è cultura. Bar dedicati, nuove ricette, ingredienti originali, antichi liquori riscoperti. Il bere miscelato subisce l’influenza della moda e ritrova in questi tempi, un pubblico entusiasta.  Ma rimane un’arte, tradizione da una parte e innovazione dall’altra.

Il Maestro numero uno, Salvatore Calabrese, che partito dalla costiera amalfitana oggi dirige il suo Salvatore al Playboy Club a Londra, spiega: “La Cocktail Culture è vasta e davvero eterogenea. L’unico trend è che molti locali si rifanno al passato in termini di design e stile. Il vintage e il rétro vanno per la maggiore. Ma è l’impronta del barman a definire il trend: oggi stanno riapparendo liquori classici come l’Old Tom Gin e il Rye Whisky”

Ma se da un lato la riscoperta e la reintepretazione del classico rappresenta il presente, dall’altra è anche vero che quest’arte ricerca idee innovative e ingredienti speciali. Alcuni arrivano addirittura a produrre i loro brand di bitter, liquori e spirits. Il barista moderno non ha paura di sperimentare ed è assetato di nuovi saperi. L’ultima strada battuta è quella dei cocktail green, ecologici, ottenuti partendo da prodotti organici e spesso creati integrando le tecniche più proprie del bar con quelle della cucina molecolare.

Scegliere bene, miscelare con gusto. In fondo, la metafora del bel vivre.

ds ispirata da Francesco Elli su Class

Paradigmi

ANGELA PINTALDI

(foto da cirozizzo.com)

Angela Carrubba Pintaldi, nata a Siracusa sull’isola di Ortigia nel 1960, è sempre stata attratta dalla creatività e dai suoi innumerevoli linguaggi. I suoi gioielli raffinati le hanno asscurato una grande notorietà. Oggi continua il suo percorso sperimentando video e performance. Torna sulla scena milanese con i suoi lavori: una decina di tele fortemente materiche che sviluppano un gioco di rimandi tra sacro e profano. Opere è il titolo della mostra allestita alla Galleria Rossana Orlandi fino al 31 marzo.

Incontri e contaminazioni d’arte, ovvero, l’armonia del “Bello”

Nella splendida cornice di un antico mulino in Valle di Ledro, in Trentino, Luca Degara, artista e designer trentasettenne, ha scelto di mettere le radici della sua arte e di farne il suo atelier/schowroom dove lavorare legno, vetro, acciaio, ceramica, oro e carbonio. Una singolare alchimia di artigianato, design e filosofia, il cui esito sono oggetti di arredo che si trasformano in opere d’arte.

In questi giorni, Luca Degara espone con la sua personale dal titolo “Arte & Design” alla Galleria Civica “Giuseppe Craffonara” di Riva del Garda, una mostra stimolante soprattutto dal punto di vista delle aperture trasversali alle arti e della contaminazione dei generi.

Durante il suo percorso artistico, il giovane artista ha perfezionato una peculiare forma d’arte che si caratterizza per gli accostamenti armonici tra elementi naturali e prodotti più raffinati del lavoro dell’uomo. «Solo amando e dosando i materiali – dice Luca Degara – giungo allo scopo del mio lavoro: la proporzione al di fuori del tempo e dei preconcetti; l’armonia fra gli opposti, siano essi forme, pesi o ideali».

Un’attività di sperimentazione che esprime un messaggio in cui l’unione di passato e futuro, tradizione ed innovazione, natura e tecnologia non sono più realtà inconciliabili, anzi si esaltano a vicenda: «Utilizzo e unisco materiali diversi e dalle caratteristiche uniche – dice Degara – come acciaio e cristallo, preziosi come l’oro o innovativi come la fibra di carbonio».

Luca Degara, da sempre sapiente lavoratore del legno, ha saputo,  in questi ultimi anni, proiettare le proprie opere in una dimensione  “ambientale”. Il legno, la materia sempre viva, che trattiene in sé la storia  del mondo, incontra la perfezione fredda e asettica dell’acciaio.

E’ così che nasce il design di Degara, oggetti come tavoli scultura, installazioni luminose, comunque sculture vive nella forma e nell’anima, esposte in giro per il mondo ed oggi anche nella sua terra natale.

