Il cielo in una stanza

“La stanza non ha più pareti, ma alberi, e questo soffitto viola no, non esiste più. Io vedo il cielo sopra noi”. 
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Cresce la mia voglia di libertà.
 
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Libertà di vivere il mio Tempo a Modo mio, di concepire lo spazio in un Tempo&Modo nuovo, fuori dagli schemi, lontano dai luoghi comuni. Libertà di “rompere il paradigma” fino a stupirmi di quanto sia bello “aprire gli occhi” e riuscire a mettere a fuoco. Riuscire a Vedere, finalmente.
 
 Libera dai confronti. 
 
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Ecco, io vorrei il cielo nella mia mente.
 
“Tutte le cose vere somigliano a fiabe,
tanto più che al nostro tempo le fiabe fanno l’impossibile per somigliare
alla verità”
 
                                                                                                             Honoré de Balzac,
                                                                                                                   Il cugino Pons
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L’attimo raccolto (in the green room)

freen room

My Freen Room. Libera la mente di concepire lo spazio liberamente.

Giardino di Casa Campanelle, ore 16

La dependance o “Rifugio degli ospiti”

44dff1dddddddfddfoto333333ddddddgdkggglf9jjjjjnnjdUn salotto e una stanza da letto ariosi, una zona cucina e un bagno, il disbrigo ed un piccolo guardaroba. E’ la “Dependance”, realizzata in un’area della casa particolarmente tranquilla, l’unica con romantica vista sul giardino. Ideale per il soggiorno degli ospiti. Ora è vuota e in questi giorni, ho iniziato a progettarne gli interni. Su una tavolozza di colori neutri (bianco, écru) ho steso delle pennellate di azzurri sfumati fino al blu, per mobili, tessuti, oggetti. Un po’ “Shabby Chic”, un po’ “Bellora style”, ma con tratti molto, molto personali. Questo spazio è nato come “rifugio” per gli ospiti e questo deve riuscire ad essere. Tranquillità, serenità, silenzio, tonalità soffuse, pochi, quasi nessun “colpo di testa”, sebbene a me tanto cari: questi sono gli elementi che mi ispirano nell’arredare. Ho le idee chiare su stile e colori. Aspetto invece di essere piacevolmente sorpresa da incontri inaspettati per quanto riguarda mobili ed oggetti.  Classico sì, ma mai scontato.  – Ecco il primo incontro inaspettato. Una meravigliosa sedia “Pavone”, adatta per leggere e sognare andando a ritroso nel tempo e spaziando con la mente verso Paesi lontani. E’ molto leggera:  nella bella stagione, l’ospite potrà comodamente portarla sul terrazzino che accede al giardino e goderne amabilmente. Ho scelto inoltre l’argento quale metallo nobile protagonista di questi spazi: con il vetro, catalizza e riflette la luce nelle stanze. Intepreta l’eleganza. Alle pareti, tinteggiate di bianche o di azzurro, ho appeso la “pelle”: semplicissime cornici bianche accolgono gli scampoli dei tessuti utilizzati per arredare le stanze.  – Ho trovato una bellissima ispirazione leggendo tra le pagine del Secondo Libro dei Re nella Bibbia: “Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c’era una donna facoltosa, che l’invitò con insistenza a tavola. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei. Essa disse al marito: «Io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. Prepariamogli una piccola camera al piano di sopra, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e una lampada, sì che, venendo da noi, vi si possa ritirare». Recatosi egli un giorno là, si ritirò nella camera e vi si coricò. Egli disse a Ghecazi suo servo: «Chiama questa Sunammita». La chiamò ed essa si presentò a lui. Eliseo disse al suo servo: «Dille tu: Ecco hai avuto per noi tutta questa premura; che cosa possiamo fare per te? C’è forse bisogno di intervenire in tuo favore presso il re oppure presso il capo dell’esercito?». Essa rispose: «Io sto in mezzo al mio popolo». Eliseo replicò: «Che cosa si può fare per lei?». Ghecazi disse: «Purtroppo essa non ha figli e suo marito è vecchio». Eliseo disse: «Chiamala!». La chiamò; essa si fermò sulla porta. Allora disse: «L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu terrai in braccio un figlio». Essa rispose: «No, mio signore, uomo di Dio, non mentire con la tua serva». Ora la donna rimase incinta e partorì un figlio, proprio alla data indicata da Eliseo” (2Re 4 8-17).  – Pian piano si procede, con vere e proprie pennellate di design, oggetti davvero preziosi, unici, come l’iPal Tivoli Audio e la Tea Cup Galerie Royale Wallis Blue by Bernardaud. E poi, un vecchio libro di Maupassant corredato da fotografie di Jeanloup Sieff e un’edizione originale di Au bonheur des dames di Emile Zola. Tanti libri d’arte.  – Questa mattina mi sono fermata da Lucin, l’artigiano delle cornici a Trento, e come sempre mi sono fatta “abbindolare” dalle sue opere d’arte. Mi sono portata a casa cinque piccole cornici antiche. Personalmente sono molto attratta dalle cornici vuote. Le ho appese una accanto all’altra, sopra l’azzurro acceso di una parete della stanza da letto. Belle senz’anima, esaltate dalla loro essenza: il vuoto. E’ come se avessero avuto un’anima e qualcuno gliela avesse rubata. Mi inquieta questa specie di horror vacui, ma dall’altra, mi stimola l’invito ad andare oltre le cose. Un ciglio di bellezza, un margine, un contorno chiuso, dentro cui sta il tutto o il niente. Comunque, il risultato è una parete estremamente affascinante che vorrei oltremodo impreziosire con una cornice in marmo di un antico camino. Sogni.  – Quanto mi piace non essere convenzionale e circondarmi non solo di cose belle ma di Materia bella. Dalle cantine mi sono portata un vaso in terracotta di Impruneta acquistato qualche anno fa di ritorno dalla Calabria: servirà come piano d’appoggio in sala. Senza dimenticare i materiali di scarto utilizzati nei lavori di restauro di Casa Campanelle: il mosaico in Travertino, ad esempio, di cui una piastrella è finita in bagno come zerbino. –  Oggi mia madre mi ha raccontato che in queste stanze, per alcuni anni, ha soggiornato un pittore. Ecco da dove provengono tutte queste ispirazioni… qualcosa di Radames, così si firmava il pittore, potrebbe essere ancora qui…  – Lavorare a questa area della mia casa mi fa stare davvero bene, stimola la mia creatività, mi da’ modo di aprire la mente a nuovi progetti. E’ una soddisfazione vedere come sappiano dialogare tra loro alcuni oggetti di design che ho raccolto in questo angolo raccolto di casa. Sì, la dependance è dedicata agli ospiti, ma non nego di sentirmici assolutamente a mio agio, anzi. Talvolta, nella mia grande casa, invece di sentirmi protetta, ho la sensazione di perdermi. Invece, in queste stanze, dove l’ambiente risulta circoscritto ma tutto è così prezioso, mi è più facile trovare la mia dimensione.  – Lo ammetto, più che il rifugio per gli ospiti sta diventando il mio rifugio! Inoltre, a dispetto delle mie convinzioni inziali, sto stravolgendo il gusto di questi spazi. Non riesco a resistere ai richiami di pezzi importanti, d’antiquariato, design e soprattutto, non riesco a resistere all’originalità. Quindi, sto lentamente abbandonando l’idea iniziale dello stile shabby/country chic e mi sto rivolgendo ad un gusto molto, molto personale che arreda uno spazio “libero”, libero, di accogliere, allo stesso modo, persone, cose, idee. – Leggerezza, è ciò che chiede, alle porte delle bella stagione, lo spazio dedicato al riposo; in autunno, l’impalpabile zanzariera e le lenzuola di lino che caratterizzano l’alcova, lasceranno posto a tessuti più strutturati come seta e velluto.  Zanzariera e baldacchino. Comunque una tenda, che evoca il luogo accogliente in cui il viandante del deserto può fermarsi e riposare. Work in progress.

Un bagno di esibizionismo

Un tempo si arredava coi sanitari e qualche piccolo squallido mobiletto per asciugamani, saponette e carta igienica. E poi, era fondamentalmente cieco. Questo era il bagno.

Oggi, questa stanza di servizio diventa uno degli spazi più importanti di una casa. Luce, spazio, aria. Come la cucina è il luogo del calore per eccellenza, il bagno diventa il centro benessere dello spazio privato, il luogo del relax e della cura del corpo.

Un nuovo concept di progettazione che tende a svilupparsi più attorno alla persona che allo spazio, non più attorno al living, bensì al luogo dove il corpo (e la mente) ritornano protagonisti del proprio tempo (libero).

E se un tempo era buona educazione chiudere la porta del bagno, oggi, se c’è, va tenuta spalancata, deve essere una cosa unica con il resto dello spazio domestico. Arredato alla stregua di una stanza nobile, con mobili ed oggetti di design: librerie, tavolini, sedute, lampade d’autore, il bagno viene concepito come un salotto e come tale va esibito.

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Lo spazio tagliato su misura per me

 

E’ una grande ricchezza potersi ritagliare in casa, uno spazio per se stessi, anche piccolo, ma solo nostro. Il mio studiolo è una piccola stanza arredata con il colore rosso carmino, che riscaldato dall’oro, regala un’atmosfera calda ed elegante. Era il mio studio privato prima dell’arrivo di Gianmarco. Raramente ci lavoravo, questo era il luogo del relax, della lettura e soprattutto, uno spazio da allestire a mia immagine e somiglianza, con le cose più care tra quelle più belle.

Come ad esempio, la piccola biblioteca realizzata da un falegname del paese per il mio nonno, dove ho raccolto una serie di riviste d’arredamento e alcuni testi sui tessuti del mondo. Sopra vi ho sistemato uno dei pezzi a cui tengo di più in assoluto e che mi affascina moltissimo: un vecchio torchio da stampa che, visto il tema della stanza, ospita inaspetattamente alcuni ritagli di tessuto.

Alla parete, in una serie di cornici, vengono conservati sotto vetro, pezzi di tessuti ritagliati da vecchi abiti un rosso di Valentino, una fodera Burberry, uno chiffon Armani, una maglia Missoni. Su dei rotoli invece, vengono presentati scampoli di tessuto usati per i rivestimenti di alcuni mobili della casa, soprattutto velluti, i miei preferiti.

Il grande tavolo da lavoro in legno massiccio ospita davvero di tutto. Tra carte, ritagli di giornale, colori a matita, anche una stupenda lampada in ottone e tessuto bordeaux realizzata dall’artigiano trentino Fronza. Ricordate il signor e la signora Fronza nel loro atelier all’angolo tra via Verdi e Vicolo dell’Adige? Hanno realizzato per decenni l’arte della luce, arredando ed illuminando le più belle case di Trento e del Trentino, prima di chiudere ahimè, la loro bottega qualche anno fa.

In un angolo, accanto alla stufa ad olle marron a castelletto dei primi ‘900, troviamo un’accogliente poltrona in stile che riporta il medesimo tessuto dei grandi cuscini adagiati a terra per la lettura o la musica.

Infatti, qui sono raccolti anche gli strumenti di casa: da quelli antichi del nonno, una chitarra e un mandolino, al violino proveniente da Praga che all’interno riporta l’etichetta “Joseph Rocca fecit Taurini Anno Domini 1843”. (L’originalità dello strumento però non è del tutto fondata). E poi, il pianoforte a muro dove da piccola ho imparato per otto anni a strimpellare e le chitarre, la classica e una Gibson Les Paul.

Sto bene qui.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIE – Casa Campanelle

MUSICA –  how would it be lene marlin http://www.youtube.com/watch?v=7odKa-8XsIo&ob=av2e

BMW 520d Touring, è il lato B che fa la differenza

Distese di vigneti ormai vestiti a festa prima dell’inverno, dimore storiche e castelli, rappresentano lo scenario di questo nostro tour di fine ottobre.

La partenza è fissata a sud del capoluogo, in località Acquaviva, nei pressi del Palazzo Bortolazzi, un’antica dimora barocca circondata da un parco secolare. Qui “incontriamo” l’auto che ci accompagnerà nel nostro viaggio, una Bmw 520d Touring, un classico in chiave hi-tech.

