Vi aspetto!

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Lo ammetto, adoro ospitarmi nel mio B&B Casa Campanelle charme&design… solo così riesco a comprendere davvero le esigenze, i desideri, le attese, dei miei Ospiti. Prendersi cura delle loro esigenze è la mia prima esigenza!

Vi aspetto al B&B Casa Campanelle charme& design

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Ospite della Contessa Dina

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Castel Romano (Pieve di Bono – TN) in due stampe* del 2015.

*fotografie realizzate con iPhone 4S e lavorate con filtri Instagram

La contessa Dina. Nelle notti di luna piena – raccontano i vecchi, – una misteriosa donna in groppa a un cavallo bianco galoppa lungo i sentieri e le mulattiere attorno a Pieve di Bono. È la contessa Dina – continuano, – moglie di Ettore Lodrón: una donna pericolosa, assai bella ma anche viziosa. Visse nel Seicento, e visse male! Ma pensate: quando metteva gli occhi su qualche giovane di passaggio o su un robusto ragazzotto della zona, dapprima attendeva che il marito fosse assente, poi invitava il malcapitato nel suo castello e lo circuiva con arti da strega. Quindi, saziato l’insano desiderio, Dina tornava alle sue occupazioni come se nulla fosse accaduto, mentre il giovane veniva invitato a lasciare il maniero. Ma proprio all’altezza della porta principale un trabocchetto s’apriva all’improvviso sotto ai piedi del disgraziato, che precipitava nel «pozzo della morte»1, in fondo al quale moriva fra atroci dolori. Che fine fece, la terribile Dina? Fu un prete, un tale Fassini, ad assassinarla: alcuni dicono con un colpo d’archibugio, mentre la scostumata stava transitando a cavallo per Creto. Altri, che forse la sanno più lunga, giurano che il prete la uccise per oscuri motivi proprio al castello, nel salone grande, mentre i due stavano giocando a dadi. Comunque sia andata, l’anima della lussuriosa non ha trovato ancora pace e la Dama bianca continua a vivere nella tradizione popolare della gente di Pieve di Bono2.

1 Così era chiamata una lunga galleria irta di spade e coltelli infissi alle pareti, che dal portale d’ingresso del castello precipitava giù, verso il sottostante fiume Chiese. Venne chiusa agli inizi di questo secolo e definitivamente distrutta nel corso della Prima Guerra Mondiale.
2 Il Papaleoni, in una delle sale di castel Romano, trovò un graffito che diceva: «Lì nove ottobre 1854. Oggi in undici siamo entrati per vedere la contessa Dina, ma non si è veduta, come già ci aveva detto prima…». Insomma, ancora a metà dell’Ottocento c’era qualcuno che credeva di potersi incontrare con il fantasma della famigerata contessa Lodrón.

L’attimo raccolto

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Prove. PalaDolomiti Pinzolo (TN), ore 17:00

Con il gala di sabato sera 2 agosto, alle 21.00 presso il Paladolomiti a Pinzolo, si concluderanno le due settimane del “Dolomiti Dance Seminar”, lo stage di danza organizzato dall’Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena con la direzione artistica del coreografo Luigi Grosso. Sul palcoscenico lo spettacolo di fine corso delle ballerine e dei ballerini che hanno frequentato la seconda settimana di lezioni scegliendo tra diverse specialità: dalla danza classica al modern-contemporary. Quasi trecento, a conclusione del seminar, saranno i giovani ad aver partecipato ai quindici giorni di intensi e impegnativi laboratori seguendo le indicazioni di insegnanti ci caratura nazionale e internazionale. Tra questi, ospiti speciali, sono stati, nei giorni scorsi, il grande ballerino Gheorghe Iancu e la conosciutissima ballerina e coreografa Alessandra Celentano.

In una breve pausa del suo frequentatissimo laboratorio di “modern contemporary”, il maestro Luigi Grossospiega la filosofia del “Dance seminar” in svolgimento a Pinzolo. “Stiamo sperimentando l’avanguardia di diversi stili di danza che nel modern si sublimano necessariamente in qualcosa di nuovo. Con i miei insegnamenti lavoro su questo aspetto, ma nello stesso tempo il mio impegno si rivolge anche al gruppo con l’obiettivo di  amalgamare le diverse esperienze portate dai singoli ballerini. Il lavoro si concentra sulla tecnica dei singoli e sull’insieme, ma è anche psicologico e culturale. Il gruppo sta eseguendo una coreografia eseguita su musica di Vivaldi che spiego anche dal punto di vista storico. Lavoriamo allo stesso modo delle accademie di danza e dei corpi di ballo delle opere. Per questo possiamo dire che fino al 2 agosto il Paladolomiti sarà il teatro di una vera e propria compagnia di balletto”.

L’attimo raccolto

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Coffee Break. Salone delle Feste Palace Hotel Roncegno Terme (TN), ore 11:00

L’attimo raccolto (della merenda)

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La festa non è ancora finita. Casa Campanelle, ore 17:00

feat. Zelten trentino handmade and champagne Moët & Chandon

L’attimo raccolto (della pausa pranzo)

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Musica è. Boschetto Provasoli Preore (TN), ore 14:00

Bellezza liquida

feat. Hybrid di Seletti in acqua di torrente trentino

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Ho paura dell’orso

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IO… ho paura dell’orso

Questa creazione di BARAKUS, una Visceral Tee concettuale, di rottura, provocatoria, bisbetica, fumettesca, infantile e grottesca rispecchia in tre parole la mia posizione in merito alla recente vicenda “orsa Daniza” in Trentino.

Io credo che gli estremismi ci stiano facendo perdere la cognizione della realtà. Io voglio riprendermi la mia “umanità”, non facendomi strumentalizzare dalla massa, e umanamente urlare al mondo: ebbene sì, io dell’orso ho paura.

Per quanto mi riguarda è così che voglio interpretare e comunicare questa t-shirt, che non è una t-shirt come le altre, ma è, per natura, una t-shirt “parlante”, ovvero uno strumento con cui comunicare (se stessi).

Il significato primordiale della Visceral “Ho paura dell’orso” di BARAKUS è strettamente legato alla paura dell'”uomo animale” e scherza con ironia sulle sue paure inconsce e sciocche. Non è di certo legato alla paura dell’orso ANIMAle. Il mio quindi, vuole essere anche un invito rivolto agli amanti della natura e degli orsi del Trentino a dare l’interpretazione più passionale e pulita a questa viscerale maglietta. Graffiata dall’uomo che codifica anche un codice a barre #staytuned

Gran bel traguardo!

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E’ uscita, la Summer Edition di WELLcome, la rivista dell’Alpe Cimbra (Trentino, Italy). La rivista che dirigo da un anno e che mi ha già regalato tante soddisfazioni. Una rivista fresca&glam che invita a sognare in uno dei luoghi più incantevoli delle Dolomiti. Vi troverete solo il meglio che questa favola di luogo sappia offrirvi.

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L’attimo raccolto (di ritorno dal weekend)

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Return. Val Genova (TN), ore 18

Spaghi design

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feat. Spaghetti n. 46 al nero di seppia Felicetti, vaso in vetro Maison du Monde, Eiffel Chair DSW Eames

L’attimo raccolto

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Voleva essere un acquerello, ma è solo nostalgia. Castello di Toblino, ore 14

L’attimo raccolto (in cucina)

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Anche se… mi sento più Dona di mare che di fiume. Cucina di Casa Campanelle, ore 12

*feat. trota iridea trentina

Dove osa l’Aquila (Basket)

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FOTO di Donatella Simoni

MUSICA Play Hard, David Guetta https://soundcloud.com/davidguetta/sets/david-guetta-play-hard-feat-ne

L’attimo raccolto

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Come un pittore. Lago di Toblino (TN), ore 14.45

L’attimo raccolto (in cantina)

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Speciale & per caso. Preludio di qualcosa di speciale & per caso. (“Vini d’Italia 2005 – Gambero Rosso: il Methius Trento Doc Brut Riserva 1998 conquista i 3 bicchieri”). Cantina dei vini di Casa Campanelle, ore 15

*Scaldapane in rame Navarini, top in seta Luisa Spagnoli

L’attimo raccolto (col dito)

foto (7)E sono tentazioni. Confettura extra di mirtilli rossi Sant’Orsola da degustare col dito o su una fetta di pane velata di burro di malga. Modi di un Tempo. 

