Dove osa l’Aquila (Basket)

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FOTO di Donatella Simoni

MUSICA Play Hard, David Guetta https://soundcloud.com/davidguetta/sets/david-guetta-play-hard-feat-ne

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L’attimo raccolto (di San Vigilio)

primacolazioneCC (4)Il buongiorno di ferie si vede dal mattino. Giardino di Casa Campanelle, ore 9

Marilyn era lì, qualche fotogramma prima

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Chi, nei giorni immediamente seguenti al 5 febbraio del 1954, si fosse trovato ad assistere – in ogni angolo d’Italia – ad una proiezione cinematografica (e al tempo ve n’erano, eccome…), prima del film avrebbe visto il “mitico” cinegiornale della Settimana Incom. E avrebbe scoperto che Marilyn Monroe era finita, o quasi, nel laghetto dei giardini di piazza Dante, a Trento. Guardate queste immagini e scoprirete il perché.

Tre le notizie filmate di quel giorno. Da Roma, la prima. La presentazione di un nuovo apparecchio elettrico per la cura del sistema muscolare. Da San Francisco la seconda notizia:  la coppia Monroe-Di Maggio si bacia e sorride felice. Infine, Trento:  una gabbia vicino ad laghetto di piazza Dante dove nuotano (allora…) cigni bianchi e neri, poi  il vicesindaco di Trento libera un cigno bianco proveniente dall’Olanda. Marilyn Monroe era lì, qualche fotogramma prima.

da Palle di carta di Carlo Martinelli

Yuja Wang, sexy piano

 

Beato chi ha potuto ascoltarla ed ammirarla qualche giorno fa presso la Sala Filarmonica di Trento.

Il suo nome in mandarino significa dolce piuma, ma nel mondo della musica classica è già un peso massimo. Nata a Pechino, figlia d’arte, a sette anni era già un talento del Beijing’s Central Conservatory of Music dove ha studiato prima di trasferirsi al Mount Royal College Conservatory a Calgary in Canada e quindi al prestigioso Curtis Institute of Music a Philadelphia. Ora a 24 anni è considerata la risposta femminile a Lang Lang al quale l’accomuna la direzione di Gary Graffman, sotto cui ha perfezionato la sua musica.

Allo straordinario talento e ad una tecnica prodigiosa che le permettono di spaziare in assoluta nonchalance da Prokofiev a Béla Bartok, unisce un’immagine sexy tale da mettere in subbuglio il mondo della musica classica. Una sensualità concentrata in 45 chili per un metro e 50 di altezza, un prodigio formato mignon ma con la forza del dragone. E il suo look abituale, composto da mini e abiti striminziti che le fasciano il corpo da bambola, ha attirato la severa critica americana che lo ha giudicato troppo audace e inadatto al palcoscienico della classica. Cosa che non le ha comunque impedito di esibirsi nei massimi templi della musica, dalla Scala alla Carnegie Hall con le maggiori orchestre e contesa dai piu celebri direttori.

Il suo primo album, Sonatas & Etudes del 2009 ha ricevuto una nomination ai Grammy ed il prossimo, la giovane pianista, lo inciderà con la direzione di Claudio Abbado. Intanto è testimonial dei pianoforti Steinway e del marchio Rolex.

In occasione del concerto di Trento, tra i due Steinway della Filarmonica, Yuja Wang ha scelto di suonare quello del 1952, contraddistinto da sonorità rotonde e avvolgenti, qualità timbriche meno presenti nell’altro strumento, della metà degli anni ‘70, caratterizzato da un timbro più asciutto e da una rispondenza percussivamente più icastica.

Il concerto ha regalato grandi emozioni ad un pubblico numerosissimo ed entusiasta, a partire dall’inizio da brivido. Durante l’«Étude-tableau» n. 4 di Rachmaninoff, un inconveniente tecnico ha costretto Yuja ad interrompere la sua esibizione: un fiocco di feltro, staccatosi, impediva il funzionamento di uno degli smorzatori. I tecnici di Steinway hanno rimediato all’inconveniente a tempo di record e il concerto ha potuto riprendere con una Wang che ricominciando dal primo brano, ha proseguito, come nulla fosse successo.

 

TESTO – ds ispirata da Stefania Cubello su Ladies

FOTOGRAFIA – orchestramozart.com

MUSICA – Chopin Piano Suonata No. 2 Part. 01 http://www.youtube.com/watch?v=Q_vBl5rBRpk

 

 

 

 

 

Rethinking a landscape

Cambiarsi e rinnovarsi, ma all’insegna del riciclo, donando vita nuova a strutture inutilizzate. Una tendenza architettonica attuale che investe energie non solo all’avanguardia, ma deve prestare attenzione anche all’ambiente, in una maniera così precisa da sfiorare l’approccio più puramente ecologico.

Una necessità del XXI secolo, quando gli spazi liberi si riducono e il problema ambientale si fa sempre più persistente. Senza contare la difficile congiuntura economica che in qualche modo invita a scegliere la strada del creare.

E creare significa anche riciclare, riadattare gli spazi già esistenti. Da otto anni ad esempio, sono iniziati i lavori di realizzazione del parco di Fresh Kills a New York, costruito sopra la maxi-discarica omonima, tanto maxi da superare in altzza la Statua della Libertà e destinato a diventare l’area verde più vasta della città, 890 ettari di terreno.

Presso il Maxxi di Roma è aperta una mostra fino ad aprile intitolata “Re-cycle” che raccoglie più di 80 opere tra disegni, modelli, progetti che illustrano quella che è ed è stata l’arte del riciclo nella storia. Uno degli scopi di questa mostra è anche prendere una posizione sulle tecniche e sulle modalità di recupero dei nostri paesaggi e delle nostre città alla luce della scarsa efficienza di piani, programmi ed altri approcci tradizionali.

Una presa di posizione necessaria e attenta che si basa su sorprendenti innovazioni, sempre più stimolate dal necessario rispetto ambientale.

Una Bella ispirazione per Trento e la sua Ex-Italcementi.

Sopra, il prima e il dopo delle Gemini Residences Frosilos a Copenaghen e il recupero della discarica Vall d’En Joan fuori Barcellona. Sotto, l’area ex Italcementi nel quartiere di Piedicastello a Trento.

 

TESTO – ds ispirata da Matteo Zampollo MFL

FOTOGRAFIE – adigetto.it e MFL

MUSICA – temptation new order http://www.youtube.com/watch?v=ybIaIV9JyHA&feature=fvwrel

Cafè society

Dove trovare chi? tempi&modi ha passato in rassegna dieci locali di Trento e vi racconta chi ha incontrato. Dove i trentini sono degli abituè!

Bar Galasso

Come stile elegante e raffinato, Cosa aperitivi e degustazione vini, caffè di lavoro, Dove via Torre Verde, 4, Chi ci trovi consiglieri provinciali e uomini politici

Bar Dogana

Come stile vecchio e trasandato, Cosa un caffè al volo, Dove Via Romagnosi, 2, Chi ci trovi il Presidente della Provincia Lorenzo Dellai, il Direttore di Trentino Marketing Paolo Manfrini e coppie di amanti che litigano

Caffè Randrè

Come classico, Cosa Spritz, Dove Largo Carducci, 18, Chi i trendy della città

Bar Teatro

Come stile storico-moderno, Cosa pasticceria, Dove via Oss Mazzurana, 15, Chi ci trovi i consiglieri provinciali che non trovate al Galasso e uomini di partito della Lega

Bar Buonconsiglio

Come minimal, Cosa pausa caffè, Dove via Romagnosi, 14, Chi ci trovi il mondo del Palazzo in pausa caffè

Caffè Verdi

Come classico, Cosa caffè, Dove via Verdi, 31/33, Chi ci trovi universitari, tanti universitari

Wine Bar ai Vicoli

Come stile e design contemporaneo, Cosa degustazione vini, aperitivi, colazioni di lavoro, Dove piazza Santa Teresa Verzeri, Chi ci trovi personaggi importanti che amano rimanere “dietro le quinte”, come il potente ex Direttore dell’Associazione Artigiani, Gianni Benedetti

Scrigno del Duomo

Come stile storico-design, Cosa aperitivo serale, Dove piazza Duomo, Chi ci trovi signore importanti tra cui la presidente di Itea, Aida Ruffini

Osteria A Le Due Spade

Come stile rustico classico, Cosa cene importanti, Dove via Don Arcangelo Rizzi, 11, Chi ci trovi il presidente della Cooperazione trentina Diego Schelfi a cena con la figlia Maddalena

TJ Bar

Come stile design moderno, Cosa cappuccino, Dove Via delle Orne, 7, Chi ci trovi la sottoscritta nel rituale momento del cappuccino pomeridiano

Caffè Florian Venezia 

 

 

 

 

Mercedes CLS 63 AMG, il sabato sera può attendere

Il momento di provare un’auto elettrica non è ancora arrivato. E’ invece ancora tempo di sognare. E oggi lo facciamo con una super sportiva al top proprio del lusso green.

Il nostro tour parte dal cuore di Trento, in piazza della Mostra davanti al Castello del Buonconsiglio. Di fronte a questo straordinario monumento, solitamente non riesco a non fermarmi almeno un minuto in religioso silenzio, ma oggi devo dire la verità, faccio fatica, perché parcheggiata qui, davanti a noi, c’è un’altra opera d’arte, la Mercedes CLS 63 AMG. Un numero per tutti, 557 cv, la sua potenza dentro un corpo da urlo.

Il tour di oggi si snoderà attraverso la città. Voi vi starete domandando: è sicura questa di voler provare la CLS 63 AMG in città? Sì, sono sicura. Fosse solo per provare una soddisfazione indescrivibile: spegnerla ad ogni semaforo e riaccenderla. Per contenere i consumi? (sorriso), in verità, no. Questa potenza è dotata del sistema start/stop. Ogni volta che scatta il verde, il V8 biturbo si riaccende emettendo un potente suono sordo dai quattro scarichi. Non immaginate lontanamente quanto ve la potete tirare! Sulle vetture a fianco, le teste si girano per capire che razza di motore c’è sotto questa CLS e se proprio volete farglielo intendere fino in fondo potete spingere il destro sul gas e scomparire in una nuvola di fumo azzurro.

A questo punto è lecito domandarsi che razza di senso ha, avere lo start/stop su una vettura da 557 cv e 299 km orari effettivi. Di certo la principale motivazione da parte di Mercedes è quella di essere “ecologically correct”, cioé dimostrare che guarda all’ambiente anche con berline-missile di questo calibro. Ma effettivamente c’è anche un riscontro pratico. Al di là del 32% di riduzione dei consumi dichiarato dalla Casa, all’atto pratico questo nuovo propulsore porta indubbi vantaggi in qualsiasi condizione e anche in autostrada la differenza si sente eccome.

Mentre vi parlavamo, siamo transitati da piazza Venezia, davanti al Palazzo di Giustizia, su per via Barbacovi in direzione piazza Vicenza. Superato il ponte sul Fersina, attraversiamo lo chicchissimo quartiere della Bolghera. L’andatura da crociera permette al mio compagno di guida di descrivere gli interni: è alquanto gradevole impugnare il volante con inserti in Alcantara con parte inferiore e superiore appiattite, caratteristiche specifiche della Performance; il display al centro della strumentazione è a colori mentre risulta un po’ piccolo, lo schermo centrale del Comand. A lato, il selettore del cambio automatico, con a fianco i tasti di regolazione per i programmi di guida, dall’ESP alla taratura d’assetto è un bell’esempio di design. L’eccellente posizione di guida di base è ben supportata da sedili che vestono come un abito di sartoria: sotto, i comandi per il supporto cosce allungabile, per il supporto lombare e per registrare i fianchetti in larghezza; questi ultimi sono attivi, ossia si gonfiano automaticamente e singolarmente in base allo stile di guida e durante la percorrenza di una curva per sostenere il corpo.

Vi diciamo la verità. Arrivati in Gocciadoro sentiamo il desiderio di lasciare la città per trovare un rettilineo… ci capite vero? L’occasione è ottima per passare dalla bellissima collina di Trento. Saliamo verso Villazzano interpretando con moderazione le curve. Bisogna saperla domare questa “bella e bestia”!

Se state alla larga dal pulsante che disattiva l’ESP, nessun problema; i sovrasterzi di potenza sono una materia sconosciuta ma dall’altra vi perdete il bello del divertimento, per via dell’elettronica che taglia continuamente potenza affinché le ruote posteriori possano far presa sull’asfalto. Non è questo il caso ma immaginiamo su un tratto diverso, cosa significherebbe spingersi oltre premendo il tasto dell’ESP e passando alla modalità sportiva. Immaginiamo.

Per il resto, la CLS AMG ha un cambio automatico tanto dolce in modalità normale quanto deciso con tempi di cambiata sufficientemente veloci e una logica di funzionamento ben calibrata, specie in Sport+. È apprezzabile poi il lavoro dello sterzo, che è sempre ad assistenza elettromeccanica come quello delle CLS standard, ma una volta fra le mani sembra un comando completamente diverso: più pesante, più diretto e molto più preciso. In curva è un pennello! Molto bene l’impianto frenante, con modulabilità eccellente come pure la potenza decelerante.

Quant’è bella la collina di Trento. Povo, Cognola, Martignano, tra vigneti, verde e tranquillità, antiche dimore e ville moderne, un panorama mozzafiato sulla città e la Valle dell’Adige. Imbocchiamo la tangenziale.

A questo punto la tentazione è troppo forte, via in direzione casello di Trento Centro. Direzione nord… buon weekend a tutti!

  

TESTO – ds ispirata da www.auto.it

FOTOGRAFIA – www.auto.it

MUSICA – Sympathy For The Devil Rolling Stones http://www.youtube.com/watch?v=iLddJ1WceHQ&feature=related

La boutique dei fiori

Trento, ore 12.00. Una giovane donna percorre per un tratto via Oriola per poi sparire dietro un angolo dopo aver imboccato via Malpaga. Al numero 22 c’è un luogo piccolo ma speciale, una boutique di fiori. La Fioreria Petali.

E’ come un rito. Ogni venerdì, terminata la mattina in ufficio, la signora viene a ritirare due piccoli bouquet, uno per sé e uno per la mamma, realizzati con fiori recisi e mai banali, ma soprattutto con creatività e sentimento, da Annalisa, la titolare.

Sono creazioni artistiche intrise di colore e profumo da portarsi via e da goderne per qualche giorno come uno sprazzo di tempo prezioso destinato a sfumare. Ma basta così poco per volersi bene e per esprimere il proprio affetto a qualcuno di davvero speciale.

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Fioreria Petali Voglia di fiori via Malpaga 22 a Trento tel. 0461.237278 petali-fiori-trento@alice.it  http://www.petali-tn.com

 

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