Sono una persona…

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… a modo. Mio.

*guanti kick boxing Leone, smalto Tropix Shellac

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Flashback

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Un paio di guanti avorio (*Sermoneta Gloves), un paio di calze (*Agent Provocateur), un libro, un anello importante, un cassetto socchiuso, dei fiori secchi. E’ un angolo di stanza della nonna materna, in un angolo della mia mente.

La dependance o “Rifugio degli ospiti”

44dff1dddddddfddfoto333333ddddddgdkggglf9jjjjjnnjdUn salotto e una stanza da letto ariosi, una zona cucina e un bagno, il disbrigo ed un piccolo guardaroba. E’ la “Dependance”, realizzata in un’area della casa particolarmente tranquilla, l’unica con romantica vista sul giardino. Ideale per il soggiorno degli ospiti. Ora è vuota e in questi giorni, ho iniziato a progettarne gli interni. Su una tavolozza di colori neutri (bianco, écru) ho steso delle pennellate di azzurri sfumati fino al blu, per mobili, tessuti, oggetti. Un po’ “Shabby Chic”, un po’ “Bellora style”, ma con tratti molto, molto personali. Questo spazio è nato come “rifugio” per gli ospiti e questo deve riuscire ad essere. Tranquillità, serenità, silenzio, tonalità soffuse, pochi, quasi nessun “colpo di testa”, sebbene a me tanto cari: questi sono gli elementi che mi ispirano nell’arredare. Ho le idee chiare su stile e colori. Aspetto invece di essere piacevolmente sorpresa da incontri inaspettati per quanto riguarda mobili ed oggetti.  Classico sì, ma mai scontato.  – Ecco il primo incontro inaspettato. Una meravigliosa sedia “Pavone”, adatta per leggere e sognare andando a ritroso nel tempo e spaziando con la mente verso Paesi lontani. E’ molto leggera:  nella bella stagione, l’ospite potrà comodamente portarla sul terrazzino che accede al giardino e goderne amabilmente. Ho scelto inoltre l’argento quale metallo nobile protagonista di questi spazi: con il vetro, catalizza e riflette la luce nelle stanze. Intepreta l’eleganza. Alle pareti, tinteggiate di bianche o di azzurro, ho appeso la “pelle”: semplicissime cornici bianche accolgono gli scampoli dei tessuti utilizzati per arredare le stanze.  – Ho trovato una bellissima ispirazione leggendo tra le pagine del Secondo Libro dei Re nella Bibbia: “Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c’era una donna facoltosa, che l’invitò con insistenza a tavola. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei. Essa disse al marito: «Io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. Prepariamogli una piccola camera al piano di sopra, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e una lampada, sì che, venendo da noi, vi si possa ritirare». Recatosi egli un giorno là, si ritirò nella camera e vi si coricò. Egli disse a Ghecazi suo servo: «Chiama questa Sunammita». La chiamò ed essa si presentò a lui. Eliseo disse al suo servo: «Dille tu: Ecco hai avuto per noi tutta questa premura; che cosa possiamo fare per te? C’è forse bisogno di intervenire in tuo favore presso il re oppure presso il capo dell’esercito?». Essa rispose: «Io sto in mezzo al mio popolo». Eliseo replicò: «Che cosa si può fare per lei?». Ghecazi disse: «Purtroppo essa non ha figli e suo marito è vecchio». Eliseo disse: «Chiamala!». La chiamò; essa si fermò sulla porta. Allora disse: «L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu terrai in braccio un figlio». Essa rispose: «No, mio signore, uomo di Dio, non mentire con la tua serva». Ora la donna rimase incinta e partorì un figlio, proprio alla data indicata da Eliseo” (2Re 4 8-17).  – Pian piano si procede, con vere e proprie pennellate di design, oggetti davvero preziosi, unici, come l’iPal Tivoli Audio e la Tea Cup Galerie Royale Wallis Blue by Bernardaud. E poi, un vecchio libro di Maupassant corredato da fotografie di Jeanloup Sieff e un’edizione originale di Au bonheur des dames di Emile Zola. Tanti libri d’arte.  – Questa mattina mi sono fermata da Lucin, l’artigiano delle cornici a Trento, e come sempre mi sono fatta “abbindolare” dalle sue opere d’arte. Mi sono portata a casa cinque piccole cornici antiche. Personalmente sono molto attratta dalle cornici vuote. Le ho appese una accanto all’altra, sopra l’azzurro acceso di una parete della stanza da letto. Belle senz’anima, esaltate dalla loro essenza: il vuoto. E’ come se avessero avuto un’anima e qualcuno gliela avesse rubata. Mi inquieta questa specie di horror vacui, ma dall’altra, mi stimola l’invito ad andare oltre le cose. Un ciglio di bellezza, un margine, un contorno chiuso, dentro cui sta il tutto o il niente. Comunque, il risultato è una parete estremamente affascinante che vorrei oltremodo impreziosire con una cornice in marmo di un antico camino. Sogni.  – Quanto mi piace non essere convenzionale e circondarmi non solo di cose belle ma di Materia bella. Dalle cantine mi sono portata un vaso in terracotta di Impruneta acquistato qualche anno fa di ritorno dalla Calabria: servirà come piano d’appoggio in sala. Senza dimenticare i materiali di scarto utilizzati nei lavori di restauro di Casa Campanelle: il mosaico in Travertino, ad esempio, di cui una piastrella è finita in bagno come zerbino. –  Oggi mia madre mi ha raccontato che in queste stanze, per alcuni anni, ha soggiornato un pittore. Ecco da dove provengono tutte queste ispirazioni… qualcosa di Radames, così si firmava il pittore, potrebbe essere ancora qui…  – Lavorare a questa area della mia casa mi fa stare davvero bene, stimola la mia creatività, mi da’ modo di aprire la mente a nuovi progetti. E’ una soddisfazione vedere come sappiano dialogare tra loro alcuni oggetti di design che ho raccolto in questo angolo raccolto di casa. Sì, la dependance è dedicata agli ospiti, ma non nego di sentirmici assolutamente a mio agio, anzi. Talvolta, nella mia grande casa, invece di sentirmi protetta, ho la sensazione di perdermi. Invece, in queste stanze, dove l’ambiente risulta circoscritto ma tutto è così prezioso, mi è più facile trovare la mia dimensione.  – Lo ammetto, più che il rifugio per gli ospiti sta diventando il mio rifugio! Inoltre, a dispetto delle mie convinzioni inziali, sto stravolgendo il gusto di questi spazi. Non riesco a resistere ai richiami di pezzi importanti, d’antiquariato, design e soprattutto, non riesco a resistere all’originalità. Quindi, sto lentamente abbandonando l’idea iniziale dello stile shabby/country chic e mi sto rivolgendo ad un gusto molto, molto personale che arreda uno spazio “libero”, libero, di accogliere, allo stesso modo, persone, cose, idee. – Leggerezza, è ciò che chiede, alle porte delle bella stagione, lo spazio dedicato al riposo; in autunno, l’impalpabile zanzariera e le lenzuola di lino che caratterizzano l’alcova, lasceranno posto a tessuti più strutturati come seta e velluto.  Zanzariera e baldacchino. Comunque una tenda, che evoca il luogo accogliente in cui il viandante del deserto può fermarsi e riposare. Work in progress.

“Podium” per Tod’s

La tradizione del Made in Italy nella scelta e nella lavorazione della pelle, che Tod’s ha nel suo DNA sin dagli inizi, per il prossimo Autunno – Inverno incontra trattamenti e soluzioni speciali, adatti all’uomo contemporaneo e al suo stile cosmopolita e attento.

Il nuovo Progetto “Podium” ha uno stile formale ispirato all’eccellenza della calzoleria e del gusto italiano, reinterpretato e arricchito da dettagli inediti: ferma-lacci e battistrada in gomma tipici delle scarpe tecniche, uniti a lavorazioni e materiali pregiati.

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Tod's AW 13-14

La linea di borse Double Stripe, caratterizzata dall’inserto di una doppia striscia in pelle, si arricchisce di due nuovi modelli: la shopping con zip e il borsone da viaggio. I materiali utilizzati sono lavorati manualmente con tecniche ad hoc: ogni borsa diventa così un pezzo unico, intriso di artigianalità e selleria.

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Tod's Double Stripe Bag AW13-14

In tema di contaminazioni

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Hôtel Costes

Soluzioni strong per un periodo dark

Il tuo cuore sta attraversando un periodo dark? SS13-SW08301_02_c_400

Peeptoe lussuosa pitonata arricchita da un piccolo teschio in strass sul davanti.

Il periodo è extra dark?

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Giacca biker in pelle con maniche rimovibili e stampa di pantera a fiori con strass sul retro.

Per tutte coloro che, a questo punto, sognano un periodo dark: Philipp Plein

Ai piedi di una Donna

Oh, where did hunter win

So delicate a skin

For her feet.

You lucky little kid

You perish, so you did

For my sweet.

To my Mistress’s boot

Frederick Locker Lampson

Matteo Tom Ford 013

photo by CLAUDIO AMADEI for T & M

 

Seduzione in punta di piedi

Perché la calzatura? Forse perché di tutti i componenti dell’abbigliamento femminile è quello che più sottilmente esprime la seduzione, il richiamo del sesso. Non nell’abito, simbolo di status, non nel gioiello speso solo espressione di ricchezza, ma in questo guscio, che copre e talvolta svela la nudità del piede, che dà slancio alla gamba e grazia alla figura, risiede il più riposto segreto del fascino femminile.

 Apri la punta, scopri il tallone

Anni Venti: Con le prime minigonne, quelle per ballare il charleston, le scarpe sono di tutti i tipi, di camoscio, di rettile, di pelle, sono lunghe con tacchi molto incurvati.

Anni Trenta: Il cinema è la forma di spettacolo più popolare, ancor più delle riviste di moda. Le calzature di Marlene Dietrich ne “L’Angelo Azzurro”, dal bel tacco alto ma non troppo sottile, vera meraviglia di proporzione, fanno impazzire.

Anni Quaranta: Lo sforzo bellico, materiali poveri, sughero e zeppe.

Anni Cinquanta: Il tacco alto, sottile, talvolta così sottile da chiamarsi “a spillo”, assottiglia la caviglia, slancia la gamba, s’impone con prepotenza.

Le scarpe tornano ad essere affusolate ed eleganti.

Inizia una girandola di invenzioni, un evoluzione di questo accessorio che insegnerà alle donne questa legge: per quanto elegante, prezioso, personale sia un abito, non lo sarà mai veramente se a reggere l’immagine non c’è una calzatura degna del suo nome.

 Il secolo dei Maestri

Il Novecento: Pinet, Hellstern arrivando a Pietro Yanturni e all’astro André Perugia, di origine italiana, considerato uno dei padri di quest’arte che fece delle scarpe degli anni Venti quel capolavoro di eleganza e modernità che ancora oggi ammiriamo. L’esperienza in una fabbrica di aeroplani nel corso della prima guerra mondiale, prima di cominciare a disegnare scarpe per Poiret, servì a chiarirgli le idee: “Un paio di scarpe deve essere perfetto come un’equazione e calibrato al millimetro come un pezzo d’ingranaggio”.

 Su misura, per poche

“Una vera signora non compera le scarpe, le ordina”, diceva Lady Duff Cooper.

Esiste una categoria di donne, decisamente ristretta, che – portatrice di un’eleganza senza tempo – per educazione, per tradizione, per piacere, si fa realizzare le scarpe su misura da quegli artigiani, pochi rimasti, la cui opera viene contesa in tutto il mondo.

Per lei, la scelta di un nuovo paio è attesa, fiducia. Non può provare tutti i tipi che le piacciono, può solo progettarle insieme al calzolaio, che nel suo laboratorio custodisce la forma in legno dei piedi della cliente, con un’accurata scheda su misure e particolarità.

L’artigiano – artista crea per la signora qualcosa di unico, di eccezionale: un privilegio.

Un paio di calzature così – ha detto qualcuno – non si comprano, si meritano.

 Feticismo in punta di piedi

Esiste un limite tra culto per la scarpa e feticismo, o piuttosto l’uno non sconfina spesso nell’altro? A cavallo del secolo Freud e colleghi analizzano il simbolismo sessuale di piede e calzatura mentre, precedentemente, altri avevano dato espressione letteraria all’analisi degli stravolgimenti che la scarpa femminile induce sulla specie umana. Valga per tutti l’esempio del celebre Restif de la Bretonne, che nella seconda metà del Settecento confessava: “Durante l’infanzia amavo le belle fanciulle; avevo soprattutto un debole per i bei piedini e le belle scarpe. Tenevo sul camino la sua scarpetta rossa con i tacchi verdi alla quale rendevo omaggio tutti i giorni”.

Infinita è l’iconografia in quest’ambito. Newton, Jones, Mapplethorpe che ci lasciano alcune tra le più inquietanti immagini di calzature femminili.

Le stesse continuano ad essere protagoniste di film e fumetti, come quelli di Crepax e di Andrea Pazienza, con le sue Veneri nude calzate di sandali rossi dal tacco altissimo.

Arrivando all’incontenibile Quentin Tarantino che sorseggia champagne dalla Louboutin di Uma Thurman…

 

Testi dal libro di Irvana Malabarba “Ai piedi di una donna” (Idea Libri, 1991)

Chi mi ama, mi segua

Casadei

Blade di Casadei

photo by The Sartorialist

Tod’s sotto l’albero, Gommino e D Bag in edizione limitata

Tod’s lancia una limited edition per festeggiare i suoi pezzi iconici in occasione del Natale: il Gommino e la D Bag, classici senza tempo che sono diventati sinonimi del marchio.

