L’ispirazione del giorno

Trame & Trame. Nelle piccole cornici antiche in legno dorato della Bottega d’Arte “La Cornice” (Trento), le trame preziose dei tessuti Dedar accompagnate da altrettanto preziose trame letterarie in edizione Meridiani.

trame (1)

Dedar WHY – Poe, Opere scelte

Dedar DRAGONE – Borges, Tutte le opere

Dedar GRAN CHEVRON –  García Márquez, Opere narrative

Dedar PAVILLON MOIRE – Proust, Alla ricerca del tempo perduto

Dedar DIAMOND – Kafka, Romanzi

Timeless Kitchen (part 5)

tessuti (4)

Come il sale. La fantasia è l’unico ingrediente che non può mancare in cucina, così come nel mondo. E’ un talento, un pizzico di “genio”, che tutti abbiamo dentro di noi e che dovremo essere solamente abili nel saperlo dosare. Come un colore. Per dare sapore e gioia ai nostri giorni e alle nostre opere. Perché il grigio è un colore insipido, credetemi, scatena un temporale, non la fantasia. Tessuti Le Jacquard Français.

Andare lontano

Oggi, dopo tanto tempo, ho riaperto questo libro d’arte.

Oltre ad un’autodedica, datata 2002

vi ho trovato immagini meravigliose che mi hanno portata lontano. Vi porto con me

in Indonesia, Bali. Sciarpa femminile portata sul petto o sulla spalla (splendang) in broccato di fili di seta e di metallo e ikat.

In Cina, Manchù. Abito femminile informale in seta (pao) con farfalle colorate tessute mediante tecnica ad arazzo, bordi con galloni tessuti e ricamati.

In Tibet. Mantello in raso di seta, tecnica ad arazzo (kesi) con disegni di nuvole e fodera in seta rossa.

In Giappone (Hikoshi-Banten). Giubba da pompiere con diversi strati di cotone trapuntato.

In Turchia. Broccato di seta malva e argento con fili di metallo sovrapposti per bordi lavorati ad ago e bottoni intrecciati.

In India, Kutch. Gonna in raso (gaghra) ricamo in seta a punto catenella con motivi di pavoni e fiori.

In Indonesia, Sumatra, isola Muntok Bangka. Scialle in seta (limar) con trama centrale molto fine rossa e gialla lavorata con tecnica ikat circondata da fili di metallo in decorazione songket.

In Uzbekistan. Broccato di seta cinese e ricami a punto catenella in seta di frutti Nimuri e tulipani.

In Siria. Abito femminile delle zone rurali (thob) con ricami in seta.

E in Iran. Seta rossa e verde con ricami in seta raffiguranti piccoli motivi floreali e animali.

da Costumi e tessuti dell’Asia. Dal Bosforo al Fujiyama. Collezione Zaira e Marcel Mis. Skira, 2001.

La natura vestita d’arte

La natura veste Rubelli.

Rubelli Venezia – 21875-005 LABUAN – verde Damasco – damask

Rubelli Venezia – 30000-009 POLIPHILO – verde Lampasso ricco – brocade

Rubelli Venezia – 07615-101 SPRITZ – verde Velluto cangiante – iridescent velvet

Rubelli Venezia – 07255-006 BRANDOLINI – bleu Damasco – damask

Rubelli Venezia – 00745-194 NUOVO GOLDONI – cielo Unito moiré – moired plain

Rubelli Venezia – 07132-004 BORBONI – bleu nattier Lampasso ricco – brocade

Rubelli Venezia – 07596-006 MALIPIERO – granata Lampasso – lampas

Les Chaussons de La Belle

Giuliana Venerosi Pesciolini è la discendente di un conte capitolino dell’800, erede del casato Venerosi Pesciolini, imparentata con la nobiltà spagnola ed è l’anima di Les Chaussons de La Belle, una collezione di chaussons squisiti e di borse deliziose fabbricati totalmente a mano in Italia, ispirati alla sofisticatissima, voluttuosa estetica del Settecento, alle figure affascinanti ed altere che appaiono nei dipinti e nelle stampe di quel secolo tumultuoso, sensuale e deliziosamente libertino.

