Femminilità senza tempo

Una femminilità che va oltre codici e distanze. L’Alta Moda, secondo Dolce & Gabbana, affonda le radici nel territorio. Quello d’origine, amato e rivissuto, sotto varie forme. Luogo di luci e ombre, di sacralità e sensualità. Dove si muovono figure magiche e carnali.

La protagonista di questa favola è Monica Bellucci fotografata da Paolo Roversi per Vogue (suppl. settembre). “Posso dire che Domenico, Stefano e io, da mediterranei, troviamo la nostra fonte di ispirazione nelle donne che abbiamo amato, che ci hanno fatto sognare. Donne dalla forte personalità, come le nostre nonne, mamme, zie. Esempi di femminilità che è stata portata sullo schermo dalle grandi attrici italiane del cinema di Fellini, Rossellini, Visconti, De Sica. Dive che hanno saputo trasmettere questo modello di femminilità al mondo”

Il nero, che la tradizione vuole simbolo del lutto e quindi deputato a mantenere le distanze, diviene ora, con un abile gioco d’ironia, il colore della seduzione. Mentre il pizzo, nella sua perfezione esecutiva, richiama quell’idea di unicità che è il fondamento dell’Alta Moda. Pizzi sontuosi e ricercati, realizzati da mani sapienti, si alternano a fastosi broccati nei quali la seta più preziosa si intreccia con il filo d’oro, fra suggestioni cinematografiche e rievocazioni di antichi splendori. Capolavori unici, nati per essere interpretati da donne straordinarie.

“Abiti meravigliosi, frutto di un eccezionale lavoro artigianale. Abiti di gran lusso, ma che non creano, tuttavia, quell’effetto di distanza che capi così importanti e sofisticati talvolta possono suscitare. Anzi, ti viene voglia di indossare queste stupende creazioni anche in occasioni meno formali”. (MB)

Oui, c’est Carine

Quanto conta la sensualità? Carine Roitfeld, l’ex direttore di Vogue Paris, esempio di uno stile tutto francese, sexy ma non completamente, elegante ma mai lezioso, sfacciato ma con un twist, spiega il segreto dell’allure. “Prima di uscire, quando ti dai un’ultima occhiata allo specchio, chiediti se c’è ancora qualcosa di superfluo che potresti togliere”. E’ un suggerimento che arriva da Karl Lagerfeld che citava a sua volta Coco Chanel.

Carine Roitfeld ha da poco presentato un libro realizzato in collaborazione con Lagerfeld dedicato alla Petite Veste Noire Chanel, “un capo davvero indispensabile per qualsiasi donna, da indossare in ogni occasione, elegante abbinata ad una gonna, décontracté chic con i jeans”. Questo è il lusso alla francese : un capo raffinato, lussuoso nelle finiture ma mai vistoso, comodo da indossare, un investimento per la vita.

Ma per quanto riguarda Carine, il suo segno distintivo sono le gambe: splendide e sempre in mostra su tacchi vertiginosi.  Un segno distintivo come ogni donna a capo dei vari Vogue in giro per il mondo: caschetto e occhiali XXL per Anna Wintour di Vogue America, lunghe chiome bionde e gioielli antichi per Franca Sozzani di Vogue Italia, taglio post punk asimmetrico alla Lisbeth Salander per Angelica Cheung di Vogue Cina. Carine però, afferma di portare anche ballerine e di essere solo vittima della sua immagine. Sensualità e potere.

E’ possibile conciliare seduzione e potere? Carine: “Dipende molto dal ruolo. Probabilmente nessuno vorrebbe una presidente della Repubblica in calze a rete e minigonna con lo spacco, l’abito influenza ancora il giudizio, l’importante sono le capacità.  Una donna deve essere seducente, ma il suo potere di seduzione non lo misuri con i centimetri di pelle scoperta, bensì con l’attegiamento e con quello che dici. E’ un modo di essere, di accavallare le gambe, di guardare l’interlocutore, di sentirsi forte. Quando ti senti forte, ti senti più potente. E potere non significa sacrificare la propria femminilità ma è questione di sfruttare il proprio potenziale”

Insomma, sembra che la seduzione sia anche una questione di cultura, di charme, di conversazione: “Quello che dice una donna è almeno importante quanto l’abito che indossa”

ds ispirata da Maria Grazia Meda (D la Repubblica) foto di Karl Lagerfeld