L’edizione limitata del Gommino è disponibile in pitone e cavallino bicolore, in camoscio con ricami cuciti a mano, in cavallino con borchie cucite a mano e in una versione metallica e iridescente in morbida pelle di vitello.

La D Bag lanciata nel 1997, è un capolavoro di raffinatezza, di lusso senza tempo, dal gusto impeccabile e di qualità invidiabile. Per il Natale 2012, la D Bag è in pregiato visone bianco con dettagli in morbida pelle di vitello.

Pezzi indimenticabili, realizzati secondo le tecniche più tradizionali ma allo stesso tempo dal tocco contemporaneo per uno speciale e lussuoso Natale.

Paradigmi di stile

fotoDal più alto del tacco discende a terra una campata di ponte inclinato o toboga capovolto, la parte della suola che non tocca mai il suolo e si conserva lucente e nuova, rigida nel portamento, flessuosa nei contorni, intatta come fosse intangibile.

E’ questa la zona della scarpa più sconcertante, che nasconde una perenne giovinezza là dove meno lo sguardo può raggiungerla, e ispira alla mente una leggera vertigine, come il dritto che diventa rovescio nell’anello di Moebius.

Dal rovescio si torna a passare al dritto con la cupola della punta, che è la parte più in vista dall’alto e di fronte, prua e polena, e come tale esprime lo spirito della scarpa, l’immagine che essa inoltra al mondo; ma è anche la parte più direttamente e saldamente attaccata alla terra, come per riceverne forza e una fierezza ostinata, quasi proterva. La varietà delle fiancate e staffe e cinghie corona la scarpa in un disegno aereo in cui i vuoti occupano più spazio dei pieni, come il sartiame di una nave…

Italo Calvino

Cercando una bottiglia di Charles Heidsieck del ’95

Per lo spazio (voce del verbo) Navigare (stile nel web, il web per lo stile), T & M segnala questo website, soprattutto per le festività in arrivo: Le mie Bollicine Il punto di riferimento sul web per lo Champagne, e non solo…

Russian inspirations

Samovar in argento, colbacco in volpe Prada, edizione Meridiani Mondadori de “Tutti i racconti” di Tolstòj.

Icona raffigurante la Veronica con il Cristo, guanti di pelle lunghi e collo in pelliccia eco nera.

Giacchino corto in visone miele Simonetta Ravizza.

  

Bicchiere di Vodka su fotografia di Nikolay Biryukov

Caviale&Champagne al  Bolshoi vestito Rubelli

Ritratti di Tod’s

“Il mio riferimento è mio padre, che ha tenuto sempre unita la famiglia”  – Tazio Puri Negri

Ritratti di:

stile, espressione, strada, unione, ricerca, amicizia, figli, valore, Made in Italy, rispetto, sentimento, esperienza, arte e…

E’ Italian Portraits by Tod’s, un viaggio fotografico tra passione ed eleganza.

App su iPad e iPhone.

“Forever Now” with Charlotte

Sono scattate da Inez Van Lamsweerde & Vinoodh Matadin, le fotografie in bianco e nero della campagna “Forever Now” di Gucci che ritraggono Charlotte Casiraghi in un’atmosfera disinvolta e naturale ricca di dettagli propria di una classica dimora. Dettagli, eredità di simboli del mondo equestre che hanno caratterizzato i modelli Gucci per generazioni. La campagna prende spunto dal morso in ottone che Guccio Gucci utilizzò per la prima volta sulle borse impunturate negli anni Cinquanta adottando la stessa tecnica usata per la rifinitura delle selle, prima di applicarlo come dettaglio sui classici mocassini Gucci nel 1953.

Per Gucci, lo stile e la classe innati di Charlotte Casiraghi ereditati dalla nonna, Grace Kelly.

photos by fashion.telegraph.co.uk

Avec Madame de la Fressange à Paris

Con Inès de la Fressange a spasso per il fantastico sito web di Roger Vivier.

Comoda eleganza

Non c’è nulla di più piacevole, tornando a casa la sera dopo una lunga giornata di lavoro, che scendere da quel tacco 12 ed uscire da quel tailleur strizzato per indossare una divisa più comoda e consona al clima familiare. Relax, figli, pulizie domestiche, qualsiasi cosa ci aspetti, saremo pur sempre nel nostro rifugio. Finalmente!

Così, essere eleganti anche tra le mura domestiche diventa un valore, un concept. Perché è giusto apparire, ma l’importante è essere.

In casa, l’abbigliamento sarà sicuramente casual, che tutto significa meno che trasandato.  Ad esempio, abiti o caftani in lino per l’estate, jeans e pull in caschmere per la stagione fredda; camicie forever, adorabili gli abiti in lana leggera, caldo cotone oppure in misto cashmere, a mezza manica, da portare con calze coprenti in tinta. Per i momenti trascorsi sul divano o davanti al pc, una calda pashmina sulle spalle.

Chi ha ancora voglia di esprimersi punterà sui dettagli, come un gioiello, un elemento di bigiotteria di qualità o qualcosa di prezioso portato da un viaggio in un paese lontano. I capelli se sono di media o lunga misura, li raccoglieremo bene all’indietro in un’elegante e comoda coda.

E ai piedi? Le pianelle. Ma quali? Ad esempio, delle ballerine. Le animalier, bellissime portate con il jeans strech. E Miu Miu propone per il prossimo autunno/inverno le sue pantofole in velluto. Very chic.

Il risultato sarà a prova di ospiti… inattesi, ma prima di tutto, saranno gli uomini di casa ad… apprezzare.

TEXT – Donatella Simoni

PHOTOS – ds @CasaCampanelle, vogue.fr

MUSIC – comfortably numb pink floyd http://www.youtube.com/watch?v=cAMnqZqn6RI&feature=related

Tod’s presenta “Italian Portraits”

Nella splendida cornice della Pinacoteca di Brera, si è svolta a Milano la serata dedicata al lancio del libro “Italian Portraits”, in distribuzione da settembre 2012 nelle migliori librerie del mondo.

Diego e Andrea Della Valle hanno accolto alla serata: Stefano Tonchi, Giulia e Carlo Puri Negri, Micol Sabbadini, Nino e Francesca Tronchetti Provera, Nathalie Dompè, Valentina Scambia, Virginia Orsi, Luisa Beccaria, Lucilla Bonaccorsi, Pupi Solari e alcuni tra i protagonisti del libro (tra cui Alberto Alemagna, Emanuele Cito Filomarino, Gaddo della Gherardesca, Giovanni Gastel, Guglielmo Miani, Niccolò Minardi, Tazio Puri Negri).

Italian Portraits celebra, attraverso una serie di ritratti fotografici di raffinati uomini italiani, il talento di unire l’estetica all’etica, la contemporaneità alle tradizioni, la bellezza alle capacità.

Uno stile perfettamente rappresentato da questi personaggi, che affonda le sue origini nel Made in Italy e nell’importanza delle cose “fatte bene” e dell’artigianalità: una scelta di eleganza non ostentata e di rispetto del passato e delle radici.

Valori senza tempo, parte di uno stile di vita e di una cultura moderna e cosmopolita ma ben radicata nel nostro Paese.

Aspettando Italian Portraits

Fotografie tratte dal libro Italian Touch realizzato nel 2009 da Tod’s.

Charlize & Kristen, sexy dark

 CHARLIZE THERON & KRISTEN STEWART

by Mikael Jansson (for Interview Magazine)

Personal red carpet

Per il quarto anno consecutivo, Sergio Rossi omaggia la 65esima edizione del Festival di Cannes – che animerà la Croisette fino al 27 maggio – con una limited edition di sandali rosso fuoco che evoca lo stile glamour che, da tradizione, viene sfoggiato sul red carpet del Palais des Festivals.

Ecco due diversi modelli di sandali stiletto e con plateau, impreziositi da dettagli di piume di delicati cristalli. La limited edition è disponibile in selezionate boutiques Sergio Rossi in tutto il mondo.

Per il Suo personale red carpet.

Uno Style speciale

Esiste uno stile contadino nel tempo della globalizzazione? La campagna suggerisce un modo di vivere che non ha “stile”, che ha radici in una cultura antica fatta di valori e rispetto, ma anche di semplicità, povertà ed eleganza. Un mondo quindi, stranamente attuale e pieno di fascino. Un mondo per giovani. Tutto questo è ciò che racconta con la bellezza, l’eleganza e la professionalità di sempre, un numero speciale di Style (Corriere della Sera) che intitola Country Life, non per fare il verso ai britannici, ma per ricordare che questa Italia, fatta di locande, cibi, abiti rustici, e chic, cultura e arte, piace in tutto il mondo. E piace molto anche a T&M.

Ecco i servizi che potete trovare tra le pagine di questo numero 1 aprile – maggio consigliati da T&M.

“Cosa succede in campagna”, nuovi veicoli eco, ma di design. Il verde come opera d’arte, così come la zappa. E per i nostalgici, un ranch stile old West, con stivali hi-tech.

La classifica dei country resort, antiche case coloniche, masserie fortificate, vecchi mulini, recuperati con passione.

Il prefetto chicnic, i migliori prati, gli eco accessori, i cestini preparati dagli chef.

A centimetro zero. La nuova tendenza verde, da Michelle Obama a Laura Biagiotti tutti con la zappetta in mano. A New York si pianta e si raccoglie in cima ai tetti, ma basta anche un balcone per  avere una provvista che dura una stagione: pomodori, insalata e basilico a qualità controllata. Di persona.

Il vestito educato. Il ben vestire dei contadini alla domenica non  è un semplice cambio d’abito, è soprattutto un gesto di cortesia e rispetto. Con un codice, fatto di regole semplci che dettano ancora oggi uno stile.

Straordinarie fotografie corredano il servizio dedicato al fotografo di moda Giovanni Gastel, nipote di Luchino Visconti, ritratto mentre si rifugia nella casa di campagna e il servizio seguente, su un itinerario tra gli aromi dalla Lunigiana alle isole dell’arcipelago, dietro agli odori di macchia tra ginestre, fiordalisi, rose selvatiche, gelsomini, facendo tapppa in agriturismi e taverne immersi nella fioritura. 

Stile di campagna. La Sahariana è il capo classico del guardaroba contadino, perfetto per l’estate. Come sceglierlo e gli indirizzi dei sarti campagnoli.

Nel servizio di moda Country Chic intitola “In Villa”, le fotografie di Stefan Giftthaler ritraggono atmosfere raffinate, abiti semplci, divanetto e boiserie. Un mondo contemporaneo fatto di seta, cashmere, cotone  intrecciato. 

Garden Breakfast con fiori, ingredienti freschissimi e un tavolo preparato come le tele dei maestri.

Imperdibile una selezione di tessuti per l’arredamento, rigati in lino fatti a mano o ricami minuscoli in poliestere e cotone per dare tono all’essenziale, motivi pop Gio Ponti e maculati esotici per una dimora country di vacanza, chic e originale.

E per finire, una mossa giusta, “La mossa della torre”: guida all’acquisto di un rudere e relativo restauro. Ad esempio, antiche rocche con terreno in vendita in Umbria. Con tanto di capitolato per la ristrutturazione.

Davvero un sogno di rivista.

Our ability to adapt

by Jeep Grand Cherokee ADV

Esercizio al Bello

Sono la nostra “palestra”, un esercizio di stile ed estetica, ci formano l’occhio al Bello, ci aprono il cuore alle meraviglie che ci circondano. Sono le riviste di arredamento e di design.

Da aprire, sfgogliare, osservare e trarre ispirazione da tradurre in realtà. Personalmente raccolgo da anni riviste come AD, Ville&Casali, Case Country, VilleGiardini. Sono state la mia “Bibbia” nel restauro di Casa Campanelle. Quelle spendide immagini di interni di casali, dimore inglesi e appartamenti newyorkesi, di giardini all’italiana, di terrazze e attici verdi, di parchi e orti medievali, sono state ispirazione e guida nelle mie scelte. Pavimenti, mobili, oggetti, tessuti, piante, anche semplici dettagli, ma soprattutto il “sentiment”, l’atmosfera e il gusto che ogni singola immagine sa comunicare della Bellezza.

Oggi in edicola ho trovato un VilleGiardini completamente rinnovato.

Dal punto di vista formale: un cambio della copertina e del formato, una scelta grafica più moderna ed aggressiva, la valorizzazione delle immagini e dei prodotti, una ricerca di caratteri più consoni al nuovo abito. Più ritmo e più grinta mantenendo l’eleganza e la suggestione di sempre. Dal punto di vista dei contenuti, l’approccio di VilleGiardini è classico e contemporaneo allo stesso tempo.

Un viaggio alla riscoperta del territorio, dei tesori dell’agroalimentare, del paesaggio costruito e coltivato dall’uomo, della tradizione e dei prodotti doc. Un viaggio a 360° per aiutare a fare scelte di qualità, per abitare con tutti i comfort, per stare bene con se stessi e con la natura.

In vetrina, case piene di fascino e con un’anima, accompagnate da approfondimenti e suggerimenti sulle scelte dei proprietari (ambienti, materiali, scelte strutturali, soluzioni di arredo, arte del ricevere). Stessa strada seguita per gli spazi dedicati al verde. Il giardino si apre a spazi di informazione più approfonditi e a nuove rubriche: lo specialista che svela i segreti per scegliere le piante e mantenerle in salute, l’esperto che suggerisce gli acquisti, le novità degli arredi outdoor.

All’emozione di una casa immersa nel verde o di un giardino d’autore si unisce la sobria eleganza degli interni che riflettono la personalità di chi ci abita. Tante informazioni utili, nomi giusti, indirizzi e approfondimenti pratici.

Oggi, si stanno affermando sempre di più, un modo di vivere a tu per tu con l’ambiente e con ciò che di Bello ci offre il territorio e una nuova passione per il verde, la riscoperta della tradizione, l’eccellenza dei prodotti e dell’artigianalità.

Che non ci colgano impreparati!

Uno stile Forever

Lo stile di Gucci, ispirato al mondo equestre, incarna la stessa eleganza di oltre mezzo secolo fa, quando il fondatore Guccio Gucci lo propose per la prima volta. Oggi è sinonimo di bellezza senza tempo intrisa di fascino moderno. E per comunicare questo dualismo di classe, Gucci ha scelto Charlotte Casiraghi.

A partire da questa settimana la cavallerizza di successo, nonché “friend of the House” ormai da tempo, sarà protagonista della nuova campagna Gucci “Forever Now”. Nel corso dei prossimi due anni la campagna, ideata per celebrare le famose icone della Maison, vedrà Charlotte Casiraghi immortalata in una serie di scatti realizzati da quattro tra i più famosi e apprezzati fotografi del mondo. Si comincia questo mese con la prima immagine: lo shooting, che ha avuto come location una scuderia, è firmato dal celebre fotografo Peter Lindbergh. Evocativa e al tempo stesso delicata, l’immagine è un omaggio al nastro verde e rosso. E all’italian style.

Masterpieces spring-summer 2012 (seconda parte)

Happy spring-summer shopping!

Dolce far niente. Vernis Dior Nirvana n° 704.

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Hosteria Toblino, sublime connubio tra vista e gusto

Ci sono il legno, l’olivo, la vite e un elegante tocco di bordeaux. Ci sono tutti gli elementi per godere di un sublime colpo d’occhio.

Siamo a Sarche in Valle dei Laghi ed imboccando la strada che porta a Riva del Garda è impossibile non notare la struttura che ospita Hosteria, il locale dedicato alla ristorazione della Cantina di Toblino.

Davanti alla struttura in legno e vetro, è stato allestito un parterre erboso che ospita dei filari di viti. Poco distante, il grigio delle piante di olivo si sposa con il verde blu dei cipressi. L’area outdoor del winebar è arredata con degli eleganti ombrelloni bordeaux.

Soddisfatto il senso della vista, sarà quello del gusto ad essere pienamente gratificato.

Hosteria infatti, è ristorante, dove degustare i vini trentini abbinati alla miglior cucina tradizionale; è winebar, enoteca e grappoteca; è un selling point fornitissimo con un buon paniere di specialità gastronomiche selezionate da Slow food e dalla Strada del vino e dei Sapori “dal Lago di Garda alle Dolomiti di Brenta”. Il tutto interpretato da un ambiente moderno e raffinato, conviviale ma elegante.

Personalmente l’ho scelto per un appuntamento di lavoro. Ho portato il mio ospite a pranzo all’Hosteria: davanti ad un fagottino ripieno con formaggio Casolet dorato con miele d’acacia di Thun e crema di marroni di Drena, un filetto di trota salmonata come secondo e un classico strudel di mele alla trentina come dessert, ho realizzato un’importante intervista in tema di agricoltura.

Una bella figura.

Hosteria & Selling Point Toblino, Via Garda, 3 Fr. Sarche Calavino Tel. 0461 561113 Email. hosteria@toblino.it www.toblino.it

(foto da 2spaghi.it)

Hommage, il lusso di una rasatura ad arte

Nel cuore di New York c’è un angolo di paradiso riservato a soli uomini, uno spazio extra lusso elegante e raffinato di assoluto relax anche se immerso nella caotica Manhattan. Hommage Atelier by Julien Farel è un ambiente rilassato che richiama le atmosfere di un tranquillo salotto di casa, nel quale si viene invitati a togliere scarpe e giacca ed indossare comode pantofole e vestaglie da camera, il tutto accompagnato da un buon bicchiere di scotch. Ad ogni cliente viene riservato un trattamento personalizzato, dal massaggio alle mani al taglio di capelli alla rasatura Hommage, in un ambiente dove il design e la comodità si sposano perfettamente.

Hommage è il brand di spicco nell’immaginario maschile del lusso moderno e nel 2004, mostrò al mercato a quali vette di eccellenza mirava: presentò un rasoio a lama da 25mila euro in acciaio di Damasco, lo stesso utilizzato nel Medioevo per le lame delle spade.

Da allora il brand parigino non ha smesso di perfezionare l’arte della rasatura proponendo strumenti sofisticati e lussuosi. Il suo marchio di fabbrica resta però il set da rasatura formato da un rasoio cromato placcato in rame e nickel (compatibile con lamette Gillette Mach3) e da un pennello cromato in pelo di tasso. Oggi è proposto in quattro variazioni. L’ultimissimo sviluppo propone soluzioni ingegneristiche, con rasoi e pennelli dall’impugnatura realizzata in fibra di carbonio tessuta a mano come fosse una fibra tessile e presentato in una raffinata scatola laccata di legno della Tanzania.

www.hommage.com

Unopiù, outdoor lifestyle

Fuori c’è un freddo assurdo, ma nella cassetta della posta oggi ho trovato il catalogo Unopiù 2012. E’ primavera!

La Unopiù nasce nella campagna della Tuscia, a 15 km da Viterbo, in quel di Soriano nel Cimino, un’incantevole località immersa nel verde, già meta delle vacanze di Pirandello.

Unopiù rappresenta la cura e la cultura del giardino, le migliori soluzioni per arredare gli spazi aperti come fossero “stanze verdi”, parte integrante della casa, con la stessa attenzione, con la stessa ricercatezza.

I prodotti Unopiù sono raccolti in tre famiglie di strutture e arredi, distinte per stili, forme e materiali: la Collezione Classic che rivisita una tradizione dal gusto intramontabile; la Collezione Contemporary, dove l’outdoor design è al servizio del comfort e della funzionalità ed infine, la Collezione Easy Life, dallo stile fresco e colorato, destinato ad una clientela giovanile e dinamica.

Stiamo parlando comunque di strutture dal forte impatto scenografico che ridimensionano i confini tra indoor e outdoor, collezioni impreziosite da finiture di altissima qualità e da texture fresche e accattivanti, dove materiali immortali come teak e ferro ridisegnano sapientemente le geografie di un design sempre più sofisticato e tecnologico, ma con il fascino di oggetti d’arte intramontabili.

Molte delle novità 2012 si avvalgono della collaborazione di affermati designer, tra cui Marco Acerbis e Matteo Thun,  che hanno utilizzato la loro vena creativa per realizzare arredi innovativi e seducenti sia dal punto di vista estetico che funzionale.

Ogni stagione, c’è una piacevole attesa per il nuovo catalogo che si arricchisce, di volta in volta, di tante novità. Non è ancora tempo&modo di portare in giardino i miei Unopiù, come le sdraio in teak Titanic e le poltrone Emily, oppure le sedie e i tavolini in ferro Aurora. Nel frattempo, ammiro e scelgo.

La mia wishlist 2012?

Chiase-longue Swing, uno dei pezzi cult di Unopiù, una struttura ondulata con cuscino poggiatesta

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Wishlist primavera-estate 2012 *new entry

Abbiamo sfogliato più e più volte il manuale delle sfilate. Siamo preparatissime sulle tendenze per la prossima primavera-estate. Ora non ci resta che iniziare il tour attraverso i negozi preferiti per vedere e toccare con mano. Solo a questo punto sarà il momento giusto per acquistare capi e accessori. A meno di non cedere a qualche anticipazione. Colpo di fulmine, peccato veniale. Comunque, come me, avrete sicuramente stilato una wishlist personale con i desideri da cancellare, con soddisfazione, dopo l’acqusito. Ecco la mia, pochi desideri in verità, ma pensati con grande cura, e di seguito,  qualche immagine degli acqusiti realizzati, che avrò cura di pubblicare di volta in volta.

Happy spring-summer shopping!

Visualizzi le immagini in wishlist spring-summer 2012

Masterpieces spring-summer 2012 (prima parte)

Abbiamo sfogliato più e più volte il manuale delle sfilate. Siamo preparatissime sulle tendenze per la prossima primavera-estate. Ora non ci resta che iniziare il tour attraverso i negozi preferiti per vedere e toccare con mano. Solo a questo punto sarà il momento giusto per acquistare capi e accessori. Come me, avrete sicuramente stilato una wishlist personale con i desideri da cancellare, con soddisfazione, dopo l’acquisto.

Non prima di aver passato in rassegna il guardaroba dell’anno scorso. C’è qualcosa da tenere, da rivedere e reinterpretare.

Happy spring-summer shopping!

 

Abbraccio naturale e spontaneo. Stola in seta Luisa Spagnoli.

Punti di vista. Sottoveste in seta con trasparenze.

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Ma dove vai, bellezza in bicicletta?

Dopo l’edizione di maggio e giugno, torna a Trento con la versione invernale ”Al lavoro in bicicletta”. Per i suoi dipendenti, l’amministrazione comunale rilancia  questa interessante iniziativa che mira a promuovere l’uso delle due ruote puntando sui risvolti positivi per la salute e ad una mobilità più sostenibile.

Se non fosse perché il mio ufficio è praticamente casa mia, sarei la prima a balzare in sella ad una bicicletta, rinunciando magari a gonne troppo strette, corte o svolazzanti, ed ancora, trench o cappotti aperti come mantelli al vento. Anche se potete chiedermi tutto, ma non certo di rinuciare alle mie chanel tacco 10!

Perché trovo estremamente affascinante quella donna che sale sulla bici, pedala invece di guidare o di aspettare un autobus che non arriva. La vedo come una cittadina più consapevole ed interessante, elegante nella sua sobrietà come una professionista, ma attraente come le emiliane dei luoghi comuni, comunque allegra “dentro” (la bici, come l’amore corrisposto, è un antidepressivo naturale). E soprattutto, la vedo come una donna sicura di sè,  che  lascia a terra le solite paturnie legate al look, alla messa in piega, alle scarpe, alla gonna stretta.

Sono donne che si sanno distinguere certo, che si fanno notare fra lo street style cittadino. Ma non sono certo icone snob. Anzi, a differenza di altre signore benestanti di mezzo mondo, non inquinano e non parcheggiano in doppia fila quando fanno spese. Poi bisogna ammetterlo, ci sono anche le cicliste che vanno in giro convinte che la strada sia a loro disposizione e tutti, automobilisti e pedoni, debbano cedere loro il passo. A loro ricordiamo con forza, che pedalare non è attività elitaria, dopo gli ultimi rincari della benzina e i tagli al trasporto pubblico, meno che mai. Casomai è attività che migliora la vita. Fisicamente, chi pedala è in forma e risparmia la palestra; emotivamente, perché andare in bici produce endorfine e buonumore, dà soddisfazione e rende più asserive.

Insomma, belle donne. E non sono d’accordo che l’effetto “bellezza in bicicletta” si possa ottenere solo e non oltre i 25 anni. Alcune città italiane, come Milano e Verona, insieme a Parigi, vantano le cicliste più eleganti del mondo. Con mises minimali o comunque seriose, messe in piega inamovibili o perfette code di cavallo, cestino sul manubrio con la portadocumenti Vuitton o la Gucci dentro. Guardare ed imitare, la primavera è alle porte.

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TESTO – ds

FOTOGRAFIE – foto da italiancyclechic.com

MUSICA – bicycle race queen http://www.youtube.com/watch?v=v0nQiiES9_I

Gift List, il pensiero giusto alla persona giusta

Cosa ABBONAMENTO A CASE&COUNTRY

Per chi Per chi ama la casa e il verde e cerca sempre un’idea diversa, per chi proprio non riesce a fare a meno di creare e sperimentare.

Perché Prima di tutto perchè queste riviste sono da collezionare in biblioteca come cataloghi o manuali di creatività. Poi perché non c’è miglior soddisfazione che strappare  con gusto l'”idea” dalla rivista e farsela propria. Poi perché ha lo stesso effetto di un allenamento sportivo: a forza di guardarle e di leggerle, il gusto e lo stile ti si affinano anche se non vuoi. E poi, sono dodici mesi di immagini delle più belle dimore di campagna, giardini, offerte immobiliari, idee per arredare ma soprattutto per ristrutturare. Imperdibili gli allegati, come le guide al gusto e ai viaggi in giro per l’Italia. Tutto molto elegante e di classe.

Visto Raccolte in modo disordinato in una grande cassa da dote in una villa di campagna

Dove www.classlife.it

 

 

Gift List, il pensiero giusto alla persona giusta

 

Cosa TAZZE  COLL. “FRIVOLE” DI BERNARDAUD

Per chi Per signore, come me, che adorano la porcellana di Limoges

Perché Bisogna vederle dal vivo. Nessuna immagine può rendere la realtà. Prendetevi il tempo e passate da Schönhuber a Bolzano (a Trento ahimè ha chiuso i battenti) solo per ammirarle e toccarle. Le tazze della collezione Frivole di Bernardaud, le mie amate, sono delle opere d’arte dell’alta manifattura francese http://www.bernardaud.fr/la-storia-it23.html Guai usarle ogni giorno, anzi, io consiglio di avere solo una coppia, così da poterle utilizzare in occasioni davvero speciali, come un caffè o un tè con la mamma o la migliore amica. Necessitano del caffè o del tè giusto, dello zucchero giusto, del cioccolatino o del pasticcino giusto. Vietato sbagliare.