Una collezione raffinata di objets de désir dalla personalità indipendente, audace e senza tempo, di qualitá altissima: un modello slanciato e seducente a tacco basso, un modello a tacco alto irresistibile ed una piccola borsa-gioiello, “L’Insolente”, da tenere in mano come un giglio.

I movimenti e il modo di camminare di una donna sono fondamentali! La bellezza e la comoditá sono entrambe essenziali. Il segreto della camminata sinuosa e sicura delle celebrities sul red carpet? Calzature create con uno studio molto accurato sul posizionamento del tacco, in modo tale che il peso del corpo non gravi sul tallone. Leggere e robuste, in tessuti preziosi. Prima che le attrici le scoprissero, il segreto era custodito da regine e principesse, che ogni giorno devono sfilare sui lunghi tappeti del cerimoniale.

“Siamo partiti con lo studio accurato della forma della calzatura, che volevo comoda e femminile allo stesso tempo” – spiega Giuliana Venerosi Pesciolini. “Ho cercato un produttore che mi aiutasse a sviluppare nella realizzazione le caratteristiche di raffinatezza e portabilità. Mi occorreva un artigiano, che in più potesse fare fronte agli ordini che arrivano da tutto il mondo senza rendere inaccessibile il prodotto sia come tempi d’attesa che come costi. Ho trovato tutto questo da Lanzoni & B. , una ditta di noto prestigio internazionale, associata al Consorzio Calzatura Italiana Alta Moda, qualità ineccepibile hand made. Ed ecco nascere le Collezioni Les Chaussons De La Belle. Ogni donna può decidere l’uso da farne, come chaussons nell’intimità o per una giornata frenetica col modello a tacco basso, per lo shopping o l’after hours”.

I tessuti più preziosi sono sete, broccati, originali di Rubelli, storico marchio di Venezia, che da sempre entra nelle dimore prestigiose coi propri disegni, jacquard, per l’arredo. Les chaussons si abbinano anche con un abbigliamento sportivo. La particolare forma conferisce robustezza.

Protagoniste al loro incedere come regine e celebrities, queste sono le donne che scelgono Les Chaussons De La Belle.

da Paola Cavallero in Quelli avanti! (affaritaliani.it)

Arredare amando

Un classico, un’eleganza senza tempo, dove storia e tradizione si rinnovano nel segno dell’eccellenza. Questo è lo stile Bellora, lo stile di chi sceglie le creazioni di un’azienda che ha fatto del Bello la prima espressione di famiglia.

Dove la bellezza ha trovato dimora. Roma, Trinità dei Monti. Boutique Bellora.

 

 

 

 

  

E’ una scelta chiara, senza compromessi: un lusso non ostentato, mai urlato, ma nemmeno tanto sotteso, perché la qualità è subito al tatto e la bellezza allieta la vista. Tessuti e biancheria per la casa, masterpieces in lino e nell’iconico motivo a nido d’ape delle spugne. Poco spazio a fantasie o tonalità vivaci, potere invece ai dettagli di un ricamo o di un motivo, realizzati su tessuti di altissima qualità. Linee pulite ma di carattere, che si sposano perfettamente, sia al gusto antico che moderno di una dimora.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alcune creazioni Bellora che arredano Casa Campanelle. Eleganza, nelle lenzuola in percalle di puro cotone rifinito con punto ombra; tradizione, nelle parure in puro lino; personalità, nei teli bagno dall’iconico motivo a nido d’ape.