Cucina di Casa Campanelle, ore 17.30

Cortesi presenze

Non li vedi ma li senti. Sono pezzi in plexiglass e in vetro, preziosi oggetti di design e di arredo, che hanno il potere di suggestionare senza farsi vedere, anzi, sanno valorizzare l’ambiente con la loro “presenza-assenza”. Ne ho incontrato cinque esempi  tra le mura di Castel Stenico, uno dei manieri più affascinati del Trentino. Ve li presento: nell’ordine, scala elicoidale con pioli in vetro Spiro di Trescalini, Bench in plexiglass Santambrogio Milano, lampade a sospensione in vetro soffiato Empatia di Artemide, seduta Louis Ghost di Kartell, bicchiere in cristallo Harcourt 1841 di Baccarat.

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Di segantiniana ispirazione

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Gianmarco a Malga Ritorto (Madonna di Campiglio, Trentino)

Cin cin, bellezza!

Furlani
La pelle del mio viso è preziosa, come certi momenti che valgono bene un brindisi. Per questo le dedico un trattamento speciale a base di Gocce di Spumante. Una texture estremamente ricca, per qualcosa di davvero esclusivo che nasce dall’unicità della mia terra, per esaltare l’unicità della mia bellezza.
Furlani (1) Furlani (2)Scrub&Crema viso allo spumante di Cosmesi Furlani, una linea cosmetica di lusso che nasce dalla sinergia fra alta cosmesi ed enologia. Dal Trentino.

Food Art Design

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Le Cupole

la nuova pasta Felicetti ispirata al Mart di Rovereto (TN)

L’attimo raccolto

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Il Vezzena se la intende con la Melata. Casa Campanelle, ore 11.30

L’ispirazione del giorno

pL’oro del mattino. Proseguono le mie ispirazioni legate all’oro ed oggi è il miele della Val di Fiemme (con il marchio “Miele dei Mondiali” ad impreziosire l’inzio della mia giornata. E non solo.

Tipi d’oro

L’anello tre ori Trinity interpretato da tre ori della cucina: la farina gialla di Storo (TN), la pasta Felicetti (Predazzo – TN) e l’olio Comincioli (Puegnago sul Garda – BS). Tipi d’oro.

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Istanti per noi

ooooFerrari Perlé. Per noi, da sempre, è il migliore. In ogni occasione di festa. Quei momenti diventano così, “istanti da centellinare“. www.cantineferrari.it


Il Trentino si degusta anche da Harrods

Venerdì 23 novembre. Harrods, Londra. Nella Londra più “in”, presso le Food Halls del grande magazzino di Knightsbridge nel cuore di South Kensington, la Mortandela della Val di Non Riserva Roen dei Fratelli Corrà, rinomata “boutique della carne” di Smarano (TN), è stata la protagonista di un’esclusiva degustazione. Oltre la Mortandela (Presidio Slow Food), il prosciutto di cervo e gli altri insaccati di selvaggina, sono stati degustati dai clienti di Harrods –  clienti che provengono da ogni parte del mondo – che hanno assaggiato ed apprezzato questo straordinario prodotto dell’eccellenza gastronomica trentina. Già a metà giornata erano terminate le scorte! (fonte Trentino)

Il “VetroCenacolo” emozionerà Parigi

Una rappresentazione in vetro dell’Ultima cena che, mantenendo la vivacità di una reale tavola imbandita, ha il potere di trasportare nel passato. E’ “VetroCenacolo”, dal prossimo marzo, in esposizione al Musée Maillol di Parigi.

Il “VetroCenacolo” è una pregevole riproduzione artistica in vetro dell’affresco dell’Ultima Cena che si trova nell’antica chiesa di Santo Stefano a Carisolo TN), realizzata dal maestro soffiatore Silvano Signoretto nella sua fornace di Murano. Un’opera d’arte in vetro soffiato, composta di oltre duecento pezzi tra bottiglie di vino, trote iridee, gamberi di fiume, pani e stoviglie.

Dopo essere stata esposta al Castello del Buonconsiglio di Trento, a Milano e nella Cattedrale di Notre Dame a Strasburgo, nell’estate scorsa  l’opera del Signoretto è tornata “a casa”. Esposta sotto  le maestose pitture tardogotiche, l’affresco da cui trae origine, è riuscita a rendere per quanto possibile, ancora più suggestiva e affascinante l’atmosfera dell’antica chiesa.  

La piccola chiesetta di Santo Stefano di Carisolo è arroccata su uno sperone di roccia del paese della Val Rendena. E’ stata edificata intorno al 1100, ampliata e decorata nei secoli successivi. Affrescata dai pittori itineranti Baschenis tra il 1461 e il 1532. Sulle pareti esterne è dipinta la famosa “Danza Macabra” splendido esempio di tema iconografico tardo medievale. All’interno è affrescata l’Ultima Cena che spicca per l’immediatezza: il tavolo è apparecchiato con grande ricchezza di vasellame, piatti con pesce e abbondanza di pane e vino in “angastare” (particolare forma di antica bottiglia). Molti gamberi rossi di fiume (all’epoca cibo popolare quotidiano) conferiscono al banchetto una nota colorata di particolare bellezza e significato.

Ora “VetroCenacolo” è attesa a Parigi.

L’operazione culturale che porta “VetroCenacolo” in Europa nasce dall’intuizione della dottoressa Rosa Barovier Mentasti di Venezia ed è promossa dalla Fondazione Maria Pernici Antica Vetreria di Carisolo, presieduta da Manuela Bonfioli.

Si ringrazia la Proloco di Carisolo per le immagini.

L’attimo raccolto

La natura usa PhotoshopAgriturismo “Ai Castioni” (Molveno TN), ore 18

(su gentile concessione della padrona di casa, e amica, Vilma Donini)

Se un trentino sposa una campana

Il Bianco & il Nero. E’ un matrimonio perfetto quello tra

Mozzarella di Bufala Campana DOP

e

Ferrari Perlé Nero

L’ispirazione del giorno

Sì, rimane lì, “per bellezza”, questa confezione di pasta Felicetti, nella mia cucina, in mostra tra le pentole di rame firmate Navarini. Perché è questo il vero valore che attribuisco ad uno dei prodotti dell’eccellenza trentina, al pari di un’opera d’arte, d’artigianato o di design. L’ho scelta tra le paste migliori per il suo valore aggiunto, ovvero di essere espressione del mio territorio. Ma ora, pasta! Sono le 19, è tempo che il fusillo incontri a suo modo il sugo.

“I cavalieri dell’Imperatore” sono qui

Al Castello del Buonconsiglio di Trento sono state aperte le prime casse provenienti dall’Arsenale di Graz e dalla Residenz Galerie di Salisburgo con i pezzi per la grande mostra estiva “I cavalieri dell’Imperatore: tornei, battaglie e castelli.”  Un’occasione unica per ammirare pezzi provenienti da importanti armerie europee oltre alla più completa collezione al mondo di armi e armature da combattimento e da parata forgiate a mano da maestri fabbri rinascimentali proveniente dall’Arsenale di Graz. 

Dal 23 giugno al 18 novembre 2012 al maniero trentino si respirerà l’aria dei cavalieri, delle eroiche imprese, dei tornei, dell’amor cortese e delle virtù eroiche. In questi giorni la Loggia del Romanino è stata invasa dalle monumentali casse in legno che custodiscono le preziose armature, alabarde, spade, armi da fuoco, dipinti e stampe, che saranno esposte al Castello del Buonconsiglio e a Castel Beseno nella mostra “I cavalieri dell’imperatore. Duello e guerra nelle armerie rinascimentali”.

L’esposizione sta man mano prendendo vita. Tra i primi pezzi posizionati c’è il celebre dipinto di Rubens che raffigura l’imperatore Carlo V proveniente dalla Residenzgalerie di Salisburgo. La tela sarà esposta nel Magno Palazzo nella Camera delle Udienze dove si troverà a dialogare con gli affreschi che raffigurano lo stesso imperatore Carlo V e il fratello minore Fedinando I immortalato dal genio di Romanino.

Nella stessa sala sarà esposta anche una preziosa quanto rara armatura da cavallo rinascimentale realizzata nel 1510 da Conrad Seusenhofer. Tra le armature più preziose che verranno in mostra vi è quella forgiata nel 1571 per l’arciduca Carlo II, realizzata per un torneo organizzato in occasione del suo matrimonio, oltre ad un’armatura da parata del 1550 forgiata amano dal celebre armaiolo Michael Witz Il Giovane decorata con foglie di vite.

