L’attimo raccolto (in giardino)

foto (23) foto (25)

Semplicità no filter. Parterre du Relax Casa Campanelle, ore 18

Annunci

Valori impressi

TESTO E FOTO DI DONATELLA SIMONI

Pensando all’autunno, ai suoi colori, alle foglie che cadono, mi sono ricordata del mio erbario, realizzato nel 1980, alle scuole elementari, grazie alla sensibilità della maestra Caterina, alla quale devo molto, molte delle mie passioni, tra cui l’astronomia e l’archeologia. (Grazie, maestra!). Tornando all’erbario, si tratta di una decina di schede con foglie e fiori vivi, sulle quali è stato riportato con cura in calce, con la mia calligrafia di bambina, il nome della specie, il giorno e il luogo della raccolta. Sono trascorsi 33 anni ma è così emozionante poter (di)mostrare a mio figlio – fogli(e) alla mano – che i veri valori sono quelli dal cuore semplice e che se raccolti con Amore, possono vivere e mantenersi integri per sempre.

foto (20) foto (18) foto (17) foto (21) foto (19)

L’ispirazione del giorno

No plastica. Non è uno slogan ma è la filosofia seguita dalla mia cucina. Bandita totalmente, viene sostituita con materiali vivi come la porcellana bianca, l’acciaio, il vimini, il legno, il vetro, i tessuti. Questa è una composizione che ben rappresenta la mia scelta: su carrello in acciaio Ikea, ciotole e teiere La Porcellana Bianca, vassoi e cloche scaldavivande in inox Alessi. Nella vecchia cassetta da frutta in legno, porcellane bavaresi e bottiglie di rosso da cucina.  Nella cesta in vimini Ikea, biancheria da cucina Le Jacquard Français.

Vacanze, itinerari fuori rotta

Chi non ha problemi finanziari è chiamato, oggi più che mai, a fare tendenza senza esibire la ricchezza; chi invece sta risentendo dei cambiamenti globali, risponderà al desiderio di rilassare mente e corpo scegliendo l’allure dell’esclusività. Cercando il lusso silenzioso. Dove? In un convento o nella propria città, girando il mondo in moto o partecipando ad un torneo di scacchi. Perché in tempo di crisi l’importante è riportare l’attenzione su se stessi e seguire le proprie passioni, evitando gli eccessi e predilegendo l’essenziale.

Così, in un tempo di difficile congiuntura, lo spirito, la religione, la cultura, l’arte, sono forse le derive più tangibili suggerite dalla creatività.

Oggi più che mai, è più chic che shock, lasciarsi richiamare dalla trascendenza, come soggiornare in un luogo di preghiera o in un convento, con la possibilità di partecipare ai momenti liturgici, di lavorare nell’orto in contatto terapeutico con la terra, oppure trascorrendo momenti di silenzio e di riflessione alternati a letture e colloqui con i monaci.

Anche la montagna corrisponde sempre di più al bisogno di una vacatio diversa ed esclusiva. La montagna come luogo di ricerca di sè. Salire in alto per ritrovare se stessi. La montagna “spirituale”, una vera opportunità di vivere il silenzio, la pace, il raccoglimento. Il contatto con la natura, la solitudine, l’estraniarsi dal mondo, l’elevarsi. Come dice in una recente intervista il divo contemporaneo del cinema di qualità, Pierfrancesco Favino “abbiamo bisogno sempre di più di ricontattare noi stessi anche dal punto di vista di quello che può farci stare bene davvero”.

Potremo definirli “itinerari fuori mappa”. All’hotel extra lusso si predilige l’agriturismo, al ristorante con il conto supercaro, la ricerca del prodotto a chilometro zero. Comunque e sempre un’esperienza di ampio respiro, di conoscenza ed arricchimento, dove “genius loci” o “terroir” vengono considerati il vero valore aggiunto della vacanza: per capirci, mangiare la pizza a Napoli o il risotto milanese a Milano, è assai più chic che seguire pedissequamente le stelle della Guida Michelin.

In controtendenza poi, con la vacanza intesa nel suo significato più stretto, ovvero come evasione dalla realtà, c’è qualcosa di davvero esclusivo: semplicemente fermarsi, recuperando la propria realtà e il proprio contesto. Lo si fa in primis, rallentando il tempo, spegnendo l’auto e spostandosi in bicicletta, a cavallo o semplicemente a piedi. Il fotogramma scorerrà più lento e così sarà più facile godere del panorama, scorgere i dettagli, valorizzare le relazioni umane, assaporando nel suo assoluto quella Bellezza che ci circonda ogni giorno ma che immancabilmente il tempo che sfugge ci impedisce di vedere.