Bellora non è solo simbolo di tessuti pregiati e di eleganza, ma è anche esaltazione di valori importanti, come la famiglia. Dove arredare fa rima con amare. Il sentiment è quello di una neomamma che prepara il corredo per il piccolo in arrivo: sceglie il meglio e non solo per qualità, ma anche per gusto estetico. La Collezione Baby Bellora diventa così, una meravigliosa sorpresa per un bimbo che, con la luce, si aspetta di trovare un mondo elegante: biancheria e spugne caratterizzate dal bianco puro o da colori tenui, ravvivati da righine, quadretti o dolcissimi motivi floreali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Espressioni delle passate collezioni Baby Bellora, a Casa Campanelle. Pigiamino in cotone, sacco portabiancheria con iniziali ricamate a mano dalla nonna realizzato in tessuto di lino Bellora, trousse in lino, coperta in lana con motivo a trecce, spugne e morbido baby accappatoio in nido d’ape, parure per culla.

Oggi, Lorenza Bellora, Direttore stile e immagine dell’azienda, comunica il gusto di famiglia attraverso un nuovo spazio, La Casa di Lorenza, “ispirazioni e consigli per arredare casa con stile”. La signora Bellora apre le porte del suo mondo, come la sua dimora di Milano e la residenza di campagna sul Lago di Garda, che parlano essenzialmente di lei e delle cose che ama. In fondo, è ciò che fa, ogni giorno, grazie alle creazioni Bellora, una casa arredata (e amata) dal Bello.

Un intreccio di passione

“Velo da calice in Lampasso”. Francia, 1720. Archivio Rubelli, Venezia.

Prezioso come bisso

Fecero il pettorale, lavoro d’artista, come l’efod: con oro, porpora viola, porpora rossa, scarlatto e bisso ritorto. (…) 43 Mosè vide tutta l`opera e riscontrò che l’avevano eseguita come il Signore aveva ordinato. Allora Mosè li benedisse.” (Pentateuco-Esodo cap. 39)            

C’è un mollusco, il più grande del Mediterraneo, che secerne un filamento. Si chiama pinna nobilis e il filo dà origine a tessuti che emanano uno splendore simile all’oro.

Chiara Vigo – la cui storia viene raccontata ora in un libro Dal buio alla luce – Il bisso marino e Chiara Vigo – è la sola a saper tessere questo filamento, il bisso marino appunto, secondo il rito tradizionale tramandato oralmente  dall’antico popolo dei Caldei.

foto Roberto Rossi da comune.santantioco.ca.it

Vive sull’isola di Sant’Antioco, in Sardegna, nel museo dove crea arazzi, navicelle nuragiche, pavoncelle, leoni a difesa delle donne. Susanna Lavazza ha raccolto la sua arte nell’ebook illustrato da Roberto Rossi e Alessandro Spiga, edito da Cartabianca, disponibile in versione Amazon e Apple.  

I sarti dei libri

Il laboratorio Legatoria Artigiana si trova all’interno di un bel cortile cinquecentesco, tra Piazza San Domenico Maggiore e il duomo a Napoli, e tramanda una tradizione che risale a fine 800 proponendo anche creazioni dal gusto moderno. Molti dei collaboratori della legatoria sono allievi di Michele Eliseo, un autentico maestro nelle decorazioni in oro fino che eseguiva attingendo alla sua ricca collezione di punzoni in bronzo. Questa storica collezione ora è appannaggio della Legatoria Artigiana di Napoli che, naturalmente, è in grado di eseguire impeccabili legature di libri antichi e moderni, per biblioteche e privati, ma non solo.

Infatti realizza prodotti per la vita quotidiana che conservano la purezza del vero artigianato abbinata a colori nuovi, a soluzioni originali, sia per regalare un tocco di raffinatezza al décor della casa sia per la scrivania dove si studia e lavora. Ad esempio, scatole e contenitori di varie fogge, album fotografici rivisitati, molto richiesti anche da fotografi professionisti, insolite cornici-libro, agende in fresco di lana.

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tramArte, per un piacere estetico

Li guardi, li tocchi, li senti. Vedi la bellezza, ne tocchi la materia, ne senti la preziosità. Sono i tessuti. Pezzi d’arte che arredano e  trasformano ogni “dove” in un luogo Bello.