Horse Armour, 1505-10, Landeszeughaus, Konrad Seusenhofer da crushsite.it 
 
Una mostra suggestiva, corredata di filmati e ricostruzioni scenografiche di grande effetto, dove rivivrà l’affascinante mondo degli uomini d’arme che, vestiti d’acciaio, si scontravano in battaglia o esibivano la loro audacia e abilità nei tornei. 
 
Viaggio nel tempo, per sognare.

Extravergini da awards

“Un olio dal tono deciso che all’olfatto spicca per le note verdi di oliva acerba, foglie di carciofo ed erba appena tagliata, al gusto piccante intenso e medio amaro”. Questa è la descrizione di Frantoio Denocciolato  il prodotto dell’azienda agricola consortile Olio Cru di Arco, contrassegnato con le tre foglie – punteggio assegnato agli oli eccellenti – dal Gambero Rosso che lo ha inserito nella propria guida ” Oli d’Italia – I migliori extravergine”.

Sempre lo stesso olio è stato premiato per il packing al Sol, il Salone Internazionale dell’olio extravergine di qualità di Verona, aggiudicandosi il titolo di miglior bottiglia 2012. Una menzione si è avuta pure per il prodotto biologico Casaliva Toniolli Bio, che si è aggiudicato due foglie.

Il periodo sembra particolarmente ricco di soddisfazioni per i produttori di olio extravergine di oliva nell’Alto Garda. Tra loro sono soprattutto quelli che hanno puntato su qualità, arte e design a raccogliere i principali riconoscimenti. Come l”azienda agricola dell’hotel Vivere Suites and Room (Trentino Charme) che ha conseguito una nuova onoreficenza oltre oceano, a Los Angeles, dove l’olio extravergine altogardesano ha conquistato l’argento per la categoria “Italy-North, mono cultivar” al “Los Angeles extra virgin olive oil awards” a cui hanno partecipato più di 600 aziende.

L’olio “Vivere” sarà anche al centro di un progetto per un suo impiego ad uso cosmetico, grazie alle proprietà eudermiche, seborestitutive e protettive e all’abbondanza di vitamine “A” ed “E”, l’olio dell’Alto Garda Trentino sembra proporsi anche come ottimo rimedio anti-age. Riconoscimento anche per il design dell’etichetta che ha meritato l’oro nella categoria “Art/Illustration: use of original illustration as the driving element of the package design”.

Save the date

Una calda serata d’estate, la magia di uno dei castelli più affascinanti del Trentino, il gusto di un appuntamento d’alta cucina e un delitto misterioso da risolvere.

“Le Cene Con Delitto” al Castel Campo (Lomaso-Trentino). Save the date. Mancare sarebbe un delitto…

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Natura a “ferro e fuoco”

Un padre realizza, a colpi di martello sull’incudine, un meraviglioso giardino dove crescono, un olivo, una vite e degli alberi con i frutti della sua terra, una terra in cui affondano le solide radici di un’identità capace di sostenere il futuro dei sui figli.

E’ proprio in questo giardino che inizia la storia di un giovane artista trentino, Ivan Zanoni, figlio di “quel” Luciano Zanoni di Caldes, un piccolo paese della Val di Sole. Quattro generazioni di fabbri, la fucina come casa, il talento nel sangue. E’ la storia di un giovane artista iniziata nel nome del padre, ma raccontata con uno spirito tutto suo.

Per qualche tempo, Ivan si è trattenuto nel giardino del padre ed ha sperimentato la sua arte, con il fuoco del suo carattere. Come un sarto, ispirato dalla natura, ha abbozzato l’idea, studiato il soggetto, ha preso la lamina di ferro come se fosse una stoffa e l’ha tagliata, realizzando le sue creazioni con cui ha fatto vivere il giardino del padre.

Animali plasmati dalla realtà e dai ricordi di un bambino: cavalli e cani, e poi uccelli di ogni specie, ma soprattutto, animali della campagna, galline, conigli, maiali ed anatre. Poi Ivan ha lasciato la campagna e si è avventurato attraverso il mare alla ricerca di luoghi lontani. Ha incontrato con la sua arte, gli animali dell’acqua, come pesci, anatre selvatiche e tartarughe, l’alligatore e lo scorpione, le aragoste e i granchi.

 

 

Creature vive, nere di ferro, ma che hanno trovato la loro luce nell’attimo in cui sono state plasmate, a colpi di maglio e di martello, dal fuoco incandescente e dallo spirito del creatore. Nei duri tratti somatici che le contraddistinguono, segni indelebili della forgiatura, c’è il sacrificio della terra ma anche la poesia di un canto dell’artista verso le sue creature. Sculture uniche, ritratti di animali viventi, estratti dal loro contesto per essere concepiti come un unicum, ma con stile realistico e tratto contemporaneo.

TESTO – ds ispirata da se stessa in “Memorie di fuoco” (Servizio attività culturali della Provincia autonoma di Trento)

FOTOGRAFIE – nell’ordine, galleriagoethe.it, gallerialabronica.com, photo.net, galleriagoethe.it, eosarte.eu, salamongallery.com

MUSICA – liberi liberi vasco rossi http://www.youtube.com/watch?v=RHvSCTKyfZI&ob=av2e

Primitivizia, riscoprire le proprie radici… con gusto

Tutto nasce da un percorso personale che rispetta uno stile di vita: dedicarsi alla ricerca e alla sperimentazione in una terra dove si sente fortemente radicate le proprie radici. Recuperare, riconoscendone il valore, quel patrimonio di sapienza antica tramandata dalle generazioni passate, rivivendolo ed interpretandolo in chiave personale e moderna, per farne la propria realizzazione, un’espressione di vita e, ancor di più, per farne dono agli altri sotto forma d’arte.

E’ la storia di Eleonora Cunaccia.

E’ la filosofia che sta alla base dell’artigianalità di Primitivizia, erbe spontanee di montagna, bacche, resine, radici che poi vengono sapientemente cucinate ad arte, sapori sconosciuti che vengono trasformati in cibo esclusivo da degustare, come il ragù di erbe alla crema di radicchio dell’orso, le bacche di corniola alle prugne selvatiche, gli sgrizoi al delicatissimo buonenrico e il mugolio, un estratto di gemme di pino mugo. La natura viene lavorata in pochissimo tempo dalla raccolta, lavata alla fonte del paese, cucinata ed invasata.

Le giornate di Eleonora trascorrono in solitudine e a stretto contatto con la terra. Seguire le stagioni, gli umori della natura, scegliere il tempo giusto per una raccolta in quota o in luoghi incolti di difficile accesso, come le scarpate, i dirupi, i bordi dei fiumi: ogni volta si rivela un’esperienza ancestrale da dove è naturale estrarre nuovi sapori, sapori primitivi, sapori dimenticati, che esaltano il gusto esclusivo della semplicità, ma di certo quello più autentico di un territorio.

Come sorseggiare un “brodo di terra”. Eleonora ha impiegato un giorno di cammino per capire con cosa farlo, cercando in tutto ciò che sul suo cammino ha trovato di bello, di buono, di magico. Terra pulitissima raccolta a 2000 metri d’altitudine, un sasso, la corteccia di un albero. Sul fuoco, essi verranno trasformati in un estratto di vita con dentro tutti gli aromi, tutti i profumi, di tartufo, di fungo, di buono, della terra. Destinazione risotto.

TESTO – ds ispirata da se stessa in “Memorie di Fuoco” (Servizio Attività Culturali della Provincia autonoma di Trento)

FOTOGRAFIE – nell’ordine, Alessandro Guerani, erbacipollina, it e airone.it

MUSICA – anywhere is… enya http://www.youtube.com/watch?v=gPKAN7XHCxU&ob=av2n

Lady Hawke e Sir Wolf

“Sempre insieme, eternamente divisi”. E’ la maledizione che pesa su due innamorati, Isabeau (Michelle Pfeiffer) e Etienne (Rutger Hauer) nel famoso film Ladyhawke del 1985 diretto da Richard Donner. Etienne è condannato ad andarsene ramingo ed ogni notte a trasformarsi in lupo, mentre la donna lo segue; di giorno invece, lei si trasforma in un falco, aggrappato al pugno del suo amato. Per rompere la maledizione e far tornare liberi i due innamorati, dovrà giungere “Una notte senza il giorno e un giorno senza la notte“, ovvero un’eclissi solare.