Visto nella top ten delle cose più raffinate per la tavola di tutti i tempi

Dove da Schönhuber-Franchi Detailhandel Dr.-Streiter-Gasse Nr. 4  Bozen  Tel. 0471 972 640

Paradigmi

 

CHARLOTTE CASIRAGHI

(foto da rdujour.com)

Il lifestyle di Loro Piana

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Ora scegliete dove vorreste essere:

Antibes, ore 19

Montecarlo, Port Hercule, ore 18

Pronti per una passeggiata

Weekend in Toscana

Relax in campagna

Pomeriggio di shopping a Firenze, ore 16.30

Firenze via Maggio, ore 11

Capalbio Toscana, ore 10

Villa d’Este, Lago di Como, ore 16

 

Quello di Loro Piana è un mondo che merita essere scoperto ed osservato, almeno da lontano. Lo stesso sito web www.loropiana.com è un mondo. Prendetevi il tempo&modo di visitarlo.

Così, per opportuna conoscenza.

La natura morta e la realtà irreale

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Domenica 27 novembre ore 18.49 continua la chiacchierata in chat tra Alessandro Guerani e me.

Donatella Simoni: mi piacerebbe sapere di più delle tue fotografie, di quello che possono fare, ad esempio, produrre emozioni, oppure ispirazioni

Alessandro Guerani: le fotografie non sono nient’altro che messaggi, quindi come tutti i messaggi devono comunicare qualcosa

DS: e cosa comunicano le tue?

AG: eh… cosa comunicano… qui dipende cosa si deve comunicare e dai vincoli della committenza, poi è chiaro che ognuno di noi è più bravo a comunicare certe cose rispetto ad altri, per appunto cultura, capacità, sensibilità, ecc. Ed è quello che si chiama “stile”

DS: che si nutre ogni giorno però

AG: si nutre delle vita che scorre, delle esperienze

DS: sì ma devi avere attenzione per questo, non puoi vivere alla giornata

AG: per quello è importantissimo essere il più curiosi e aperti possibili su tutte le cose del mondo. Tante volte hai una idea vedendo un paesaggio, altre volte vedendo una scena in un film, altre volte leggendo un libro. E’ il “magazzino” delle idee di cui dicevo prima, anzi spesso è meglio “staccare” un poco dalla fotografia perché appunto si rischia di andare su cose già fatte e battute, mentre invece una comunicazione diversa può portarti idee più fresche. In generale, bisogna amare il bello e l’interessante

DS: comunque la storia, il passato, mi sembra che siano molto importanti per te

AG: la storia mi ha sempre affascinato, come ti dicevo sono un quasi storico medievale, e quindi fa parte della mia cultura e della mia formazione. Poi nella mia idea di fotografia di food ritengo appunto importante, se non fondamentale, il comunicare un lifestyle, che è fatto, qui in Italia, soprattutto di storia e tradizione

DS: adoro le tue foto di still life, sono le mie preferite, personalmente le trovo elegantissime e mi evocano momenti raffinati, anche di tempi passati

AG: l’eleganza della morte 🙂

DS: ma dai, perchè dici così? Non dovrebbero evocare eleganza?

AG: pensa un attimo ai termini che si usano in Italia. Noi usiamo il termine “natura morta”, in inglese è still life che sarebbe “vita sospesa”

DS: sì

AG: ecco, chiediti il perché. Vedi, questi ragionamenti sono fondamentali per capire cosa c’è dietro alle immagini e i messaggi che veicolano. Noi usiamo il termine “natura morta” perché siamo cattolici. Il termine viene da una branca di pittura dove appunto veniva mostrata la “vacuità” della vita terrena come tutto finisse in realtà nella morte. Anche la cultura iconografica protestante aveva le sue “vanitas” che sono la base dello still life, basta pensare ai fiamminghi del ‘600

DS: sì ho presente

AG: ma non avevano comunque un carattere così cupo e negativo come da noi dove c’era la Controriforma

DS: no anzi

AG: infatti ci siamo noi e gli spagnoli che abbiamo molte scene di frutta e di cacciagione, i fiamminghi usano di più le tavole imbandite. Nelle prime c’è proprio la putrefazione a fare da padrona come anche in certi soggetti di Caravaggio e questo ci fa tornare al food come ho scritto in un post sul blog. Noi viviamo una dicotomia, consideriamo il mangiare vita ma ci cibiamo di cose morte, spesso sulla via di esser putrefatte. La carne cruda è frollata, i frutti sono maturi. Rendere queste cose come belle è sempre una sifda, per questo viene reputato difficile fotografare la carne

DS: eh immagino

AG: il colore vero è diverso da quello che abbiamo mentalmente in testa è paonazzo, freddo, ma il nostro cervello lo percepisce dal vero in altro modo, solo che in foto è come togliere quel velo. Capisci che se questi concetti non li conosci, non li studi, non puoi fotografare food! I salumi sono un esempio fantastico, prova a fotografarli sono tutti verso il magenta-blu, ma noi li vediamo rossi

DS: veramente?

AG: sì, prova e vedrai

DS: lo speck anche?

AG: lo speck è nerastro, comunque magenta

DS: ma scusa, allora quello che fotografiamo non è sempre la realtà?

AG: non è mai la realtà

DS: 😦 pensavo di essere carina vedendo le mie foto

AG: ahahahahaha

DS: dopo questo maestro, chiudo. E’ una delusione troppo forte

AG: se hai abbastanza materiale…

DS: mi basta, mi basta… per meditare

AG: alla prossima allora

DS: sì, così mi spieghi meglio la storia dei salumi blu

AG: ok

DS: ciao

AG: ciao

www.alessandroguerani.com

www.foodografia.com

L’amore (anche per se stessi) non è affatto cieco

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No, non avete sbagliato rubrica, è davvero IMPERFETTO, stonature dallo street style.

Questa sfilata di capi La Perla anticipa l’epilogo del mio racconto che inizia stamattina in un grande magazzino della città. Alla cassa, davanti a me, c’era una ragazza forse trentenne, sposata (fede al dito), fisicamente piacevole, vestita in maniera sobria ma nel complesso davvero attraente. Ed è questo che mi ha stupito. Stava pagando due camicie da notte lunghe in flanella pesante e una vestaglia in lana cotta.

Allora ho capito che oggi vi avrei parlato dell’eleganza durante la notte, nel senso di quando la giornata termina e si entra nella propria stanza e nel proprio letto, per riposare.

Personalmente ritengo che sia davvero importante essere piacevoli anche in questo contesto, e badate, non necessariamente perché si è in compagnia.

E’ una questione di “coerenza”, di quel fil rouge che dal giorno continua la notte. E’ qualcosa che si fa esclusivamente per se stesse (o per se stessi, visto che anche gli uomini, da parte loro, dovrebbero trovare spunto da questa riflessione).

Mi permetto di suggerire questa possibilità che personalmente prediligo. Sono capi davvero semplici, se non fosse per la qualità del tessuto e quindi della seta, piuttosto che della casa che li produce. Sono in coppia, meglio coordinati, ma si può giocare con tatto, interscambiandoli. La coppia è formata da una semplicissima sottoveste – che solo in occasioni importanti si impreziosirà di pizzi o trasparenze – e da una vestaglia a kimono coordinata.

Personalmente preferisco le tinte unite bandendo motivi floreali o preziosismi impegnativi. Ho solo un pezzo vintage a cui sono particolarmente affezionata, un kimono corto, di colore nero con dei grandi fiori fucsia dipinti a mano, nato come pezzo superiore di un completo Dolce&Gabbana di parecchi anni fa.

Prima di coricarsi la vestaglia verrà riposta ai piedi del letto, oppure su una poltroncina a fianco, mentre la sottoveste diventerà la divisa da notte, picevole per freschezza d’estate, ma portabilissima anche d’inverno, visto che l’autentico tepore della piuma viene tarato sul corpo proprio dal contatto con la pelle.

Questo è solo una delle possibilità, ciò che è importante è non trascurare la propria mise solo perché sono calate le tenebre e con la debole scusa che siamo sole/i.

Tenendo presente che sono i nostri partners che ce lo chiedono, ma prima di tutto siamo noi stessi che ce lo meritiamo.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – www.laperla.com

MUSICA – best thing i never had beyonce http://www.youtube.com/results?search_query=beyonce+best+thing+i+never+had&oq=beyonce&aq=1&aqi=g10&aql=&gs_sm=c&gs_upl=6205l7765l0l11536l7l5l0l1l1l0l421l1113l2-1.0.2l3l0

 

 

Gift List, il pensiero giusto alla persona giusta

 

Cosa ZUPPIERA INOX ALESSI

Per chi Per chi ama l’eleganza e la raffinatezza in tavola, ogni giorno

Perché E’ un bel pezzo “scenico”, in tavola non tarda a catalizzare su di sè la luce e l’interesse. Si sposa divinamente sia con un corredo classico che moderno della tavola, sia “della festa” che di tutti i giorni. Insomma, da avere.

Visto nei grandi alberghi

Dove da ICAS articoli regalo in Corso 3 Novembre, 36 a Trento tel. 0461.915353 www.alessi.it

Desert Boot, i polacchini scamosciati Clarks

foto newqui.it

Stiamo parlando di pedule in pelle scamosciata con suola di para, piuttosto leggere e molto, molto resistenti, assolutamente comode. Le Clarks.

Un’anima cosmopolita dato che Nathan Clark le aveva pensate come comodo stivaletto per i militari in Birmania nel periodo del secondo dopoguerra mentre la suola di gomma arrivava dai bazar del Cairo.  La conferma del successo arrivò quando Nathan Clark le vide indossate ai giovani gauche transalpini durante il Maggio francese.

E’ negli anni ’60 e ’70 che presero il nome semplicemente di Clarks e vennero indossati dai veri e grandi miti della Grande Mela,  da Steve McQueen e Lian Gallegher.

Divisa dei giovani contestatori durante gli anni ’70, calzature preferite dai neo-borghesi negli anni ’90. Il famoso modello Desert Boot ha da poco compiuto 50 anni ed è tornato di gran moda tra gli amanti dello stile radical chic.

I polacchini scamosciati si adattano al jeans come al pantalone di vigogna e in velluto rigato.

www.clarks.it

 

 

 

Aviator style

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Ispirate dal sito glamour del web di questa settimana, alcune immagini rubate all’aviator style, per continuare a ricordare, volare e sognare.

Masterpieces, pionieri, attori, uomini e macchine con le ali. Occhiali, orologi, bomber  in pelle con applicazioni, guanti e sciarpe, foulards, spirito di avventura, curiosità,  coraggio, niente piedi per terra. A terra rimangono invece, false certezze, luoghi comuni e preconcetti. 

Libertà. Volare alto. Tutto con estrema eleganza. 

Calde braccia al collo

L’uomo non se ne separa, la porta sempre con sé, non esce mai senza. Almeno per il prossimo inverno.

Sto parlando della sciarpa, di lana o di cashmere, a fantasia o a tinta unita, tricot o rasata. E’ l’accessorio più caldo dell’inverno, ma anche un modo per giocare con lo stile, scegliendo quella che si adatta di più alla propria persoanlità.

Chi sei?

Un businessman. Indosserai una sciarpa in cashmere lavorato a trecce sopra una giacca gessata in lana, camicia in cotone rigato e cravatta in seta.

Un bohemian. Sceglierai una sciarpa in lana multicheck, sopra un gilet in maglia leggera e camicia in popeline realizzata su misura.

Un metropolitano. Per te c’è una sciarpa in impalpabile cashmere portata con una giacca in lana e pochette, sopra un dolcevita in cashmere e seta.

Un marinaro. Sempre cashmere per la tua sciarpa beige con piccole frange a bordo, camicia in cotone e giacca doppiopetto in maglia.

Uno stravagante. Ecco una sciarpa tricottata multicolor, sopra una giacca in lana monopetto con motivo scozzese e una rosa da occhiello accanto al taschino.

Sei tu, semplicemente. Lei è l’eleganza, che ti prende per il collo.

 

TESTO – ds ispirata da Class

FOTOGRAFIA – menstyle.it

MUSICA – bohemian rhapsody queen http://www.youtube.com/watch?v=fJ9rUzIMcZQ&ob=av2e

Paradigmi

Rania di Giordania (milanostile.it)

 

Frigorifero FAB28 Smeg, il design del freddo

Metti la tua casa nuova, la cosa più bella che c’è. Metti di aver appena scelto quella che sarà la tua cucina, total white moderno, linee pulite per un design chic contemporaneo. E ora metti la ciliegina sulla torta, un frigorifero che hai sempre desiderato con un colore cool, destinato a diventare l’assoluto protagonista dell’ambiente. Un frigorifero Smeg, rosa.

Smeg rappresenta il massimo dell’innovazione sposata al design, filosofia alla quale ha contribuito anche la mano dell’archistar Renzo Piano. Tra i modelli di frigorifero Smeg, il più famoso è il FAB28 della collezione 50′s Style, un’icona di stile nata per rievocare i modelli anni ’50, interpretando in chiave moderna, l’intimità e l’atmosfera di una cucina del passato. Avere in cucina uno Smeg FAB28, non significa solo vantarsi di un oggetto cult di design – impossibile non vedere la scritta Smeg che troneggia sull’anta – ma evidentemente si vuole anche comunicare dell’altro.

Il massimo della tecnologia e dell’innovazione e soprattutto, del risparmio energetico. In questo modo si ripropone in chiave moderna non solo un must dell’arredamento, ma anche un messaggio di libertà, allegria e ricerca della funzionalità. Le sue dimensioni sono contenute rispetto ai frigoriferi normali ma una volta aperto, si rivela molto spazioso. Le linee sono semplici e sinuose con angoli smussati e forme morbide, non a caso viene soprannominato Bombino. Le maniglie, smussate e bombate per seguire alla perfezione le linee dell’intera struttura, sono messe ben in evidenza e sono realizzate in acciaio cromato.

Disponibile con cerniere a destra o a sinistra e nelle seguenti varianti di colore: panna, grigio metallizzato, rosso, rosa, azzurro, nero, verde acqua, blu, arancione, verde lime, chocolate, tricolore, colour stripe, union jack, bianco.

Il freddo deliziosamente retrò.

  

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – styleblog.girlpower.it

MUSICA – frozen madonna http://www.youtube.com/watch?v=zXFHf8xZ1CA 

Sentire, gustare, odorare, vedere, toccare e un senso unico, lo stile

Cinque modi per vivere i cinque sensi in Trentino. Con un senso unico, lo stile di TEMPI&MODI

 

PER SENTIRE

il rumore dell’acqua Cascate di Vallesinella, Madonna di Campiglio

l’incanto della musica di pianoforte che esce da una finestra del centro storico Conservatorio Bonporti via Santa Maria Maddalena, Trento

il canto del merlo in una serata di primavera in giardino giardino di Casa Campanelle, Preore Giudicarie

il fascino di una camminata di stile, scandita dal tacco 12 di una donna elegante via Oriola, Trento

il silenzio delle rocce Rifugio Agostini, Val d’Ambiez

 

PER GUSTARE

il dolce dei mirtilli di bosco con lo zucchero e il limone Rifugio Capanna Durmont, Pas de l’asen Montagne

il potere di un abbinamento tra ricotta fresca con il miele di melata di bosco servito caldo a 40º, o miele amaro di castagno e Grana Trentino o un miele d’acacia con un gorgonzola piccante stagionato di Coredo Ristorante Conte Ramponi, Magras Valle di Sole

la genuinità dell’acqua raccolta tra le mani da una fontana di paese Bolbeno, Giudicarie

l’eternità di un bacio inaspettato che sancisce l’immortalità di un luogo nella nostra vita muretto a secco della mulattiera che sale in Val Manez da Montagne (il dove del mio primo bacio)

l’ultimo assaggio, prima di mantecarlo, di un capolavoro di risotto ai funghi freschi regalati dal nonno in ogni cucina dove ci sia un nonno

 

PER ODORARE

l’odore del fumo acceso di una baita di montagna montagna di Rabbi

l’essenza del bosco bagnato del mattino in ogni dove, in Trentino

il profumo dei fiori da taglio di un piccolo orto di paese orto privato, Ville di Giovo

la terra appena arata Piana del Lomaso

le erbe di montagna che cuociono in un paiolo in cucina Primitivizia, www.primitivizia.it

 

PER VEDERE

la potenza del rosa di un tramonto sulle Dolomiti Maso Serio, S.Antonio di Mavignola

la profondità del total blu di un orizzonte “lago-cielo” lungo lago, Riva del Garda

l’intensità del verde di uno specchio lacustre Lago di Tenno

l’armonia cromatica della vegetazione mediterranea del Lago di Garda: verde cipresso, grigio olivo, viola lavanda, blu lago-cielo, giallo limoni, bianco pietra Torbole sul Garda

l’energia dell’arte di un affresco Ciclo dei Mesi Torre Aquila Castello del Buonconsiglio, Trento

 

PER TOCCARE

la ruvidità di una corteccia di albero in ogni dove, in Trentino

il gelo della neve tra le mani, nel costruire un pupazzo con i bambini Casa di montagna, Patascoss Madonna di Campiglio

l’austerità della Storia, in una carezza su una pietra secolare in Verdello Cattedrale di San Vigilio, Trento

la rugosità delle mani di un artista del ferro Ivan Zanoni, Caldes

il benessere di un massaggio in un centro wellness Terme Val Rendena, Caderzone Terme

 

VI BASTA?

Gift list, il pensiero giusto alla persona giusta

Cosa BOZZETTI DI MANOLO BLAHNIK IN CORNICE

Per chi Per ogni donna che vuole la sensualità ai suoi piedi! Le scarpe di Manolo Blahnik sono opere d’arte da indossare (In “Passato” su tempi&modi, trovate un post dedicato a Manolo).

Perché Perché è un’idea molto originale. Andate sul sito di Manolo www.manoloblahnik.com e scaricate dalla sezione Collection, i bozzetti che più vi affascinano, o meglio, quelli che pensate possano corrispondere ai desideri della donna a cui li regalerete. Stampateli su carta di ottima qualità e trovateci una cornice artigianale di ottima fattura (io l’ho scelta in wengè). Una collezione che piacerà a qualsiasi donna modaiola. Da appendere nel guardaroba, piuttosto che da tenere impilati su un antico comò in assoluta libertà, come fossero cartamodelli da sfogliare.

Visto nella stanza guardaroba di Casa Campanelle

Dove su www.manoloblahinik.com

 

Di nuovo tu

Diceva Fedor Dostoevskij che “L’intera letteratura russa è scaturita dal Cappotto di Gogol”, quello che di risparmio in risparmio, l’umile funzionario Akakij Akakjevi riesce a comperare per sostituire un mantello liso. Ma ne viene derubato e per il dolore si ammala di cuore e il suo fantasma continua a vagare per le strade di Pietroburgo finché una sera seguirà un uomo e gli ruberà il cappotto.

La Russia, luogo principe dell’ispirazione del cappotto, il Paese dai lunghi inverni, place narrativo e climatico per eccellenza di questo capo intramontabile.

Il cappotto, nato come derivazione eminentemente maschile del mantello, diventato poi capo militare, declinato soltanto più tardi al femminile, “con quel collo alzato come una muraglia quasi ad escludere il mondo permette una narrazione seducente e misteriosa” (Mai il mondo saprà di Feltrinelli)

Il cappotto deve essere caldo, morbido, dal taglio sartoriale. La scelta più classica è quella del paltò di cammello Max Mara, con le maniche a kimono, disegnato nel 1981 e venduto in oltre 150 mila esemplari.

Oppure la tentazione è di capovolgere il significato tradizionale di questo capo evergreen e di declinarlo in maniera nuova, divertente, preziosa.

Lo si fa aggiungendo grandi colli o stole di pelliccia, piuttosto che una cintura di rettile. L’importante è che il risultato sia ironico e mai uguale a se stesso.

La lunghezza è quella sopra il ginocchio oppure fino ai piedi, silhouette diritta quasi geometrica, mossa solo da orli o pieghe danzanti, ampiezze godet o bordi in materiale diverso.

Al di là di Max Mara, Giorgio Armani lo interpreta nel classico nero o rosa antico, Ermanno Scervino lo disegna con colori autunnali sulle curve femminili, Dsquared2 realizza mantelli larghi e stretti in vita con colli in pelliccia, Krizia bianco candido, Sportmax dal taglio diritto e mascolino, per Jil Sander solo cappotti e cappe dai tagli scultorei a campana.

Di nuovo, tu. E’ ora di cappotto.

 

                                                Max Mara A/W 2011-12

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – www.vogue.it

MUSICA – doctor zhivago lara’s theme

http://www.youtube.com/watch?v=4Yd2PzoF1y8

 

La sedia Louis Ghost di Kartell

Un’immagine evanescente e cristallina dal potente impatto emotivo. Il design trova la sua vera forza in un sogno impalpabile. E’ tutto questo e molto di più, la confortevole poltroncina in policarbonato trasparente e colorato dal design Luigi XV, disegnata nel 2002 da Philipe Starck per Kartell, secondo l‘ideotipo del barocco, rivisitato per stupire, emozionare ed affascinare.

Un oggetto di design dal forte carisma e dal notevole appeal estetico, da inserire con ironica eleganza in ogni contesto abitativo o spazio collettivo, bellissimo accompagnato dal contemporaneo, straordinario accostato al classico di un mobile d’antiquariato.

E’ estremamente resistente, stabile e antigraffio, è disponibile nei colori coprenti bianco lucido, nero lucido, rosso lucido e nei colori trasparenti cristallo, arancio, azzurro, giallo, verde cristallo, fumè chiaro. Personalmente ho scelto la Lou Lou Ghost, la versione baby nel classico colore cristallo (altre varianti: bianco latte, rosso e nero), da accompagnare al tavolo da lavoro del piccolo Gianmarco nella sua stanza da letto, arredata con mobili antichi, stile navy e tanto velluto.

La seggiola è esattamente identica alla Louis Ghost, solo di dimensioni ridotte e adatta ad un bimbo dai 2 anni in su. Prima può sempre apprezzarla il Bubu (l’orsetto). Per Gianmarco è soltanto la sua “segiolina ghia” (seggiolina grigia), ma intanto la mamma si illude che contribuisca a formare un buon occhio per le cose Belle.

In Trentino, trovi la Louis Ghost di Kartell da Del Fabbro in via S.Caterina, 99/101 ad Arco tel. 0464.522000 www.delfabbro.com

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – ghost unchained melody http://www.youtube.com/watch?v=ObDFKqVeSBk

L’uomo che non convince

Nuova puntata di “Imperfetto”, stonature dallo street style trentino. Oggi, come promesso, vi stupirò. Sì, perché, la mia “vittima” è… un uomo!

Nella scorsa puntata avevamo incontrato un’adolescente che giocava a fare la signora, ricordate? Ho incontrato la sua “versione” maschile e vi dirò, una tristezza!

E’ un giovane professionista, forse avvocato o forse lavora in qualche banca della città. Deduco che sia un trentenne, ma agghindato in siffatta guisa sembra più un cinquantenne dal viso bambino. Quanto stride!

Qualche giorno fa l’ho incontrato dopocena in un locale con degli amici in un contesto assolutamente easy. No, non è possibile, anche di sera, il fazzoletto nel taschino!

Lo incontro sempre, ogni giorno, a più ore del giorno. La curiosità mi sgorga naturale: ma toglierà quella cravatta quando va a dormire? E quella camicia? E quel completo tre pezzi?

Il taglio, i tessuti, sono di ottima qualità, non c’è dubbio. L’orologio, impossibile non vederlo sistemato sopra il polsino, è di quelli importanti e anche gli accessori come la borsa da lavoro, ad esempio, fanno troppo fashion victim. Il risultato è una stonatura prolungata.

Lo sappiamo che sei un ragazzo in carriera, ma rilassati! Mettiti un paio di jeans e un pullover, almeno per andare a fare due chiacchiere con gli amici dopocena.

Se la camicia non te la vuoi togliere, pazienza, ma il cappio al collo sì, per favore.

Un look troppo formale e formale troppo a lungo. Mi vien da dire: eleganza 24ore? Una donna vince, un uomo non convince.

 

TESTO – ds

FOTO – ds @Neuhauser Straße München

MUSICA – young man blues foo fighters http://www.youtube.com/watch?v=UBot1H_nRfw

 

Gift list, il pensiero giusto alla persona giusta

Cosa UNA CONSULENZA D’IMMAGINE DA ANGELIKA HUBER SU COME SCEGLIERE E PORTARE IL MUST DI STAGIONE, IL CAPPELLO

Per chi Per tutti coloro che vogliono contribuire alla classe allo street style trentino, per chi ha personalità e l’eleganza ce l’ha prima di tutto in testa

Perché Il cappello bisogna saperlo scegliere e saperlo indossare. E’ un capo “complesso” che contemporaneamente ti protegge, in parte ti cela, ti nasconde e al contempo, parla di te al mondo. E’ il primo ad essere notato ma è il capo che si indossa per ultimo

Visto su tutte le passerelle autunno/inverno 2011-12 e in testa ad uomini politici come il Presidente Giorgio Napolitano, a star di Hollywood come Lindsay Lohan e Penelope Cruz, della musica come Madonna e a Jovanotti su Vanity Fair. Vi basta?

Dove  Style up by Angel di Angelika Huber in piazza Domenicani 35 a Bolzano tel. 0471 053635 cell. 340 0547681 info@styleupbyangel.com http://www.styleupbyangel.com

 

Gift list, il pensiero giusto alla persona giusta

Cosa BOUQUET FIRMATO NADIA LEITA

Perché Per sorprendere qualcuno di davvero speciale

Per chi Da regalare ad una bimba, una ragazza, una giovane donna, una mamma, una compagna, una moglie, un’amante, una nonna, un’amica e ad una nemica, ma non in un’occasione formale, bensì in un momento del tutto inaspettato

Visto Tra le braccia della signora Clio Napolitano in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni d’Italia a Torino

Dove http://www.trentinfloratn.com/le-creazioni/nadia-leita

Fioreria Garden Center Viale De Gasperi, 15 a Cles trentinflora@hotmail.com Tel. 0463 451828 – Cel. 339 7776433

E’ “Il tempo delle mele” con l’Audi A7 Sportback

Il tour di questo fine settimana ci porterà attraverso un paesaggio unico in Trentino, la Val di Non. La raccolta delle mele è ormai terminata, e questa giornata autunnale non può che regalarci una meravigliosa esperienza tra natura, storia ed enogastronomia a 5 stelle.