Le trame sono intrise di storia e di arte, è questo il loro potere. Vi invito ad entrare da Vi.Vo. in Vicolo del Vo’ 23 a Trento e chiedere cortesemente di poter scendere al piano sotterraneo. Vi invito a rimanere per un po’ di tempo tra quei tessuti, osservandoli, toccandoli, guardandone con attenzione gli operati, soffermandovi sui dettagli.

Ispirazioni.

Ho pensato di creare una collezione virtuale nella “casa” di tempi&modi. “tramArte”, la mia personale “galleria” di tessuti preziosi. Immaginate un lungo corridoio dal soffitto molto alto e con una parete a vetri per poter usufruire della luce naturale. Fissata alla parete, una lunga sbarra “rubata” ad una sala di danza, sulla quale vengono appesi i tessuti.

Un percorso di puro piacere estetico, attraverso colori, disegni, dettagli, texture e movimento. La prima tappa, con alcuni drappi di Rubelli, Schiatti, Texar e Radelli Velluti.

Rubelli

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Rubelli veste il Teatro Bolshoi

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Dopo la Fenice di Venezia, la Scala di Milano, il San Carlo di Napoli , il Petruzzelli di Bari e molti altri teatri, Rubelli – storica azienda veneziana di tessuti – entra anche nel tempio della musica e del balletto di Mosca: il Bolshoi, ovvero il Grande Teatro.

Uno dei teatri più importanti al mondo sarà “vestito” con tessuti realizzati dall’azienda veneziana nella propria tessitura di Cucciago, presso Como, da cui sono partiti per Mosca oltre 12.000 metri tra damaschi, lampassi preziosi, broccatelli, velluti e tessuti tecnici.

Rubelli ha iniziato a lavorare sul progetto già nel 2007: in una prima fase per i palchi, i parati e le tende, e poi per l’imponente sipario, anzi, più precisamente, per i sipari, visto che ce n’è più d’uno.

Il primo contatto con la Direzione del Teatro risale a quattro anni fa, quando a Rubelli fu richiesto di realizzare, sulla base di alcuni campioni originali in seta del teatro, un damasco ( per i palchi, i retropalchi e le mantovane) e un broccatello (per le tende e i parati), entrambi di colore rosso, oltre a due velluti ignifughi (uno leggero, sempre per tende, ed uno molto resistente, per le balaustrate), tutti in linea con le normative vigenti.

Riuscire ad ottenere lo stesso risultato cromatico – un rosso intenso – traducendo la seta in tessuto antifiamma non è stato semplice. Molteplici le prove realizzate nella tessitura Rubelli, tutti rigorosamente in Trevira CS, prima di arrivare all’approvazione del campione e quindi alla produzione e alla consegna del’intera commessa.
Del damasco, che riproduce fedelmente il motivo di ispirazione zarista , sono stati realizzati circa 1200 metri; del broccatello, caratterizzato da un disegno con un rapporto molto grande e da un colore rosso di tonalità leggermente diversa rispetto al damasco, oltre 6000 metri. E, ancora, dei velluti – di un rosso intermedio – oltre 2000 metri.

Alla fine del 2009 i complessivi 9200 metri vengono consegnati al teatro per un’immediata messa in opera. In realtà, l’apertura del teatro viene posticipata e quindi i tessuti vengono stoccati a Mosca e, su indicazioni di Rubelli, conservati con le dovute precauzioni.

Nel corso del 2010 e del 2011 vengono consegnati in varie tranches il lampasso e il velluto per i sipari, per le colonne laterali e per le balaustre dei palchi, oltre a 1700 metri di tessuto tecnico.

Il sipario rappresenta senz’altro la parte più importante, impegnativa e preziosa di tutto il lavoro.