Sebbene  i nomi richiamino ambientazioni francesi, il film è stato girato quasi interamente in Italia e la scena dove il falco viene ferito, al Passo Giau e al piccolo lago Antorno nelle vicinanze del lago di Misurina nelle Dolomiti bellunesi.

Nel cuore di questo inverno, un lupo è tornato anche in Trentino. E’ stato filmato nell’alta Val di Non, nel comune di Castelfondo. Dovrebbe trattarsi di M24, l’esemplare già segnalato in Svizzera nel 2009 e poi in Alto Adige, dove è stato filmato l’estate scorsa in provincia di Bolzano, appena oltre il confine, nei pressi del Passo Palade.

Emozionante vederlo in quelle poche ma starordinarie immagini, tanto che la mia fantasia è volata subito al film, al lupo e al suo falco. E’ di pochi giorni fa la notizia che la Provincia autonoma di Trento ha autorizzato un giovane guardiacaccia trentino,  a detenere e addestrare falchi. In molte regioni d’Italia questi maestosi volatili vengono addestrati in appositi centri e utilizzati poi per cacciare, ma non in Trentino, dove viene severamente vietato dalla legge provinciale sulla caccia. Il falco è uno dei primi animali che storicamente l’uomo è riuscito ad addestrare e ha rappresentato anche nella nostra terra, un valido aiuto durante la caccia della selvaggina. Gli appassionati di falconeria, oggi, li addestrano per il piacere di vederli volare e librarsi liberi nel cielo.

Ma torniamo pure, per un istante, al nostro film. Un Amore Impossibile, la “maledizione” dell’incomprensione, il giorno e la notte, il bene e il male. Al di là della fantasia, qualcosa che fa parte della nostra realtà. Forse è per questo che la storia di Lady Hawke affascina e continuerà ad affascinare.

In Trentino, il falco c’è, il lupo è tornato. Boschi e castelli non sono mai scomparsi. E’ come se la scena si fosse ricomposta. Ci sono tutti gli ingredienti per sognare, in attesa della prossima eclissi.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIE – web

MUSICA – eclissi del cuore l’aura e nek http://www.youtube.com/watch?v=_-oa62PbXsQ

 

In cerca di se stessi

Un istinto naturale, cercare se stessi. Lo si fa, rubando del Tempo alla vita quotidiana, da soli o condividendone il sentimento con una persona speciale. Oggi, con mio figlio Gianmarco.

Cercare se stessi, partendo naturalmente dal proprio elemento, che sia terra, acqua, aria o fuoco. Cercare il proprio spirito in luoghi dove gli spiriti sapranno accoglierlo degnamente. I miei pensieri galoppano come cavalli imbizzarriti, più neri che bianchi ma pur sempre vivi.

Castel Campo – Campo Lomaso

Il Lomaso, un territorio spazioso ed odoroso, da sempre rappresenta per me il Genius Loci, il mio locus ideale fatto di terra e di castelli. Le mie radici sono legate a questa terra, la mia fantasia alle ali di queste mura.

Castel Spine – Vigo Lomaso

Come colonna sonora un pezzo gothic metal oppure semplicemente il silenzio di questo fine gennaio. Fa freddo, ma le luci e i colori catturati dalla mia macchina fotografica parlano di una primavera quasi alle porte.

Mezzano, Romantica di natura

La poesia potrebbe essere la lingua naturale dello spirito romantico che anima questo luogo incantato, così come la musica è la poesia dei suoni, la pittura è la poesia dei colori e l’architettura-poesia delle pietre.

La poesia di Mezzano, un piccolo gioiello di comunità, situato in posizione centrale nella Valle di Primiero, risiede nel suo passato contadino e nella sua capacità di aver custodito spontaneamente nei secoli, quell’allure fatta di silenzio, storia, arte, spiritualità, lavoro, rapporto fra uomo e natura, ancora tangibile nei luoghi e nelle persone che vi abitano.

Mezzano è costituito da un centro antico formato da antiche abitazioni, stalle e fienili, tra cui si insinuano stradine molto strette a misura di mezzi agricoli. Un borgo dal cuore verde, costituito dai circa 400 orti, una delle caratteristiche più rappresentative del paese, insieme al ricco repertorio di iscrizioni esposte al pubblico e diversi dipinti quasi tutti a tema religioso che si posso osservare sulle facciate delle case.

A Mezzano il romanticismo è di casa, come duecento anni fa, incardinato nella natura, nella storia e nelle tradizioni. A prima dimostrazione di questo, ci sono le opere che il luogo ha ispirato agli artisti che qui sono nati. Esempio importante, la famiglia d’arte degli Schweizer dove pittura, architettura e musica, espresse in un linguaggio profondamente romantico, già parlano di Mezzano nel panorama internazionale. Oppure la grande personalità artistica di Davide Orler, pittore che di romantico ha il fuoco del viaggiatore, una ispirazione pittorica spesso drammaticamente appassionata e romanticamente descrittiva. Ma anche la bottega artistica dei maestri Zeni, scultori di un mondo fantastico silvestre (le Waldzenen romantiche tedesche), il laboratorio di tessitura a mano Artelèr, dove, con passione e nostalgia romantica, si fanno tessuti con le tecniche preziose e pazienti di un tempo, col telaio, con l’uncinetto, sfilando a mano filo per filo con gli stessi gesti con i quali le fanciulle di un tempo preparavano il proprio corredo di dote.

Dal marzo 2010, Mezzano fa parte dell’esclusivo club de “I Borghi più belli d’Italia”, un importante impegno che ha visto la comunità qualificare ulteriormente il suo patrimonio fisico e morale, finalizzandolo anche all’apertura e alla comunicazione verso l’ospite. La gente del posto, portata per cultura ad una profonda riservatezza, ha dimostrato così di saper esprimere anche un forte sentimento di unità, condivisione  e di accoglienza.

Merita una fuga. Romantica.

www.mezzanoromantica.it

Un viaggio in Musica a Kilometro (o Centimetro) zero

Intraprendere un viaggio per ridurre le distanze tra i diversi stili musicali, tra le contrapposizioni fra passato e presente, tra ciò che è serio e ciò che è faceto, attraverso le diverse espressioni artistiche.

www.jfutura.com

Quando il design è motore di innovazione

DEA Design per il Trentino è un progetto  di valorizzazione e promozione del territorio e delle sue realtà imprenditoriali,  supportato dall’ Assessorato all’Industria, Artigianato e Commercio della Provincia Autonoma di Trento, promosso  da CEii Trentino con la partecipazione di Trentino Sviluppo ed il coordinamento scientifico del Dipartimento INDACO del Politecnico di Milano.

L’iniziativa si propone di sviluppare progetti innovativi di design legati al prodotto, al servizio o alla comunicazione con le imprese artigiane trentine attraverso lo scambio continuo ed il trasferimento di competenze tra le imprese e i giovani designer. 

Per i designer è un’occasione per entrare in contatto diretto con il mondo dell’impresa, soprattutto con il sistema di vincoli ed opportunità che essa offre,  per le imprese rappresenta una opportunità preziosa per testare direttamente le potenzialità del design come leva d’innovazione.

Al suo terzo anno di vita, il progetto riscuote notevole successo e lo dimostrano i numeri in continua crescita. Da parte delle imprese trentine sono pervenute venti candidature, segno del forte interesse verso un servizio che mette in contatto due realtà, quella delle imprese e quella dei designer.

Tra tutte le domande ne sono state selezionate otto da una giuria di tecnici ed esperti sulla base dell’originalità e dell’innovazione delle proposte. Le “vincitrici” avranno la possibilità, nei prossimi mesi, di collaborare gomito a gomito con giovani designer provenienti da tutta Italia, anch’essi selezionati tramite apposito bando (142 i curricula pervenuti, dei quali 27 dal Trentino) per elaborare nuove idee e presentarle in anteprima al FuoriSalone di Milano nell’aprile 2012, partecipando in prima persona ad un reale processo di innovazione.

