Timeless Kitchen (part 6)

argento (8)

Tirare fuori il meglio. Ah poi, la classe non è acqua! L’argento è sempre l’argento e nessuno potrà mai negare il suo fascino d’antan che si rinnova ogniqualvolta abbia l’opportunità di uscire da armadi e vetrine. Come per i rami, così per gli argenti, io sarei per “tirare fuori tutto il Bello che c’è” in cucina, ogni giorno. Perché, in fondo, è il Bello dentro ognuno di noi che regala eleganza e fascino ad uno sguardo, un movimento, un modo di essere e quella luce speciale che li/ci rende preziosi. Posateria in argento su preziosa carta da parati Dedar.

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E il Bon Ton è servito

gOggi, per la rubrica “Verba Volant”:

IL NUOVO BON TON A TAVOLA e l’arte di conoscere gli altri. Vedo come mangi e saprò chi sei.

Roberta Schira, Salani Editore.

Regole, suggerimenti, linguaggio corporeo, ossessioni e scortesie a tavola. Da una scrittrice-gourmet che è anche una “psicologa del gusto” il primo libro che unisce psicologia e bon ton per imparare a comportarsi correttamente in ogni occasione – dalla colazione al dopocena… aperitivo incluso – e per sapere tutto dei propri commensali.

“Ecco che allora può bastare una cena insieme per capire se lui/lei sono la persona giusta per noi e se vale la pena di dividere tutti gli altri pasti della nostra vita…”

L’ispirazione del giorno

Valori moderni.  La tavola del quotidiano parla di una “nuova” eleganza che profuma di storia e di tradizioni. Si ispira al rispetto di valori di un tempo, quando non si buttava via nulla.  Una vecchia brocca di terracotta, che sa mantenere fresche le bevande, ed i bicchieri spaiati, che convivono senza alcun pregiudizio. Sensibilità del passato, riprese in chiave moderna. Espressioni di un’attenzione moderna per valori mai passati. (da Pranzi perfetti in campagna. Oggi. di Maria Luisa Bonacchi – Style Country Life)

Venus corrigeant l’amour

Paysage aux Oiseaux

 Chantaride

 Aux Fleurs des ChampsJeu de Cartes 

Paysage al Or

Sono le Bernardaud Tasses Historiques.

Il mio posto è vicino a te

Coppia di portatovaglioli in argento con nomi incisi. Perché prendersi cura della persona che si ama non disdegna un’elegante formalità. Ogni giorno.

Natale al castello

natale08

Come vuole la tradizione, ogni anno a Casa Campanelle va in scena il Natale.

Tutto inizia in occasione della festività dell’Immacolata, quando si provvede alla raccolta del verde per gli addobbi: agrifoglio, abete, bacche di ogni tipo, pigne, edera, pino, che verranno accompagnati da metri di nastri di raso o velluto e cordoni di passamaneria, dalle tonalità oro, bianco e rosso bordeaux e vinaccia.

Tutto ciò servirà per le decorazioni dell’intera casa, a partire dalla grande corona augurale appesa alla porta d’ingresso, ai centrotavola su tavoli e consolle sparsi nelle varie stanze, alle ghirlande sopra il camino e sui bancali delle finestre, oppure in posti inaspettati, come in un grande bacile di rame e in una vecchia coppa di pietra.

Immancabile è la luce. Quella delle decine e decine di candele sparse in tutta la casa. Raccolte in gruppi sullo scalone, sulla cornice del camino, in cucina, sugli antichi candelabri, sui grandi porta lumi in ferro battuto. E quella del fuoco acceso nel grande camino in pietra nel salone. Tutto vive ed è ravvivato, dal legno dei pavimenti fin alle volte dei soffitti. Si respira calore.

Immancabile è anche la musica, garantita dalla filodiffusione ai vari piani. Per l’atmosfera natalizia viene prediletta la musica dell’arpa, il jazz, e naturalmente la classica natalizia, soprattutto quella tedesca.