Le varie fasi dell’operazione sipario (studio iniziale, esecuzione del disegno, realizzazione di campioni e successive approvazioni) si svolgono in un arco di tempo di circa un anno e mezzo. Durante i diversi stadi di avanzamento dei lavori vi sono numerosi incontri, sia in Italia che in Russia, tra i responsabili del teatro e le varie persone di Rubelli coinvolte nel progetto: disegnatori tecnici, stilisti e responsabili commerciali. Oltre che nella sede di Venezia, una delegazione del teatro si reca anche nella tessitura Rubelli di Como, sia nella fase di avviamento del lavoro e in quella conclusiva.

Il tessuto del sipario originale, di seta e fili di oro zecchino, si caratterizzava per il rapporto molto grande (1,5 metri in orizzontale e oltre 3 metri in verticale) del disegno, rapporto che viene mantenuto identico anche nella riproduzione di Rubelli.
Questo disegno presentava elementi tipici dell’iconografia sovietica: le spighe di grano, la falce e il martello, la stella a cinque punte e la scritta in cirillico CCCP, equivalente a URSS, ossia a Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Sulla base del nuovo disegno artistico fornito dalla direzione del Teatro, questi elementi vengono sostituiti con l’aquila imperiale zarista bicipite, San Giorgio col drago e la scritta RUSSIA , naturalmente in cirillico.

Per mantenere la preziosità del sipario originale, la tessitura Rubelli ha utilizzato 500 chilogrammi di filato d’oro puro, messi a punto da una filatura altamente specializzata e nel suo genere unica al mondo. Il risultato è un lampasso prezioso e dall’aspetto brillante con il quale sono stati realizzati due sipari: il primo è quello “classico”, composto da due drappi che, scorrendo su dei binari, si raccolgono lateralmente; il secondo è quello che, scendendo dall’alto, viene utilizzato teso, come sfondo, in particolare – com’è consuetudine – in occasione di discorsi tenuti dal Presidente. Per i due sipari e il rivestimento delle colonne laterali sono stati forniti in totale oltre 1100 metri lineari di lampasso. Vi è poi un terzo sipario, anch’esso di colore rosso, per il quale sono stati necessari 930 metri di velluto, che è servito anche per realizzare l’arlecchino.

Per Rubelli “l’operazione” Bolshoi”, iniziata nel 2007, si è conclusa con l’inaugurazione ufficiale del teatro rinnovato il 28 ottobre scorso.
Dopo i più prestigiosi teatri italiani, i tessuti Rubelli diventano quindi protagonisti nel mitico teatro russo e d’ora in avanti, spettacolo dopo spettacolo, tournée dopo tournée, daranno il benvenuto, in una sorta di abbraccio, anche all’appassionato pubblico del Bolshoi.

da www.rubelli.com

Lo spazio tagliato su misura per me

 

E’ una grande ricchezza potersi ritagliare in casa, uno spazio per se stessi, anche piccolo, ma solo nostro. Il mio studiolo è una piccola stanza arredata con il colore rosso carmino, che riscaldato dall’oro, regala un’atmosfera calda ed elegante. Era il mio studio privato prima dell’arrivo di Gianmarco. Raramente ci lavoravo, questo era il luogo del relax, della lettura e soprattutto, uno spazio da allestire a mia immagine e somiglianza, con le cose più care tra quelle più belle.

Come ad esempio, la piccola biblioteca realizzata da un falegname del paese per il mio nonno, dove ho raccolto una serie di riviste d’arredamento e alcuni testi sui tessuti del mondo. Sopra vi ho sistemato uno dei pezzi a cui tengo di più in assoluto e che mi affascina moltissimo: un vecchio torchio da stampa che, visto il tema della stanza, ospita inaspetattamente alcuni ritagli di tessuto.

Alla parete, in una serie di cornici, vengono conservati sotto vetro, pezzi di tessuti ritagliati da vecchi abiti un rosso di Valentino, una fodera Burberry, uno chiffon Armani, una maglia Missoni. Su dei rotoli invece, vengono presentati scampoli di tessuto usati per i rivestimenti di alcuni mobili della casa, soprattutto velluti, i miei preferiti.

