Il valore dei libri e la loro “fisicità”

la fisicità dei libri

E’ trascorso molto tempo, sono cambiate molte cose, da quando i miei nonni e la mia mamma raccoglievano con cura i libri, alcuni dopo averli letti, altri solo per il gusto di averli, sugli scaffali di questa grande stanza luminosa del secondo piano.

Ci sono due finestre, entrambe con un panorama mozzafiato. Qui anche i miei libri convivono con quelli raccolti in passato e sembrano stare abbastanza bene. Anch’io qualche hanno fa, emulando chi è venuto prima di me, mossa dal medesimo spirito, ho comperato parecchi testi, un po’ per bisogno di sapere, un po’ per il piacere di averli.

Oggi sembra che questa raccolta sia destinata ad esaurirsi, forse non a breve ma è inevitabile per me domandarmi se Gianmarco sarà mosso dal medesimo spirito o se preferirà scaricare app sul suo iPad.

Ma ho una strana sensazione, una parte di me è quasi sicura che mio figlio  troverà ancora un perché per salire al secondo piano di questa casa e per entrare in questo luogo.

Solo per la sensazione fisica (un impatto “scenico” straordinario) di vedere queste quattro enormi pareti ricoperte da una doppia se non tripla fila di tomi, di colori diversi, formati diversi, pesi diversi, carta diversa, mondi diversi. Solo per la tentazione di aprire il recinto della mente e lasciar andare il pensiero, fantasticando, come quando si è su di un autobus affollato e si lascia cullare il pensiero al ritmo del mezzo, immaginando che ogni persona che ti sta accanto ha una storia sua, fatta di avventure e di segreti, un romanzo inedito.

Quanto ho sognato in questa stanza, da bambina. Con le protagoniste della collezione di biografie femminili o con i personaggi dei romanzi di Agatha Christie. Quanto mi portavo dentro nelle mie giornate, dei paesaggi russi dopo una lettura di Dostoevskij, piuttosto che della Parigi di Flaubert. La filosofia della mia famiglia è sempre stata quella di preferire l’acquisto di un libro alla lettura in biblioteca, per il semplice motivo che in esso si racchiude qualcosa di unico e di prezioso che va ripreso, rincontrato e rivissuto, una o più volte, nella vita. Fisicamente.

Così, se avere “fisicamente” dei libri, può aiutare a sviluppare la fantasia e la creatività dei bambini e dei ragazzi, che potranno poi  investire nella vita e nel lavoro, ecco allora che acquistare e comperare libri avrà ancora un perché, un perché ricco di futuro.

Io lo spero tanto.

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – dreams the cranberries http://www.youtube.com/watch?v=Yam5uK6e-bQ&ob=av2n

Natura terapeuta

Ritengo che i nostri ragazzi abbiamo davvero bisogno, oggi più che mai, di imparare a “fermarsi”, ad “ascoltare” e a “sentire”.

Un’esperienza singolare ma sicuramente intensa è portarli a visitare un’antica segheria veneziana.

“La segheria non è uno strumento di lavoro ma di conoscenza”. Questo è il saluto di accoglienza del segantino che apre le porte a un mondo lontano, dove il tempo sembra non essere mai passato.

Seduto su un bancale di assi di larice profumato, inizia il racconto di una lunga storia che ha come protagonisti l’acqua, il legno e la luna. Racconta di un segantino che conosce intimamente il bosco e le varie essenze, che rispetta i cicli lunari e aspetta quando il bosco si addormenta per procedere al taglio. Racconta delle sette essenze che compongono un’antica segheria ad acqua, il larice, l’abete bianco e rosso delle assicelle ammortizzatici, il melo e il pero selvatico tagliati con la luna calante di novembre ed essiccati fino a sette anni, la betulla, il faggio, il frassino e il maggiociondolo, considerato un’essenza negativa, notturna, amica della luna.

E’ una storia che parla di una co-partecipazione con l’ambiente, di una profonda e intima conoscenza della natura e delle caratteristiche del territorio.

L’antica segheria è immersa nella natura, tra distese di boschi e prati di alta montagna. Il suono dell’acqua del torrente che scorre a pochi metri è così forte da non sentire altro rumore, nemmeno la voce di una persona vicina. E’ più facile quindi invitare i ragazzi ad utilizzare gli altri sensi. Così, si lasciano inebriare dal forte profumo delle essenze tagliate e accatastate all’esterno.

Un’esperienza arricchente per loro e per noi, da vivere insieme, da portare a casa per ritrovare quel ritmo naturale che stiamo lentamente perdendo.

Segheria veneziana in loc. Molini di Pondasio a Malè Maurizio Bontempelli tel. 339 6306746.

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – Agh

MUSICA – natural mystic bob marley http://www.youtube.com/watch?v=YKtX6cf0_0A

 

Da grande volevi fare l’archeologo o l’astronomo? E’ arrivato il tuo momento

Io ci porterei pure mio figlio, perché si sa, certi sogni non hanno età. E’ tutto merito della maestra Caterina, la mia insegnante di lettere alle elementari. Ci ha fatto conoscere ed amare la storia della terra e del cielo, ci ha fatto sognare fino a che è stato possibile. Ci portava a cercare fossili e ad osservare gli archeologi all’opera, e di sera, accompagnati da mamma e papà, a conoscere le stelle.

Ricercare, scoprire, imparare, sono processi mentali continui, per i quali non esiste limite d’età; l’archeologia sperimentale, particolarmente dedicata ai ragazzi, è considerata un importante strumento pedagogico, in quanto si rende utile alla comprensione e all’approfondimento di fondamentali concetti scientifici, altrimenti poco apprezzabili.

In Trentino, è la Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici che si occupa della tutela, conservazione e valorizzazione della nostra archeologia, che programma e conduce cantieri di scavo e ricerca di siti e provvede alla loro conservazione e valorizzazione. Alla Soprintendenza, fanno capo lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas in piazza Cesare Battisti a Trento e il Museo Retico di Sanzeno. Da visitare. Inoltre, sono molti in Trentino, i siti aperti dove poter osservare gli archeologi all’opera. Da visitare insieme ai ragazzi.

Sul numero di settembre-ottobre di Archeologia Viva, è dedicato uno speciale alla nostra Valle di Non e alle sue eccezionali testimonianze. Da non perdere http://www.archeologiaviva.it

Terra e cielo. L’osservatorio astronomico di Celado si trova a Castello Tesino ed è rivolto particolarmente agli studenti che lo utilizzano come un vero laboratorio di astronomia. Ma non solo, anche alla popolazione, che vi trova aggiornamenti culturali e passatempi istruttivi, ai turisti che frequentano il Tesino e la Valsugana nei mesi estivi e invernali, per i quali rappresenta una nuova e intelligente attrattiva e non da ultimo, agli studiosi, chevi conducono ricerche astronomiche ormai impossibili nelle città affette da livelli proibitivi di inquinamento luminoso.

Di giorno si possono osservare il Sole, la Luna e i pianeti Mercurio e Venere. Di notte si osservano i corpi celesti più spettacolari della stagione (Luna e pianeti, se presenti, ammassi stellari aperti e globulari, nebulose, galassie).

Per info http://www.osservatoriodelcelado.net/ Apt Valsugana tel. 0461.727730 E-mail castellotesino@valsugana.info

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA –  G.Favero

MUSICA – Eye in the sky – Alan Parsons Project http://www.youtube.com/watch?v=-1IXQ1pKl_Q

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