L’ispirazione del giorno

òòfIl vizio e la sua forma. Adoro l’immagine che ho impressa nella mente, di questa mia affascinante prozia, avvolta nel fumo della sua sigaretta macchiata di rossetto, mentre fa il suo solitario all’antico tavolino da tè. I suoi movimenti, l’alone del fumo e delle carte da gioco, il piattino della tazza Royal Albert usato come portacenere, il suo profumo. In questa rappresentazione, ogni cosa è ricercata nel dettaglio. E io ricerco la sua immagine come un’icona, il mio accendino in argento con le iniziali (come le sue), il rossetto rosso, sempre lo stesso, come il suo Chanel N.5. E’ come impersonarla sulla scena di un teatro. Affascinante.

Solo applausi per “La principessa Blumarine”

Come un teatro, in un bosco. E’ l’affascinante scenografia che accoglie gli scatti di Settimio Benedusi per la nuova adv di Miss Blumarine, il brand più elegante e sofisticato dell’abbigliamento dedicato ai bambini. Un teatro itinerante all’aperto dove le bambine Blumarine si divertono ad interpretare il ruolo di principessa. Si esprimono con l’arte, la musica, l’eleganza. E’ un gioco serio, impegnato.

La collezione A/I 2012-13 dedicata alla bambina da Anna Molinari, scommette su nuove espressioni di stile, ricerca di materiali e di colori innovativi. A partire dal poetico connubio, per le occasioni speciali, di pizzo macramé e chiffon, di tessuto tecnico elasticizzato e pizzo. Principesse di un innevato paese delle meraviglie si ammantano di nuances del panna e dell’oro, di leggiadre piume, di reti laminate dorate e macramé, di morbide pellicce e di tulle  ricamati a grandi pois per gonne e abiti increspati da balze e da soffici bouclé di lana.

Un esprit bon-ton si declina in una serie di proposte nei colori del rosa e del giallo pastello con grandi check ricamati a fiori in rilievo mentre sulle T-shirt in jersey  compaiono stampe con teiera, tazzine e colorati cupcake. Giacche e pantaloni da cavallerizza si abbinano ad eleganti tessuti tridimensionali come il bouclé beige con nodini rosa, la Mongolia di maglia ed il tulle ricamato. Margherite e rose sbocciano su cappotti, abiti, gonne e top nei colori dell’azzurro e del grigio.

Gli scatti di questa campagna sono stati realizzati da Benedusi a Cape Town, South Africa.

Perdersi in dettagli

Oggi interpreto una giovane cameriera innamorata del Bello. E’ ora di cambiare le lenzuola del letto padronale e per questo fine settimana ho scelto una parure di famiglia, in un fresco tessuto di lino, ricamata a mano dalla bisnonna del signore. Il tempo si ferma nel momento in cui abbottono i bianchi bottoni delle federe e mentre immortalo sia con la Nikon e che con iPad, il mio lavoro: i dettagli del ricamo, il letto vestito, l’allure della stanza. Il bianco del lino assume sfumature cromatiche diverse a seconda della luce, ma l’effetto è unico, affascinante, la semplicità del bianco sposata al calore del legno di rovere a pavimento e dei mobili della stanza. Un momento creativo e sereno, ma è ora di tornare alla realtà, ho molte altre faccende da sbrigare in questa casa.

Rubelli veste il Teatro Bolshoi

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Dopo la Fenice di Venezia, la Scala di Milano, il San Carlo di Napoli , il Petruzzelli di Bari e molti altri teatri, Rubelli – storica azienda veneziana di tessuti – entra anche nel tempio della musica e del balletto di Mosca: il Bolshoi, ovvero il Grande Teatro.

Uno dei teatri più importanti al mondo sarà “vestito” con tessuti realizzati dall’azienda veneziana nella propria tessitura di Cucciago, presso Como, da cui sono partiti per Mosca oltre 12.000 metri tra damaschi, lampassi preziosi, broccatelli, velluti e tessuti tecnici.

Rubelli ha iniziato a lavorare sul progetto già nel 2007: in una prima fase per i palchi, i parati e le tende, e poi per l’imponente sipario, anzi, più precisamente, per i sipari, visto che ce n’è più d’uno.

Il primo contatto con la Direzione del Teatro risale a quattro anni fa, quando a Rubelli fu richiesto di realizzare, sulla base di alcuni campioni originali in seta del teatro, un damasco ( per i palchi, i retropalchi e le mantovane) e un broccatello (per le tende e i parati), entrambi di colore rosso, oltre a due velluti ignifughi (uno leggero, sempre per tende, ed uno molto resistente, per le balaustrate), tutti in linea con le normative vigenti.

Riuscire ad ottenere lo stesso risultato cromatico – un rosso intenso – traducendo la seta in tessuto antifiamma non è stato semplice. Molteplici le prove realizzate nella tessitura Rubelli, tutti rigorosamente in Trevira CS, prima di arrivare all’approvazione del campione e quindi alla produzione e alla consegna del’intera commessa.
Del damasco, che riproduce fedelmente il motivo di ispirazione zarista , sono stati realizzati circa 1200 metri; del broccatello, caratterizzato da un disegno con un rapporto molto grande e da un colore rosso di tonalità leggermente diversa rispetto al damasco, oltre 6000 metri. E, ancora, dei velluti – di un rosso intermedio – oltre 2000 metri.

