L’ispirazione del giorno

“In questa storia dove la bocca del protagonista resta volontariamente chiusa, solo gli sguardi ci permettono di accedere agli arcani del suo pensiero. Dell’anima, sono i più degni e fedeli messaggeri”.

(Dalla recensione di Marco Crestani di  “Io confesso”. Alfred Hitchcock, 1953).

Nobili trasgressioni

Basterebbero quei tocchi di classe che illuminano le descrizioni di castelli, magioni, dimore tenute, poderi e anche “semplici” case di campagna per dare un senso alla voglia di leggere L’amore in un clima freddo di Nancy Mitford (Adelphi editore, pagine 280, euro 18).

Chi ama le atmosfere “country”, aristocratico o snob o borghese o popolare, non importa, in queste pagine ritroverà qualche cosa che lo lega all’ambiente che ha scelto.

Un romanzo tra i più intriganti del Novecento. Nancy* racconta il mondo dell’aristocrazia inglese presa di sorpresa non tanto dai cambiamenti della società (non se ne accorge neanche), quanto dalle trasgressioni al suo interno: come quella della giovane e bellissima Polly che osa sposare lo zio Boy Dougdale, molto più vecchio di lei, appena vedovo, ex amante della madre. Un malizioso svelamento di amori e odi, cattiverie e stravaganze, adulteri “segreti” di cui tutti sono a conoscenza.

Ogni storia ruota attorno alla nobilissima famiglia Montdore, discendenti del barone Redesdale: sei sorelle surreali ed il loro corollario di aprenti, amici e amanti, che per decenni si sono divertite a a dare (aristocratico) scandalo, come la duchessa Deborah che nella sua sontuosa ancorché molto country dimora inglese di Chatsworth offre il becchime alle sue amate galline, rigorosamente in abito da sera.

da Francesco Cevasco (Style Country Life)

*Nelle opere di Nancy Mitford (1904-1973), dove non mancano riferimenti autobiografici alla sua aristocratica famiglia, vengono ritratti con ironia i vezzi e le manie della bella società. Nobili inglesi e intellettuali francesi si muovono vacui in un valzer di adulteri, tra feste scandite da pettegolezzi e scenate.

Il segreto dei segreti. I tarocchi Sola Busca

Il gioco dei tarocchi, inizialmente noto come “triumphi” (la parola “tarocchi” pare sia stata introdotta per la prima volta in un documento del 1505), risulta documentato in Italia come gioco dei ceti più elevati a partire dal quinto decennio del XV secolo soprattutto in area ferrarese, dove si conservano molti documenti relativi alla fornitura di mazzi miniati o a stampa per membri della famiglia ducale, dei quali però per il momento non pare essersi conservata traccia.
Nel 2009 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, esercitando il diritto di prelazione, ha comprato il più antico mazzo di tarocchi italiano completo (che è anche il più antico esistente al mondo), noto come mazzo Sola Busca dai nomi dei precedenti possessori (gli eredi Sola Busca), e l’ha destinato alla Pinacoteca di Brera, che già conservava un gruppo di 48 carte, parte di un prezioso mazzo tardo-gotico realizzato per il duca di Milano (mazzo cosiddetto Brambilla).
A Milano, alla Pinacoteca di Brera, da oggi al 17 febbraio 2013 è in programma la mostra Il segreto dei segreti. I tarocchi Sola Busca, una mostra che intende presentare questa importante acquisizione al grande pubblico, indagandone per la prima volta in maniera approfondita il contesto culturale e le possibili fonti, la complessa iconografia, arrivando così anche a precisarne la datazione e a identificare l’artista che lo ha realizzato e l’umanista che ne ha suggerito l’iconografia, aspetti tutti che non sono mai stati in precedenza sviscerati dalla critica.
Questa mostra è la prima parte di un importante ciclo espositivo sui tarocchi che proseguirà nel nuovo anno. Dal 20 febbraio al 7 aprile 2013, infatti, presso la Pinacoteca di Brera sarà allestita la seconda mostra dedicata all’altro prezioso mazzo del XV secolo appartenente alle collezioni del Museo, dal titolo I tarocchi Bembo. Dal cuore del ducato di Milano alle corti padane.
Per approfondire: info

Blur

Blur, dall’Inglese illeggibile, è il titolo di un progetto dell’artista trentino Luciano Civettini .

Si tratta di libri speciali, o meglio, diventati speciali. Libri di varie dimensioni, ai quali Civettini ha rifatto la copertina. Ognuna intitolata Blur, numerata e dedicata ad un tema. Ogni libro viene poi inglobato nelle resine trasparenti e sigillato completamente. Non più apribile, il libro come oggetto, cambia di significato; la storia che racconta rimane un segreto del quale si può intuire solo una piccola parte attraverso le immagini della copertina.

L’ispirazione del giorno

La serratura. Abbiamo tutti un grande cassone in cui rinchiudere segreti, fantasmi, frammenti del passato. Il desiderio è quello di chiudere tutto lì dentro e di non vederlo, sentirlo, toccarlo mai più. Ma non è sempre facile. Tutto dipende da quella serratura che si chiama volontà. O forse no, si chiama nostalgia. A volte, è nostalgia di una certa sofferenza. Che se è per Amore, riesce pure ad avere un dolce sapore.

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