Il “VetroCenacolo” emozionerà Parigi

Una rappresentazione in vetro dell’Ultima cena che, mantenendo la vivacità di una reale tavola imbandita, ha il potere di trasportare nel passato. E’ “VetroCenacolo”, dal prossimo marzo, in esposizione al Musée Maillol di Parigi.

Il “VetroCenacolo” è una pregevole riproduzione artistica in vetro dell’affresco dell’Ultima Cena che si trova nell’antica chiesa di Santo Stefano a Carisolo TN), realizzata dal maestro soffiatore Silvano Signoretto nella sua fornace di Murano. Un’opera d’arte in vetro soffiato, composta di oltre duecento pezzi tra bottiglie di vino, trote iridee, gamberi di fiume, pani e stoviglie.

Dopo essere stata esposta al Castello del Buonconsiglio di Trento, a Milano e nella Cattedrale di Notre Dame a Strasburgo, nell’estate scorsa  l’opera del Signoretto è tornata “a casa”. Esposta sotto  le maestose pitture tardogotiche, l’affresco da cui trae origine, è riuscita a rendere per quanto possibile, ancora più suggestiva e affascinante l’atmosfera dell’antica chiesa.  

La piccola chiesetta di Santo Stefano di Carisolo è arroccata su uno sperone di roccia del paese della Val Rendena. E’ stata edificata intorno al 1100, ampliata e decorata nei secoli successivi. Affrescata dai pittori itineranti Baschenis tra il 1461 e il 1532. Sulle pareti esterne è dipinta la famosa “Danza Macabra” splendido esempio di tema iconografico tardo medievale. All’interno è affrescata l’Ultima Cena che spicca per l’immediatezza: il tavolo è apparecchiato con grande ricchezza di vasellame, piatti con pesce e abbondanza di pane e vino in “angastare” (particolare forma di antica bottiglia). Molti gamberi rossi di fiume (all’epoca cibo popolare quotidiano) conferiscono al banchetto una nota colorata di particolare bellezza e significato.

Ora “VetroCenacolo” è attesa a Parigi.

L’operazione culturale che porta “VetroCenacolo” in Europa nasce dall’intuizione della dottoressa Rosa Barovier Mentasti di Venezia ed è promossa dalla Fondazione Maria Pernici Antica Vetreria di Carisolo, presieduta da Manuela Bonfioli.

Si ringrazia la Proloco di Carisolo per le immagini.

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Fashion&Boat Sharing

Sabato 14 luglio, giorno della Festa del Redentore, con una manifestazione dimostrativa nel Bacino di San Marco a Venezia, verrà inaugurata ufficilamente una flotta di 10 imbarcazioni realizzate  in collaborazione con Elan e Adria Ship, messe a disposizione della storica Compagnia della Vela da  DUVETICA,  brand specialista in piumini Uomo e Donna che propone un prodotto d’eccellenza riuscendo ad abbinare l’alta qualità nei materiali e nei processi industriali ad un design dalla forte caratterizzazione moda.

La Compagnia della Vela verrà dotata così, di una flotta di dieci imbarcazioni identiche tra loro, che verranno utilizzate per le scuole di vela avanzata, le regate di classe e una innovativa attività di boat sharing, rivolta ai soci della Compagnia e a soci degli Yacht Club di tutto il mondo in visita a Venezia.

Giorgio Orsoni, Presidente della Compagnia della Vela: «Grazie a questa iniziativa il nostro Circolo si pone all’avanguardia in Italia per un’operazione lungimirante come il boat sharing, già molto in voga nei Club anglosassoni. La flotta aumenterà senza dubbio l’attrattiva della Compagnia nei confronti di coloro che amano l’andar per mare e il confrontarsi in regata ad armi pari. I nostri progetti di diffusione della vela potranno concretizzarsi con più facilità grazie alla presenza di queste nuove barche». La Compagnia della Vela nasce a Venezia come Yacht Club Veneziano il 21 marzo 1911. Dalla prima sede provvisoria presso il Caffè Florian, si sposta presso l’attuale Hotel Bauer e quindi nella prestigiosa palazzina stretta tra la Biblioteca Marciana e i Giardinetti Reali, proprio davanti al Bacino San Marco. La diffusione della vela come sport e la custodia delle tradizioni marinare sono i valori che contraddistinguono il Club veneziano fin dai suoi albori.

Contestualmente all’evento inaugurale, l’edificio recentemente restaurato della sede della Compagnia della Vela, ex Officine Salesiani, ospiterà la mostra fotografica “DUVETICA e Venezia”. Un percorso raccontato attraverso i numerosi volti dei giovani testimonial delle immagini pubblicitarie del marchio, con scatti del fotografo fiorentino Alessandro Bencini, e curato dal direttore artistico di Duvetica, Paola Albizi. I ritratti selezionati, realizzati in palazzi storici e siti di archeologia industriale in diverse zone di Venezia, rappresentano una scelta precisa di raccontare il marchio attraverso volti, in primo piano rispetto al prodotto.

(Per testo e foto, si ringrazia And’studio – Ufficio stampa Duvetica)

Un intreccio di passione

“Velo da calice in Lampasso”. Francia, 1720. Archivio Rubelli, Venezia.

Che lusso fare glamping

Trascorrere una notte sotto le stelle per respirare l’atmosfera dei Safari nell’Africa inglese, calda ed affascinante, soggiornando in strutture a cinque stelle senza nulla togliere al gusto dell’avventura e del contatto con la natura.

Il glamping, o campeggio glamour, è una formula alternativa di vacanza a basso impatto ambientale, grazie all’uso di energie rinnovabili, raccolta differenziata, minicar elettriche ed ecotessuti. In Africa? No, a Venezia, nell’esclusivo campo tendato Canonici di San Marco situato a pochi chilometri dalla Serenissima, tra il verde della campagna veneta, cesellata dalla magnificenza dell’arte e dell’architettura, e il blu della laguna. E’ il primo ecolodge in Italia ispirato alla formula nata nelle destinazioni calde dell’Africa, impiantato nel 2010 da Federico Carrer ed Emanuela Padoan.

L’accampamento, che può ospitare solo nove coppie, è costituito da strutture a tenda realizzate ognuna accanto ad un albero, come il caco o un’essenza della zona, come Bagolaro o Spaccasassi, da cui esse prendono il nome. Il lusso è nei dettagli.  I dolci sono fatti in casa e disposti su alzate anni Venti. Sempre diverse, ogni giorno, le tazze per la colazione. E il Prosecco, per l’aperitivo di benvenuto, non può che  essere versato in calici di cristallo. La piacevolezza del soggiorno è data anche dall’ambiente estremamente curato. L’arredamento, un hobby della padrona di casa, è un’esposizione di oggetti provenienti da tutto il mondo: cuscini indonesiani acquistati nei mercatini, la vasca da bagno in metallo dell’800 inglese, i saponi della Provenza.

Non un lusso, ma un ecolusso. Perché in questa nuova frontiera della vacanza, tutto deve essere a basso impatto ambientale: raccolta differenziata, riduttori del flusso d’acqua, illuminazione fotovoltaica, connessione wi-fi, minicar elettrica, ecotappeti e coperte in pelliccia ecologica per l’inverno.

Gli ospiti sono inglesi, australiani, neozelandesi e indiani che cercano un contatto profondo con la natura. Oppure ci sono romantiche coppie in viaggio di nozze appena arrivate a Venezia con l’Orient-Express che scelgono il Glamping dei Canonici per sentirsi ancor più protagoniste di un romanzo d’amore. Anche per la natura.

 da Anna Mangiarotti su Ladies, foto di Stefano Scatà

From Monte Carlo to Venice

Follow the path of the Louis Vuitton Classica Serenissima Run, crossing the borders of France, Switzerland and Italy.

A Venezia il Canaletto mai visto

Apre domani a Palazzo Grimani, a Venezia, la mostra “Canaletto. Il Quaderno veneziano”, dedicata al celebre “Quaderno di schizzi” del pittore, un unicum nella storia dell’arte del ‘700, codice mai visibile al pubblico, ora presentato insieme a 24 disegni appartenenti a collezioni pubbliche e private, anch’essi per la prima volta riuniti.

Il “Quaderno” di Canaletto è un prezioso piccolo volume formato da sette fascicoli, rilegati nell’ ‘800, ma in origine sciolti, ricolmo di schizzi realizzati probabilmente in un breve arco di tempo, poi riutilizzato dal pittore veneziano negli anni. Ogni fascicolo racconta il processo creativo del suo lavoro dalle tipiche annotazioni su colori, materiali e luoghi ritratti, alle corerzioni e abrasioni, ai cambi di inchiostro e di penna.

Da vedere.

da L’Adige, foto da agendavenezia.org

Gift List♥

♥St. Valentine’s special

Manca poco alla festa dedicata agli innamorati, quella commerciale, quella che nessuno dice di festeggiare ma che tutti sognano inaspettatamente speciale. E allora, poche regole, tanto sentimento: niente fiori, cioccolatini, tanto meno profumi e centri benessere; vi invito invece a seguire gli appuntamenti con la Gift List ♥St. Valentine’s special. Regali per lei, per lui, ma soprattutto, per entrambi. Per trasformare una festa banale in un momento speciale, un momento col ♥.

 

Cosa APP “PER-CORSI” + VENEZIA

Per chi Per innamorati del classico

Perché “Per-Corsi” è la prima audio guida geo-referenziata per iPhone ed il primo titolo della serie, “Per-Amore”, è dedicato agli innamorati che vogliono vivere la città in assoluta privacy ma senza essere costretti a rinunciare alla parte culturale e storica della città. La prima traccia tocca dieci punti di Venezia, la città romantica per eccelenza, selezionati dopo un test campione composto da persone di diverse nazionalità. Ad esempio, è stata scelta l’Erbaria che nonostante sia la zona del mercato, all’ora del tramonto si trasforma in un angolo fra i piu romantici della città. La guida sarà utile anche per scoprire il ponte migliore per ammirare la città da soli, oppure la chiesa con le opere più emozionanti o il quadro che racconta un passato d’amore.

Colonna sonora Bettina Rondò Veneziano http://www.youtube.com/watch?v=Ww0u38AdaCE

Dove In vendita su Apple Store

 

Rubelli veste il Teatro Bolshoi

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Dopo la Fenice di Venezia, la Scala di Milano, il San Carlo di Napoli , il Petruzzelli di Bari e molti altri teatri, Rubelli – storica azienda veneziana di tessuti – entra anche nel tempio della musica e del balletto di Mosca: il Bolshoi, ovvero il Grande Teatro.

Uno dei teatri più importanti al mondo sarà “vestito” con tessuti realizzati dall’azienda veneziana nella propria tessitura di Cucciago, presso Como, da cui sono partiti per Mosca oltre 12.000 metri tra damaschi, lampassi preziosi, broccatelli, velluti e tessuti tecnici.

Rubelli ha iniziato a lavorare sul progetto già nel 2007: in una prima fase per i palchi, i parati e le tende, e poi per l’imponente sipario, anzi, più precisamente, per i sipari, visto che ce n’è più d’uno.

Il primo contatto con la Direzione del Teatro risale a quattro anni fa, quando a Rubelli fu richiesto di realizzare, sulla base di alcuni campioni originali in seta del teatro, un damasco ( per i palchi, i retropalchi e le mantovane) e un broccatello (per le tende e i parati), entrambi di colore rosso, oltre a due velluti ignifughi (uno leggero, sempre per tende, ed uno molto resistente, per le balaustrate), tutti in linea con le normative vigenti.

Riuscire ad ottenere lo stesso risultato cromatico – un rosso intenso – traducendo la seta in tessuto antifiamma non è stato semplice. Molteplici le prove realizzate nella tessitura Rubelli, tutti rigorosamente in Trevira CS, prima di arrivare all’approvazione del campione e quindi alla produzione e alla consegna del’intera commessa.
Del damasco, che riproduce fedelmente il motivo di ispirazione zarista , sono stati realizzati circa 1200 metri; del broccatello, caratterizzato da un disegno con un rapporto molto grande e da un colore rosso di tonalità leggermente diversa rispetto al damasco, oltre 6000 metri. E, ancora, dei velluti – di un rosso intermedio – oltre 2000 metri.

Alla fine del 2009 i complessivi 9200 metri vengono consegnati al teatro per un’immediata messa in opera. In realtà, l’apertura del teatro viene posticipata e quindi i tessuti vengono stoccati a Mosca e, su indicazioni di Rubelli, conservati con le dovute precauzioni.

Nel corso del 2010 e del 2011 vengono consegnati in varie tranches il lampasso e il velluto per i sipari, per le colonne laterali e per le balaustre dei palchi, oltre a 1700 metri di tessuto tecnico.

Il sipario rappresenta senz’altro la parte più importante, impegnativa e preziosa di tutto il lavoro.

Le varie fasi dell’operazione sipario (studio iniziale, esecuzione del disegno, realizzazione di campioni e successive approvazioni) si svolgono in un arco di tempo di circa un anno e mezzo. Durante i diversi stadi di avanzamento dei lavori vi sono numerosi incontri, sia in Italia che in Russia, tra i responsabili del teatro e le varie persone di Rubelli coinvolte nel progetto: disegnatori tecnici, stilisti e responsabili commerciali. Oltre che nella sede di Venezia, una delegazione del teatro si reca anche nella tessitura Rubelli di Como, sia nella fase di avviamento del lavoro e in quella conclusiva.

Il tessuto del sipario originale, di seta e fili di oro zecchino, si caratterizzava per il rapporto molto grande (1,5 metri in orizzontale e oltre 3 metri in verticale) del disegno, rapporto che viene mantenuto identico anche nella riproduzione di Rubelli.
Questo disegno presentava elementi tipici dell’iconografia sovietica: le spighe di grano, la falce e il martello, la stella a cinque punte e la scritta in cirillico CCCP, equivalente a URSS, ossia a Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Sulla base del nuovo disegno artistico fornito dalla direzione del Teatro, questi elementi vengono sostituiti con l’aquila imperiale zarista bicipite, San Giorgio col drago e la scritta RUSSIA , naturalmente in cirillico.

Per mantenere la preziosità del sipario originale, la tessitura Rubelli ha utilizzato 500 chilogrammi di filato d’oro puro, messi a punto da una filatura altamente specializzata e nel suo genere unica al mondo. Il risultato è un lampasso prezioso e dall’aspetto brillante con il quale sono stati realizzati due sipari: il primo è quello “classico”, composto da due drappi che, scorrendo su dei binari, si raccolgono lateralmente; il secondo è quello che, scendendo dall’alto, viene utilizzato teso, come sfondo, in particolare – com’è consuetudine – in occasione di discorsi tenuti dal Presidente. Per i due sipari e il rivestimento delle colonne laterali sono stati forniti in totale oltre 1100 metri lineari di lampasso. Vi è poi un terzo sipario, anch’esso di colore rosso, per il quale sono stati necessari 930 metri di velluto, che è servito anche per realizzare l’arlecchino.

Per Rubelli “l’operazione” Bolshoi”, iniziata nel 2007, si è conclusa con l’inaugurazione ufficiale del teatro rinnovato il 28 ottobre scorso.
Dopo i più prestigiosi teatri italiani, i tessuti Rubelli diventano quindi protagonisti nel mitico teatro russo e d’ora in avanti, spettacolo dopo spettacolo, tournée dopo tournée, daranno il benvenuto, in una sorta di abbraccio, anche all’appassionato pubblico del Bolshoi.

da www.rubelli.com

I tessuti Rubelli

Rubelli è Venezia. Una tradizione secolare della lavorazione dei tessuti, un’arte tra le più nobili e antiche. Le collezioni Rubelli sono influenzate da secoli d’oro della seta e dai fasti dell’arte tessile e per lo più, rappresentano fedeli riproduzioni di documenti del passato. Diverse “anime” per un’ampia gamma di tessuti, una collezione varia e multiforme, che sa adattarsi sia al contemporaneo sia al classico, disegni dalla forte personalità, un audace e spesso appariscente uso del colore.

Materiali preziosi come seta, cotoni, lini e lana, che vengono sapientemente lavorati unendo le tecniche antiche ed artigianali a quelle più innovative: lampassi preziosi, liseré, laminati, superfici increspate, stampe a rilievo. Oltre a questo, tessuti tecnici soddisfano chi, oltre alla bellezza, vuole unire alte prestazioni: elevata resistenza all’usura, facile lavabilità, solidità nei colori (tessuti ignifughi e outdoor). Tessuti concepiti come opere d’arte e destinati ad impreziosire residenze storiche, interni contemporanei, musei, teatri, yachts, alberghi o navi da crociera.

Ma qualsiasi casa, con un metro quadro di tessuto Rubelli, diventa più preziosa.

www.rubelli.com

In Trentino, Lei trova i tessuti Rubelli da Vi.Vo. Vicolo del Vo’, 23 a Trento tel. 0461.261737

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