Chi ci accompagna in questo viaggio è la nuova Audi A7 Sportback, un amore di auto.

La partenza è fissata all’imbocco della valle in località La Rocchetta. Come al solito, una prima occhiata agli interni. Qualità a profusione nei materiali, molto curato anche lo stile, con alcuni tocchi davvero di classe e l’eccellente strumentazione con al centro il display a colori da 7” per visualizzare navigazione, radio, multimedia, telefono, trip computer, assistenti alla guida, night vision.

I nuovi sedili Comfort sono un must. Finezze: la parte anteriore del cuscino è allungabile ma resta solidale alla seduta, non crea quell’incavo tipico delle sedute allungabili manuali; ancora, il pomello di regolazione permette di agire su tre fronti mentre le operazioni vengono visualizzate sul display centrale.  A questo va aggiunto il portellone posteriore, con la praticità di una bocca d’ingresso stile station wagon, dai sedili reclinabili separatamente, dal notevole volume offerto (535/1390 litri), dall’apertura automatica proposta di serie.

Ma è ora di partire e di risalire la valle dal versante orientale. Premi il tasto d’accensione, ma il motore parte solamente quando le candelette hanno raggiunto la giusta temperatura d’esercizio, onde evitare dannose partenze a freddo. Questa è una finezza del 3.0 V6 Audi e rende bene l’idea di quanto sia curata.

La nostra prima tappa sarà il paese di Vigo di Ton e Castel Thun. Cogliamo l’occasione di visitare uno dei castelli più importanti dell’arco alpino. Il panorama è mozzafiato. Salendo verso il maniero, notiamo che la trazione integrale della A7 fa la sua bella differenza e non ci riferiamo solo a una guida su fondi a scarsa aderenza. Pure in condizioni di aderenza ottimale, regala un comportamento dinamico, divertente e rende la guida armonica e lineare.

Dopo la visita al castello, riprendiamo la marcia verso nord percorrendo la comoda strada statale 43 della Val di Non. Il 3.0 TDI Audi appaga grazie a un’erogazione costante e lineare, condita tra l’altro da un buon allungo. Senza considerare che le sue doti vengono ottimamente supportate da una trasmissione, l’S tronic a doppia frizione. Arrivati a Dermulo, teniamo la destra e dopo qualche chilometro arriviamo a San Zeno. Altra occasione da non perdere. La mostra “Natura incantata” degli artisti trentini Vallorz e Zanoni a Casa de Gentili. Imperdibile! Si riparte verso Sarnonico e Ronzone dove ci fermeremo per un risotto alle mele da Cristian Bertol. “Vissi d’arte, vissi d’amore” anche a tavola!

Dopo il pranzo, si riprende la strada per Fondo e quindi attraverso una serie di piccoli paesi snocciolati tra i meleti, dai nomi assolutamente improbabili, come Brez, Cloz, Revò e Cagnò. Su strada, la nostra Audi rasenta l’eccellenza e riesce nella difficile impresa di conciliare aspetti che spesso sono uno l’antitesi dell’altro: come prestazioni elevate e bassi consumi, oppure un elevato piacere di guida con una grande comodità. Divora lo “zero-cento” meglio di una compatta sportiva: 6”11. Insomma si ha fra le mani una berlina sportiva a tutti gli effetti. Poi vai a leggere sul computer di bordo, e mediamente si coprono 11-12 km con un litro, volendo anche 17-18 se si viaggia costanti su una statale.

Arriviamo a Cles, shopping per il centro e fiori freschi dalla floral designer Nadia Leita. Si scende sul versante occidentale della valle, attraverso distese di meli costellate di castelli. La A7 Sportback risulta estremamente appagante ed efficace in questi percorsi misti: poco sottosterzo in inserimento e uscita di curva, stabilità marmorea in appoggio e massima fedeltà nel mantenere la traiettoria impostata. Il fondo stradale non intacca mai la quiete di bordo, al pari dei rumori esterni che vengono relegati alla perfezione all’esterno degli abitacoli. Siamo arrivati alla Rocchetta.

E chi vuole scendere?

TESTO – ds ispirata da www.auto.it

FOTOGRAFIA – www.auto.it

MUSICA – perfect day lou reed http://www.youtube.com/watch?v=89Zu2-NIsqc&feature=fvst

 

Moto Guzzi Bellagio, un’elegante palestrata

La creatura marchiata Moto Guzzi, prende il nome di Bellagio, una stupenda località posta sulla punta del “Triangolo Lariano”, l’ideale punto d’incontro tra Como e Lecco. Così come Bellagio unisce le due più importanti città del Lago di Como, così Moto Guzzi Bellagio unisce i due più importanti segmenti della Casa dell’aquila d’argento: quello delle naked con quello delle custom.

Ma chiariamo subito: la Bellagio NON è una custom. Avrà anche qualche richiamo al look delle custom (più che altro il manubrio), ma non ha certo compromesso le doti di guida per il look; si dimostra molto più vicina al mondo delle naked una volta montati in sella.

L’obbiettivo estetico comunque, è quello di insidiare, o quantomeno impensierire, le regine oltre oceano. E’ decisamente una moto che fa la sua figura, tutti si girano a guardarla, non solo vecchi Guzzisti che ricordano il Falcone, ma anche gente giovane che di Guzzi ha solo idee vaghe e confuse (“ma è una arli devinson ?” “quanti cilindri ha?” ).

Uno stile un po’ minimalista, fatto di soluzioni semplici che lasciano largo spazio alle cromature e alla linea alquanto “tondeggiante”, con un generoso serbatoio a goccia a cui segue una sella stretta e dalle forme morbide. Il tutto culmina poi in un telaietto snello ed arcuato che si chiude in un piccolo faro ovale. Un’impostazione con sella bassa, manubrio largo e non troppo distante dal pilota, e pedane leggermente arretrate ed alte, che consente una guida più sportiva e dinamica di quella tipica delle custom. Insomma, l’ergonomia della Bellagio è quasi perfetta, i polsi non sono troppo caricati e stanno alla giusta angolazione, il manubrio largo permette un buon controllo e la sella è comoda.

Sound spettacolare, minimo regolare e staccato e un bel rombo potente quando il motore entra in coppia. Dando voce al bicilindrico di Mandello, si apprezza da subito l’ottimo lavoro di bilanciamento. La ciclistica rileva fin da subito la sua natura più sportiva che custom. Pur vista la mole, Moto Guzzi Bellagio si dimostra, già dalle prime curve, molto agile ed intuitiva. Saranno “solo” 75 cv, però sono cavalli palestrati che fanno arti marziali e ascoltano death metal.

www.motoguzzi.it

In Trentino puoi trovare la Moto Guzzi Bellagio da Trinco snc in via Halbherr, 27 a Rovereto tel. 0464.430479

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – www.infomotori.com

MUSICA – vissi d’arte vissi d’amore maria callas http://www.youtube.com/watch?v=pAqZ6TgW8AA

La donna che osava troppo

Terza puntata della rubrica “cattiva” di tempi&modi “Indicativo”, immagini positive e negative catturate dallo street style trentino. Con un occhio di riguardo più per le stonature che per le sinfonie.

Un abito in tessuto strech nero con una fantasia di grandi fiori rosa. Sorridevo ogni volta che indossavo quell’abito D&G nel leggere l’etichetta all’interno che riportava la scritta “Under 40 only”. Oggi non sorrido più e lo lascio nell’armadio.

Questo per introdurvi alla mia “vittima” della settimana. Sempre di signore si parla. Si tratta di un’attraente cinquantenne dal fisico davvero mozzafiato. La stonatura sta essenzialmente nel suo “coraggio”. Estremo.

In verità, non avrebbe assolutamente bisogno di ricorrere all’eccesso per essere notata. Alta, corporatura slanciata, l’immagine globale è quella di una splendida donna. Gli abiti e gli accessori non sono di alta qualità, ma non è questo il problema. La lunghezza (o meglio, la cortezza) della gonna, questo è un problema, che a favore dello stile di una signora non più giovanissima non dovrebbe salire di troppo il ginocchio, anche se il fisico lo permette.

I colori, altra stonatura. Vi avevo già anticipato che al di là di Caterina Dominici, poche persone hanno il carisma per affrontare la potenza di colori vivaci nell’abbigliamento, soprattutto se propri di un abito striminzito! Se poi ci aggiungiamo della bigiotteria vistosa, non ci siamo proprio. Grandi orecchini, che sembrano ancora più grandi visto il taglio corto, ma non basta, collana e bracciali, tanti bracciali, troppi.

Ben si comprende l’obiettivo di emulare un look giovane, alla moda, di esternare una forte autostima e sicurezza di sé. Errando. Perché se la signora si togliesse quell’abito di scena, scegliendo un look meno appariscente, allora sì il risultato sarebbe davvero sorprendente.

Non è osando troppo che si dimostra carattere e creatività. Equilibrio, questa è la parola chiave, ma anche rispetto per il proprio essere e la propria storia. E il vero ruolo dell’abito in tutto questo è di rappresentare solo uno strumento a nostra disposizione, perché ciò che davvero attrae è il nostro essere, è ciò che sta dietro i nostri occhi e che esce solo da uno sguardo o da un’espressione. E’ questo in fondo, che dobbiamo davvero curare.

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Neuhauser Straße München

MUSICA – she’s got the look roxette http://www.youtube.com/watch?v=62RokYZAR5M

Artigianato tecnologico sull’acqua

E’ il momento. Te lo senti dentro. La scenografia, che sia essa lago, mare o oceano, fa da cornice ad una simbiosi perfetta tra acqua e aria. Poi ci sei solo tu e la tua tavola, un legame che inizia quando la vedi la prima volta, ancor più quando la immagini prima che le abili mani di un artigiano la realizzino.

C’è qualcuno sul Garda, capace di concretizzare l’oggetto dei tuoi desideri, la tua compagna ideale di queste avventure. Basta pensare che in tutta Europa sono solo in dodici che sanno costruire artigianalmente tavole da surf, per comprendere l’esclusività di questo mestiere, dove manualità ed innovazione lo trasformano in un’arte.

Si tratta di un artigianato tecnologico, evolutosi negli ultimi anni in tecnica della progettazione e nella costruzioni di queste attrezzature puntando principalmente ad un obiettivo: realizzare tavole sempre più leggere.

Il prodotto è di altissimo livello, riservato esclusivamente ad un cliente estremamente esigente. Le tavole vengono realizzate su misura, utilizzando fibre di carbonio sottovuoto. Per una tavola ci vogliono 40 ore di lavoro dalla progettazione alla lavorazione, poi il prototipo viene testato nella zona settentrionale o meridionale del Lago, a seconda delle stagioni.

Una passione che nasce da lontano, dopo il lavoro di carrozziere, portando via un pezzo di tavola rotta lasciata sulla spiaggia del Lago da un famoso surfista e portandolo nel laboratorio di un amico orefice. Erano solamente degli strati di fibra di vetro con anima in polistirolo. E’ nata così la sua prima tavola che dopo le prime prove in acqua, lo ha catapultato irreparabilmente nel mondo del windsurf.

Lo spirito che anima questo artigiano è unico, investire sull’esperienza acquisita e sperimentare nuovi materiali e metodologie. E poi c’è l’attenzione verso il nuovo ma sempre in linea con le tendenze del mercato. Accanto al lavoro artigianale, dove il progetto di una tavola rasenta la maniacale perfezione – la tolleranza di errore nella simmetria di queste tavole è di un solo millimetro – c’è l’utilizzo delle ultimissime tecnologie e metodologie di lavoro.

All’interno del laboratorio, le tavole sono esposte come quadri in una pinacoteca. Materiali, forme, colori. Sono opere d’arte. La loro unicità, il loro valore, li puoi percepire e vedere. E’ facile comprendere che per questo artigiano, realizzare e vendere una tavola significa vivere e condividere delle emozioni.

 

TESTO – ds da “Memorie d’acqua”

FOTOGRAFIA – ds da Roberto Vacis

MUSICA – Nobody Rides for Free Ratt http://www.youtube.com/watch?v=pkFnLwqACt4

 

“Come as you are”, l’ironia e il rock del grunge “buttati” addosso

In passerella torna il grunge. E’ un glamour metropolitano, eclettico e contemporaneo, espressione del mondo che cambia.

Per questa stagione fredda, la moda si ispira ancora all’ultimo, vero “movimento” che ha scardinato la musica, il grunge. Vent’anni fa i Nirvana con il loro stile segnavano la storia; dopo di loro, i Pearl Jam, i Green River, e poi i Mudhoney, i Melvins. E i Soundgarden. Musica delle strade di Seattle direttamente in tutto il mondo.

Grunge significò un nuovo modo di intendere la musica e un nuovo modo di di vestire – “come le vere anime vaganti, Kurt [Cobain] preferiva parka sformati di terza o quarta mano, sneakers consumate, camicie di flanella e jeans

Allora è facile da imitare: basta “buttarsi” addosso maxi felpa, vestitino sbrindellato, camicia o giacca check in flanella, jeans sdruciti, sneakers All Star, sciarponi avvolgenti. Da indossare anche tutto assieme.

