La cura della Bellezza

Per i fiori freschi della casa, Miss Jonela si serve da Petali, in via Malpaga. In verità, si serve anche in giardino e nei boschi circostanti Casa Campanelle. La casa è grande e serve parecchia vita per abbellirne gli spazi. La natura è la prima fonte di Bellezza, oltre che di vita. Questo ci ha insegnato Miss Jonela.

Miss Jonela ha cura della Bellezza.

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Valori impressi

TESTO E FOTO DI DONATELLA SIMONI

Pensando all’autunno, ai suoi colori, alle foglie che cadono, mi sono ricordata del mio erbario, realizzato nel 1980, alle scuole elementari, grazie alla sensibilità della maestra Caterina, alla quale devo molto, molte delle mie passioni, tra cui l’astronomia e l’archeologia. (Grazie, maestra!). Tornando all’erbario, si tratta di una decina di schede con foglie e fiori vivi, sulle quali è stato riportato con cura in calce, con la mia calligrafia di bambina, il nome della specie, il giorno e il luogo della raccolta. Sono trascorsi 33 anni ma è così emozionante poter (di)mostrare a mio figlio – fogli(e) alla mano – che i veri valori sono quelli dal cuore semplice e che se raccolti con Amore, possono vivere e mantenersi integri per sempre.

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L’ispirazione del giorno

kk“…ho avuto il modo ed anche il tempo di cambiare…”. Quaranta e sentirli, nel senso di sentire la soddisfazione di aver compiuto un percorso di crescita, nel quale sono riuscita a realizzare qualcosa di Bello ma soprattutto ad imparare dai profondi errori che la parte debole di me ha favorito … so benissimo che la mia arte è nella parte fragile di me…. Oggi, alla soglia dei Quaranta, sebbene … ci sia qualcosa che mi fa paura e rende incerto il mio volo…, ritengo che questo sia un Tempo giusto per avere Modo di cambiare. E che da ora in poi si possa solo fare meglio. Con una capacità di espressione nuova, di … cercare angoli di cielo, fantastiche visioni, per dare nuova luce ai miei occhi, lasciando entrare tutte le emozioni senza far finta che l’amore non mi tocchi

L’ispirazione del giorno

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“Io ritengo giusto avere… avere uno scopo, compiere un qualche cosa, convincersi che la vita abbia un senso… avere qualcosa a cui aggrapparsi in ogni evenienza, è necessario… significare qualcosa per gli altri, non trovi che ho ragione? Lo so che ti sembra puerile ma… io ci credo fermamente… ahh questa pioggia che non vuol finire”

da “Persona” di Ingmar Bergman (1966)

Il tabernacolo della vita

“Siccome sono a letto da tre giorni, penso al letto, e ci penso perfino quando dormo. Il letto, amico mio, è tutta la nostra vita. In esso si nasce, si ama, si muore.”

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“Poi ecco che per la prima volta due amanti si trovano carne contro carne in questo tabernacolo della vita. Tremano, ma sono ebbri di gioia, si sentono deliziosamente vicini; e a poco a poco le loro labbra si uniscono. Quel bacio divino li confonde, quel bacio, porta del cielo terrestre, quel bacio che canta le delizie umane e tutte le promette, le annuncia e le precede. Il letto si muove come un mare agitato, cede e mormora, sembra animato e felice, perché su di esso si compie il delirante mistero dell’amore. Che c’è di più soave e perfetto, nel mondo, di questi amplessi che formano di due un solo essere, dando a ciascuno di essi, nello stesso istante, lo stesso pensiero, la stessa attesa e la stessa gioia totale che scende in loro come un fuoco divoratore e celeste?

Vi ricordate i versi che mi leggeste l’altr’anno, di non so quale poeta antico, forse il dolce Ronsard?

Et quand au lit nous serons
Entrelacés, nous ferons
Les lascifs selon les guises
Des amants qui librement
Pratiquent folâtrement
Dans les draps cent mignardises.

Questi versi vorrei che fossero ricamati sul cielo del mio baldacchino, da cui Piramo e Tisbe mi guardano senza fine coi loro occhi di tessuto”

“Quante altre cose avrei da dire! ma non ho tempo di notarle tutte e non riuscirei nemmeno a ricordarmele; e mi sento così stanca che ora tolgo questi guanciali, mi sdraio e dormo un po’”

(passi tratti da Il letto di Guy de Maupassant, fotografia Cielo del letto a baldacchino, Museo di Palazzo Mansi a Lucca da www.restauroestudiotessili.it)

L’ispirazione del giorno

Caos in borsa. E’ quando cadi, che scopri chi sei. Ti si apre un mondo, il tuo, e vedi dove stanno davvero le tue risorse, quelle che propagano la forza e il coraggio necessari, quelle che, quando sei in basso, ti danno la spinta per salire. Lista delle azioni in rialzo: affetti, rispetto per la semplicità del quotidiano, impegno, pensieri, idee, passioni, ispirazioni, Bellezza. Valori. Preziosi.

Il lifestyle di Loro Piana

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Ora scegliete dove vorreste essere:

Antibes, ore 19

Montecarlo, Port Hercule, ore 18

Pronti per una passeggiata

Weekend in Toscana

Relax in campagna

Pomeriggio di shopping a Firenze, ore 16.30

Firenze via Maggio, ore 11

Capalbio Toscana, ore 10

Villa d’Este, Lago di Como, ore 16

 

Quello di Loro Piana è un mondo che merita essere scoperto ed osservato, almeno da lontano. Lo stesso sito web www.loropiana.com è un mondo. Prendetevi il tempo&modo di visitarlo.

Così, per opportuna conoscenza.

