Food e fotografia. Dialogo tra realtà e irrealismo, natura e morte

Questa presentazione richiede JavaScript.

Oggi, mercoledì 14 dicembre 2011 ore 16.13 continua la chicchierata in chat  tra Alessandro Guerani e me.

Donatella Simoni: Alessandro riprendiamo dai salami blu e dalla realtà irreale

Alessandro Guerani: bene

DS: senti, ma allora se ti commissionano fotografie di salumi tu ci lavori in post produzione?

AG: chili di nitriti nel mentre e post produzione nel dopo. Si ossidano subito e comunque bisogna sempre virarli un po’ verso il rosso. Se vedi le foto in pellicola ti accorgerai come usavano sempre un ambiente “rossastro”

DS: ma è terribile

AG: ho proprio fatto delle foto nei giorni scorsi a dei salumi, salumi freschi, zampone, cotechino e salama e prosciutto, salame e mortadella

DS: e come è stato?

AG: ho pensato a lungo come farli perché non sono belli subito

DS: immagino, ho visto le tre foto sul tuo blog

AG: ne mancano ancora due che pubblicherò domani sul blog www.foodografia.com e una terza non la pubblico

DS: perche?

AG: perché fa impressione

DS: no

AG: vuoi vederla?

DS: sì

[Alessandro Guerani mi invia la sua foto fatta allo zampone]

DS: mamma mia è terribile alessandro

AG: te l’avevo detto

DS: pazzesco

AG: lo zampone artigianale “purtroppo” è una zampa

DS: non c’è dubbio, che realismo! Anche lo zampone è blu?

AG: è magenta, non blu e comunque anche cotto è impressionante. Purtroppo quelli artigianali usano maiali adulti, sono buonissimi… non sono belli 😀

DS: per nulla direi, dopo aver visto il tuo zampone. Comunque con gli altri salumi mi sembra sia andata bene. Sei soddisfatto?

AG: hmm… si e no. Probabilmente se le rifacessi avrei degli accogimenti in più in certe cose tecniche della cottura, nella scelta della carne, …

DS: scusami, ma io sto ancora pensando allo zampone

AG: povero maiale 😀

DS: però questo è l’esempio che la fotografia può essere anche reale, troppo reale, realistica

AG: la fotografia fa vedere i dettagli che il nostro cervello elimina. Se tu vedi una persona per strada che conosci non fai caso che ha un brufolo sopra il labbro, se la vedi in foto sì, perché dal vivo il cervello categorizza l’informazione come non importante e la elimina. Ma guai a dirlo a chi vende creme contro i brufoli 😉

DS: già

AG: per questo a noi uomini fanno ridere un po’ le donne che ci mettono un’ora a truccarsi quando per noi erano belle anche prima, questione di priorità 😀

DS: cosa stai cercando di dire?

AG: che ognuno di noi vede quello che gli interessa di vedere

DS: è una grande verità, anche per lo zampone. Dici che forse non mi avrebbe fatto quest’effetto se tu non mi avessi avvertito?

AG: no, lo ha fatto anche a me. Dal vivo mi sembrava solo un bello zampone… fresco, appetitoso

DS: e quando hai visto la prima volta la tua foto cosa ti sei detto? Ma che mostrosuosità sei riuscito a creare Guerani?

AG: subito no, l’ho pensato poi, riguardandola lontana dalla visione gastronomica. Per esempio sono convinto che dentro un servizio sui salumi, assieme alle altre foto, non avrebbe un impatto così forte  perché entra dentro una logica che le toglie questa visione di morte che ha se è da sola. Ti faccio un esempio

Anche questa da sola è abbastanza “forte” come immagine, meno dello zampone e poi ti spiego perché, ma assieme ad altre foto simili, col piatto cucinato ecc diventa “naturale”

DS: sì

AG: se pensi a LadyGaga e al suo vestito di carne fa impressione su un palco ma se fosse in una macelleria farebbe al massimo sorridere

DS: sì capisco, dipende quindi anche dal contesto

AG: tantissimo, motivo per cui se vedi una donna in bikini in TV fa audience, la vedi in spiaggia continui a leggere il giornale

DS: certo, il cervello…

AG: quindi lo zampone aveva un grosso problema, per quello ti dico che se le rifacessi starei più attento a dei dettagli. Lo zampone ha la pelle quindi visto da solo rimanda immediatamente all’animale vivo. Quelle costolette di agnello, pur essendo ancora più macabre, in realtà essendo carne sono decontestualizzate dall’animale. Pensa se invece vedessi parte dell’agnello con pelo e tutto

DS: è molto chiaro, la morte, ritorna, nella natura

AG: questo ti dice anche la familiarità che si aveva con la morte nel passato. Lo zampone è un cibo molto tradizionale. Se vai in certi mercati in meridione dove ci sono i venditori di frattaglie vedi tranquillamente teste di vitello ecc, qui da noi abbiamo molto decontestualizzato la morte, vediamo la carne sotto cellophane e non ci rendiamo quasi più conto che si trattava di un animale

DS: che ruolo ha la fotografia in tutto questo?

AG: la fotografia essendo un medium fra l’esperienza visiva e il cervello inibisce certe nostre “difese” e quindi in questo caso ci fa vedere quello che non vogliamo vedere. Hai presente certe fotografie iconiche di reportage? Non ricordo video che abbiano avuto lo stesso impatto perché il video è molto più simile alla nostra esperienza visiva e quindi il cervello usa gli stessi processi di elaborazione e rimozione dei particolari non interessanti o spiacevoli. La foto, essendo statica, lo obbliga invece a usare percorsi cognitivi diversi e ritornando a cosa rifarei, ad esempio guarderei le unghie dello zampone, che sono quelle che mi hanno più impressionato

DS: è vero, anche a me

AG: ma quando lo ho comprato mica ci avevo fatto caso, ho guardato che fosse fresco, bello come forma, ecc. Poi facci caso, guarda le foto dello zampone che ci sono in giro, nelle pubblicità, sui pack ecc in quelle foto lo zampone intero è crudo ed è presntato assieme a fette di uno che invece è cotto questo perché cotto tende a rompersi ecc ma anche perché le fette aiutano a mettere in correlazione quello intero con il contesto. Ma come ti dicevo c’è molta differenza fra quelli “industriali”, che sono più asettici e meno impressionanti, e quelli artigianali li riconosci subito nelle foto

DS: ma le unghie ci sono?

AG: sì

DS: adesso mi prendo la briga di andarlo a vedere, devo giusto uscire per fare la spesa. E’ stata un’esperienza anche oggi sentirti. Senti, ci si vede domani sul tuo blog www.foodografia.com per la pubblicazione delle due foto del tuo servizio sui salumi, ok?

AG: certo, una sarà il cotechino  per terminare la serie sui salumi freschi

DS: grazie davvero Alessandro

AG: di niente, buona serata

DS: buona serata, a domani

www.alessandroguerani.com

www.foodografia.com

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: