Costa degli Etruschi, l’Italia che ti ricordi

testo e fotografie di Marco Pontoni

Bibbona, Bolgheri, Castagneto Carducci: un trittico di borghi medioevali affacciati sulla Costa degli Etruschi, fra Cecina e Donoratico. E’ l’Italia che ti sembra di conoscere o di ricordare, anche se non ci sei nato dentro. Quell’Italia profonda, rurale, “sospesa”, un po’ metafisica, come un quadro di De Chirico o una vignetta della Settimana Enigmistica, di cui tu o qualche tuo predecessore dovete avere fatto esperienza, in una delle vostre tante vite.

E quell’esperienza la ritrovi, la riconosci, come riconosci a volte un volto che pure non hai mai visto prima, un amore che non hai mai consumato, un sogno sognato dentro a un altro sogno. Stava lì, sepolta. Ti dici: qui devo esserci passato, qui devo avere vissuto, devo avere affondato le mani in questa terra ed essermi ubriacato con questo vino. Ma quando, dove, e come sia stato, non sapresti dire.

Forse è successo sui banchi di scuola. I cinque chilometri di nastro asfaltato che corrono dall’Aurelia fino alla porta di Bolgheri sono quelli cantati dal Carducci, naturalmente, ecco il duplice filare dei cipressi “alti e schietti”, ecco il paese da cui il poeta, primo Nobel della letteratura italiana, dovette fuggire con la sua famiglia, per contrasti con i Della Gherardesca, nobilissima, potentissima famiglia pisana, fra le più antiche casate d’Italia. Dal padre, medico condotto e rivoluzionario sanguigno, che in gioventù aveva conosciuto il confino (a Volterra, e chi non vorrebbe esserci confinato, oggi?), Giosuè ereditò l’indole romantica e l’inclinazione per le passioni forti, quelle che traspose nella sua poesia e che condivise con almeno una trentina di amanti oltre alla legittima moglie, fra cui, si dice, forse la stessa regina Margherita.

A Castagneto, in uno dei vicoli del centro, visiti il suo “buon ritiro”, che frequentò per molti anni quando tornava in terra toscana da quella Bologna dove spese gran parte della sua vita. Poco sopra, il castello dei Della Gherardesca. Oggi guerre e cospirazioni sono lontane, così come le tenzoni attorno agli usi civici. Le passioni si accendono con il vino: Sassicaia, Ornellaia e altri nomi a cui inchinarsi solo al sentirli pronunciare.

Percorri l’Italia delle campagne pettinate, dei covoni e dei poderi arroccati in cima alle colline. Percorri l’Italia dei girasoli, delle nuvole che trascinano scie d’ombra sul giallo del grano, l’Italia della costa sabbiosa che si allunga pigramente per chilometri, fitta pineta alle sue spalle, odorosa, preziosa. Hai la faccia scottata dal sole. Hai una nostalgia antica, per qualcos’altro.

La sera guardi le rondini inseguirsi attorno a un campanile. Il gatto nero ti sbarra la strada, ti chini, rinfodera gli artigli, si mette di pancia per farsela grattare. Puoi essere di passaggio, come Carducci quando scrisse “Davanti a San Guido”, e vedeva sfilare la Maremma dal finestrino di un treno che lo conduceva a Roma. Puoi decidere che non conta nulla, nulla di ciò che hai visto finora, che questa è la tua casa, più di ogni altra. Cercarti il tuo letto. Fermarti qui.

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Impronte del passato

Se la vostra green room ha un sapore toscano, un gusto mediceo, un allure tutto italiano, vi potrebbe interessare questa bellissima coppia di vasi ornamentali in terracotta prodotti da Giacinto Ricceri, presso la fornace dell’Impruneta (Firenze) nei primi anni del ‘900. Il decoro rappresenta teste di satiro e stemmi medicei collegati tra loro tramite festoni di fiori e frutta, con varie file di ocelli, tortiglioni e cordoni ornamentali.