Ma avete davanti a voi due scelte: incarnare lo spirito originale del grunge copiandone lo stile, come fa D&G, oppure optare per un nuovo grunge, un grunge contaminato dall’eleganza. Come quello interpretato da un’icona di raffinatezza qual è Karl Lagerfeld che per Chanel disegna tailleurs sformati con giacche e pantaloni molto morbidi realizzati in tweed oppure, pantaloni oversize in tessuto slavato accompagnati da morbide giacche in lana bouclè.

“Come as you are!”

                                      Chanel A/W 2011-12

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – www.vogue.it

MUSICA – come as you are nirvana http://www.youtube.com/watch?v=vabnZ9-ex7o&ob=av2e

 

Che noia che barba questa eleganza!

Seconda puntata della rubrica “cattiva” di tempi&modi “Indicativo”, immagini positive e negative catturate dallo street style trentino. Signori, non aspettatevi fotografie. Cercherò di descrivere gli stili che vedo, usando la mia sola arma, e concedetemelo, mi divertirò ad…affondarla. Avrò infatti un occhio di riguardo più per le stonature che per le sinfonie. Avez-vous bien comprì?

Io non mi capacito. C’è chi venderebbe l’anima al diavolo per sembrare più giovane, ma c’è anche chi fa di tutto per sembrare più vecchio.

La incontro quasi ogni giorno e non passa volta che io faccia questo pensiero: questa bella giovane signora, forse quarantenne, sempre vestita così elegantemente. Ma che noia!

Sempre. La sua divisa è il tailleur pantalone, sui toni del grigio, del blu, del nero. Unica nota di colore, sempre, immancabilmente, quel foulard! Sempre, ogni giorno, foulard. Diverso per carità, prezioso scherziamo, Ferragamo, Hermès, Gucci.

In questo caso, non riesco nemmeno ad apprezzare il tentativo di riportare la barra sulla rotta della femminilità, indossando calzature con il tacco, ma che tristemente e poco coraggiosamente, si rivela da sotto il pantalone, né alto né basso, “né carne né pesce”.

Che voglia comunicare il suo rigore di donna di potere? A me comunica solo un’eleganza noiosa. La femminilità è ben lungi. Un viso estremamente dolce ed attraente, un’espressione molto fresca ed intrigante, annacquati da uno stile noiosamente elegante, sempre uguale a se stesso, privo di fantasia e di quel pizzico di femminilità trasgressiva che renderebbe l’immagine diversa.

Morale: osi qualcuno ad affermare che il concetto di eleganza è assoluto. Dopo Sua Maestà Caterina (Dominici) la Rossa, regina indiscussa dei clic su tempi&modi di questi ultimi giorni, questa è la controprova che fa zittire gli scettici.

Potere a chi osa!

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Neuhauser Straße München

MUSICA – boredom muse http://www.youtube.com/watch?v=vxWuNrHgviY

Etica ed estetica dell’abbigliamento

Continua la nostra sperimentazione alla ricerca di un nuovo concetto di lusso.

Sembra che ci sia un fil rouge che lega il lusso contemporaneo e del futuro, al passato, alla tradizione, all’artigianalità: l’austerità con cui si viveva un tempo. Oggi declineremo questo concetto in un tema a noi molto caro, ovvero l’abbigliamento.

Austerità significa risparmio o meglio, evitare il superfluo? Bene, allora partiamo dai saldi.

Paradossalmente il momento dei saldi corrisponde all’esaltazione dello spreco, perché significa acquistare sebbene il nostro armadio sia letteralmente stracolmo. Pensate ad esempio ai saldi estivi: nell’armadio possiamo trovarci gli abiti delle pre-collezioni acquistati a Campiglio nel Natale dell’anno prima, le irresistibili anticipazioni dei negozi quando il freddo è ancora pungente e tutti i nostri acquisti dei mesi marzo – luglio. In questo momento, comperare, anche se in maniera scontata, equivale al superfluo.

Io proporrei “comprare poco, ma comprare bene”.

E qui – non aspettavo altro – provo a lanciare una provocazione, soprattutto ai signori lettori. Perché non farsi realizzare qualche abito su misura?

Per vivere innanzitutto il momento più significativo, che rimane l’acquisto del tessuto, una scelta affascinante. Poi la consegna al sarto per farlo stagionare; infatti, prima di essere lavorato, il tessuto dovrà acquistare morbidezza, movimento, vita, grazie anche al contatto con le altre stoffe. Sarebbe bello che fossero proprio i giovani a tornare al comprendere cosa significa farsi fare un abito su misura, la qualità del tessuto, il lavoro che ci sta dietro, l’unicità del risultato.

Se trascorri qualche minuto con un tessuto di qualità tra le mani e un sarto appassionato come guida, ti accorgerai di quanto si è perso nella nostra modernità di quel gusto e di quell’arte, di quanto siamo più poveri, di quanto abbiamo smarrito in etica ed estetica dell’abbigliamento.

Il sarto con il gesso e le forbici rimane un abile artista ed il suo lavoro, un’opera d’arte. Il risultato non sarà solo un prodotto unico e lussuoso, ma soprattutto risponderà al nostro principio ispiratore di austerità con classe.

Per quanto riguarda le signore, mi permetto di consigliare se non abiti realizzati su misura, quelli dal taglio sartoriale, meglio pochi ma belli e non significa che debbano essere necessariamente firmati.

Lo so, non c’è più tempo per il lavoro a maglia, ma immancabilmente ad ogni stagione, gli stilisti ripropongono le maglie in lana grossa, effetto lavorato a mano. Già, “effetto”. Sarebbe estremamente fashion averne di fatte a mano davvero!

Lord Chesterfield diceva “Lo stile è l’abito dei pensieri, e un pensiero ben vestito come un uomo ben vestito, si presenta molto meglio”

Provocazioni.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds

MUSICA – dressed for success roxette

http://www.youtube.com/watch?v=kkxj5xVLyj0

Rosso di sera? Anche di giorno si spera!

Era tornato l’anno scorso dopo lunghe stagioni fredde e grigie, ricordate? Così, anche per il prossimo autunno-inverno, il rosso torna protagonista come colore forte, grintoso e accattivante, e molto, molto passionale.

In passerella è stato proposto da molti stilisti, da Valentino naturalmente, a Giorgio Armani, da Givenchy a Dsquared. Prada ad esempio, mixa rosso e nero su cappotti, borse e calze e fa un largo uso della lana grossa, per far rivivere il fascino delle atmosfere retrò e anni ’50.

Il rosso, un colore acceso che si ama o si odia, adatto certamente alle donne determinate e sicure della propria bellezza e del proprio stile.

Per il suo calore e il suo potere di accendere è sicuramente dedicato alla sera, ma senza scendere a compromessi, l’invito è quello di viverlo anche di giorno, evitando il total red e concentrandosi su un capo, meglio ancora su un accessorio. Una maglia di lana grossa, una camicia in chiffon su una gonna tubino o un tailleur neri. Il must è il cappotto di stagione, abbinato al grigio antracite e al nero. Gli abiti rossi li dedicherei solo alla sera, anzi, ad una sera speciale.

Bellissimo il rossetto rosso acceso, abbinato ad uno stile maschile o ad una romantica camicia bianca. E aggiungo, soprattutto sulle labbra di una donna mora, ma a mio parere deve essere l’unico punto di rosso su tutta l’intera figura.

Un’ultima nota. Vi invito a leggere gli interessanti studi effettuati sul colore rosso nell’abbigliamento. Così, per comunicare meglio con il nostro stile e soprattutto comprendere… certi comportamenti maschili.

Lunga vita al red!

 

                                           Prada A/W 2011-12

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – www.vogue.it

MUSICA – rosso niccolò fabi

http://www.youtube.com/watch?v=1s7ZKrVOL9I

Paradigmi

David Lynch& Isabella Rossellini by Helmut Newton 1986. su www.sentireascoltare.com

Quel treno dei desideri che val bene una fuga, soprattutto per passione

In amor vince chi fugge? Bene, allora si fugga con stile!

L’Orient Express. Un treno che evoca immagini di glamour e di mistero. La sua storia inizia nel 1883, quando l’imprenditore Georges Nagelmackers creò un servizio ferroviario, due volte la settimana, che da Parigi attraversava l’Europa fino ad Istanbul, ai confini con l’Oriente.

Lo scrittore, giornalista e critico d’arte francese Edmond About scriveva nell’ottobre del 1883 all’inaugurazione dell’Orient-Express: “…I quaranta invitati della società, i parenti, gli amici, i curiosi che ci circondavano alla Gare de l’Est (n.d.r: stazione di Parigi) non credevano ai loro occhi. Durante il viaggio, la società si adoperava a farci conoscere giorno per giorno i cibi nazionali e i nobili vini dei paesi che attraversavamo… Le lenzuola, cambiate tutti i giorni con raffinatezza sconosciuta nelle case più ricche, esalano un delicato profumo di bucato, e i miei due compagni di camera esemplari… Notiamo ancora un’altra cosa che non ci lascia indifferenti: la carrozza-ristorante, dove si fa una così buona cucina….”

È la Compagnie Internationale des Wagons Lits a fornire i lussuosi vagoni e l’ammirevole personale. Col passare degli anni e dei passeggeri, che si alternano fra nobili, scrittori e benestanti, la reputazione dell’Orient Express si consolida, l’ostentazione del lusso e l’ottimo servizio (cucina raffinata, posate d’argento, personale delizioso) sono punti cardine della sua storia. Fu simbolo della Belle Epoque, là sopra nascevano complotti, amori, affari, nuove visioni del mondo e assassinii.

Purtroppo, l’avvincente storia che lo precede e lo vede protagonista non è abbastanza per salvare il treno dall’impatto con le tariffe super economiche dei voli delle linee europee. Oggi l’autentico Orient Express non esiste più, è stato soppresso.

Ma in verità non è mai morto. Rivive nei capolavori letterari di molti autori, come Agatha Christie e Ian Fleming, in film, cortometraggi e nella pubblicità.

Rivive nei nostri sogni.

Oggi è il Venice Simplon-Orient-Express che ha raccolto l’eredità dell’Orient Express.

Da vivere una volta soltanto: la fuga deve essere davvero la fuga della nostra vita!

 www.orient-express.com  www.trenidilusso.com

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – adv 2009 Chanel n.5

MUSICA – trailer di “Assassinio sull’Orient Express” di Agatha Christie http://www.youtube.com/watch?v=iAUjvyiGIEk 

 

Paradigmi

 

                                            Sir Mick Jagger

 

 

 

Paradigmi

 

Kelly&Stewart in “La finestra sul cortile”

Una cult bag, la 2.55 di Chanel

Era il febbraio 1955 – motivo per cui è chiamata 2.55 – quando Coco Chanel creò una borsa che per originalità e creatività, era destinata a rivoluzionare il costume e la moda. Una borsa a rettangolo, di pelle matelassè, con il fermaglio in metallo dorato ed una catena a tracolla.

Per la catena, Coco Chanel si ispirò al portachiavi dei custodi dell’orfanotrofio nel quale trascorse la sua infanzia e per l’interno in un profondo bordeaux, alle divise degli orfanelli. In origine la chiusura era semplice e non compariva ancora il logo della maison. Dopo circa 40 anni, in casa Chanel arrivò Karl Lagerfeld che operò un restyling della borsa applicando la doppia “c” sulla chiusura e intrecciando alla pelle, la catena della tracolla. Nacque così la 2.55 Chanel Classic Flap disponibile oggi in tre misure e in svariate declinazioni. Una borsa per la vita.

www.chanel.com

I tessuti Rubelli

Rubelli è Venezia. Una tradizione secolare della lavorazione dei tessuti, un’arte tra le più nobili e antiche. Le collezioni Rubelli sono influenzate da secoli d’oro della seta e dai fasti dell’arte tessile e per lo più, rappresentano fedeli riproduzioni di documenti del passato. Diverse “anime” per un’ampia gamma di tessuti, una collezione varia e multiforme, che sa adattarsi sia al contemporaneo sia al classico, disegni dalla forte personalità, un audace e spesso appariscente uso del colore.

Materiali preziosi come seta, cotoni, lini e lana, che vengono sapientemente lavorati unendo le tecniche antiche ed artigianali a quelle più innovative: lampassi preziosi, liseré, laminati, superfici increspate, stampe a rilievo. Oltre a questo, tessuti tecnici soddisfano chi, oltre alla bellezza, vuole unire alte prestazioni: elevata resistenza all’usura, facile lavabilità, solidità nei colori (tessuti ignifughi e outdoor). Tessuti concepiti come opere d’arte e destinati ad impreziosire residenze storiche, interni contemporanei, musei, teatri, yachts, alberghi o navi da crociera.

Ma qualsiasi casa, con un metro quadro di tessuto Rubelli, diventa più preziosa.

www.rubelli.com

In Trentino, Lei trova i tessuti Rubelli da Vi.Vo. Vicolo del Vo’, 23 a Trento tel. 0461.261737

Auto d’epoca, dal passato non rimane che emozione

Si è svolta, in questo ultimo weekend d’estate, la prima edizione di “Montagne d’Argento” con partenza ed arrivo a Cavalese, a chiusura della stagione delle gare di regolarità ASI organizzate dalla Scuderia Trentina Storica. Una nuova gara di regolarità riservata ad auto d’epoca omologate A.S.I., alla quale si sono iscritti ventitré equipaggi provenienti da tutta Italia che per due giorni, si sono cimentati su di un suggestivo percorso con ben 32 prove speciali al centesimo di secondo. La manifestazione ha avuto come base Cavalese e come campo di gara le valli di Fiemme e Fassa e il gruppo con il Latemar a fare da spettacolare cornice.