E poi, l’albero ed il presepe. Irrinunciabili. Il primo, rigorosamente vero e coltivato in vaso, viene sistemato davanti ad una delle finestre del salone per poter ammirarne la meraviglia anche dall’esterno. Le luci a led convivono con sontuosi nastri e cordoni bordeaux e oro, accanto a bocce dorate di varie dimensioni e forme. I regali, impacchettati con eleganza, faranno la loro comparsa ai piedi dell’albero solamente l’antivigilia di Natale. Il presepe invece, viene allestito sopra l’antico cassone bavarese del ‘600. La capanna e le statue appartengono alla famiglia ormai da generazioni. La scenografia è aiutata da pezzi di tufo, radici di albero e da piccole luci sistemate adeguatamente per creare le giuste ombre e dare risalto alle espressioni dei personaggi di questa straordinaria rappresentazione.

Così, il Natale è alle porte. La vigilia è un giorno speciale, un giorno di attesa. A Casa Campanelle si respira un ‘atmosfera di semplicità rurale fin dalle primo ore del mattino. Sul tavolo rustico al centro della cucna, cominciano a comparire i primi preparativi per il pranzo del giorno dopo. E’ soprattutto il giorno dello zelten e quindi della lunga preparazione della frutta secca. Si rispolvera il ricettario di famiglia ed alcune ricette del nonno, una per tutte, il pollo ripieno. E’ il giorno degli odori “de-javù”. Succede così, ogni anno, il profumo dello zelten misto all’abete, quello delle carni misto alla cera delle candele, la musica ed i ritmi della vita che finalmente si allentano. Tutto culmina nella sera con l’apertura dei regali vicino al camino.

Ecco il Natale. La tavola del pranzo che vedrà la famiglia riunita, sarà volutamente sontuosa. Il rosso lascerà volentieri lo spazio al bordeaux e al vinaccia, come di fatto ispira l’ambientazione quotidiana. Tovaglia candida e sottotovaglia in tessuto pregiato, accoglieranno il servizio delle feste di Rosenthal, bicchieri di cristallo e l’argenteria.

Ma soprattutto ci saremo noi e le nostre vite. Le nostre speranze saranno negli occhi dei nostri bambini, di quelli che già ci riempiono la vita e di quelli che stanno per arrivare. Lo scambio degli auguri, quelli “consapevoli”, che partono dal cuore ci avvicineranno, anche fisicamente, a chi amiamo.

Che sia davvero un Buon Natale.

TESTO – ds

FOTOGRAFIE – ds @Casa Campanelle

MUSICA – stille nacht http://www.youtube.com/watch?v=-5kO46s7AWE

Ciak si fotografa!

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Oggi, mercoledì 21 dicembre 2011 ore 16.31 continua la chiacchierata in chat tra Alessandro Guerani e me.

Donatella Simoni: Alessandro, guardando le tue foto ho notato che spesso usi  delle piastrelle di ceramica,  è un tuo gusto? E’ qualcosa che ti porti dal passato?

Alessandro Guerani: sì, perché mi permettono di dare un tocco di colore e decorazione su un set molto minimo, ma non sono semplici da usare, se ci sono già piatti decorati, altre proposte “ingrombranti” visivamente, diventerebbero troppo barocche. Anche perché questi elementi hanno una storia dietro, sono ceramiche da camino, un po’ come quelle delle stufe ad olle, sono inglesi, di solito di età vittoriana o eduardiana. Adesso vengono usate soprattutto come sotto pentola o sotto piatto o sotto bicchiere

DS: approfondiamo l’importanza di creare un set fotografico. Mi incuriosisce la scelta, che dovrai fare immagino, di elementi di scena, chiamiamoli così. Come avviene?