Appuntamento in spiaggetta

Si raggiunge solo dal mare nelle giornate di bonaccia e in quelle increspate che portano i profumi della macchia e i colori della costiera. Così, da 40 anni. Nulla è cambiato, c’è ancora il gozzo sorrentino che fa la spola tra il molo grande di Positano e la spiaggia Laurito, un lembo di sabbia, sassi e rocce a dirupo sul mare. Nulla è cambiato neppure il colore delle imbarcazioni tirate in secca quando sale il vento, azzurre, rosse, cobalto.

E’ il Ristorante Da Adolfo, una terrazza con cucina realizzata in una caverna. Da maggio a ottobre, il bel mondo che veleggia sotto costa, si ferma qui per respirare le brezze leggere e godersi il pesce freschissimo di Sergio, figlio di Adolfo Bella, positanese doc, che nel 1966, stregato da questo anfratto segreto scoperto nel dopoguerra mentre scorazzava tra anse  e porticcioli a bordo di un vecchio Riva, insieme a Lucille, la moglie americana, decise di realizzare qui il suo sogno e di aprirci un ristorante.

Oggi, a distanza di 40 anni, la spiaggetta di Laurito, nonostante la “selvaggia semplicità”, è diventata un luogo di appuntamento nazionale e internazionale che attrae divi e dive, politici e magnati, artisti e gente semplice, i quali ritornano, tutti, sulla spiaggia del Ristorante “da Adolfo”, come se avessero preso un “appuntamento ideale” per ritrovarsi in questo angolo di sogno.

Un approdo ambitissimo da chi cerca semplicità e naturalezza, da chi si vuole abbandonare pigro e dondolarsi a pochi metri dalla riva aspettando i pescatori di Sergio che cominciano a decantare il pescato ancor prima di gettare l’ancora.

Si pranza a piedi nudi, protetti dal solleone sulla terrazza dotata di pergolato, tavoli in legno e sedie impagliate. La cucina è realizzata in una fessura nella roccia, una semplicità rara che rappresenta il fiore all’occhiello. Il menù è quello di una volta, gustosissimo: il fiore di latte arrostito nelle foglie di limone, la zuppa di cozze, i carpacci di pesce crudo, i totani delle patate, le alici fritte.

Troviamoci qui.

testo da Style, fotografie, nell’ordine, tripadvisor.it, belliniforone.com

Low profile

Sembra stia diventando la parola d’ordine, il termine di moda: sobrietà. Sobrietà in politica, austerità in economia, low profile nel life style. In realtà bisognerebbe essere moderati in tutto, anche nella moderazione.

Ma ormai sembra inevitabile, nel costume dei prossimi tempi si profila un nuovo stile: tornare all’essenza delle cose, concentrarsi sulla qualità, vivere meglio con meno. Dal guardaroba, agli investimenti, dal business alle scelte di vita. Lavorando affinché quella virtù propria dei nostri padri, torni ad essere quella dei nostri figli.

La sfida dei tempi così, diventa scegliere la qualità senza sprechi e godersela creativamente. Sulla base di questi elementi, tentiamo allora di disegnare l’identikit del “nuovo” uomo di stile: di buona cultura, gestisce in modo oculato risorse, consumi, tempo. Vive green, mangia sano, cerca sempre la qualità.

Prima di tutto nell’abbigliamento. Sceglie pochi pezzi ma di qualità. Meglio ancora se fatti su misura. Oggi anche la moda contribuisce in tal senso, realizzando tessuti naturali, materie prime e trattamenti sicuri, scelti e usati pensando all’ambiente e al futuro. Gli abiti servono così a comunicare alcuni dei “nuovi” valori emergenti, come l’ecologia e la sostenibilità.

Anche nel lavoro è low profile, nei rapporti e nel modo di essere. Un esempio per tutti, il suo biglietto da visita: nome in grande, più in piccolo il cognome e poi i riferimenti per il contatto, ma niente titoli e posizioni occupate.

Per quanto riguarda l’alimentazione (sana), poche uscite al ristorante, evviva le cene a casa con prodotti a km zero, dove cucinare diventa un momento, oltre che di piacere e di relax, di creatività e di cultura. Cucinare è un’arte, imparala e mettila da parte!

