L’ispirazione del giorno

òRicette d’amor e sentimenti. Si pensa di sapere tutto dell’amore, di aver fatto del passato un tesoro di insegnamenti per il futuro. E invece no, ogni volta è diverso, ogni volta è un capitolo nuovo, un periodo nuovo, con verbi, aggettivi e nomi diversi. Non esistono ricette in amor&sentimenti. Nemmeno tra le pagine della medesima storia.

Quel gusto mai dimenticato

di Donatella Simoni

Tempo di maturità. Se il mio pensiero va’ a ritroso nel tempo fino agli studi classici, una delle prime immagini che mette a fuoco è la straordinaria descrizione dei maccheroni del paese di Bengodi che il Boccaccio dipinge in Calandrino e l’elitropia (XI-3) nel Decamerone. ” …eravi una montagna di formaggio parmigiano grattugiato, sopra la quale stavan genti che niuna altra cosa facevano che far maccheroni e raviuoli, e cuocergli in brodo di capponi, e poi li gettavan quindi giù, e chi più ne pigliava più ne aveva”.

Un gusto che non si dimentica. E per rivivere quel gusto, stasera, propongo una ricetta storica tratta dai  Banchetti composizioni di vivande et apparecchio generale di Cristoforo Messisbugo, uno dei capisaldi all’origine della cucina italiana (in mostra fino al 4 novembre Magnificenze a tavola. Le arti del banchetto rinascimentale.  a Villa d’Este, Tivoli).

Gli studi linguistici-gastronomici  sulla composizione dei maccheroni del Boccaccio confermano, avvalorati da libri di cucina di due secoli dopo e da certe voci dialettali venete ancor oggi valide, che in verità si trattava di gnocchi: tra l’altro, solo quelli avrebbero potuto agevolmente rotolar giù dalle falde della montagna di parmigiano. Gnocchi, ovviamente, senza le patate che arriveranno dall’America quasi tre secoli dopo Boccaccio (1348).

Ingredienti (dosi per 4 persone):
200 g di farina bianca, 100 g di semolino macinato sottile, 5 uova, sale, 1 l di brodo di pollo e manzo (indispensabile), 100 g di formaggio grana grattugiato, 50 g di burro.

Esecuzione: setacciare insieme la farina e il semolino. Metterli «a fontana», aggiungere le uova, il sale e ottenere un impasto non troppo duro. Nel caso, aggiungere o altra farina o acqua (tutto dipende dalla grossezza delle uova e dalla « forza » della farina). Ridurre l’impasto in cordoni, tagliare dei pezzi «quanto una castagna » e modellarli « sul rovescio del grattacasio (1a grattugia) ottenendo degli gnocchi a forma di conchiglia. Se piacciono, ricorrere agli gnocchi freschi venduti in buste: questi prodotti industriali, che si valgono più di semola e farina che di patate, sono i più « vicini » alla ricetta di quattrocento anni fa. Mettere al fuoco, in una pentola larga, il brodo: deve essere quanto più ricco è possibile e persino grasso, in quanto spetterebbe ad esso insaporire gli gnocchi. Quando il brodo bolle, calarvi, un po’ alla volta, gli gnocchi. Toglierli, con il mestolo bucato, appena salgono a galla e disporli in un piatto da portata ben caldo, cospargendoli, di volta in volta, con il formaggio grattugiato, e nient’altro. Farli rotolare in ungo un piano inclinato cosparso di formaggio sarebbe prova di rispetto per Boccaccio, ma anche operazione poco agevole. Solo al momento di servire, cospargere il piatto con il burro fuso. Servire caldissimi. Osserviamo, incidentalmente, che tutte le paste al burro sono migliori se si condiscono prima con il solo formaggio, poi con il burro, sciolto o anche in pezzetti. 

Delizie mortali

Tra i libri in cucina a Casa Campanelle, si trova “Creme & Crimini” (Sonzogno Editore), un vero e proprio viaggio gastronomico fra le opere di Agatha Christie.  In questo speciale ricettario, tra veleni e delitti ingegnosi, si possono imparare succulente ricette e contemporaneamente rileggere brani dai romanzi dell’autrice in un continuo gioco di interrelazione fra suspense, letteratura e piaceri del palato.