AG: ah, bella domanda… e risposta non facile

DS: la cura del dettaglio è fondamentale, immagino, e bisogna essere bravi in questo ed avere una sensibilità particolare

AG: per risponderti devo tornare a quello che ti dissi in precedenza. In pratica, tu hai un messaggio che devi trasmettere che può essere una sensazione, un luogo, un lifestyle e devi quindi trovare degli elementi scenografici che ti aiutino a trasmettere questo messaggio. Per essere meno teorici, trovami una foto e parliamo di quella

DS: questa

AG: certo, ” Cherries in Wonderland”, si chiama così questa foto. Praticamente volevo fotografare delle ciliege in modo diverso, ambientarle in una situazione “onirica” e lì l’idea è venuta con l’assonanza fra cherries ed Alice (nel paese delle meraviglie). A quel punto, da uno scambio di soggetto, è venuto fuori il set: l’orologio è il Bianconiglio, poi ci sono i semi delle carte che sono le guardie della regina, il tè è il tè da matti. Purtroppo non avevo un narghilé per il Brucaliffo ma forse c’era già troppa roba, bisogna anche darsi dei limiti sennò poi si rischia di esagerare

DS: sì, bisognerebbe 😉

AG: questa fotografia così è nata, cercando di capire come far coesistere il soggetto dentro un set che rappresentasse anche tutte quelle cose. Comunque questo è un esempio che ti fa capire il concetto di quanto dicevo: la creatività non è “creare” bensì mettere in correlazione delle cose. Le ciliege a me fanno venire in mente un momento magico, quel paio di settimane quando si raccolgono e da bimbi si andava a “rubarle” dagli alberi dei contadini. Un “prodotto” che comunque ha un suo fascino, non è disponibile tutto l’anno e si porta dietro un sacco di ricordi dell’infanzia, come le mamme che facevano la marmellata in casa, ad esempio. Quindi ciliegia = memorie infanzia = sogno-bambini = Alice. Vedi i vari passaggi di correlazione?

DS: certo

AG: così presenti il prodotto in un modo non scontato e che riesce a comunicare ad un ampio target. Chi di noi non ha appunto memorie dell’infanzia relative alle ciliege? Chi di noi non ha letto o visto il film di Alice in Wonderland? Il messaggio non è ermetico, disponibile ad una elite, ma piuttosto popolare, allo stesso tempo non banale perché traslato su più piani

DS: sì, capisco

AG: alla base del ragionamento poi, c’è la realizzazione pratica che è basata su problemi pratici, ad esempio, la dimensione delle ciliege, e su considerazioni di tipo estetico. Non puoi usare una modella alta 1,80 per mostrare due ciliege 😀  In un set,  gli elementi devono essere inseriti in modo armonico e piacevole. Questo è il “mestiere” vero e proprio in cui poi si utilizza la proprio cultura ed esperienza visiva

DS: certo, cultura ed esperienza che fanno la differenza

AG: vedi che anche tu hai subito riconosciuto l’orologio del Bianconiglio o il tè del Mad Tea Party o i semi delle guardie della regina Rossa

DS: sì, messaggio ricevuto 🙂 Ti chiedo: è il soggetto della foto che ti ispira il set o costruisci il set sul soggetto?

AG: costruisco il set sul messaggio che voglio dare, il soggetto è il messaggio, altrimenti basterebbe una foto che ritrae una ciliegia, punto. La ciliegIa è la parte fondamentale del messaggio ovviamente, ma “ciliegia” in sè, è solo una parola o un frutto. Non si vende la ciliegia, si vende l’idea di ciliegia e l’idea coniugata in un certo modo

DS: è chiaro. Per i tuoi set, vai a comperare tazze, bicchieri, piatti, tessuti, di volta in volta?

AG: dipende, qualche volta sì, ma ho un “archivio” notevole. Spesso compro qualcosa quando lo vedo sapendo che prima o poi mi servirà. Io ho un mio stile ovviamente, e quindi so già se un oggetto può rientrarci o meno. Quando invece, come ti dicevo, ci sono dei brief più specifici esterni in cui sono costretto a seguire direttive non mie, a quel punto sì, gli oggetti di scena si comprano al momento e talvolta vengono forniti dagli stylist

DS: senti, vai via per le feste?