La mostra di Degara si è rivelata altresì ispiratrice di una riflessione sullo stato attuale dell’arte, concretizzatasi in un incontro pubblico tenuto da Fiorenzo Degasperi, scrittore e giornalista trentino, già direttore della Civica di Trento, ad oggi il più capace curatore e critico della realtà storico-artistica della regione. “Le esperienze di contaminazioni tra le arti e la ricchezza di alcune sperimentazioni con lo spirito  rivolto al rinnovamento della società e dell’uomo, sono state determinanti nella storia dell’arte. Oggi però, essa deve fare i conti con una forte cecità derivata dal narcisismo, dall’egoismo, dall’individualismo, elementi questi che  impediscono ogni confronto, parametro, giudizio. Fattori che scartano  volutamente i valori e i simboli” afferma Degasperi. “E’ un’arte, quella odierna, che viene quindi relegata nella mente singola e solitaria dell’artista, che respira l’aria dello studio o al più di una parete di una galleria d’arte, ma che ha perso  i legami con la terra e il cielo, con l’individuo e la socialità. Soprattutto, sembra che abbia dimenticato la sua vocazione alla ricerca. Ma tra le pieghe contemporanee” continua il critico, “si affacciano artisti che con lo  sguardo sanno andare al di là, sbirciare lateralmente, impossessarsi di altri territori  estetici, ingoiare vogliosi gli stimoli che provengono da rami culturali apparentemente lontani. Uno di questi è Luca Degara”

Luca Degara “Arte & Design” Sala Civica “G.Craffonara” Giardini di Porta Orientale – Riva del Garda orario: 10.00 – 12.30 14.00 – 18.00 lunedì chiuso. Fino all’11 marzo.

 

Mart delle meraviglie

Alice è una bambina che cade nella tana di un coniglio e si ritrova in un mondo completamente diverso dal suo. Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, scritto da Lewis Caroll nel 1865, rappresenta  ancora oggi  una delle fiabe più affascinanti ed intriganti da interpretare. E solo apparentemente dedicata ai bambini.

Così, ad adulti sensibili è dedicata la mostra Alice in Wonderland, organizzata dal 25 febbraio al 3 giugno al Mart di Rovereto, in collaborazione con la Tate Liverpool, a cura di Christoph Benjamin Schulz e Gavin Delahunty, con l’assistenza di Eleanor Clayton.

Un percorso espositivo avvincente nel quale avviene l’incontro tra il racconto di Carroll e l’arte. Si parte dalla prima edizione di Alice illustrata da Sir John Tenniel, pubblicata nel 1865 a Londra da MacMillan, passando dai surrealisti e arrivando all’epoca contemporanea. (Prego, continui a leggere sotto)

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Rethinking a landscape

Cambiarsi e rinnovarsi, ma all’insegna del riciclo, donando vita nuova a strutture inutilizzate. Una tendenza architettonica attuale che investe energie non solo all’avanguardia, ma deve prestare attenzione anche all’ambiente, in una maniera così precisa da sfiorare l’approccio più puramente ecologico.

Una necessità del XXI secolo, quando gli spazi liberi si riducono e il problema ambientale si fa sempre più persistente. Senza contare la difficile congiuntura economica che in qualche modo invita a scegliere la strada del creare.

E creare significa anche riciclare, riadattare gli spazi già esistenti. Da otto anni ad esempio, sono iniziati i lavori di realizzazione del parco di Fresh Kills a New York, costruito sopra la maxi-discarica omonima, tanto maxi da superare in altzza la Statua della Libertà e destinato a diventare l’area verde più vasta della città, 890 ettari di terreno.

Presso il Maxxi di Roma è aperta una mostra fino ad aprile intitolata “Re-cycle” che raccoglie più di 80 opere tra disegni, modelli, progetti che illustrano quella che è ed è stata l’arte del riciclo nella storia. Uno degli scopi di questa mostra è anche prendere una posizione sulle tecniche e sulle modalità di recupero dei nostri paesaggi e delle nostre città alla luce della scarsa efficienza di piani, programmi ed altri approcci tradizionali.

Una presa di posizione necessaria e attenta che si basa su sorprendenti innovazioni, sempre più stimolate dal necessario rispetto ambientale.

Una Bella ispirazione per Trento e la sua Ex-Italcementi.

Sopra, il prima e il dopo delle Gemini Residences Frosilos a Copenaghen e il recupero della discarica Vall d’En Joan fuori Barcellona. Sotto, l’area ex Italcementi nel quartiere di Piedicastello a Trento.

 

TESTO – ds ispirata da Matteo Zampollo MFL

FOTOGRAFIE – adigetto.it e MFL

MUSICA – temptation new order http://www.youtube.com/watch?v=ybIaIV9JyHA&feature=fvwrel

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