Quello che viene proposto con DEA PLUS (naturale evoluzione del progetto DEA Design e Artigianato per il Trentino nato come iniziativa sperimentale e poi divenuto un servizio per le aziende che vogliono guardare avanti con occhi diversi) è un modello di trasferimento di conoscenza di design e di costituzione di reti per valorizzare il territorio dove imprese, istituzioni, università e giovani designer creano un circuito virtuoso per l’innovazione, che si concretizza in servizio.

www.designhub.it/dea/www.ceii.it

 

DESIGN-AR, contaminazione generosa tra architettura e comunicazione

Il Ginkgo Biloba è l’albero più antico del mondo e rappresenta la flora preistorica risalente a 250 milioni di anni fa. Fino al 1700 era ritenuto estinto, ma introdotto nell’Orto Botanico di Pisa, si diffuse in tutta Italia come pianta ornamentale. Caratterizzato da un’eccezionale resistenza (è l’unico albero sopravvissuto alla bomba di Hiroshima), è utilizzato anche in medicina per migliorare la circolazione, i problemi di memoria e della pelle. Per la sua particolare struttura, il Ginkgo può essere considerato un’architettura vegetale. La corteccia è liscia e argentata, le foglie nervate: elementi che parlano il linguaggio dell’architettura, per la definizione dei dettagli, per l’apparente semplicità delle forme nate da una precisa esigenza di vita (da Giugiaro Architettura).

Come all’inizio di un cammino incerto, accanto al timore e ai dubbi, senti l’umano bisogno di avere un punto di riferimento solido su cui poter fare affidamento, così, all’inizio di questo percorso, ho visto in questo possente esemplare della natura, il Gingko Biloba, il simbolo del nuovo spazio sperimentale di tempi&modi dedicato al design e all’architettura. (Ispirazione da Giugiaro Architettura* http://www.giugiaroarchitettura.it/)

DESIGN-AR dove DESIGN è la radice, AR(chitettura) è la desinenza, ovvero il verbo che coniuga architettura e design nel Bello.

DESIGN-AR è essenzialmente uno spazio di sperimentazione. Un percorso che serve prima di tutto a me stessa per esplorare un mondo, quello dell’architettura e del design, che ispira quotidianamente la mia vita e il mio lavoro. L’obiettivo a cui tenderei è la ricerca di una contaminazione generosa tra questo mondo e il mio ambito professionale, ovvero quello della comunicazione.

Il mio desiderio è che questo spazio diventi via via, un’occasione di ricerca e di dibattito sull’architettura e sul design, dove gli addetti ai lavori si sentano in diritto/dovere di intervenire e soprattutto, di contribuire. Questi potrebbero essere gli ambiti d’interesse: architettura civile ed industriale, arredo urbano, architettura d’interni, contract alberghiero, pianificazione urbanistica e paesaggistica, illuminotecnica e implementazione domotica; nello specifico, lo studio dei dettagli e dei materiali, l’innovazione e la sostenibilità, rappresentate da soluzioni che rispondono efficacemente ai bisogni reali, funzionali ed emotivi di chi “abita” l’architettura.

DESIGN-AR dovrebbe servire altresì, a comunicare l’architettura, attraverso immagini, parole, suoni, per conoscere e far conoscere questa componente artistica della nostra terra. Il Trentino, in verità (e in controtendenza con il suo “mood mentale”), si rivela piuttosto fertile, aperto e sensibile all’arte, al creare e al costruire, ai valori del green, all’innovazione e alla sostenibilità. Gli esempi non mancano e questo conforta.

Non dimentichiamoci però di lasciar “spalancate le finestre”, affinché da fuori entri la luce necessaria per conoscere e apprezzare al meglio tutto il Bene che ci appartiene e per saperlo fare in maniera obiettiva e lungimirante.

Questa è la strada.

ds

“L'”architettura onesta” è una progettazione che a dispetto della forza del brand, vuole tenersi lontana dalla logica dell’archistar, per guardare alla migliore sintesi possibile tra forma e tecnologia, tra uomo e risorse ambientali”

Trota e miele, è un matrimonio d’amore

Trota Oro desidera salutare il 2012 con un nuovo prodotto, che sarà sicuramente protagonista tra le proposte per l’anno in arrivo.

Si tratta della tartare di trota affinata al miele: una lavorazione la cui idea è nata dallo chef Peter Brunel in occasione di un’edizione di Ein Prosit, in cui presentò la trota affumicata colata in cera d’api.

Da questa intuizione Trota Oro ha poi messo a punto una lavorazione la cui particolarità – tale da renderla unica – consiste proprio nell’affinazione al miele, per la quale viene utilizzato puro miele italiano di montagna oltre ad olio extravergine di oliva selezionato da Agraria di Riva del Garda per l’affinamento.
Ne risulta una tartare già pronta per l’utilizzo in cucina e nelle più raffinate ricette.

Un accostamento innovativo, quelo col miele di montagna, che non poteva non richiedere di impiegare le nostre trote iridee salmonate della migliore qualità: pulite, filettate e poste su griglie, vengono salate a mano con sale dolce di Cervia e zucchero di canna equosolidale dall’Equador con metodo a secco, molto importante perchè riduce notevolmente il contenuto in acqua del prodotto. Seguendo gli insegnamenti tradizionali, infine, la lenta affumicatura a freddo bruciando segatura di legni pregiati di alta montagna.

Buon 2012, con l’itticoltura di montagna d’alta qualità!

 

Info: Trota Oro Loc. Isolo 1 a Preore (TN) Tel 0465.322773 info@trotaoro.it

www.trotaoro.it

Ah, lo Zelten!

foto Agh

Quando comprate il panettone, cercate di sceglierlo tra quelli di qualità, ma non dimenticatevi di fare lo Zelten a Natale!

Per più di un motivo.

Primo perché, come dice il nome d’origine ‘selten’ (dal tedesco: talvolta, raramente), questo meraviglioso dolce della tradizione regionale veniva preparato solo per Natale, in particolare per il rientro a casa dopo la Messa di mezzanotte, come gesto di ringraziamento per i cibo.

Poi perché si può fare in casa, ciascuno in modo diverso secondo le usanze della propria zona, a differenza dell’omologazione di molti dolci da grande distribuzione.

E infine perché proviene dalla cucina povera ed essendo un ‘pane arricchito’ ha il sapore della semplicità e il vero gusto delle festa.

Un curiosa leggenda narra che lo Zelten veniva preparato dalla giovani ragazze per essere donato al futuro marito. In casa infatti si preparava uno Zelten grande per la famiglia ed altri piccoli da regalare.

am*

 

*Antonio Maini per Gustamus

Dove nascono i pianoforti

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Il legno trentino, risorsa economica, valore culturale, potente mezzo espressivo, lavorato dalle abili mani degli artigiani che con la loro arte ed il loro ingegno sanno trasformare l’abete rosso della Valle di Fiemme nei capolavori dell’arte liutaia come Stradivari, Guarnieri e Amati.

La musicalità dell’abete di risonanza delle foreste di Paneveggio ha fatto il giro del mondo. E accanto ai maestri liutai c’è anche chi continua la sua ormai secolare missione di famiglia, creare armonium e pianoforti.

Il corso Ausugum a Borgo Valsugana è una stretta via che taglia per il lungo l’antica borgata, una specie di Spaccanapoli fiancheggiata da palazzotti e antiche case, con le botteghe da cui si affacciano negozianti e artigiani a conversare con la gente che passa. In fondo al Corso, per chi viene da Trento, sulla destra, in un vetusto palazzotto c’è la bottega dei Galvan, fabbrica all’inizio di fisarmoniche, poi di armonium e pianoforti.

Questo è il regno dell’artigianato da musica trentino di Egidio Galvan. Un’eredità preziosa ed importante raccolta negli anni dal figlio Romano e poi dal nipote Egidio Galvan jr che ha frequentato per parecchi anni i corsi per costruttori di pianoforti a Ludwigsburg, presso Stoccarda specializzandosi nella costruzione e riparazione.

Andare da Galvan significa prima di tutto percorrere un viaggio a ritroso nel tempo, poi, rifarsi gli occhi e l’animo per la bellezza e la musicalità di queste opere d’arte ed infine, se vogliamo, per scegliere il nostro strumento.

E’ da Egidio Galvan a Borgo Valsugana che ho acquistato il vecchio pianoforte viennese che campeggia nella biblioteca del secondo piano. L’ho scelto “a sentimento” tra alcuni in esposizione al secondo piano del negozio-museo. Sì, perché questo atelier espone una preziosa raccolta di materiale fotografico e pezzi unici, come organetti, armonium e pianoforti che testimoniano la storia della ditta Galvan e di questi strumenti nel mondo.