AG: no

DS: allora ci sentiamo la prossima settimana, intanto davvero tanti auguri

AG: anche a te!

www.alessandroguerani.com

www.foodografia.com

 

 

Gift List, il pensiero giusto alla persona giusta

 

Cosa SALMERINO AFFUMICATO TROTA ORO

Per chi Per tutti coloro che amano concedersi qualche volta,  il lusso di mangiare un pezzo di Trentino e di sentirlo pure.

Perché Qui del sano campanilismo ci sta tutto. Anzi, di questo orgoglio d’azienda che opera nel mio paese natale me ne vanto proprio. Ma passiamo al Salmerino affumicato. È un prodotto di nicchia destinato a consumatori esigenti che ne sanno apprezzare la delicatezza. Accurate e ricercate sono le fasi di lavorazione: allevato nelle fresche acque dei torrenti del Parco Naturale Adamello Brenta, filettato, salato a mano con sale dolce di cervia e zucchero di canna equosolidale dall’Equador, viene infine affumicato bruciando segatura di legni pregiati di alta montagna.

Visto affogato al Ferrari Perlé Rosé alla Locanda Margon

Dove Trota Oro in Loc. Isolo 1 a Preore (TN) Tel 0465.322773 info@trotaoro.it www.trotaoro.it

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Cosa TAZZE  COLL. “FRIVOLE” DI BERNARDAUD

Per chi Per signore, come me, che adorano la porcellana di Limoges

Perché Bisogna vederle dal vivo. Nessuna immagine può rendere la realtà. Prendetevi il tempo e passate da Schönhuber a Bolzano (a Trento ahimè ha chiuso i battenti) solo per ammirarle e toccarle. Le tazze della collezione Frivole di Bernardaud, le mie amate, sono delle opere d’arte dell’alta manifattura francese http://www.bernardaud.fr/la-storia-it23.html Guai usarle ogni giorno, anzi, io consiglio di avere solo una coppia, così da poterle utilizzare in occasioni davvero speciali, come un caffè o un tè con la mamma o la migliore amica. Necessitano del caffè o del tè giusto, dello zucchero giusto, del cioccolatino o del pasticcino giusto. Vietato sbagliare.

Visto nella top ten delle cose più raffinate per la tavola di tutti i tempi

Dove da Schönhuber-Franchi Detailhandel Dr.-Streiter-Gasse Nr. 4  Bozen  Tel. 0471 972 640

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Cosa ZUPPIERA INOX ALESSI

Per chi Per chi ama l’eleganza e la raffinatezza in tavola, ogni giorno

Perché E’ un bel pezzo “scenico”, in tavola non tarda a catalizzare su di sè la luce e l’interesse. Si sposa divinamente sia con un corredo classico che moderno della tavola, sia “della festa” che di tutti i giorni. Insomma, da avere.

Visto nei grandi alberghi

Dove da ICAS articoli regalo in Corso 3 Novembre, 36 a Trento tel. 0461.915353 www.alessi.it

Gift list, il pensiero giusto alla persona giusta

 

Cosa ABBONAMENTO A “LA CUCINA ITALIANA”

Per chi Per chi ama la cucina e cucinare

Perché Oggi il nuovo ricettario da tenere in cucina è l’iPad e “La cucina italiana” propone delle app davvero emozionanti. La mia preferita è “Cioccolato”. Ma in una cucina che si rispetti, accanto al ricettario di famiglia, si auspica che ci sia anche qualche numero cartaceo de “La cucina italiana”. Un must è il numero di dicembre con le imperdibili proposte per il pranzo di Natale e il buffet di Capodanno e con i consigli di classe per apparecchiare la tavola delle feste. Quindi, facciamo i classici, apprezzeranno sicuramente! Con il numero di dicembre poi, c’è lo speciale “abbonamento Natale” , uno sconto del 50% per due anni.