Alla fine del 2009 i complessivi 9200 metri vengono consegnati al teatro per un’immediata messa in opera. In realtà, l’apertura del teatro viene posticipata e quindi i tessuti vengono stoccati a Mosca e, su indicazioni di Rubelli, conservati con le dovute precauzioni.

Nel corso del 2010 e del 2011 vengono consegnati in varie tranches il lampasso e il velluto per i sipari, per le colonne laterali e per le balaustre dei palchi, oltre a 1700 metri di tessuto tecnico.

Il sipario rappresenta senz’altro la parte più importante, impegnativa e preziosa di tutto il lavoro.

Le varie fasi dell’operazione sipario (studio iniziale, esecuzione del disegno, realizzazione di campioni e successive approvazioni) si svolgono in un arco di tempo di circa un anno e mezzo. Durante i diversi stadi di avanzamento dei lavori vi sono numerosi incontri, sia in Italia che in Russia, tra i responsabili del teatro e le varie persone di Rubelli coinvolte nel progetto: disegnatori tecnici, stilisti e responsabili commerciali. Oltre che nella sede di Venezia, una delegazione del teatro si reca anche nella tessitura Rubelli di Como, sia nella fase di avviamento del lavoro e in quella conclusiva.

Il tessuto del sipario originale, di seta e fili di oro zecchino, si caratterizzava per il rapporto molto grande (1,5 metri in orizzontale e oltre 3 metri in verticale) del disegno, rapporto che viene mantenuto identico anche nella riproduzione di Rubelli.
Questo disegno presentava elementi tipici dell’iconografia sovietica: le spighe di grano, la falce e il martello, la stella a cinque punte e la scritta in cirillico CCCP, equivalente a URSS, ossia a Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Sulla base del nuovo disegno artistico fornito dalla direzione del Teatro, questi elementi vengono sostituiti con l’aquila imperiale zarista bicipite, San Giorgio col drago e la scritta RUSSIA , naturalmente in cirillico.

Per mantenere la preziosità del sipario originale, la tessitura Rubelli ha utilizzato 500 chilogrammi di filato d’oro puro, messi a punto da una filatura altamente specializzata e nel suo genere unica al mondo. Il risultato è un lampasso prezioso e dall’aspetto brillante con il quale sono stati realizzati due sipari: il primo è quello “classico”, composto da due drappi che, scorrendo su dei binari, si raccolgono lateralmente; il secondo è quello che, scendendo dall’alto, viene utilizzato teso, come sfondo, in particolare – com’è consuetudine – in occasione di discorsi tenuti dal Presidente. Per i due sipari e il rivestimento delle colonne laterali sono stati forniti in totale oltre 1100 metri lineari di lampasso. Vi è poi un terzo sipario, anch’esso di colore rosso, per il quale sono stati necessari 930 metri di velluto, che è servito anche per realizzare l’arlecchino.

Per Rubelli “l’operazione” Bolshoi”, iniziata nel 2007, si è conclusa con l’inaugurazione ufficiale del teatro rinnovato il 28 ottobre scorso.
Dopo i più prestigiosi teatri italiani, i tessuti Rubelli diventano quindi protagonisti nel mitico teatro russo e d’ora in avanti, spettacolo dopo spettacolo, tournée dopo tournée, daranno il benvenuto, in una sorta di abbraccio, anche all’appassionato pubblico del Bolshoi.

da www.rubelli.com

Gift list, il pensiero giusto alla persona giusta

Cosa BROCCA E BICCHIERE DI CRISTALLO DA COMODINO

Per chi Per chi ama copiare il lusso dei dettagli attingendo dal passato, dove il tempo, scandito lento, e talvolta la necessità di un gesto quotidiano, regalavano delle abitudini ormai dimenticate

Perché E’ eccitante concepire la casa come un palcoscenico di un teatro. Allestire le scene per “recitare” una parte nella quotidianità. Dalle antiche dimore vittoriane, fino ai lussuosi appartamenti di Avenue Street, sul comodino o su una consolle della stanza da letto, era predisposto a cura della servitù, un piccolo vassoio d’argento con un brocca d’acqua accompagnata da bicchieri, per la necessità della notte. Il perché è semplice, gli spazi dell’abitazione erano talmente ampi, la stanza da letto era così lontana dalla cucina, da non poterla raggiungere comodamente per un semplice bicchier d’acqua. Personalmente lo trovo un elemento estremamente chic nell’ambito di una stanza da letto, un dettaglio assolutamente frivolo, ma così teatrale!

Visto in parecchi film Hollywoodiani, soprattutto quando la trama suggeriva al marito di ammazzare la moglie con una dose superiore di farmaci

Dove quelli in foto li ho acquistati in un negozio di porcellane finissime a Bad Aibling, a sud di Monaco di Baviera. Come ben si nota, ho accentuato la “teatralità” dell’oggetto, accompagnandolo da una campanelle in argento e un plico di vecchie lettere d’amore legate con un nastro di seta.

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