Galvan Egidio C.so Ausugum, 112 a Borgo Valsugana (TN) tel. 0461.753114 www.egidiogalvan.it

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIE – @Casa Campanelle

MUSICA – Tchaikovsky Concerto per pianoforte op.23: Allegro con fuoco http://www.youtube.com/watch?v=Tl-vgqaXijk

 

Gift List, il pensiero giusto alla persona giusta

 

Cosa SALMERINO AFFUMICATO TROTA ORO

Per chi Per tutti coloro che amano concedersi qualche volta,  il lusso di mangiare un pezzo di Trentino e di sentirlo pure.

Perché Qui del sano campanilismo ci sta tutto. Anzi, di questo orgoglio d’azienda che opera nel mio paese natale me ne vanto proprio. Ma passiamo al Salmerino affumicato. È un prodotto di nicchia destinato a consumatori esigenti che ne sanno apprezzare la delicatezza. Accurate e ricercate sono le fasi di lavorazione: allevato nelle fresche acque dei torrenti del Parco Naturale Adamello Brenta, filettato, salato a mano con sale dolce di cervia e zucchero di canna equosolidale dall’Equador, viene infine affumicato bruciando segatura di legni pregiati di alta montagna.

Visto affogato al Ferrari Perlé Rosé alla Locanda Margon

Dove Trota Oro in Loc. Isolo 1 a Preore (TN) Tel 0465.322773 info@trotaoro.it www.trotaoro.it

La Cucina di Calycanthus

 

Ho scoperto con piacere, l’esistenza di questo blog di cucina assai raffinato, con un (Bel) po’ di Trentino e di Sicilia (che io adoro) dentro. Vi riporto un sunto dell’articolo che lo racconta su Ladies di dicembre.

Navigando nel mare magnum del web è una fortuna imbattersi in questo blog, http://lacucinadicalycanthus.net/,  un mondo dove la semplicità della scrittura non è sinonimo di sciatteria, dove la formula della confessione ha tutto il calore dell’intimità me nel rispetto dei confini. Un blog, un diario, dove chi scrive parla sempre in prima persona ma raramente dà del tu a chi legge.

E soprattutto un mondo dove la sostanza è accompagnata da altrattanta forma, ossia con un’immagine all’altezza del gusto.

La Cucina di Calycanthus è il diario di cucina di due amiche, Maria Teresa Di Marco e Marie Cécile Ferré e un fotografo, Maurizio Maurizi, dove le amiche cucinano e il fotografo scatta, ma non è detto che presto si invertano le parti.

Maria Teresa ha origini siciliane, è nata a Venezia, cresciuta in Trentino e ha studiato a Siena e a Parigi. Marie invece, ha ascendenze francesi e spagnole, è nata nel Chianti, anche lei ha studiato a Siena e a Parigi.

Ed è proprio a Parigi tra i corridoi della Sorbona che nasce l’amicizia tra Maite e Marie, così’ si firmano on-line, alimentata dal cucinare insieme e sopravvissuta a traslochi, fidanzati ed altre catastrofi.

Tre anni fa Maite torna a vivere  in Trentino per la malattia della madre e inizia a parlare di blog con l’amica. Il Calycanthus, oltre a richiamare il cognome materno Calì, è molto diffuso in Trentino, ed è il primo fiore che sboccia a gennaio e ti fa dire che il peggio è passato e la primavera sta per arrivare.

Il blog è nato ed è stato un crescendo tutto meno che virtuale. Prima i picnic tematici, iniziative nate per curiosità e divertimento trasformatesi in happening per una folta community e poi l’offerta da parte dell’editore milanese Guido Tommasi di pubblicare le loro ricette.

Sentire, gustare, odorare, vedere, toccare e un senso unico, lo stile

Cinque modi per vivere i cinque sensi in Trentino. Con un senso unico, lo stile di TEMPI&MODI

 

PER SENTIRE

il rumore dell’acqua Cascate di Vallesinella, Madonna di Campiglio

l’incanto della musica di pianoforte che esce da una finestra del centro storico Conservatorio Bonporti via Santa Maria Maddalena, Trento

il canto del merlo in una serata di primavera in giardino giardino di Casa Campanelle, Preore Giudicarie

il fascino di una camminata di stile, scandita dal tacco 12 di una donna elegante via Oriola, Trento

il silenzio delle rocce Rifugio Agostini, Val d’Ambiez

 

PER GUSTARE

il dolce dei mirtilli di bosco con lo zucchero e il limone Rifugio Capanna Durmont, Pas de l’asen Montagne

il potere di un abbinamento tra ricotta fresca con il miele di melata di bosco servito caldo a 40º, o miele amaro di castagno e Grana Trentino o un miele d’acacia con un gorgonzola piccante stagionato di Coredo Ristorante Conte Ramponi, Magras Valle di Sole

la genuinità dell’acqua raccolta tra le mani da una fontana di paese Bolbeno, Giudicarie

l’eternità di un bacio inaspettato che sancisce l’immortalità di un luogo nella nostra vita muretto a secco della mulattiera che sale in Val Manez da Montagne (il dove del mio primo bacio)

l’ultimo assaggio, prima di mantecarlo, di un capolavoro di risotto ai funghi freschi regalati dal nonno in ogni cucina dove ci sia un nonno

 

PER ODORARE

l’odore del fumo acceso di una baita di montagna montagna di Rabbi

l’essenza del bosco bagnato del mattino in ogni dove, in Trentino

il profumo dei fiori da taglio di un piccolo orto di paese orto privato, Ville di Giovo

la terra appena arata Piana del Lomaso

le erbe di montagna che cuociono in un paiolo in cucina Primitivizia, www.primitivizia.it

 

PER VEDERE

la potenza del rosa di un tramonto sulle Dolomiti Maso Serio, S.Antonio di Mavignola

la profondità del total blu di un orizzonte “lago-cielo” lungo lago, Riva del Garda

l’intensità del verde di uno specchio lacustre Lago di Tenno

l’armonia cromatica della vegetazione mediterranea del Lago di Garda: verde cipresso, grigio olivo, viola lavanda, blu lago-cielo, giallo limoni, bianco pietra Torbole sul Garda

l’energia dell’arte di un affresco Ciclo dei Mesi Torre Aquila Castello del Buonconsiglio, Trento

 

PER TOCCARE

la ruvidità di una corteccia di albero in ogni dove, in Trentino

il gelo della neve tra le mani, nel costruire un pupazzo con i bambini Casa di montagna, Patascoss Madonna di Campiglio

l’austerità della Storia, in una carezza su una pietra secolare in Verdello Cattedrale di San Vigilio, Trento

la rugosità delle mani di un artista del ferro Ivan Zanoni, Caldes

il benessere di un massaggio in un centro wellness Terme Val Rendena, Caderzone Terme

 

VI BASTA?

Ricotta (Cercen) con zucchero e grappa. Non per tutti.

La ricetta è conseguenza di numerose esperienze di abbinamento alla ricotta fresca del caseificio Cercen di Terzolas (da provare assolutamente). Confettura di frutti di bosco, confettura al ‘Vin Brulè’, confettura di pere, confettura di prugne-uvetta-rhum, cannella, cioccolato.. e poi una sera da amici si conclude con ricotta, zucchero e spruzzata di grappa buona.

am

 

Foto Agh

Gift list, il pensiero giusto alla persona giusta

Cosa MELATA DI ABETE DI CASTEL BELFORT

Perché Dal caratteristico odore di resina e di balsamico molto persistente al palato, di media e bassa dolcezza con note di malto e caramello con sfumature affumicate. È antisettico polmonare e delle vie urinarie. Ottimo in caso di bronchiti, reniti, influenza, raffreddori e asma. Ottimo abbinato ai formaggi o per “laccare” le carni

Per chi per signore e signori particolarmente attenti ai dettagli del gusto e affascinati dall’arte dell’abbinamento, soprattutto dei prodotti tipici trentini

Visto su Guida Tre Gocce d’Oro 2011 di Grandi Mieli d’Italia

Dove Apicoltura Castel Belfort Loc. Castel Belfort, 2 a Spormaggiore tel. 0461653168 mielebelfort@virgilio.it http://www.apicolturacastelbelfort.it

 

Lauro Defrancesco, il museo del fuoco

www.laurodefrancesco.it

La bellezza è questione di Metodo (Classico)

Sulle pendici della Vigolana e sulle colline sovrastanti la città di Trento, le uve vengono coltivate e vinificate con passione, nel rispetto della natura e dell’ambiente, per ottenere vini semplici, raffinati e di forte personalità.