Recuperando, un’azienda toscana specializzata, oltre alla vendita di materiali di recupero, anche nella diretta produzione di materiali e pezzi unici introvabili in pietra, ferro e terracotta, propone la riproduzione di questa coppia speciale.

Oh DiVin Tuscany!

In questi giorni (fino a domenica 20 maggio), torna Divino Tuscany, idea divina di James Suckling e Img Artist per celebrare, in cornici di raro fascino, i vini toscani quale emblema di una terra che ha fatto di ogni espressione del vivere, un’arte.

Protagoniste le etichette più prestigiose di oltre 50 aziende toscane top (con la straordinaria eccezione delle bollicine trentine Ferrari), per quattro giorni di seminari, Grand Tasting, degustazioni private con i singoli produttori e cene dall’eleganza informale nelle tenute e nei palazzi delle otto aziende fondatrici.

E dulcis in fundo, cena di gala firmata Annie Féolde e Giorgio Pinchiorri e pranzo di campagna a Villa Il Palagio, da Sting e Trudie Styler.

Per approfondire

da Capital

Giardino segreto

Lavorazioni preziose e femminili con inserti in pizzo Leavers. E’ la nuova collezione La Perla Villa Toscana, uno stile “casual chic” pervaso da quella naturalezza seducente che ha reso celebre la Toscana come una delle zone più suggestive d’Italia.

Io non so che dire

di fronte a questo piatto di

TORTELLI DI PATATE AL SUGO DI NANA

a cui manca solo la parola

Viver d’amor e di food(art)

by alessandro guerani”

FoodOgrafia

Viver d’amor e di food(art) by Guerani

FIORENTINA STEAK

Viver d’amor e food(art)

by alessandro guerani

FoodOgrafia

Tuscany style per la stanza verde

Il giardino è parte integrante della casa, è una stanza a tutti gli effetti, con un pavimento fatto di terra e un soffitto fatto di cielo. Il giardino va pensato ed arredato quindi, alla stregua di una stanza da letto, di una cucina o di un bagno. Va scelto uno stile e perseguito con creatività. Una proposta evergreen – è il caso di dirlo – per il giardino è il Tuscany Style. Il giardino all’italiana sarà la nostra planimetria. I colori, i materiali, le forme, i profumi della natura. Il verde blu del cipresso e del bosso, il grigio dell’olivo e delle sdraio in teak invecchiato, il viola della lavanda rustica, il bianco delle statue in pietra e dei viali in ghiaino, il rosso della terracotta decorata, il nero dei cancelli in ferro battuto, il profumo dei limoni. Fil rouge la simmetria, in numero, forme, disposizioni. Unica divagazione concessa, alcuni pezzi di design contemporaneo, allestiti in mostra come opere d’arte all’interno dello spazio verde. E non dimentichiamo i tessuti, soprattutto tinta unita e rigato. Il top, il bordeaux.

Siamo in Trentino e pensare al Tuscany Style, il più delle volte, significa tentare un’agricoltura “eroica”. L’importante è conoscere le piante ed i loro bisogni, anche grazie agli studi che vengono fatti nella nostra provincia dalla Fondazione Edmund Mach – Istituto agrario di San Michele all’Adige, ad esempio, per la coltivazione del cipresso e i meravigliosi vasi di terracotta festonati saranno di grande aiuto nelle stagioni meno propizie per ritirare in aree riparate, le piante di limoni e di olivi.

Nulla è impossibile.

ds

Per la terracotta toscana decorata Galas Service viale Santoni, 78 ad Arco tel. 0464.516457

Per gli arredi in teak e ferro battutto e-shopping www.unopiu.com

Per le piante toscane Vivai Tonelli via Giarette, 21 a Gardolo Trento tel. 0461.960446 

Per gli studi sul cipresso in Trentino www.iasma.it

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