Per le sue vacanze, il nostro uomo di stile, sceglie di essere più autentico e meno effimero. Cerca prodotti doc e luoghi che esaltino le cose vere, il silenzio, la cultura, il gran cibo. Luoghi dove austerità si declina in riti indifferenti alle mode, in pellegrinaggi dell’anima tra resort accoglienti e atmosfere che aiutano a vivere un rapporto intimo ed esclusivo con la natura.

Nell’era del virtuale e della tecnologia, egli torna viandante, a piedi, a cavallo, in bicicletta, anche solo per partecipare a quelle feste di paese che celebrano i prodotti della terra. Aborre le auto blu, semmai le sceglie verdi. In attesa che si diffonda il car sharing, opta per automobili a gas, magari con un’allure elegante com la nuova Lancia New Ypsilon a Gpl. In città, rinuncia alle quattro ruote per i mezzi pubblici, lo scooter o la bici. Se viaggia preferisce treni e aerei low cost.

Low profile, low cost e pure low-tech. Dovrebbero essere strumenti che semplificano la vita, ma se non si usa coscienza, possono addirittura distruggerla. Il nostro uomo di stile ha un rapporto maturo con l’hi-tech, che significa rispetto e occhio vigile. Per i suoi figli invece, imita i guru della Silicon valley: un’istruzione a basso contenuto tecnologico secondo il modello educativo steineriano. Ritorno al futuro.

Il ritmo del suo tempo è impazzito? Predilige tutto ciò che non dura solamente un attimo. Primo, soprattutto, il passato con il suo valore, quindi l’arte in tutte le sue forme. S’impone di trovarlo, il tempo, per se stesso, per inseguire le cose autentiche e coltivare i rapporti veri.

Per lui,  è solo il tempo a non essere low profile.

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – web

MUSICA – time of your life green day http://www.youtube.com/watch?v=1PK2R0IwCiY&feature=fvsr

Rimanete in maniche di camicia, purché sia azzurra

E’ adorata dalla nostra “Terza persona” di stile di questa settimana, ovvero la sedicenne Caterina, che nell’armadio ne ha ben cinque.

E’ adorata dalle stylist Emmanuel Alt, direttore di Vogue Paris e Virginia Smith di Vogue Usa. Elle France la mette in copertina indosso a Katie Holmes.

La camicia azzurra è il classico rivelazione di ogni stagione: di taglio diritto o sciancrata, ha una personalità così forte che regge pure senza giacca.

Immancabili quelle Oxford e in cotone pettinato di Ralph Lauren, oppure le sartoriali di Max Mara e Brunello Cucinelli.

Brava ragazza, donna in affari, aristocrazia in campagna. Ma sbaglia chi la ritiene un capo serioso, “office style” o sportivo.

E’ chiaro, abbinata ad un pantalone morbido o ad un denim a sigaretta, coperta da un blazer e (de) limitata da una cintura smilza e severa, non può che suggerire questo effetto. Ma è solo la prima delle sensazioni.

Il numero di bottoni sbottonati fa il suo gioco e il resto, lo fanno la leggerezza e la semplicità di un capo chic, di charme, di classe. Bon ton.

Vuoi vedere che adesso una camicia azzurra riesce pure ad essere sexy?

 

Quando la semplicità ha un gusto stra-ordinario. GUSTAMUS, la nuova rubrica di tempi&modi

Chi avrebbe mai immaginato che una pasta corta, condita con burro di malga, avrebbe suscitato un tale sentiment? Un simile interesse nei confronti della semplicità di certi sapori o connubi, verso una semplicità quotidiana ma forse inaspettatamente stra-ordinaria?

E allora, nasce su tempi&modi, GUSTAMUS, la nuova rubrica ispirata da un “buon-gustamus” d’eccezione, Antonio Maini, sindaco di Caldes.

Un convivio di prodotti tipici, di abbinamenti esclusivi, talvolta persi nella memoria, per riscoprire e far riscoprire ai nostri figli, il lusso della semplicità.

La spontaneità di un’idea, l’originalità di una soluzione, l’autenticità di una scelta, a tavola. Caratteristiche proprie della nostra cucina tradizionale, e forse, proprie anche di persone come noi, alla ricerca dell’Essere… mai banali.

Gli “assaggi” di Maini, saranno proprio così, spontanei, originali, autentici, mai banali. Semplicità che si fa ricercatezza, questa è la sfida!

Una simile interpretazione del “gusto trentino” non poteva che trovare spazio su tempi&modi

 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: