Hosteria Toblino, sublime connubio tra vista e gusto

Ci sono il legno, l’olivo, la vite e un elegante tocco di bordeaux. Ci sono tutti gli elementi per godere di un sublime colpo d’occhio.

Siamo a Sarche in Valle dei Laghi ed imboccando la strada che porta a Riva del Garda è impossibile non notare la struttura che ospita Hosteria, il locale dedicato alla ristorazione della Cantina di Toblino.

Davanti alla struttura in legno e vetro, è stato allestito un parterre erboso che ospita dei filari di viti. Poco distante, il grigio delle piante di olivo si sposa con il verde blu dei cipressi. L’area outdoor del winebar è arredata con degli eleganti ombrelloni bordeaux.

Soddisfatto il senso della vista, sarà quello del gusto ad essere pienamente gratificato.

Hosteria infatti, è ristorante, dove degustare i vini trentini abbinati alla miglior cucina tradizionale; è winebar, enoteca e grappoteca; è un selling point fornitissimo con un buon paniere di specialità gastronomiche selezionate da Slow food e dalla Strada del vino e dei Sapori “dal Lago di Garda alle Dolomiti di Brenta”. Il tutto interpretato da un ambiente moderno e raffinato, conviviale ma elegante.

Personalmente l’ho scelto per un appuntamento di lavoro. Ho portato il mio ospite a pranzo all’Hosteria: davanti ad un fagottino ripieno con formaggio Casolet dorato con miele d’acacia di Thun e crema di marroni di Drena, un filetto di trota salmonata come secondo e un classico strudel di mele alla trentina come dessert, ho realizzato un’importante intervista in tema di agricoltura.

Una bella figura.

Hosteria & Selling Point Toblino, Via Garda, 3 Fr. Sarche Calavino Tel. 0461 561113 Email. hosteria@toblino.it www.toblino.it

(foto da 2spaghi.it)

Se in Trentino, d’autunno, un castello…

Quando partiamo, la nostra Golf R coperta di foglie secche cadute nella notte, viene coinvolta in un vortice di colori e movimento, uno spettacolo da spot!

Il nostro tour di oggi sarà breve, il tempo non ci permette di godere grandi panorami, ma in compenso vivremo il fascino tenebroso di alcuni dei più bei castelli trentini avvolti dalla nebbia.

Partiamo da Trento e saliamo in direzione Bus de Vela. In questo viaggio, la nostra Golf R dovrà dimostrarci quel ruolo di “Golf più potente che mai” ereditato dalla R32, berlinetta dopatissima fin dal 2004, tramite un motore V6 di oltre tre litri e con 245-250 cavalli. La Golf R ha una meccanica completamente diversa. Perde prima di tutto quell’originale V6 a cilindri stretti e la sigla “32” che identificava la cilindrata. Adesso, in nome di una generale tendenza al “downsizing”, la R ha scelto di adottare il quattro cilindri 2.0 turbocompresso di derivazione GTI. Un propulsore che tuttavia riesce a risultare meno banale giusto perché mette sul banco ben 270 cavalli di potenza massima.

Mentre raggiungiamo il borgo di Terlago abbiamo il tempo di dare un occhio agli interni. L‘impostazione è assolutamente quella di un’anima sportiva: volante conformato anatomicamente e rivestito in pelle traforata, pedaliera in alluminio e dagli inserti in gomma. La strumentazione è piacevole (specie con il buio). La comodità interna è in gran parte assicurata dai bei sedili anatomici Top e dalle molteplici possibilità di regolazione. Particolare il tunnel centrale, molto ampio.

Da Terlago, affascinante paese di castelli e dimore storiche, scegliamo di percorrere un tratto secondario tra la campagna, passando attraverso i piccoli paesi di Covelo e Ciago, fino a Vezzano.

Se c’è una sensazione che la Golf R riesce a trasmettere in modo limpido e inequivocabile a chi la sta guidando, è quella relativa alla sua stabilità. E non è solo un’impressione: la versione top della berlinetta Volkswagen è davvero irreprensibile in tutte le situazioni. Precisa nel seguire le linee impostate, senza mai uno scuotimento di troppo anche nelle rapide variazioni di sterzata o di “pedalata” con freno o gas, che sarebbe sovente preludio a un’imbarcata, ben appoggiata a terra anche con il retrotreno.

Giunti a Vezzano, proseguiamo in direzione Valle dei Laghi dove intravediamo il Castel Toblino http://www.casteltoblino.com/ e il Maso Toresela. Una piccola deviazione verso Santa Massenza per acquistare la solita bottiglia di “grappa più buona del Trentino” dai fratelli Poli http://www.giulioemauro.it/grappa_massenza.php

Si riparte presto in direzione di Calavino. Una veloce occhiata a Castel Madruzzo  http://www.madruzzo.org/fondazione/castelmadruzzo.html che inquieto si intravede nella nebbia alzata dalla pioggia battente e subito arriviamo a Lasino. Tappa obbligata, è la Cantine Pravis http://www.pravis.it/ita/cantina.htm da Erika Pedrini.

Su questo tratto di strada abbastanza lineare, la stabilità della nostra Golf R si conferma, anche nelle frenate d’emergenza e si avverte a tutte le andature, anche al limite.

E’ un peccato non poter “sentire”i 270 cavalli disponibili che sembrano davvero ben imbrigliati dalle quattro ruote motrici ed il sistema 4Motion non dà l’idea di una trazione anteriore ma pare proprio di avere a che fare con una trazione integrale permanente di tipo classico, di quelle cioè con il differenziale centrale. Certo, avendone la possibilità e volendo un po’ di gratificazione di guida, anzichè ricercarla nelle sbandate “ di potenza”, la potremmo trovare “giocando” con le levette al volante e apprezzando le cambiate istantanee, come pure dà piacere la rumorosità di scarico non appena il piede destro si vivacizza.

Ripartiti da Lasino, passiamo per Cavedine fino a giungere a Drena. Altro bel castello fasciato dalla nebbia. Ma proseguiamo in totale comfort, sicurezza di guida, bassa rumorosità e soprattutto comodità dei sedili e doti filtranti messe in mostra dalle sospensioni ben tarate.

Ormai siamo giunti alla nostra meta, la città di Arco. Il nostro tour finisce in uno dei bar del bel centro storico, dove davanti ad una cioccolata calda, il mio compagno approfondisce le sue sensazioni di guida, mentre io, ignorandolo, ripenso a quei castelli e a tutti quei sogni lì dentro imprigionati…

 

TESTO – ds ispirata da www.auto.it

FOTOGRAFIA – www.auto.it

MUSICA – over the hills and far away nightwish http://www.youtube.com/watch?v=6UztEfwHt14&feature=related

La bellezza è questione di Metodo (Classico)

Sulle pendici della Vigolana e sulle colline sovrastanti la città di Trento, le uve vengono coltivate e vinificate con passione, nel rispetto della natura e dell’ambiente, per ottenere vini semplici, raffinati e di forte personalità.

In questi ettari di vigneto, Matteo e Annalisa Furlani conducono una realtà vinicola giovane e dinamica, dove la produzione incarna sia la tradizione, nei suoi procedimenti totalmente artigianali, sia l’innovazione, nell’avanguardia della ricerca e dei criteri di lavorazione.

Emblema della Cantina Furlani è lo spumante Metodo Classico, espressione di una sintesi perfetta tra natura, territorio, conoscenza e dedizione. Infatti, il percorso che porta a questo prodotto d’eccellenza enologica avviene attraverso una serie di delicati passaggi, di regole di vinificazione e di scelte che andranno a definire le sue peculiarità sensorialmente tanto apprezzate.

La filosofia che muove l’attività è coltivare la terra con passione, per dedicarne i frutti a chi sa volersi bene e ricerca una maggior qualità della vita, partendo dall’alimentazione e dal benessere. Una filosofia che si concretizza in un’esclusiva interpretazione dello spumante, che sposa enologia e alta cosmesi.

Nasce così, un prodotto innovativo e di altissima qualità, una crema viso dedicata alla pelle per vivere la stessa emozione di un sorso di Metodo Classico eccellente. Un’emulsione dalla texture ricca e corposa, dal colore brillante e dalle note fresche, ma soprattutto dal potere antiossidante e rivitalizzante, grazie all’alta qualità delle materie prime e degli ingredienti naturali utilizzati; lo spumante infatti, è una sostanza ricchissima di principi attivi naturali, come i polifenoli d’uva, che proteggono dai radicali liberi, principali responsabili dell’invecchiamento cutaneo e l’acqua pura di montagna dona alla pelle luminosità ed idratazione.