Il grande tavolo da lavoro in legno massiccio ospita davvero di tutto. Tra carte, ritagli di giornale, colori a matita, anche una stupenda lampada in ottone e tessuto bordeaux realizzata dall’artigiano trentino Fronza. Ricordate il signor e la signora Fronza nel loro atelier all’angolo tra via Verdi e Vicolo dell’Adige? Hanno realizzato per decenni l’arte della luce, arredando ed illuminando le più belle case di Trento e del Trentino, prima di chiudere ahimè, la loro bottega qualche anno fa.

In un angolo, accanto alla stufa ad olle marron a castelletto dei primi ‘900, troviamo un’accogliente poltrona in stile che riporta il medesimo tessuto dei grandi cuscini adagiati a terra per la lettura o la musica.

Infatti, qui sono raccolti anche gli strumenti di casa: da quelli antichi del nonno, una chitarra e un mandolino, al violino proveniente da Praga che all’interno riporta l’etichetta “Joseph Rocca fecit Taurini Anno Domini 1843”. (L’originalità dello strumento però non è del tutto fondata). E poi, il pianoforte a muro dove da piccola ho imparato per otto anni a strimpellare e le chitarre, la classica e una Gibson Les Paul.

Sto bene qui.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIE – Casa Campanelle

MUSICA –  how would it be lene marlin http://www.youtube.com/watch?v=7odKa-8XsIo&ob=av2e

Tessuti d’arredo, la casa è un palcoscenico

A Casa Campanelle non si può non notare la mia passione per i tessuti. Una passione che viene da lontano visto che il mio nonno materno era un commerciante di stoffe.

Nel vestire questa dimora, dalla struttura così austera e rigorosa, c’era assolutamente bisogno di “sdrammatizzare” con l’aiuto di tessuti. Tessuti che non vengono usati solo per scopi canonici, come rivestimenti di sedie e poltroncine, tovaglie o tende, ma inaspettatamente, e solo apparentemente per caso, si possono trovare drappi adagiati a sedie e a cassapanche dove accolgono oggetti cari e preziosi, come uno strumento musicale o un libro d’arte, una statua lignea o un’antica lampada.

L’idea è quella di far “vivere” i tessuti come “attori sulla scena” e abbinandoli agli oggetti, riuscire a dare loro vita, valorizzandoli come in una mostra.

Durante i lavori di risanamento di Casa Campanelle, quando le porte in legno giacevano ancora nella bottega del restauratore, le avevo sostituite con drappi color avorio, trattenuti da cordoni importanti di passamaneria realizzati in broccato, il mio tessuto preferito, una vera e propria scultura a bassorilievo che grazie all’effetto modulatore della luce, regala eleganza e preziosità agli ambienti. Ancora oggi amo questa soluzione per proteggere le porcellane sistemate in una nicchia o per ingentilire il rigore degli stipiti in pietra dell’accesso ad uno stretto corridoio.

L’importante, come nell’esempio sopra, è rifinirli sempre con della passamaneria di qualità, perché sappiamo bene che la chiave della vera bellezza sta nel dettaglio.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – le ciel dans une chambre carla bruni http://www.youtube.com/watch?v=zThpF8WrieQ

Etica ed estetica dell’abbigliamento

Continua la nostra sperimentazione alla ricerca di un nuovo concetto di lusso.

Sembra che ci sia un fil rouge che lega il lusso contemporaneo e del futuro, al passato, alla tradizione, all’artigianalità: l’austerità con cui si viveva un tempo. Oggi declineremo questo concetto in un tema a noi molto caro, ovvero l’abbigliamento.

Austerità significa risparmio o meglio, evitare il superfluo? Bene, allora partiamo dai saldi.