Ci accomodiamo subito all’interno. Classico stile BMW per l’abitacolo, connubio in verità molto piacevole tra moderno design e funzionalità; l’accoglienza di bordo raggiunge livelli di eccellenza, merito anche delle poltrone anteriori “Comfort”, caratterizzate dalla regolazione in due porzioni distinte degli stessi schienali e con poggiatesta avvolgenti. Ariosa la sistemazione posteriore che riceve attenzioni specifiche, con l’adozione di un divano frazionato in tre parti, abbattibile automaticamente tramite pulsante ed equipaggiabile di schienali regolabili nell’inclinazione.

E’ da ammettere, sulla station tedesca, il raccordo tra l’eleganza della “5” classica con la novità del volume aggiunto è tra le note più liete, nelle giuste proporzioni per consentire l’indispensabile sportività da un lato e versatilità dall’altro.

Ma si parte, in direzione sud. Quasi cinque metri di lunghezza non sono pochi, eppure la Touring scorre via sottile, importante ma leggera, frutto di proporzioni minuziosamente studiate che restituiscono equilibrio sotto ogni angolazione. Raggiungiamo l’abitato di Besenello. Da qui saliamo qualche chilometro fino a raggiungere Castel Beseno la più grande struttura fortificata della regione http://www.buonconsiglio.it/index.php/it/Castel-Beseno. Visita, panorama mozzafiato sulla Valle dell’Adige, e via, si riparte. Strada statale 12 dell’Abetone e del Brennero direzione sud.

Appena lasciato l’abitato di Calliano, possiamo ammirare alla nostra sinistra, circondato da vigneti, Castel Pietra http://www.castelpietra.info/. Ma proseguiamo. La nostra Bmw è un salotto viaggiante di prima classe, sul piano della guida non rivela alcuna incertezza, garantendo un feeling di raro benessere. Spiccano la rigidità e la precisione del telaio, l’equilibrio sopraffino e la generale sensazione di facilità e confidenza che si “respirano” da subito, e che rendono l’auto più guidabile e maneggevole di quando dicano stazza e dimensioni.

Dopo pochi chilometri arriviamo a Rovereto. Una parte della giornata è dedicata alla visita di questa bellissima città d’arte, il Mart, il Castello, i palazzi storici. Shopping tra le botteghe artigiane del centro.

Si riparte dopo aver pranzato in uno dei ristoranti che offrono piatti realizzati esclusivamente con prodotti trentini. Tappa obbligata a  Villa Lagarina alla Distilleria Marzadro http://www.marzadro.it/ per l’acquisto di alcune bottiglie della miglior grappa trentina. Si sale quindi da Nogaredo in direzione Castel Noarna http://www.castelnoarna.com/ E’ il sito glamour della settimana su tempi&modi!

Nella salita al castello, la nostra auto ci regala grandi soddisfazioni. Opzioni tecnologiche quali sospensioni regolabili e sterzata integrale, permettono di ampliare notevolmente la capacità dell’auto di adattarsi ad umore e percorso: le prime passano dal soffice e vellutato allo sportivo, la seconda consente essenzialmente più maneggevolezza in manovra e maggior intensità di pilotaggio.

Meritano un plauso le sospensioni con ammortizzatori regolabili  secondo stile e velocità di marcia. Si spazia così da un assorbimento davvero vellutato, ideale per una marcia il più possibile rilassante, ad una fermezza sportiva della risposta, che offre il grande vantaggio della versatilità.

E’ ora di ripartire. Si scende in direzione Isera e poi entrati in autostrada al casello di Rovereto Sud viaggiamo verso Avio, la nostra meta. In autostrada, l’insonorizzazione della nostra Bmw è sopraffina. Usciti al casello Ala-Avio e prendiamo la direzione del Castello di Sabbionara http://www.fondoambiente.it/beni/castello-di-avio-beni-del-fai.asp che si erge maestoso davanti a noi. Si tratta di un egregio esempio di costruzione castellana medievale e rappresenta uno tra i più noti ed antichi monumenti fortificati del Trentino. Domani, domenica 30 ottobre, saremo di nuovo qui, perché per tutto il pomeriggio verranno organizzate visite al Castello e momenti teatrali. A fine percorso verranno offerte caldarroste, vin brûlé e ottimi vini locali.

Che dire, pienamente soddisfatti di questo Touring-art!

 

TESTO – ds ispirata da www.auto.it

FOTOGRAFIA – www.auto.it

MUSICA – touring ramones http://www.youtube.com/watch?v=YlW9Vo8yHzM&ob=av2e

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