Visto nella cucina super chic di un amico gourmet

Dove in tutte le edicole

Quando la semplicità ha un gusto stra-ordinario. GUSTAMUS, la nuova rubrica di tempi&modi

Chi avrebbe mai immaginato che una pasta corta, condita con burro di malga, avrebbe suscitato un tale sentiment? Un simile interesse nei confronti della semplicità di certi sapori o connubi, verso una semplicità quotidiana ma forse inaspettatamente stra-ordinaria?

E allora, nasce su tempi&modi, GUSTAMUS, la nuova rubrica ispirata da un “buon-gustamus” d’eccezione, Antonio Maini, sindaco di Caldes.

Un convivio di prodotti tipici, di abbinamenti esclusivi, talvolta persi nella memoria, per riscoprire e far riscoprire ai nostri figli, il lusso della semplicità.

La spontaneità di un’idea, l’originalità di una soluzione, l’autenticità di una scelta, a tavola. Caratteristiche proprie della nostra cucina tradizionale, e forse, proprie anche di persone come noi, alla ricerca dell’Essere… mai banali.

Gli “assaggi” di Maini, saranno proprio così, spontanei, originali, autentici, mai banali. Semplicità che si fa ricercatezza, questa è la sfida!

Una simile interpretazione del “gusto trentino” non poteva che trovare spazio su tempi&modi

 

 

Che bel colore ha la salute in tavola!

E’ dall’XI edizione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione appena conclusosi a Cernobbio, che giunge l’ultimo trend dedicato alla nostra salute e alla nostra tavola.

A vederli sembrano frutto di manipolazioni genetiche, in realtà sono alimenti rigorosamente “non Ogm” più salutari di quelli che arrivano solitamente sulle nostre tavole; sono prodotti “rustici” più resistenti ai parassiti e quindi coltivabili con i soli concimi naturali.

Alimenti con esclusive proprietà salutistiche e nutrizionali legate al loro differente ed insolito colore. I peperoni ipervitaminici di un intenso colore melanzana, ricchi di capsaicina che dà il gusto piccante, vitamine e antiossidanti; la carota viola, un aiuto contro i radicali liberi, contrasta l’invecchiamento fino a 28 volte in più del classico tubero arancione; il basilico rosso pomodoro contro lo stress, carote viola o color latte antinvecchiamento.

Sono incroci naturali ottenuti dagli agricoltori, destinati solamente ai banchi dei mercati a km 0; oppure alimenti legati alla tradizione di un territorio, come la nostra patata blu, coltivata in piccoli orti o appezzamenti familiari, che grazie alla sua polpa color blu mare è ricchissima di antociani che migliorano la vista e prevengono il deposito di colesterolo sui vasi sanguigni.

La patata blu è, a prima vista, un tubero normalissimo. Straordinario è invece il colore della sua polpa: un blu marino più o meno marcato. Pare che il primo a coltivarla sia stato Albino Bressan di Margone fin da primi anni ’90 grazie ad alcuni “esemplari” portati dalla Svizzera.

La patata blu ama crescere e “lavorare” nel terreno tendenzialmente umido. Va seminata precocemente, già a marzo, in quanto ha una emergenza piuttosto lenta. Ha una fioritura spettacolare resa ancora più bella dal colore dei suoi fiori, che contrariamente a quasi tutte le altre varietà di patata, sono di un rosa delicato.

Lessata e tagliata a fette la patata blu fa da contorno ad un piatto di baccalà cotto al vapore e condito con olio extra vergine DOP del Garda, sale, pepe e qualche oliva nera. Decisamente curioso e intrigante il piatto di purè che ne conserva il suo colore originario. La patata blu, fatta cuocere nel forno o friggere perde il colore e diventa mattone. Ma il piatto principe realizzato con la patata blu è questo: lessata, parzialmente svuotata a farne una scodelletta, riempita di “formai mizz” reso più morbido da un poco di mascarpone, una chicca culinaria da fine pasto (da Osteria Fior di Roccia a Lon di Vezzano http://www.osteriafiordiroccia.com/)

Ricotta (Cercen) con zucchero e grappa. Non per tutti.