Paradossalmente il momento dei saldi corrisponde all’esaltazione dello spreco, perché significa acquistare sebbene il nostro armadio sia letteralmente stracolmo. Pensate ad esempio ai saldi estivi: nell’armadio possiamo trovarci gli abiti delle pre-collezioni acquistati a Campiglio nel Natale dell’anno prima, le irresistibili anticipazioni dei negozi quando il freddo è ancora pungente e tutti i nostri acquisti dei mesi marzo – luglio. In questo momento, comperare, anche se in maniera scontata, equivale al superfluo.

Io proporrei “comprare poco, ma comprare bene”.

E qui – non aspettavo altro – provo a lanciare una provocazione, soprattutto ai signori lettori. Perché non farsi realizzare qualche abito su misura?

Per vivere innanzitutto il momento più significativo, che rimane l’acquisto del tessuto, una scelta affascinante. Poi la consegna al sarto per farlo stagionare; infatti, prima di essere lavorato, il tessuto dovrà acquistare morbidezza, movimento, vita, grazie anche al contatto con le altre stoffe. Sarebbe bello che fossero proprio i giovani a tornare al comprendere cosa significa farsi fare un abito su misura, la qualità del tessuto, il lavoro che ci sta dietro, l’unicità del risultato.

Se trascorri qualche minuto con un tessuto di qualità tra le mani e un sarto appassionato come guida, ti accorgerai di quanto si è perso nella nostra modernità di quel gusto e di quell’arte, di quanto siamo più poveri, di quanto abbiamo smarrito in etica ed estetica dell’abbigliamento.

Il sarto con il gesso e le forbici rimane un abile artista ed il suo lavoro, un’opera d’arte. Il risultato non sarà solo un prodotto unico e lussuoso, ma soprattutto risponderà al nostro principio ispiratore di austerità con classe.

Per quanto riguarda le signore, mi permetto di consigliare se non abiti realizzati su misura, quelli dal taglio sartoriale, meglio pochi ma belli e non significa che debbano essere necessariamente firmati.

Lo so, non c’è più tempo per il lavoro a maglia, ma immancabilmente ad ogni stagione, gli stilisti ripropongono le maglie in lana grossa, effetto lavorato a mano. Già, “effetto”. Sarebbe estremamente fashion averne di fatte a mano davvero!

Lord Chesterfield diceva “Lo stile è l’abito dei pensieri, e un pensiero ben vestito come un uomo ben vestito, si presenta molto meglio”

Provocazioni.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds

MUSICA – dressed for success roxette

http://www.youtube.com/watch?v=kkxj5xVLyj0

I tessuti Rubelli

Rubelli è Venezia. Una tradizione secolare della lavorazione dei tessuti, un’arte tra le più nobili e antiche. Le collezioni Rubelli sono influenzate da secoli d’oro della seta e dai fasti dell’arte tessile e per lo più, rappresentano fedeli riproduzioni di documenti del passato. Diverse “anime” per un’ampia gamma di tessuti, una collezione varia e multiforme, che sa adattarsi sia al contemporaneo sia al classico, disegni dalla forte personalità, un audace e spesso appariscente uso del colore.

Materiali preziosi come seta, cotoni, lini e lana, che vengono sapientemente lavorati unendo le tecniche antiche ed artigianali a quelle più innovative: lampassi preziosi, liseré, laminati, superfici increspate, stampe a rilievo. Oltre a questo, tessuti tecnici soddisfano chi, oltre alla bellezza, vuole unire alte prestazioni: elevata resistenza all’usura, facile lavabilità, solidità nei colori (tessuti ignifughi e outdoor). Tessuti concepiti come opere d’arte e destinati ad impreziosire residenze storiche, interni contemporanei, musei, teatri, yachts, alberghi o navi da crociera.

Ma qualsiasi casa, con un metro quadro di tessuto Rubelli, diventa più preziosa.

www.rubelli.com

In Trentino, Lei trova i tessuti Rubelli da Vi.Vo. Vicolo del Vo’, 23 a Trento tel. 0461.261737

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