In questi ettari di vigneto, Matteo e Annalisa Furlani conducono una realtà vinicola giovane e dinamica, dove la produzione incarna sia la tradizione, nei suoi procedimenti totalmente artigianali, sia l’innovazione, nell’avanguardia della ricerca e dei criteri di lavorazione.

Emblema della Cantina Furlani è lo spumante Metodo Classico, espressione di una sintesi perfetta tra natura, territorio, conoscenza e dedizione. Infatti, il percorso che porta a questo prodotto d’eccellenza enologica avviene attraverso una serie di delicati passaggi, di regole di vinificazione e di scelte che andranno a definire le sue peculiarità sensorialmente tanto apprezzate.

La filosofia che muove l’attività è coltivare la terra con passione, per dedicarne i frutti a chi sa volersi bene e ricerca una maggior qualità della vita, partendo dall’alimentazione e dal benessere. Una filosofia che si concretizza in un’esclusiva interpretazione dello spumante, che sposa enologia e alta cosmesi.

Nasce così, un prodotto innovativo e di altissima qualità, una crema viso dedicata alla pelle per vivere la stessa emozione di un sorso di Metodo Classico eccellente. Un’emulsione dalla texture ricca e corposa, dal colore brillante e dalle note fresche, ma soprattutto dal potere antiossidante e rivitalizzante, grazie all’alta qualità delle materie prime e degli ingredienti naturali utilizzati; lo spumante infatti, è una sostanza ricchissima di principi attivi naturali, come i polifenoli d’uva, che proteggono dai radicali liberi, principali responsabili dell’invecchiamento cutaneo e l’acqua pura di montagna dona alla pelle luminosità ed idratazione.

Sono “Gocce di spumante sulla pelle” per un’esperienza multisensoriale, da provare.

Cantina Furlani Loc. Mulini a Vigolo Vattaro tel. 347.1474234

www.cantifurlani.com

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – www.cantinafurlani.it

MUSICA – bitter sweet symphony the verve http://www.youtube.com/watch?v=1lyu1KKwC74

“Memorie d’acqua”

Memorie d’acqua” è il primo volume di una collana di libri fotografici dedicati all’artigianato promossa dal Servizio Attività Culturali della Provincia di Trento. E’ un viaggio che racconta con immagini e parole, lo speciale rapporto di fatica e di creatività che lega il mondo degli artigiani a quello dell’acqua. Storia, tradizione, memoria ma anche innovazione tecnologica; antichi saperi e mestieri che hanno segnato e segnano la vicenda umana ed economica del nostro territorio: dallo zattiere alla fucina, dall’arrotino alla lavandaia, dal birrificio alla costruzione di surf, dalle turbine idrauliche alla segheria veneziana, dal fotografo al pastificio. I testi sono curati da me, le fotografie sono di Roberto Vacis.

In attesa della pubblicazione di “Memorie di fuoco”, prevista a breve, Walter Nicoletti, giornalista e scrittore trentino recensisce il primo volume.

Da Platone ai giorni nostri l’umanità si è continuamente misurata con gli elementi fondamentali dell’esistenza. La terra, il fuoco, l’aria e, quindi, l’acqua. Acqua fonte di vita e di energia. Acqua come sentimento e suggestione, ma anche elemento essenziale per individuare l’identità territoriale di una comunità.

La prosa di Donatella Simoni e le fotografie di Roberto Vacis creano quella che si chiama una suggestione fuori da ogni spartito. Non una sommatoria di racconti “aziendali”, ma la narrazione di un legame sentimentale: una storia dei particolari, delle sfumature che accompagnano il lavoro manuale e intellettuale dell’artigiano. Il racconto coglie il non detto e a volte il non visto per descrivere l’attualità, il forte connotato di modernità che permane, resiste e si ripropone ogni giorno nell’arte della distillazione così come nella bottega del fabbro, nel laboratorio alimentare o nel birrificio artigianale.

Una serie di istantanee colte lungo i maggiori corsi d’acqua trentini alla ricerca del forte legame economico, identitario ed artigianale con questo elemento della vita. Memorie d’acqua” è un tributo sentimentale all’artigianato trentino e ai suoi protagonisti storici. Alla loro manualità e al loro forte legame con le risorse, in questo caso idriche, del territorio.

Nasce così un racconto fatto di tante istantanee che ci accompagna alla scoperta e alla definizione di quello che chiamiamo concetto di identità. Siamo quello che siamo perché nei secoli abbiamo costruito determinate culture materiali legate alle forze della natura che ci circonda. Siamo anche un popolo d’acqua, legato alla regimentazione delle acque così come al loro utilizzo idraulico ed alimentare.

Ed oggi, nel tempo della globalizzazione e della ricerca di un nuovo legame fra economica e territorio, risulta determinante illuminare le memoria sugli elementi fondamentali della vita e dell’ecologia umana. Il ritorno alla terra nel suoi svariati elementi è un’esigenza che chiama in causa la finitezza del mondo, i tanti limiti dello sviluppo e la necessità di riscoprire nuovi equilibri con la natura. Per questo il lavoro di Donatella Simoni e Roberto Vacis è stato apprezzato anche fuori dal cosiddetto circolo degli addetti ai lavori. E’ un invito a riconsiderare le risorse locali e la forza dell’artigianato. E’ una sollecitazione, che può diventare permanente, a riconnettersi con il “saper fare” e con la dimensione territoriale dell’economia per rivalutarla all’insegna della sostenibilità e di quello che in tanti chiamano sviluppo durevole.

Il racconto delle esperienze umane legate al territorio e la descrizione dei legami con le forze della natura rappresenta infine anche un nuovo esercizio che molti narratori e cronisti come Donatella stanno intraprendendo per comunicare una grande risorsa sempre attuale: il sapere artigiano. Il racconto diventa in questo modo parte integrante di un progetto di economia che dovrà nel tempo caratterizzare tutti i nostri comparti come valore aggiunto rispetto alla produzione in sé. Elemento distintivo e competitivo da contrapporre al “Made in the World” di una globalizzazione senz’anima e senza garanzia per il consumatore finale.

Dalla storia, dalla tradizione, dalle forme materiali dell’identità possiamo apprendere una grande lezione di attualità. Questo libro è un invito ed un contributo in tal senso.

 

 Per info: Servizio Attività Culturali della Provincia autonoma di Trento tel. 0461.496909

Valle di Cembra, la Machu Pichu del Trentino

Può essere definita la “Machu Pichu” del Trentino. La manifestazione simbolica per eccellenza dell’identità di un popolo, l’incredibile testimonianza di un’opera dove l’uomo interagisce con la natura.

I vigneti terrazzati della Valle di Cembra si estendono per quasi 500 chilometri lineari, sostenuti da migliaia di antichi muri a secco. Lo splendido connubio tra il paesaggio vitato, modellato con i suoi dolci terrazzamenti da secoli di duro lavoro umano, e l’asprezza del territorio alpino che gli fa da cornice, rappresentano per la loro unicità storico-rurale, nonché per il loro valore estetico ed etico, un esempio di eccellenza ed un importante riferimento per le politiche di conservazione e salvaguardia paesaggistica non solo locale, ma anche a livello nazionale ed internazionale.

La destra orografica del torrente Avisio è caratterizzata dalla presenza di imponenti terrazzamenti coltivati a vite, che si spingono fino a oltre 800 metri di quota per una superficie di circa 600 ettari, dando vita ad un paesaggio dalle caratteristiche uniche. Più accidentato si presenta il versante sinistro della valle, dove il verde intenso dei boschi di conifere è “lacerato” dagli sprazzi di rosso delle cave di porfido.

Da questa bellezza così sobria e severa, rimase affascinato anche il famoso pittore rinascimentale tedesco Albrecht Dürer che volle onorare le qualità paesaggistiche della valle, raffigurandola in diversi acquarelli durante il suo primo viaggio in Italia.

La forte pendenza del terreno ha imposto, ai fini della coltivazione della vite, l’intervento dell’uomo sul terreno, mediante la costruzione di un impianto a gradoni realizzato da muri artificiali di sostegno.

Si calcola, per difetto, che i muri a secco dei terrazzamenti sviluppino una lunghezza complessiva di circa 450 chilometri, in grado di abbracciare ben 15 volte i 30 chilometri della valle.