Sono “Gocce di spumante sulla pelle” per un’esperienza multisensoriale, da provare.

Cantina Furlani Loc. Mulini a Vigolo Vattaro tel. 347.1474234

www.cantifurlani.com

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – www.cantinafurlani.it

MUSICA – bitter sweet symphony the verve http://www.youtube.com/watch?v=1lyu1KKwC74

Valle di Cembra, la Machu Pichu del Trentino

Può essere definita la “Machu Pichu” del Trentino. La manifestazione simbolica per eccellenza dell’identità di un popolo, l’incredibile testimonianza di un’opera dove l’uomo interagisce con la natura.

I vigneti terrazzati della Valle di Cembra si estendono per quasi 500 chilometri lineari, sostenuti da migliaia di antichi muri a secco. Lo splendido connubio tra il paesaggio vitato, modellato con i suoi dolci terrazzamenti da secoli di duro lavoro umano, e l’asprezza del territorio alpino che gli fa da cornice, rappresentano per la loro unicità storico-rurale, nonché per il loro valore estetico ed etico, un esempio di eccellenza ed un importante riferimento per le politiche di conservazione e salvaguardia paesaggistica non solo locale, ma anche a livello nazionale ed internazionale.

La destra orografica del torrente Avisio è caratterizzata dalla presenza di imponenti terrazzamenti coltivati a vite, che si spingono fino a oltre 800 metri di quota per una superficie di circa 600 ettari, dando vita ad un paesaggio dalle caratteristiche uniche. Più accidentato si presenta il versante sinistro della valle, dove il verde intenso dei boschi di conifere è “lacerato” dagli sprazzi di rosso delle cave di porfido.

Da questa bellezza così sobria e severa, rimase affascinato anche il famoso pittore rinascimentale tedesco Albrecht Dürer che volle onorare le qualità paesaggistiche della valle, raffigurandola in diversi acquarelli durante il suo primo viaggio in Italia.

La forte pendenza del terreno ha imposto, ai fini della coltivazione della vite, l’intervento dell’uomo sul terreno, mediante la costruzione di un impianto a gradoni realizzato da muri artificiali di sostegno.

Si calcola, per difetto, che i muri a secco dei terrazzamenti sviluppino una lunghezza complessiva di circa 450 chilometri, in grado di abbracciare ben 15 volte i 30 chilometri della valle.

Questi secolari muretti, costruiti senza malta, miscelando certosina pazienza e materiale porfirico scelto, sono il risultato di un’accurata esecuzione, poggiando e incastrando un sasso sopra l’altro, in basso i macigni più grossi e man mano, a salire, i sassi di dimensione inferiore, fino a raggiungere altezze di diversi metri.

Ma l’azione dell’uomo interpreta la sua vera virtù non solo nella costruzione, ma soprattutto nell’opera di tutela di questi muri, garantita anche da costanti e laboriose manutenzioni. In passato, mancando le pur ripide, ma percorribili strade interpoderali attuali, è facile comprendere la fatica ed il disagio davvero estremi dei viticoltori.

I terrazzamenti sono diventati così, il simbolo della tenacia della gente cembrana che non solo li ha realizzati, ma soprattutto, ha lottato per la loro conservazione nei secoli.

TESTO – ds per Terra Trentina

FOTOGRAFIA – Agh

MUSICA –  it’s my life jon bon jovi http://www.youtube.com/watch?v=vx2u5uUu3DE&ob=av2e

Aperitivo al castello

Di ritorno da un appuntamento di lavoro o per regalarsi il lusso del Tempo. All’entrata del Castel Toblino, prima di accedere al maniero, è possibile godere di una angolo adibito a bar, con annessa terrazza direttamente sul lago. Per momenti unici, da strappare alla quotidianità, in uno dei posti più affascinanti della nostra provincia, gustando l’aroma di un vino trentino, davanti alle luci del tramonto e ai colori dei vigneti. Dove anche i pensieri, finalmente, riescono a rallentare e a farsi cullare dal ritmo languido delle acque del lago.

Via Caffaro, 1 a Sarche Trento tel. 0461.864036 www.casteltoblino.com  Email info@casteltoblino.com

                              Foto Agh

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