La Cucina di Calycanthus

 

Ho scoperto con piacere, l’esistenza di questo blog di cucina assai raffinato, con un (Bel) po’ di Trentino e di Sicilia (che io adoro) dentro. Vi riporto un sunto dell’articolo che lo racconta su Ladies di dicembre.

Navigando nel mare magnum del web è una fortuna imbattersi in questo blog, http://lacucinadicalycanthus.net/,  un mondo dove la semplicità della scrittura non è sinonimo di sciatteria, dove la formula della confessione ha tutto il calore dell’intimità me nel rispetto dei confini. Un blog, un diario, dove chi scrive parla sempre in prima persona ma raramente dà del tu a chi legge.

E soprattutto un mondo dove la sostanza è accompagnata da altrattanta forma, ossia con un’immagine all’altezza del gusto.

La Cucina di Calycanthus è il diario di cucina di due amiche, Maria Teresa Di Marco e Marie Cécile Ferré e un fotografo, Maurizio Maurizi, dove le amiche cucinano e il fotografo scatta, ma non è detto che presto si invertano le parti.

Maria Teresa ha origini siciliane, è nata a Venezia, cresciuta in Trentino e ha studiato a Siena e a Parigi. Marie invece, ha ascendenze francesi e spagnole, è nata nel Chianti, anche lei ha studiato a Siena e a Parigi.

Ed è proprio a Parigi tra i corridoi della Sorbona che nasce l’amicizia tra Maite e Marie, così’ si firmano on-line, alimentata dal cucinare insieme e sopravvissuta a traslochi, fidanzati ed altre catastrofi.

Tre anni fa Maite torna a vivere  in Trentino per la malattia della madre e inizia a parlare di blog con l’amica. Il Calycanthus, oltre a richiamare il cognome materno Calì, è molto diffuso in Trentino, ed è il primo fiore che sboccia a gennaio e ti fa dire che il peggio è passato e la primavera sta per arrivare.

Il blog è nato ed è stato un crescendo tutto meno che virtuale. Prima i picnic tematici, iniziative nate per curiosità e divertimento trasformatesi in happening per una folta community e poi l’offerta da parte dell’editore milanese Guido Tommasi di pubblicare le loro ricette.

La prova del cuore – Cristian Bertol e le sue eccellenze

Giovedì 29 settembre scorso, presso il Castello del Buonconsiglio di Trento, è stato presentato il libro “La prova del cuore – Cristian Bertol* e le sue eccellenze” edito dalla Fondazione Trentina per l’Autismo Onlus per aiutare chi è meno fortunato di noi. Il libro rappresenta una preziosa raccolta di 60 ricette di un Artista di cucina, coronata da una rassegna fotografica di paesaggi e luoghi del Trentino. L’intero ricavato al netto dei costi di produzione sarà devoluto alla Fondazione per alimentare gli obbiettivi importanti che la stessa si prefigge, il creare un mondo migliore per l’Autismo. Presente alla presentazione, Katia Ricciarelli.

*Cristian Bertol dopo gli studi in Trentino, amplia i suoi orizzonti fuori regione, accumulando competenze in ristoranti di assoluto rilievo nazionale e internazionale. Seguono interventi professionali di assoluta rilevanza a Parigi, New York e Miami, a Goteborg per la Famiglia Reale svedese, in Brasile, Cile, Colombia e Argentina, a Salisburgo, Strasburgo e a Vienna con corsi per l’alta società austriaca. Collabora con Gualtiero Marchesi e con la cucina per Henri Chenot. Dal 2001 entra a far parte con l’età minima ammessa dei Jeunes Restaurateurs D’Europe. Dal 2007 è ospite fisso del programma RAI “La prova del cuoco”. www.orsogrigio.it

 

CRISTIAN BERTOL E LE SUE ECCELLENZE

Anno: 2011

Autore: Cristian Bertol

Editore: Fondazione Trentina per l’Autismo Onlus

ISBN: 9788890646508

Edizione multilingue italiano/inglese

19,90
acquista online http://www.fondazionetrentinaautismo.it/la-prova-del-cuore.php

 

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