Tra gli eventi clou della stagione 2011 organizzati dalla Scuderia Trentina Storica, si annoverano la rievocazione della “Stella Alpina”, dove sono ammesse solo vetture costruite fino al 1955 – ultimo anno in cui si corse la gara – con prima tappa con partenza dalla città ed arrivo a Madonna di Campiglio e Classic Wine & Spirit, dove splendide autovetture d’epoca danno vita ad una gara di regolarità ASI articolata in due giornate di gara toccando varie cantine della provincia di Trento aderenti all’iniziativa.

Veder sfilare le vetture d’epoca è vivere la storia dell’automobile. Splendide, intriganti ed eleganti. Hanno carattere e fascino. Auto d’epoca, una passione e non per tutti ma nemmeno per pochi.

C’è chi colleziona auto e moto, ma la maggior parte ha un solo mezzo. Quello che unisce è la passione. Chi può permetterselo acquista vetture importanti, altri le salvano dalla rottamazione e le restaurano. La vettura d’epoca è un valore che resta nel tempo, anzi, aumenta rispetto alle vetture moderne.

Chi sceglie una vettura d’epoca è per la sua bellezza, per passione, nostalgia o un innamoramento. E sono sempre più i giovani che si innamorano di un’auto d’epoca. C’è chi è riuscito a rintracciare la macchina che aveva il padre oppure chi sceglie di fare un investimento.

L’emozione parte dalla lunga ricerca d’una particolare macchina, passa attraverso il restauro ed il gran lavoro di messa a punto, per poi sfociare nella soddisfazione di viaggiare.

Quando si sale su una vettura con cinquant’anni sulle spalle, si deve completamente dimenticare il quotidiano e tuffarsi nel passato. Il rumore è diverso, occorre delicatezza, calcolare la frenata, usare il cambio in modo giusto.

Un’emozione da seguire e coltivare con passione e fedeltà, perché al “cuor non si comanda”.

ds

www.scuderiatrentinastorica.it

http://www.sportrentino.it

 

          Al cuor non si comanda

  

 

 

 

Per chi si aspetta, con la luce, di vedersi accolto in un mondo elegante

Linee pulite, colori tenui, materiali di altissima qualità. Una collezione di decorazioni, biancheria, accessori, oggetti d’arredamento e abitini, tutto per i suoi primi giorni di vita. Lussuosa ma assolutamente confortevole e con un’attenzione particolare ai dettagli che fa di Théophile & Patachou, un brand trendy ed esclusivo nella nicchia del lifestyle della prima infanzia.

Le culle sono un must della casa belga. Si inseriscono splendidamente sia in arredamenti d’antiquariato ed in stile, sia di design contemporaneo. Sono oggetti preziosi, che valgono l’affascinante momento dell’attesa come l’emozionante arrivo in famiglia del bebè.

Se non da acquistare, da copiare, soprattutto le iniziali ricamate, meglio ancora se realizzate dalle abili mani di una zia o di una nonna che si renderanno in tal modo coprotagoniste di un momento assolutamente unico.

Per info Italia Theophile&Patachou via Torquato Tasso, 49/C a Bergamo tel. 035219527

Tuscany style per la stanza verde

Il giardino è parte integrante della casa, è una stanza a tutti gli effetti, con un pavimento fatto di terra e un soffitto fatto di cielo. Il giardino va pensato ed arredato quindi, alla stregua di una stanza da letto, di una cucina o di un bagno. Va scelto uno stile e perseguito con creatività. Una proposta evergreen – è il caso di dirlo – per il giardino è il Tuscany Style. Il giardino all’italiana sarà la nostra planimetria. I colori, i materiali, le forme, i profumi della natura. Il verde blu del cipresso e del bosso, il grigio dell’olivo e delle sdraio in teak invecchiato, il viola della lavanda rustica, il bianco delle statue in pietra e dei viali in ghiaino, il rosso della terracotta decorata, il nero dei cancelli in ferro battuto, il profumo dei limoni. Fil rouge la simmetria, in numero, forme, disposizioni. Unica divagazione concessa, alcuni pezzi di design contemporaneo, allestiti in mostra come opere d’arte all’interno dello spazio verde. E non dimentichiamo i tessuti, soprattutto tinta unita e rigato. Il top, il bordeaux.

Siamo in Trentino e pensare al Tuscany Style, il più delle volte, significa tentare un’agricoltura “eroica”. L’importante è conoscere le piante ed i loro bisogni, anche grazie agli studi che vengono fatti nella nostra provincia dalla Fondazione Edmund Mach – Istituto agrario di San Michele all’Adige, ad esempio, per la coltivazione del cipresso e i meravigliosi vasi di terracotta festonati saranno di grande aiuto nelle stagioni meno propizie per ritirare in aree riparate, le piante di limoni e di olivi.

Nulla è impossibile.

ds

Per la terracotta toscana decorata Galas Service viale Santoni, 78 ad Arco tel. 0464.516457

Per gli arredi in teak e ferro battutto e-shopping www.unopiu.com

Per le piante toscane Vivai Tonelli via Giarette, 21 a Gardolo Trento tel. 0461.960446 

Per gli studi sul cipresso in Trentino www.iasma.it

(Tra)vestita da uomo

Elegante. Il maestro è Giorgio Armani. Da oltre trent’anni, disegna, su sensuali corpi femminili, abiti dal sapiente taglio sartoriale fortemente ispirato al guardaroba maschile. Il risultato è eleganza. Eleganza del movimento sontuoso e femminile di pantaloni ampi quanto basta, che sottolineano con un risvolto la caviglia, abbinati a giacche destrutturate oppure doppio petto o strette in vita.

Sexy. Effetto diverso per la donna “maschile” di Dolce&Gabbana. Con loro, si punta all’aspetto sexy di una donna che ha avuto l’intuizione di sfidare le sue curve usando elementi del guardaroba di lui. Ad accompagnare l’immancabile coppia pantalone nero – camicia bianca, tailleur giacca e pantalone solo apparentemente maschili, giacche doppiopetto, smoking con inserti di velluto, piccole cravatte e fini bretelle.

Un po’ rock. Frankie Morello, uno dei marchi più affermati negli ultimi anni tra i giovani, fa divertire le sue donne nell’emulare i rispettivi compagni. Maschi sì, ma molto eleganti: pantaloni a sigaretta, cravattini trattenuti da fermacravatta gioiello e fazzoletti da taschino.

Ma la donna dove è finita? In fondo per lei è solo un travestimento: la femminilità si nasconde sotto l’abito e… dentro se stessa.

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                                                  Dolce&Gabbana A/W 2011-12

La valigeria Louis Vuitton

Stazione Ferroviaria di Istanbul. E’ in partenza l’Orient Express. Il fumo della locomotiva si confonde con quello della nebbia del Bosforo. Una giovane coppia di turisti inglesi , appena arrivati dal Pera Palas Hotel, si accingono a salire su di una delle carrozze illuminate, mentre gli assistenti di bordo caricano i loro bagagli, valigie Louis Vuitton.

E’ il potere di oggetti d’arte che sanno raccontare una storia. Le valige Louis Vuitton evocano come pochi altri oggetti, il lusso dei grandi viaggi e le atmosfere legate allo stile di certi personaggi. Un capitolo della storia del costume che narra di persone ricche e importanti che affrontano lunghi viaggi accompagnati dai famosi bauli e dalle valigie disegnate dallo stilista francese.

Il Monogram Canvas è l’iconica pelle di questi oggetti preziosi dell’alto artigianato francese, una lussuosa collezione di valigeria che da sempre rappresenta nel mondo, la storica maison francese. Il fondatore, Louis Vuitton, ha avviato la sua leggenda partendo proprio da una valigia, vista la sua esperienza di apprendista tuttofare presso Monsieur Maréchal, una personalità in fatto di bagagli nella Parigi dell’800.

Ne ha fatta di strada Monsieur Vuitton, ma ciò che è rimasta immutata nel tempo è la magia di queste opere d’arte. Il lusso dedicato all’arte del viaggio. Un concetto di eccellenza e di esclusività dovuta alla rarità delle pelli utilizzate ma soprattutto alla lavorazione a mano esclusivamente in laboratorio dove gli artigiani della maison ne conservano gelosamente i segreti.

Se si parte, lo si faccia con stile”.

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e-shopping su www.louisvuitton.com

Quella luce che seduce in cucina

Quella collezione di rami appesi a testa in giù rappresenta il punto focale della cucina. Riflessi ramati che attirano gli sguardi, l’atmosfera che rievoca un fascino del passato ma, al contempo, attualissimo e così, gli antichi fasti di un banchetto medievale e le sublimi creazioni di un ristorante a cinque stelle.

Come preparare e presentare il cibo nei recipienti di rame, pratiche quotidiane antichissime ma sempre vive. Oggi il rame, riscoperto proprio dai grandi chef, è tornato ad essere concepito come il metallo che, più d’ogni altro, garantisce le migliori prestazioni in cucina.

La calda atmosfera del rame non si respira solo in cucina ma anche in tavola, tanto piacevole e seducente è la sua presenza, sia tra le stoviglie di tutti i giorni che tra quelle della festa, quanto è utile la sua capacità di mantenere a lungo il calore.

In ogni cucina del mondo, basta poco per sentirsi un grande cuoco: una pentola in rame, ed il gioco è fatto!

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Per le pentole in rame Navarini via Val Gola, 22 a Ravina Trento tel. 0461.923330 www.navarinirame.com

La stanza dei bambini

Parola d’ordine: scoperta. Obiettivo: accompagnarli nei viaggi della fantasia. La loro stanza è pensata proprio per questo, sul tema del navy, che richiama l’avventura e le esplorazioni.

Dagli oggetti, come la grande cartina geografica e il vecchio timone, ai tessuti, come lo scozzese delle lenzuola e il velluto color carta da zucchero. Colori: bianco, tonalità e sfumature di blu e azzurri con pennellate creative di rosso.

Non può mancare qualcosa di morbido, come la collezione di orsetti sull’antico comò, o lo stesso velluto che riveste la piccola poltrona. Tanti cuscini, con iniziali ricamate sul lettino a barca di fine ’800, oppure grandi realizzati in tessuto rigato, adatti per sedersi e giocare sul pavimento.

Non possono mancare i vecchi giocattoli, come il cavallo a dondolo della nonna, l’aeroplano di latta appeso alle volte del soffitto, la giostra comperata in un mercatino d’antiquariato, i trenini in legno. Anche la musica di un carillon non può mancare, anzi, di tanti carillon, di una collezione preziosa di carillon.

La luce soffusa proviene dalle applique in ferro battuto e valorizza sia l’architettura delle volte del soffitto, sia il calore del legno del vecchio pavimento. Un’atmosfera calda che protegge come un rifugio ma che lascia liberi mente e cuore per viaggiare lontano.

Per i velluti  Vi.Vo. Vicolo del Vo’, 23 a Trento tel. 0461.261737

Per la biancheria da letto Bossi e Bellora Gallizioli Via Manci, 65 a Trento tel. 0461.237399

Per la biancheria Lexington Home e-shopping www.lexingtonshop.com

Il trench Burberry, una filosofia da insossare

Il trench è un capo classico, unisex e funzionale, il cui stile e la cui estetica rimangono inalterati e vanno oltre le mode. Più di 153 anni di storia, nella produzione e nello sviluppo di tessuti, e una lunga tradizione tipicamente inglese. Questo è Burberry, il cui marchio è fortemente radicato in un oggetto cult, il trench, emblema in termini di qualità, stile, innovazione e lavorazione.

Il trench venne creato originariamente nel 1914 da Thomas Burberry, il fondatore di Burberry, per gli ufficiali inglesi. All’inizio, era realizzato in gabardine di cotone, una stoffa funzionale e molto resistente inventata da Burberry, la cui trama possiede delle proprietà che assicurano alla stoffa caratteristiche di impermeabilità, traspirabilità, comodità e morbidezza.

Rimangono tuttora dei dettagli autentici, che ormai fanno parte del ricco portafoglio di icone tipiche di Burberry, fra cui gli anelli metallici a forma di  “D” (originariamente creati per appendere alla cintura l’equipaggiamento militare), le fibbie per la cintura in vero cuoio e le spalline.

Il trench è disponibile in ogni stagione in una diversa gamma di colori, lunghezze e disegni, fra cui i modelli ripiegabili leggerissimi, in pelle lavata e a doppiopetto in lana per gli uomini, le donne e anche i bambini. Il trench infatti, rimane il naturale punto di partenza e di ispirazione per tutte le collezioni Burberry da uomo, donna e bambino, e ogni stagione viene reinterpretato in modo da riflettere l’atmosfera e l’umore del momento, pur mantenendo l’integrità del suo stile e della sua funzione.

I trench Burberry vengono realizzati in Inghilterra utilizzando metodi di produzione consolidati nel tempo e sono disponibili on-line sul sito Burberry.it e nei negozi di tutto il mondo in tutte le stagioni dell’anno.

 

e-shopping su www.burberry.com

In Trentino, Lei trova Burberry da Lorenzetti via Pradalago, 2/N a Madonna di Campiglio   tel. 0464.441339 

Paradigmi

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