Questi secolari muretti, costruiti senza malta, miscelando certosina pazienza e materiale porfirico scelto, sono il risultato di un’accurata esecuzione, poggiando e incastrando un sasso sopra l’altro, in basso i macigni più grossi e man mano, a salire, i sassi di dimensione inferiore, fino a raggiungere altezze di diversi metri.

Ma l’azione dell’uomo interpreta la sua vera virtù non solo nella costruzione, ma soprattutto nell’opera di tutela di questi muri, garantita anche da costanti e laboriose manutenzioni. In passato, mancando le pur ripide, ma percorribili strade interpoderali attuali, è facile comprendere la fatica ed il disagio davvero estremi dei viticoltori.

I terrazzamenti sono diventati così, il simbolo della tenacia della gente cembrana che non solo li ha realizzati, ma soprattutto, ha lottato per la loro conservazione nei secoli.

TESTO – ds per Terra Trentina

FOTOGRAFIA – Agh

MUSICA –  it’s my life jon bon jovi http://www.youtube.com/watch?v=vx2u5uUu3DE&ob=av2e

Come ti interpreto i tornanti della Rocchetta con la Polo GTI 1.4, la piccola pepata di casa Volkswagen

Il nostro tour di questa settimana parte dalla periferia nord del capoluogo. Nel piazzale dell’Officina Gambrinus diamo un’occhiata a questa Polo GTI 1.4. Vi troviamo un’ambientazione che ricorda assolutamente quella della sorella maggiore, fin dalla strumentazione e dalla dotazione che comprende di serie i sedili sportivi, la pedaliera metallica con inserti in gomma, il computer di bordo, i rivestimenti in pelle per volante e leve cui si aggiungono inserti cromati qua e là. Semplice, sportiva, completa. All’interno, lo spazio che serve, senza esagerare.

Si parte, destinazione Lago di Molveno. Direzione nord fino a Lavis per imboccare la nuova tangenziale fino a Mezzolombardo. Abbiamo subito la sensazione che quest’auto possa entrare di prepotenza nel club elitario di quelle macchine candidate per costituzione ad attentare all’integrità dei nostri punti patente. Non è soltanto una questione relativa alla potenza disponibile, quanto a come le prestazioni della piccola ma pepata Volkswagen, ti prendano spesso in contropiede. Il perfetto connubio fra volumetrico e turbo porta a un’erogazione senza alcuna incertezza, con una fluidità e una spinta fin da basso esemplari che si fanno gradire in tutte le situazioni di traffico e di strada. A Mezzolombardo la situazione traffico non permette di continuare la nostra “cavalcata”, così ci “accontentiamo” di apprezzare il comfort dovuto ai sedili e alla rumorosità contenuta.

Finalmente. Da Mezzolombardo saliamo verso la Rocchetta e da qui imbocchiamo la statale 421 che collega la Piana Rotaliana all’Altopiano della Paganella. 180 cavalli da un semplice 1.4 grazie alla doppia sovralimentazione (volumetrico più turbo) e il cambio DSG a doppia frizione, con sette rapporti comandati dal volante, per cominciare e poi, al di là della potenza di picco, fa valere anche una pienezza di erogazione quasi sconcertante, specialmente quando ci si sforza di ricordare che abbiamo una cilindrata di soli 1390 cm3 a farsi carico di spingere il tutto.

Raggiungiamo Spormaggiore e quindi il borgo di Cavedago adagiato su un’ampia distesa verdeggiante e circondato da prati e boschi con una spettacolare panoramica che spazia dalla Valle di Non all’Alto Adige.

Ma Andalo è alle porte. C’è tempo ancora per godere della guida sportiva. La sensazione è che questa spinta senza soluzione di continuità, ma pur sempre con un picco di 180 cavalli, strida con il concetto di guida sportiva che magari ci aspettiamo, per cui un motore debba essere “cattivo” per andare forte. Comunque, per quanto non abbondi in centimetri cubici di cassa acustica nei cilindri, questo “cuore” fornisce una piacevole sinfonia.

Nel scendere fino a Molveno, guida tranquilla, grazie anche a sospensioni e ruote ribassate che fanno avvertire giusto le sconnessioni più secche.

Eccoci arrivati a Molveno, la nostra meta che val bene una lunga sosta in riva al lago. Il ritorno prevede un piacevole tour attraverso il Banale fino a Comano Terme ed il ritorno al capoluogo.

 

TESTO – ds ispirata da http://www.auto.it

FOTOGRAFIA – www.auto.it

MUSICA – Blue skies Jamiroquai http://www.youtube.com/watch?v=Dg7E9wEQVOA

La prova del cuore – Cristian Bertol e le sue eccellenze

Giovedì 29 settembre scorso, presso il Castello del Buonconsiglio di Trento, è stato presentato il libro “La prova del cuore – Cristian Bertol* e le sue eccellenze” edito dalla Fondazione Trentina per l’Autismo Onlus per aiutare chi è meno fortunato di noi. Il libro rappresenta una preziosa raccolta di 60 ricette di un Artista di cucina, coronata da una rassegna fotografica di paesaggi e luoghi del Trentino. L’intero ricavato al netto dei costi di produzione sarà devoluto alla Fondazione per alimentare gli obbiettivi importanti che la stessa si prefigge, il creare un mondo migliore per l’Autismo. Presente alla presentazione, Katia Ricciarelli.

*Cristian Bertol dopo gli studi in Trentino, amplia i suoi orizzonti fuori regione, accumulando competenze in ristoranti di assoluto rilievo nazionale e internazionale. Seguono interventi professionali di assoluta rilevanza a Parigi, New York e Miami, a Goteborg per la Famiglia Reale svedese, in Brasile, Cile, Colombia e Argentina, a Salisburgo, Strasburgo e a Vienna con corsi per l’alta società austriaca. Collabora con Gualtiero Marchesi e con la cucina per Henri Chenot. Dal 2001 entra a far parte con l’età minima ammessa dei Jeunes Restaurateurs D’Europe. Dal 2007 è ospite fisso del programma RAI “La prova del cuoco”. www.orsogrigio.it

 

CRISTIAN BERTOL E LE SUE ECCELLENZE

Anno: 2011

Autore: Cristian Bertol

Editore: Fondazione Trentina per l’Autismo Onlus

ISBN: 9788890646508

Edizione multilingue italiano/inglese

19,90
acquista online http://www.fondazionetrentinaautismo.it/la-prova-del-cuore.php

 

La S.V. è cordialmente invitata

a vivere l’autunno tra le montagne Patrimonio dell’Umanità, le Dolomiti. L’invito è di quelli irrinunciabili.

r.v.s.p.

Il bosco che suona

Tra gli abeti di risonanza cari a Stradivari un percorso evocativo che intreccia musica e natura – Val di Fiemme fino a novembre

Arte Sella

Creazioni naturali d’arte contemporanea nei prati e nei boschi della Val di Sella – Valsugana Fino al 12 novembre

Le grandi vie della civiltà

Relazioni e scambi tra il Mediterraneo e il Centro Europa, dalla preistoria alla romanità – Castello del Buonconsiglio, Trento fino al 13 novembre

Dalla guerra alla pace

Un Parco della Memoria tra le Piccole Dolomiti e i grandi Altipiani – Folgaria, Lavarone e Luserna fino al 2 novembre

I segni del Sacro

Itinerari tra fede cultura arte e natura – Trento, Rovereto, Pinè, Val di Non fino a novembre

Dolo-mitiche

Le più celebri imprese alpinistiche raccontate dal vivo sul web come opere d’arte a cielo aperto – Monti del Trentino fino a ottobre

I rifugi del gusto

In quota oltre l’estate con l’enogastronomia trentina di qualità – Monti del Trentino fino al 2 ottobre

www.trentinospa.info

 

Archeologia, alla scoperta della Val di Non

Il numero di settembre-ottobre di Archeologia Viva propone un ampio servizio curato da Lorenza Endrizzi e Franco Nicolis.

Alla rivista è allegato anche un DVD in omaggio dal titolo “Archeologia in Val di Non. Storia e identità di un territorio alpino. Il Museo Retico di Sanzeno”, realizzato in collaborazione con il Consorzio dei Comuni Bim dell’Adige, l’Azienda per il Turismo Val di Non e il Comune di Sanzeno.

wwww.archeologiaviva.it

Trentino charme, per chi si accontenta del massimo

 www.trentinocharme.it

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