Dove il Bello ha trovato dimora

Il primo piano di Casa Campanelle, rappresenta il “cuore” della dimora. La parte ad ovest è quella che aveva subito più danni derivati dal dissesto dell’edificio, gli avvolti di pregevole fattura erano in molti punti fessurati in maniera profonda e negli anni ’80, era stato necessario creare una struttura provvisionale in legno onde evitare un sicuro crollo rovinoso di questa parte dell’edificio. Affascinanti soffitti a volte caratterizzano il grande salone padronale e i sette locali che vi si affacciano.

Un di questi è la “Stanza della musica e del canto”, il cui soffitto a splendide volte artisticamente modulate, è decorato da pitture ottocentesche sicuramente riproposte su affreschi più antichi. L’artista è sconosciuto. Due ipotesi: la stanza era adibita all’esercizio dell’arte della musica e del canto, oppure semplicemente il pittore ne era estremamente affascinato.

Gli elementi rappresentati a tempera su muro sono strumenti musicali, uccelli ed elementi botanici, riconducibili sicuramente alla mitologia classica. Quattro sono gli elementi botanici, alloro, mirto, olivo e quercia, quattro sono i soggetti simboli e allegorie della Vittoria, una fiaccola accesa, una ghirlanda d’alloro, una faretra e le frecce. Gli antichi strumenti musicali rappresentati, come la lira eptocorde, la lira da braccio, il flauto, la tromba, lo zufolo, il timpano e la cetra (o salterio), rimandano all’iconografia di antiche divinità classiche quali Apollo, Atena, Eros, Pan. Gli uccelli rappresentati nelle quattro nicchie degli angoli sono un pavone, due colombe, un usignolo e un uccello orientale molto colorato (tucano?). Al centro del soffitto, una pittura andata quasi interamente perduta, riproduceva una grande ghirlanda di mirto con dei fiori e degli strumenti musicali al centro.

I segni delle pesanti fenditure che attraversano gli avvolti “sfregiando” le pitture, sono le cicatrici delle profonde ferite che Casa Campanelle presentava prima dei lavori di risanamento e restauro.

Certe volte mi sdraio sul pavimento in rovere e guardo questo affascinate soffitto. E’ una posizione “zen” per me, ispirata dal Bello ma anche cosciente che la sua forza dipende da un sacrificio, da un dolore, da una lacerazione. In questo, penso anche al momento della nascita di mio figlio. Non esiste il Bello, se non c’è un Male che di conseguenza ne intensifica il potere.

L’armonia è spesso spezzata dalla fitta di un dolore, la perfezione dal fulmine di uno sbaglio, ma l’insieme forma un’armonia più grande che rappresenta la nostra esistenza, il nostro passaggio su questo mondo.

Di due cose non ho mai riso nella mia vita: dei miei sogni e dei miei sbagli.

  

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – tutti i miei sbagli subsonica http://www.youtube.com/watch?v=BoZoxSLKgUE

Alla ricerca del ritmo perduto

Fermarsi, ascoltare, sentire. Avevo mio figlio in grembo e stavo raccogliendo un’intervista per il libro “Memorie d’acqua”.

Ricordo che era un pomeriggio di maggio e il sole già riscaldava. Ci rivedo, seduti vicini, su una panca in legno a ridosso del muro della vecchia fucina di Rio Caino, il fabbro ed io, a raccontarci di acqua, di ferro, di storia e di politica. Geronimo parlava quasi sottovoce e scandendo bene le parole, mentre Gianmarco ed io ascoltavamo affascinati.

Un fabbro che ha imparato il mestiere da suo padre e che ha trascorso la sua vita nella sua fucina. Produce ancora attrezzi agricoli e oggetti in ferro su richiesta, sempre nella vecchia fucina ad acqua, sempre con antichi attrezzi e antiche modalità, come da sempre è stato.

Un incontro importante quello con il vecchio fabbro, alla scoperta di un rapporto molto intenso, quello tra un uomo e l’acqua.

Si può dire che per quest’uomo ormai segnato dagli anni e dal suo duro lavoro, l’acqua sia stata e sarà sempre il suo “chiodo fisso”. Una preoccupazione costante, quotidiana, negli anni: la portata dell’acqua, una risorsa legata alla natura, un rapporto di fiducia talvolta imprevedibile, forse ingestibile.

Il torrente che scorre sulla porta di quella che ormai è la sua casa, è molto impetuoso. Il rumore è molto forte. Il fabbro si è abituato a questa presenza costante e rumorosa, anzi più è forte, più è rassicurante. Sembra non poterne più fare a meno.

L’acqua nella fucina è una presenza importante, ingombrante, è l’assoluta protagonista. Quel rumore è diventato parte integrante della fucina e della vita quotidiana e talvolta, serve addirittura a “lenire” il rumore cieco del maglio. Quando spegne l’acqua perché il maglio non lavora, gli sembra che la sua fucina sia sorda. Parole sue.

Il suo lavoro è fatto di molta manualità e di rumori. L’acqua accompagna il suo fare, scandendone il ritmo, con allegria.

Un mondo antico quello della fucina, fatto di luci, rumori e odori di antica memoria che accoglie una vita dedicata al ferro e alla lavorazione della sua plasmabile anima. Da visitare, intatta nella sua atmosfera, aperta a chi spera di trovare qui quel ritmo perduto che nella quotidianità d’oggi, tanto ci manca.

Sentiero Etnografico di Rio Caino a Cimego. Per info: Consorzio turistico Valle del Chiese Tel. 0465.901217

 

TESTO – ds ispirata da “Memorie d’acqua”

FOTOGRAFIA – ds

MUSICA – rhythm is a dancer snap http://www.youtube.com/watch?v=4cT3hQUIa6M&ob=av2n (che ricordi…)

 

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