La ricetta è conseguenza di numerose esperienze di abbinamento alla ricotta fresca del caseificio Cercen di Terzolas (da provare assolutamente). Confettura di frutti di bosco, confettura al ‘Vin Brulè’, confettura di pere, confettura di prugne-uvetta-rhum, cannella, cioccolato.. e poi una sera da amici si conclude con ricotta, zucchero e spruzzata di grappa buona.

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Foto Agh

Gift list, il pensiero giusto alla persona giusta

Cosa MELATA DI ABETE DI CASTEL BELFORT

Perché Dal caratteristico odore di resina e di balsamico molto persistente al palato, di media e bassa dolcezza con note di malto e caramello con sfumature affumicate. È antisettico polmonare e delle vie urinarie. Ottimo in caso di bronchiti, reniti, influenza, raffreddori e asma. Ottimo abbinato ai formaggi o per “laccare” le carni

Per chi per signore e signori particolarmente attenti ai dettagli del gusto e affascinati dall’arte dell’abbinamento, soprattutto dei prodotti tipici trentini

Visto su Guida Tre Gocce d’Oro 2011 di Grandi Mieli d’Italia

Dove Apicoltura Castel Belfort Loc. Castel Belfort, 2 a Spormaggiore tel. 0461653168 mielebelfort@virgilio.it http://www.apicolturacastelbelfort.it

 

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Cosa SCALDAPANE IN RAME CON PIEDISTALLO

Perché La luce del rame unita al fascino della fiamma, garantiscono un punto focale in tavola di assoluto effetto

Per chi Per signore e signori che amano il dettaglio di classe in tavola

Visto da Osteria a Le Due Spade, uno dei migliori ristoranti di Trento

Dove Navarini Rame Via Val Gola, 22 a Ravina Trento tel. 0461 923330 http://www.navarinirame.com email: info@navarinirame.com

 

La qualità trentina è di pasta buona

Nel centro storico di Rovereto, c’è una bottega artigiana dedicata all’arte di fare la pasta. Una famiglia di mugnai da generazioni. Un vecchio mulino, un’antica sorgente, un segreto di famiglia.

Una passione e un’arte tutta domestica, affidata alla mano e al sapere artigianale di chi in casa la fa da sempre, cercando di produrre eccellenza artigiana in un’etica di lavoro incardinata su tre principi: il risparmio della risorsa “acqua”, il rispetto dell’ambiente e l’utilizzo delle materie prime del territorio.

Il risultato di tutto questo non può che essere unico. La pasta fresca è sinonimo di tradizione e rappresenta davvero qualcosa di speciale, sia dal punto di vista nutrizionale che per il profumo e per il sapore. In genere la cottura si raggiunge in pochissimi minuti, ma quando viene scolata, la pasta fresca deve presentare le basilari caratteristiche di consistenza, aspetto, gusto e deve legare sapientemente con i condimenti. Questo è il suo punto di forza!

I segreti di quest’arte stanno essenzialmente negli ingredienti e nei criteri di manualità quale elemento distintivo che consente di determinare la qualità finale del prodotto; e non solo, nella scelta di rispettare le regole ed i comportamenti per esercitare una produzione artigianale con responsabilità ed equilibrio, nel difficile rapporto tra innovazione e tradizione.

Alla base di tutto, c’è la consapevolezza di essere portatori di un sapere antico, che affiancato da innovazione e modernità, è stato tramandato di generazione in generazione con l’aspettativa di non stravolgere e semplificare i gesti che fanno la differenza.

Avete capito cosa c’è in quel “semplice” piatto di pasta che state gustando?

La Bottega della Pasta la trovi in via Rialto, 56 a Rovereto tel. 0464 421415

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds da Roberto Vacis per “Memorie d’acqua”

MUSICA – Go let it out Oasis

http://www.youtube.com/watch?v=ls7ov-iPsUw

 

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